SCENA DICIASSETTESIMA
Sala in casa di Don Giovanni, con una mensa preparata.
Don Giovanni e Leporello. Servi, alcuni Suonatori.
Una mensa imbandita.
Sala in casa di Don Giovanni, con una mensa preparata.
Don Giovanni e Leporello. Servi, alcuni Suonatori.
Una mensa imbandita.
Nr. 24 - Finale
DON GIOVANNI
Già la mensa è preparata.
Voi suonate, amici cari!
Giacché spendo i miei danari,
Io mi voglio divertir.
Siede a mensa.
Leporello, presto in tavola.
Già la mensa è preparata.
Voi suonate, amici cari!
Giacché spendo i miei danari,
Io mi voglio divertir.
Siede a mensa.
Leporello, presto in tavola.
LEPORELLO
Son prontissimo a servir.
i suonatori cominciano
Bravi! Bravi! Cosa rara!
alludendo ad un pezzo di musica nell'opera «La cosa rara»
Son prontissimo a servir.
i suonatori cominciano
Bravi! Bravi! Cosa rara!
alludendo ad un pezzo di musica nell'opera «La cosa rara»
DON GIOVANNI
Che ti par del bel concerto?
Che ti par del bel concerto?
LEPORELLO
È conforme al vostro merto.
È conforme al vostro merto.
DON GIOVANNI
mangiando
Ah che piatto saporito!
mangiando
Ah che piatto saporito!
LEPORELLO
a parte
(Ah che barbaro appetito!
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir.)
a parte
(Ah che barbaro appetito!
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir.)
DON GIOVANNI
(Nel veder i miei bocconi
Gli par proprio di svenir.)
Piatto!
(Nel veder i miei bocconi
Gli par proprio di svenir.)
Piatto!
LEPORELLO
muta il piatto
Servo.
Evvivano i litiganti.
alludendo ad altr'opera di titolo «Fra due litiganti il terzo gode»
muta il piatto
Servo.
Evvivano i litiganti.
alludendo ad altr'opera di titolo «Fra due litiganti il terzo gode»
DON GIOVANNI
Versa il vino!
Eccellente marzimino!
Versa il vino!
Eccellente marzimino!
LEPORELLO
mangiando e bevendo di nascosto
(Questo pezzo di fagiano,
Piano piano vo'inghiottir.)
mangiando e bevendo di nascosto
(Questo pezzo di fagiano,
Piano piano vo'inghiottir.)
DON GIOVANNI
(Sta mangiando, quel marrano!
Fingerò di non capir.)
(Sta mangiando, quel marrano!
Fingerò di non capir.)
LEPORELLO
ai suonatori che di nuovo cangiano motivo
Questa poi la conosco pur troppo.
ai suonatori che di nuovo cangiano motivo
Questa poi la conosco pur troppo.
DON GIOVANNI
senza guardarlo
Leporello!
senza guardarlo
Leporello!
LEPORELLO
col boccon in gola
Padron mio!
col boccon in gola
Padron mio!
DON GIOVANNI
Parla schietto, mascalzone.
Parla schietto, mascalzone.
LEPORELLO
Non mi lascia una flussione
Le parole proferir.
Non mi lascia una flussione
Le parole proferir.
DON GIOVANNI
Mentre io mangio fischia un poco.
Mentre io mangio fischia un poco.
LEPORELLO
non so far.
non so far.
DON GIOVANNI
accorgendosi che mangia
Cos'è?
accorgendosi che mangia
Cos'è?
LEPORELLO
Scusate!
Sì eccellente è il vostro cuoco,
Che lo volli anch'io provar.
Scusate!
Sì eccellente è il vostro cuoco,
Che lo volli anch'io provar.
DON GIOVANNI
(Sì eccellente è il cuoco mio,
Che lo volle anch'ei provar.)
(Sì eccellente è il cuoco mio,
Che lo volle anch'ei provar.)
SCENA DICIOTTESIMA
Donna Elvira e detti.
Donna Elvira e detti.
DONNA ELVIRA
entrando disperata
L'ultima prova
dell'amor mio
Ancor vogl'io
fare con te.
Più non rammento
gl'inganni tuoi,
Pietade io sento.
entrando disperata
L'ultima prova
dell'amor mio
Ancor vogl'io
fare con te.
