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QUADRO TERZO
Sala d'arme. Dal lato desto esce Lord Arturo con alcuni scuderi e paggi, i quali recano vari doni nuziali, e fra questi si vedrà un magnifico velo bianco. Dal lato sinistro escono Elvira, Valton, Sir Giorgio, damigelle con castellani e castellane, portano festoni di fiorni; che intracciano alle colonne. Dal fondo della scena escono i soldati guidati da Bruno.

CASTELLANI, CASTELLANE
Ad Arturo onore, ad Elvira onore.
Amor unisca beltà e valor!

CASTELLANE
Rosa ell'è di verginelle,
Bella al par di primavera;
Come l'astro della sera
Spira all'alma pace e amor!

CASTELLANI, CASTELLANE
Bello egli è tra cavalieri,
Com'è il cedro alla foresta:
In battaglia egli è tempesta,
È campione in giostra e amor.

ARTURO
A te, o cara, amor talora
Mi guidò furtivo e in pianto;
Or mi guida a te d'accanto
Tra la gioia e l'esultar.

ELVIRA
O contento!

ARTURO
Ah, mio bene!

ELVIRA
Ah! mio Arturo! Or son tua!

ARTURO
Ah, Elvira mia, sì, mia tu sei!

GIORGIO, VALTON
Senza occaso quest'aurora
Mai null'ombra, o duol vi dia,
Santa in voi la fiamma sia,
Pace ogno v'allieti il cor!

CASTELLANI, CASTELLANE
Cielo arridi a voti miei,
Benedici a tanto amor.

ARTURO
Al brillar di sì bell'ora,
Se rammento il mio tormento
Si raddoppia il mio contento,
M'è più caro il palpitar d'amor.

GIORGIO, VALTON
Senza occaso quest'aurora, ecc

CASTELLANI, CASTELLANE
Cielo arridi a voti miei, ecc.

VALTON
Il rito augusto si compia senza me.
ad Arturo
Mercè di questo foglio
Voi sino al tempio libero passo avrete.
a Giorgio
Tu gli accompagnerai.
ad Enrichetta, che esce accompaniata da Bruno
O, nobil dama,
L'alto Anglican sovrano Parlamento
Ti chiama al suo cospetto: io ti son scorta.

ENRICHETTA
a se
Ahimè, che sento!
a Valton
E che si vuol da me?
a se
Mia speme è morta!

VALTON
A me s'addice
Obbedir e tacer. Altro non lice.

ARTURO
a Giorgio in disparte
È de' Stuardi amica?

GIORGIO
È prigioniera
Da moltre lune, e fu da ognun creduta
Amica de' Stuardi e messaggiera
Sotto mentito nome.

ARTURO
guardando pietosamente Enrichetta
O Dio! Che ascolto!
Deciso è il suo fato: essa è perduta.
O sventurata!

ENRICHETTA
accorgendosi d'Arturo
Qual pietade in quel volto!

VALTON
Oh, figli! al rito, alle pompose feste
S'appresti ognun. La nunziale veste
Va, o diletta, a indossar.
alle damigelle
Ite voi seco.
a Bruno
Fuori del vallo i miei destrier sian presti.
ad Enrichetta
La nostra andata c'è forza d'affrettar.
ai figli
Com'io v'unisca il cielo, o coppia amata.

Valton parte colle guardie: Giorgio ed Elvira partono colle damigelle. Arturo fa sembiante di partire, ma guarda attentamente all'intorno, quasi per assicurarsi che tutti sono andati.

ENRICHETTA
guardando attentamente Arturo
Pietà e dolore ha in fronte!
dopo un poco di silenzio
Cavalier!

ARTURO
Se t'è d'uopo di consiglio,
Di soccorso, d'aita, in me t'affida!

ENRICHETTA
Se mi stesse sul capo alto periglio?

ARTURO
Ah! parla ... O Dio! che temi?

ENRICHETTA
Brev'ora e sarò spenta! Ma tu fremi!

ARTURO
Per te, per me, pel padre mio che spento
Cadea fido ai Stuardi.

ENRICHETTA
Ah!

ARTURO
Ma tu chi sei?
Ah! chi tu sii, ti vo' salvar.

ENRICHETTA
È tardi!
Figlia a Enrico, a Carlo sposa,
Pari ad essi avrò la sorte.

ARTURO
s'ingiocchia
Ah! tu, regina!

ENRICHETTA
Sì ... Attendo morte!

ARTURO
Taci, taci, per pietà!
Fuor le mura, a tutti ascosa
Ti trarrò per vie sicure.
Tu n'andrai, di qui n'andrai.

ENRICHETTA
Di qui, di qui alla scure!
Scampo e speme, Artur, non v'è.

ARTURO
No, Regina.

ENRICHETTA
No, ah! non v'è speme.

ARTURO
No, Regina, ancor v'ha speme:
o te salva, o spenti insieme.

ENRICHETTA
Cangia, ah cangia di consiglio,
Pensa, o Arturo, al tuo periglio,
Pensa, Artur, pensa a Elvira, il tuo tesor
Che t'attende al sacro altar!

ARTURO
Ah! cessa, per pietà!

ENRICHETTA
Va!

ARTURO
Ah! cessa, per pietà!
Non parlar di lei che adoro;
Di valor non mi spogliar.
Sarai salva, o sventurata,
O la morte incontrerò;
E la vergin mia adorata
Nel morire invocherò.