Più non rammento
gl'inganni tuoi,
Pietade io sento.
DON GIOVANNI e LEPORELLO
Cos'è?
Cos'è?
DONNA ELVIRA
s'inginocchia
Da te non chiede
quest'alma oppressa
Della sua fede
qualche merce'.
s'inginocchia
Da te non chiede
quest'alma oppressa
Della sua fede
qualche merce'.
DON GIOVANNI
Mi maraviglio!
Cosa volete?
Per beffarla s'inginocchia
Se non sorgete non resto in pie'.
Mi maraviglio!
Cosa volete?
Per beffarla s'inginocchia
Se non sorgete non resto in pie'.
DONNA ELVIRA
Ah non deridere
gli affani miei!
Ah non deridere
gli affani miei!
LEPORELLO
(Quasi da piangere
mi fa costei.)
(Quasi da piangere
mi fa costei.)
DON GIOVANNI
alzandosi e facendo alzare Donna Elvira
Io te deridere!
Cielo, e perché?
con affettata tenerezza
Che vuoi, mio bene!
alzandosi e facendo alzare Donna Elvira
Io te deridere!
Cielo, e perché?
con affettata tenerezza
Che vuoi, mio bene!
DONNA ELVIRA
Che vita cangi!
Che vita cangi!
DON GIOVANNI
beffandola
Brava!
beffandola
Brava!
DONNA ELVIRA
Cor perfido!
Cor perfido!
DON GIOVANNI
Lascia ch'io mangi,
E se ti piace,
mangia con me.
Lascia ch'io mangi,
E se ti piace,
mangia con me.
DONNA ELVIRA
Rèstati, barbaro!
Nel lezzo immondo
Esempio orribile
d'inquinità!
Rèstati, barbaro!
Nel lezzo immondo
Esempio orribile
d'inquinità!
Parte
LEPORELLO
(Se non si muove
al suo dolore,
Di sasso ha il core,
o cor non ha.)
(Se non si muove
al suo dolore,
Di sasso ha il core,
o cor non ha.)
DON GIOVANNI
Vivan le femmine,
Viva il buon vino!
Sostegno e gloria
d'umanità!
Vivan le femmine,
Viva il buon vino!
Sostegno e gloria
d'umanità!
DONNA ELVIRA
Ah!
Di dentro: poi rientra, traversa la scena fuggendo, esce da un'altra parte.
Ah!
Di dentro: poi rientra, traversa la scena fuggendo, esce da un'altra parte.
DON GIOVANNI e LEPORELLO
Che grido è questo mai?
Che grido è questo mai?
DON GIOVANNI
Va a veder che cosa è stato.
Leporello esce.
Va a veder che cosa è stato.
Leporello esce.
LEPORELLO
Ah!
Ah!
DON GIOVANNI
Che grido indiavolato!
Leporello, che cos'è?
Che grido indiavolato!
Leporello, che cos'è?
LEPORELLO
entra spaventato e chiude l'uscio
Ah, signor, per carità!
Non andate fuor di qua!
L'uom di sasso, l'uomo bianco,
Ah padrone! Io gelo, io manco.
Se vedeste che figura,
se sentiste come fa
Ta! Ta! Ta! Ta!
imitando i passi del Commendatore.
entra spaventato e chiude l'uscio
Ah, signor, per carità!
Non andate fuor di qua!
L'uom di sasso, l'uomo bianco,
Ah padrone! Io gelo, io manco.
Se vedeste che figura,
se sentiste come fa
Ta! Ta! Ta! Ta!
imitando i passi del Commendatore.
DON GIOVANNI
Non capisco niente affatto.
Tu sei matto in verità.
Non capisco niente affatto.
Tu sei matto in verità.
Si batte alla porta.
LEPORELLO
Ah sentite!
Ah sentite!
DON GIOVANNI
Qualcun batte!
Apri!
Qualcun batte!
Apri!
LEPORELLO
tremando
Io tremo!
tremando
Io tremo!
DON GIOVANNI
Apri, dico!
Apri, dico!
LEPORELLO
Ah!
Ah!
DON GIOVANNI
Per togliermi d'intrico
Ad aprir io stesso andrò.
Prende il lume e la spada sguainata e va ad aprire.
Per togliermi d'intrico
Ad aprir io stesso andrò.
Prende il lume e la spada sguainata e va ad aprire.
LEPORELLO
(Non vo' più veder l'amico
Pian pianin m'asconderò.)
Si cela sotto la tavola.
(Non vo' più veder l'amico
Pian pianin m'asconderò.)
Si cela sotto la tavola.
SCENA DICIANNOVESIMA
Il Convitato di Pietra e detti
Il Convitato di Pietra e detti
LA STATUA
Don Giovanni, a cenar teco
M'invitasti e son venuto!
Don Giovanni, a cenar teco
M'invitasti e son venuto!
DON GIOVANNI
Non l'avrei giammai creduto;
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un altra cena
Fa che subito si porti!
Non l'avrei giammai creduto;
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un altra cena
Fa che subito si porti!
LEPORELLO
facendo capolino di sotto alla tavola
Ah padron! Siam tutti morti.
facendo capolino di sotto alla tavola
Ah padron! Siam tutti morti.
DON GIOVANNI
tirandolo fuori
Vanne dico!
tirandolo fuori
Vanne dico!
LA STATUA
a Leporello che è in atto di parlare
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste;
Altra cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò!
a Leporello che è in atto di parlare
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste;
Altra cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò!
LEPORELLO
(La terzana d'avere mi sembra
E le membra fermar più non so.)
(La terzana d'avere mi sembra
E le membra fermar più non so.)
DON GIOVANNI
Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi?
Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi?
LA STATUA
Parlo; ascolta! Più tempo non ho!
Parlo; ascolta! Più tempo non ho!
DON GIOVANNI
Parla, parla, ascoltando ti sto.
Parla, parla, ascoltando ti sto.
LA STATUA
Tu m'invitasti a cena,
Il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
Tu m'invitasti a cena,
Il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
LEPORELLO
da lontano, sempre tremando
Oibò;
tempo non ha, scusate.
da lontano, sempre tremando
Oibò;
tempo non ha, scusate.
DON GIOVANNI
A torto di viltate
Tacciato mai sarò.
A torto di viltate
Tacciato mai sarò.
LA STATUA
Risolvi!
Risolvi!
DON GIOVANNI
Ho già risolto!
Ho già risolto!
LA STATUA
Verrai?
Verrai?
LEPORELLO
a Don Giovanni
Dite di no!
a Don Giovanni
Dite di no!
DON GIOVANNI
Ho fermo il cuore in petto:
Non ho timor: verrò!
Ho fermo il cuore in petto:
Non ho timor: verrò!
LA STATUA
Dammi la mano in pegno!
Dammi la mano in pegno!
DON GIOVANNI
porgendogli la mano
Eccola! Ohimé!
porgendogli la mano
Eccola! Ohimé!
LA STATUA
Cos'hai?
Cos'hai?
DON GIOVANNI
Che gelo è questo mai?
Che gelo è questo mai?
LA STATUA
Pentiti, cangia vita
È l'ultimo momento!
Pentiti, cangia vita
È l'ultimo momento!
DON GIOVANNI
vuol scoigliersi, ma invano
No, no, ch'io non mi pento,
Vanne lontan da me!
vuol scoigliersi, ma invano
No, no, ch'io non mi pento,
Vanne lontan da me!
LA STATUA
Pentiti, scellerato!
Pentiti, scellerato!
DON GIOVANNI
No, vecchio infatuato!
No, vecchio infatuato!
LA STATUA
Pentiti!
Pentiti!
DON GIOVANNI
No!
No!
LA STATUA
Sì!
Sì!
DON GIOVANNI
No!
No!
LA STATUA
Ah! tempo più non v'è!
Ah! tempo più non v'è!
Fuoco da diverse parti, il Commendatore sparisce, e s'apre una voragine.
DON GIOVANNI
Da qual tremore insolito
Sento assalir gli spiriti!
Dond'escono quei vortici
Di foco pien d'orror?
Da qual tremore insolito
Sento assalir gli spiriti!
Dond'escono quei vortici
Di foco pien d'orror?
CORO DI DIAVOLI
di sotterra, con voci cupe
Tutto a tue colpe è poco!
Vieni, c'è un mal peggior!
di sotterra, con voci cupe
Tutto a tue colpe è poco!
Vieni, c'è un mal peggior!
DON GIOVANNI
Chi l'anima mi lacera?
Chi m'agita le viscere?
Che strazio, ohimé, che smania!
Che inferno, che terror!
Chi l'anima mi lacera?
Chi m'agita le viscere?
Che strazio, ohimé, che smania!
Che inferno, che terror!
LEPORELLO
(Che ceffo disperato!
Che gesti da dannato!
Che gridi, che lamenti!
Come mi fa terror!)
(Che ceffo disperato!
Che gesti da dannato!
Che gridi, che lamenti!
Come mi fa terror!)
Cresce il fuoco, compariscono diverse furie, s'impossessano di Don Giovanni e seco lui sprofondano.
SCENA ULTIMA
Leporello, Donna Elvira, Donn'Anna, Zerlina, Don Ottavio, Masetto, con ministri di giustizia.
Leporello, Donna Elvira, Donn'Anna, Zerlina, Don Ottavio, Masetto, con ministri di giustizia.
DONNA ELVIRA, ZERLINA, DON OTTAVIO e MASETTO
Ah, dov'è il perfido?
Dov'è l'indegno?
Tutto il mio sdegno
Sfogar io vo'!
Ah, dov'è il perfido?
Dov'è l'indegno?
Tutto il mio sdegno
Sfogar io vo'!
DONNA ANNA
Solo mirandolo
Stretto in catene
Alle mie pene
Calma darò.
Solo mirandolo
Stretto in catene
Alle mie pene
Calma darò.
LEPORELLO
Più non sperate
Di ritrovarlo,
Più non cercate.
Lontano andò.
Più non sperate
Di ritrovarlo,
Più non cercate.
Lontano andò.
TUTTI
Cos'è? Favella! Via presto, sbrigati!
Cos'è? Favella! Via presto, sbrigati!
LEPORELLO
Venne un colosso... Ma se non posso...
Tra fumo e fuoco... Badate un poco...
L'uomo di sasso... Fermate il passo... Giusto là sotto... Diede il gran botto... Giusto là il diavolo - Sel trangugiò.
Venne un colosso... Ma se non posso...
Tra fumo e fuoco... Badate un poco...
L'uomo di sasso... Fermate il passo... Giusto là sotto... Diede il gran botto... Giusto là il diavolo - Sel trangugiò.
TUTTI
Stelle, che sento!
Stelle, che sento!
LEPORELLO
Vero è l'evento!
Vero è l'evento!
DONNA ELVIRA
Ah, certo è l'ombra
Che m'incontrò.
Ah, certo è l'ombra
Che m'incontrò.
DONNA ANNA, ZERLINA, DON OTTAVIO e MASETTO
Ah, certo è l'ombra
Che l'incontrò.
Ah, certo è l'ombra
Che l'incontrò.
DON OTTAVIO
Or che tutti, o mio tesoro,
Vendicati siam dal cielo,
Porgi, porgi a me un ristoro,
Non mi far languire ancor.
Or che tutti, o mio tesoro,
Vendicati siam dal cielo,
Porgi, porgi a me un ristoro,
Non mi far languire ancor.
DONNA ANNA
Lascia, o caro, un anno ancora
Allo sfogo del mio cor.
Lascia, o caro, un anno ancora
Allo sfogo del mio cor.
DON OTTAVIO
Al desio di chi m'adora
Ceder deve un fido amor.
Al desio di chi m'adora
Ceder deve un fido amor.
DONNA ANNA
Al desio di chi t'adora
Ceder deve un fido amor.
Al desio di chi t'adora
Ceder deve un fido amor.
DONNA ELVIRA
Io men vado in un ritiro
A finir la vita mia!
Io men vado in un ritiro
A finir la vita mia!
ZERLINA
Noi, Masetto, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
Noi, Masetto, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
MASETTO
Noi, Zerlina, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
Noi, Zerlina, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
LEPORELLO
Ed io vado all'osteria
A trovar padron miglior.
Ed io vado all'osteria
A trovar padron miglior.
ZERLINA, MASETTO e LEPORELLO
Resti dunque quel birbon
Con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, o buona gente,
Ripetiam allegramente
L'antichissima canzon:
Resti dunque quel birbon
Con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, o buona gente,
Ripetiam allegramente
L'antichissima canzon:
TUTTI
Questo è il fin di chi fa mal;
E de' perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.
Questo è il fin di chi fa mal;
E de' perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.
SCENA DICIASSETTESIMA
Sala in casa di Don Giovanni, con una mensa preparata.
Don Giovanni e Leporello. Servi, alcuni Suonatori.
Una mensa imbandita.
Sala in casa di Don Giovanni, con una mensa preparata.
Don Giovanni e Leporello. Servi, alcuni Suonatori.
Una mensa imbandita.
Nr. 24 - Finale
DON GIOVANNI
Già la mensa è preparata.
Voi suonate, amici cari!
Giacché spendo i miei danari,
Io mi voglio divertir.
Siede a mensa.
Leporello, presto in tavola.
Già la mensa è preparata.
Voi suonate, amici cari!
Giacché spendo i miei danari,
Io mi voglio divertir.
Siede a mensa.
Leporello, presto in tavola.
LEPORELLO
Son prontissimo a servir.
i suonatori cominciano
Bravi! Bravi! Cosa rara!
alludendo ad un pezzo di musica nell'opera «La cosa rara»
Son prontissimo a servir.
i suonatori cominciano
Bravi! Bravi! Cosa rara!
alludendo ad un pezzo di musica nell'opera «La cosa rara»
DON GIOVANNI
Che ti par del bel concerto?
Che ti par del bel concerto?
LEPORELLO
È conforme al vostro merto.
È conforme al vostro merto.
DON GIOVANNI
mangiando
Ah che piatto saporito!
mangiando
Ah che piatto saporito!
LEPORELLO
a parte
(Ah che barbaro appetito!
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir.)
a parte
(Ah che barbaro appetito!
Che bocconi da gigante!
Mi par proprio di svenir.)
DON GIOVANNI
(Nel veder i miei bocconi
Gli par proprio di svenir.)
Piatto!
(Nel veder i miei bocconi
Gli par proprio di svenir.)
Piatto!
LEPORELLO
muta il piatto
Servo.
Evvivano i litiganti.
alludendo ad altr'opera di titolo «Fra due litiganti il terzo gode»
muta il piatto
Servo.
Evvivano i litiganti.
alludendo ad altr'opera di titolo «Fra due litiganti il terzo gode»
DON GIOVANNI
Versa il vino!
Eccellente marzimino!
Versa il vino!
Eccellente marzimino!
LEPORELLO
mangiando e bevendo di nascosto
(Questo pezzo di fagiano,
Piano piano vo'inghiottir.)
mangiando e bevendo di nascosto
(Questo pezzo di fagiano,
Piano piano vo'inghiottir.)
DON GIOVANNI
(Sta mangiando, quel marrano!
Fingerò di non capir.)
(Sta mangiando, quel marrano!
Fingerò di non capir.)
LEPORELLO
ai suonatori che di nuovo cangiano motivo
Questa poi la conosco pur troppo.
ai suonatori che di nuovo cangiano motivo
Questa poi la conosco pur troppo.
DON GIOVANNI
senza guardarlo
Leporello!
senza guardarlo
Leporello!
LEPORELLO
col boccon in gola
Padron mio!
col boccon in gola
Padron mio!
DON GIOVANNI
Parla schietto, mascalzone.
Parla schietto, mascalzone.
LEPORELLO
Non mi lascia una flussione
Le parole proferir.
Non mi lascia una flussione
Le parole proferir.
DON GIOVANNI
Mentre io mangio fischia un poco.
Mentre io mangio fischia un poco.
LEPORELLO
non so far.
non so far.
DON GIOVANNI
accorgendosi che mangia
Cos'è?
accorgendosi che mangia
Cos'è?
LEPORELLO
Scusate!
Sì eccellente è il vostro cuoco,
Che lo volli anch'io provar.
Scusate!
Sì eccellente è il vostro cuoco,
Che lo volli anch'io provar.
DON GIOVANNI
(Sì eccellente è il cuoco mio,
Che lo volle anch'ei provar.)
(Sì eccellente è il cuoco mio,
Che lo volle anch'ei provar.)
SCENA DICIOTTESIMA
Donna Elvira e detti.
Donna Elvira e detti.
DONNA ELVIRA
entrando disperata
L'ultima prova
dell'amor mio
Ancor vogl'io
fare con te.
Più non rammento
gl'inganni tuoi,
Pietade io sento.
entrando disperata
L'ultima prova
dell'amor mio
Ancor vogl'io
fare con te.
Più non rammento
gl'inganni tuoi,
Pietade io sento.
DON GIOVANNI e LEPORELLO
Cos'è?
Cos'è?
DONNA ELVIRA
s'inginocchia
Da te non chiede
quest'alma oppressa
Della sua fede
qualche merce'.
s'inginocchia
Da te non chiede
quest'alma oppressa
Della sua fede
qualche merce'.
DON GIOVANNI
Mi maraviglio!
Cosa volete?
Per beffarla s'inginocchia
Se non sorgete non resto in pie'.
Mi maraviglio!
Cosa volete?
Per beffarla s'inginocchia
Se non sorgete non resto in pie'.
DONNA ELVIRA
Ah non deridere
gli affani miei!
Ah non deridere
gli affani miei!
LEPORELLO
(Quasi da piangere
mi fa costei.)
(Quasi da piangere
mi fa costei.)
DON GIOVANNI
alzandosi e facendo alzare Donna Elvira
Io te deridere!
Cielo, e perché?
con affettata tenerezza
Che vuoi, mio bene!
alzandosi e facendo alzare Donna Elvira
Io te deridere!
Cielo, e perché?
con affettata tenerezza
Che vuoi, mio bene!
DONNA ELVIRA
Che vita cangi!
Che vita cangi!
DON GIOVANNI
beffandola
Brava!
beffandola
Brava!
DONNA ELVIRA
Cor perfido!
Cor perfido!
DON GIOVANNI
Lascia ch'io mangi,
E se ti piace,
mangia con me.
Lascia ch'io mangi,
E se ti piace,
mangia con me.
DONNA ELVIRA
Rèstati, barbaro!
Nel lezzo immondo
Esempio orribile
d'inquinità!
Rèstati, barbaro!
Nel lezzo immondo
Esempio orribile
d'inquinità!
Parte
LEPORELLO
(Se non si muove
al suo dolore,
Di sasso ha il core,
o cor non ha.)
(Se non si muove
al suo dolore,
Di sasso ha il core,
o cor non ha.)
DON GIOVANNI
Vivan le femmine,
Viva il buon vino!
Sostegno e gloria
d'umanità!
Vivan le femmine,
Viva il buon vino!
Sostegno e gloria
d'umanità!
DONNA ELVIRA
Ah!
Di dentro: poi rientra, traversa la scena fuggendo, esce da un'altra parte.
Ah!
Di dentro: poi rientra, traversa la scena fuggendo, esce da un'altra parte.
DON GIOVANNI e LEPORELLO
Che grido è questo mai?
Che grido è questo mai?
DON GIOVANNI
Va a veder che cosa è stato.
Leporello esce.
Va a veder che cosa è stato.
Leporello esce.
LEPORELLO
Ah!
Ah!
DON GIOVANNI
Che grido indiavolato!
Leporello, che cos'è?
Che grido indiavolato!
Leporello, che cos'è?
LEPORELLO
entra spaventato e chiude l'uscio
Ah, signor, per carità!
Non andate fuor di qua!
L'uom di sasso, l'uomo bianco,
Ah padrone! Io gelo, io manco.
Se vedeste che figura,
se sentiste come fa
Ta! Ta! Ta! Ta!
imitando i passi del Commendatore.
entra spaventato e chiude l'uscio
Ah, signor, per carità!
Non andate fuor di qua!
L'uom di sasso, l'uomo bianco,
Ah padrone! Io gelo, io manco.
Se vedeste che figura,
se sentiste come fa
Ta! Ta! Ta! Ta!
imitando i passi del Commendatore.
DON GIOVANNI
Non capisco niente affatto.
Tu sei matto in verità.
Non capisco niente affatto.
Tu sei matto in verità.
Si batte alla porta.
LEPORELLO
Ah sentite!
Ah sentite!
DON GIOVANNI
Qualcun batte!
Apri!
Qualcun batte!
Apri!
LEPORELLO
tremando
Io tremo!
tremando
Io tremo!
DON GIOVANNI
Apri, dico!
Apri, dico!
LEPORELLO
Ah!
Ah!
DON GIOVANNI
Per togliermi d'intrico
Ad aprir io stesso andrò.
Prende il lume e la spada sguainata e va ad aprire.
Per togliermi d'intrico
Ad aprir io stesso andrò.
Prende il lume e la spada sguainata e va ad aprire.
LEPORELLO
(Non vo' più veder l'amico
Pian pianin m'asconderò.)
Si cela sotto la tavola.
(Non vo' più veder l'amico
Pian pianin m'asconderò.)
Si cela sotto la tavola.
SCENA DICIANNOVESIMA
Il Convitato di Pietra e detti
Il Convitato di Pietra e detti
LA STATUA
Don Giovanni, a cenar teco
M'invitasti e son venuto!
Don Giovanni, a cenar teco
M'invitasti e son venuto!
DON GIOVANNI
Non l'avrei giammai creduto;
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un altra cena
Fa che subito si porti!
Non l'avrei giammai creduto;
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un altra cena
Fa che subito si porti!
LEPORELLO
facendo capolino di sotto alla tavola
Ah padron! Siam tutti morti.
facendo capolino di sotto alla tavola
Ah padron! Siam tutti morti.
DON GIOVANNI
tirandolo fuori
Vanne dico!
tirandolo fuori
Vanne dico!
LA STATUA
a Leporello che è in atto di parlare
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste;
Altra cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò!
a Leporello che è in atto di parlare
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste;
Altra cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò!
LEPORELLO
(La terzana d'avere mi sembra
E le membra fermar più non so.)
(La terzana d'avere mi sembra
E le membra fermar più non so.)
DON GIOVANNI
Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi?
Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi?
LA STATUA
Parlo; ascolta! Più tempo non ho!
Parlo; ascolta! Più tempo non ho!
DON GIOVANNI
Parla, parla, ascoltando ti sto.
Parla, parla, ascoltando ti sto.
LA STATUA
Tu m'invitasti a cena,
Il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
Tu m'invitasti a cena,
Il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
LEPORELLO
da lontano, sempre tremando
Oibò;
tempo non ha, scusate.
da lontano, sempre tremando
Oibò;
tempo non ha, scusate.
DON GIOVANNI
A torto di viltate
Tacciato mai sarò.
A torto di viltate
Tacciato mai sarò.
LA STATUA
Risolvi!
Risolvi!
DON GIOVANNI
Ho già risolto!
Ho già risolto!
LA STATUA
Verrai?
Verrai?
LEPORELLO
a Don Giovanni
Dite di no!
a Don Giovanni
Dite di no!
DON GIOVANNI
Ho fermo il cuore in petto:
Non ho timor: verrò!
Ho fermo il cuore in petto:
Non ho timor: verrò!
LA STATUA
Dammi la mano in pegno!
Dammi la mano in pegno!
DON GIOVANNI
porgendogli la mano
Eccola! Ohimé!
porgendogli la mano
Eccola! Ohimé!
LA STATUA
Cos'hai?
Cos'hai?
DON GIOVANNI
Che gelo è questo mai?
Che gelo è questo mai?
LA STATUA
Pentiti, cangia vita
È l'ultimo momento!
Pentiti, cangia vita
È l'ultimo momento!
DON GIOVANNI
vuol scoigliersi, ma invano
No, no, ch'io non mi pento,
Vanne lontan da me!
vuol scoigliersi, ma invano
No, no, ch'io non mi pento,
Vanne lontan da me!
LA STATUA
Pentiti, scellerato!
Pentiti, scellerato!
DON GIOVANNI
No, vecchio infatuato!
No, vecchio infatuato!
LA STATUA
Pentiti!
Pentiti!
DON GIOVANNI
No!
No!
LA STATUA
Sì!
Sì!
DON GIOVANNI
No!
No!
LA STATUA
Ah! tempo più non v'è!
Ah! tempo più non v'è!
Fuoco da diverse parti, il Commendatore sparisce, e s'apre una voragine.
DON GIOVANNI
Da qual tremore insolito
Sento assalir gli spiriti!
Dond'escono quei vortici
Di foco pien d'orror?
Da qual tremore insolito
Sento assalir gli spiriti!
Dond'escono quei vortici
Di foco pien d'orror?
CORO DI DIAVOLI
di sotterra, con voci cupe
Tutto a tue colpe è poco!
Vieni, c'è un mal peggior!
di sotterra, con voci cupe
Tutto a tue colpe è poco!
Vieni, c'è un mal peggior!
DON GIOVANNI
Chi l'anima mi lacera?
Chi m'agita le viscere?
Che strazio, ohimé, che smania!
Che inferno, che terror!
Chi l'anima mi lacera?
Chi m'agita le viscere?
Che strazio, ohimé, che smania!
Che inferno, che terror!
LEPORELLO
(Che ceffo disperato!
Che gesti da dannato!
Che gridi, che lamenti!
Come mi fa terror!)
(Che ceffo disperato!
Che gesti da dannato!
Che gridi, che lamenti!
Come mi fa terror!)
Cresce il fuoco, compariscono diverse furie, s'impossessano di Don Giovanni e seco lui sprofondano.
SCENA ULTIMA
Leporello, Donna Elvira, Donn'Anna, Zerlina, Don Ottavio, Masetto, con ministri di giustizia.
Leporello, Donna Elvira, Donn'Anna, Zerlina, Don Ottavio, Masetto, con ministri di giustizia.
DONNA ELVIRA, ZERLINA, DON OTTAVIO e MASETTO
Ah, dov'è il perfido?
Dov'è l'indegno?
Tutto il mio sdegno
Sfogar io vo'!
Ah, dov'è il perfido?
Dov'è l'indegno?
Tutto il mio sdegno
Sfogar io vo'!
DONNA ANNA
Solo mirandolo
Stretto in catene
Alle mie pene
Calma darò.
Solo mirandolo
Stretto in catene
Alle mie pene
Calma darò.
LEPORELLO
Più non sperate
Di ritrovarlo,
Più non cercate.
Lontano andò.
Più non sperate
Di ritrovarlo,
Più non cercate.
Lontano andò.
TUTTI
Cos'è? Favella! Via presto, sbrigati!
Cos'è? Favella! Via presto, sbrigati!
LEPORELLO
Venne un colosso... Ma se non posso...
Tra fumo e fuoco... Badate un poco...
L'uomo di sasso... Fermate il passo... Giusto là sotto... Diede il gran botto... Giusto là il diavolo - Sel trangugiò.
Venne un colosso... Ma se non posso...
Tra fumo e fuoco... Badate un poco...
L'uomo di sasso... Fermate il passo... Giusto là sotto... Diede il gran botto... Giusto là il diavolo - Sel trangugiò.
TUTTI
Stelle, che sento!
Stelle, che sento!
LEPORELLO
Vero è l'evento!
Vero è l'evento!
DONNA ELVIRA
Ah, certo è l'ombra
Che m'incontrò.
Ah, certo è l'ombra
Che m'incontrò.
DONNA ANNA, ZERLINA, DON OTTAVIO e MASETTO
Ah, certo è l'ombra
Che l'incontrò.
Ah, certo è l'ombra
Che l'incontrò.
DON OTTAVIO
Or che tutti, o mio tesoro,
Vendicati siam dal cielo,
Porgi, porgi a me un ristoro,
Non mi far languire ancor.
Or che tutti, o mio tesoro,
Vendicati siam dal cielo,
Porgi, porgi a me un ristoro,
Non mi far languire ancor.
DONNA ANNA
Lascia, o caro, un anno ancora
Allo sfogo del mio cor.
Lascia, o caro, un anno ancora
Allo sfogo del mio cor.
DON OTTAVIO
Al desio di chi m'adora
Ceder deve un fido amor.
Al desio di chi m'adora
Ceder deve un fido amor.
DONNA ANNA
Al desio di chi t'adora
Ceder deve un fido amor.
Al desio di chi t'adora
Ceder deve un fido amor.
DONNA ELVIRA
Io men vado in un ritiro
A finir la vita mia!
Io men vado in un ritiro
A finir la vita mia!
ZERLINA
Noi, Masetto, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
Noi, Masetto, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
MASETTO
Noi, Zerlina, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
Noi, Zerlina, a casa andiamo!
A cenar in compagnia!
LEPORELLO
Ed io vado all'osteria
A trovar padron miglior.
Ed io vado all'osteria
A trovar padron miglior.
ZERLINA, MASETTO e LEPORELLO
Resti dunque quel birbon
Con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, o buona gente,
Ripetiam allegramente
L'antichissima canzon:
Resti dunque quel birbon
Con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, o buona gente,
Ripetiam allegramente
L'antichissima canzon:
TUTTI
Questo è il fin di chi fa mal;
E de' perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.
Questo è il fin di chi fa mal;
E de' perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.
(libretto: L. da Ponte)
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