ENRICHETTA
Pensa, o Arturo, al periglio!

ARTURO
No!

ENRICHETTA
Pensa a Elvira
Che t'attende al sacro altar.

ARTURO
Ah! deh taci!

ENRICHETTA
Pensa, Arturo, al periglio, ecc.

ARTURO
No! Non parlar di lei che adoro, ecc.

ELVIRA
di dentro
Ah! sì!

Escono Elvira e Giorgio. Lei ha il capo coronato di rose, ha un bellissimo monile di perle al collo; si vede peraltro che le manca il compimento della pompa nuziale. Entra in scena avendo nelle mani il magnifico velo bianco regalatole da Arturo.

Son vergin vezzosa
In vesta di sposa;
Son bianca ed umile
Qual giglio d'april;
Ho chiome odorose
Cui cinser tue rose;
Ho il seno gentile
Del tuo monil.

ENRICHETTA, ARTURO
Se miro il suo candore,
Mi par la luna allor
Che tra le nubi appare
La notte a consolar.

GIORGIO
Se ascolto il suo cantare
Un rosignuol mi par,
Che insegni al primo albore
A sospirar d'amor.

ELVIRA
Son bianca ed umile
Qual giglio d'aprile,
Son bianca, sì, sì, sì!
Son vergin vezzosa, ecc.

ELVIRA, ARTURO, GIORGIO
L'ascolto e un rosignuol mi par,
Sì, mi par, sì, sì, sì!
Se miro il suo candore, ecc.

ELVIRA
ad Enrichetta
Dama, s'è ver che m'ami ...

ENRICHETTA
Dimmi, o gentil, che brami?

ELVIRA
Qual mattutina stella
Bella vogl'io brillar:
Del crin le molli anella
Mi giova ad aggraziar.

ENRICHETTA
Sì, son presta al tuo pregar
Diletta fanciulletta, son presta,
Son presta al tuo pregar,
O vera Dea d'april.

ELVIRA
A illegiadrir la prova,
Deh! non aver a vil
Il velo in foggia nuova
Sul capo tuo gentil.

ARTURO
Sull'ali della vita
Comminicia ora volar
Deh! scusa e tu l'aita
Nel semplice aleggiar
Ti presta al suo pregar;
Se miro il suo candor
Mi par la luna allor
Che tra le nubi appar,
La notte a consolar.

GIORGIO
Deh! scusa, l'aita
Nel semplice aleggiar
Ti presta al suo pregar;
Se miro il suo candor
Mi par la luna allor
Che tra le nubi appar,
La notte a consolar.

ELVIRA, ENRICHETTA, ARTURO, GIORGIO
Sì, sì, sì!

Elvira pone il velo sul capo d'Enrichetta.

ELVIRA
O bella, ti celo
Le anella del crin,
Com'io nel bel velo
Mi voglio celar.
Ascosa vezzosa
Nel velo divin
Or sembri la sposa
Che vassi all'altar.

ENRICHETTA
a se
Ascosa dentro il vel,
Or posso almen celar
L'affanno, il palpitar,
L'angoscia del mio cor!
Deh! tu, pietoso ciel,
Raccogli con favor
La prece ch'oso a te levar!

ARTURO
a se
O! come da quel vel
Che le nasconde il crin
Veggio un splendor divin
Di speme a balenar.
Deh! tu, pietoso ciel,
M'accorda il tuo favor
La vittima salvar!

GIORGIO
Elvira col suo vel
Un zeffiretto appar,
Un'iride sul mar,
Un silfo in grembo ai fior.
T'arrida, o cara, il ciel
Col roseo suo favor,
Tal ch'io ti vegga ognor gioir.

VALTON, CASTELLANI, CASTELLANE
di dentro
Elvira, Elvira, il dì, l'ora, avanza!

ELVIRA
Ah! se il padre s'adira
Io volo a mia stanza.

ENRICHETTA
a se
Ascosa dentro il vel, ecc.

ARTURO
a se
Deh tu, pietoso ciel, ecc.

GIORGIO
Deh! riedi a tua stanza;
Sarà il tuo fedele
Che t'orni del vel.

VALTON, CASTELLANI, CASTELLANE
di dentro
Elvira, Elvira, il dì, l'ora, avanza!

ELVIRA
Ah! poscia, o fedel,
Tu posami il vel, ah!
Mi posa il vel.

ENRICHETTA
a se
Deh! tu, pietoso ciel, ecc.

ARTURO
a se, poi a Elvira
Deh! tu, pietoso ciel,
Raccogli con favor
La prece di dolor
Che oso a te levar,
La vittima salvar.
Il tuo fedel sarà
Che t'orni del vel, ecc.

GIORGIO
Deh! riedi a tua stanza, ecc.


Elvira parte con Giorgio.
QUADRO TERZO
Sala d'arme. Dal lato desto esce Lord Arturo con alcuni scuderi e paggi, i quali recano vari doni nuziali, e fra questi si vedrà un magnifico velo bianco. Dal lato sinistro escono Elvira, Valton, Sir Giorgio, damigelle con castellani e castellane, portano festoni di fiorni; che intracciano alle colonne. Dal fondo della scena escono i soldati guidati da Bruno.

CASTELLANI, CASTELLANE
Ad Arturo onore, ad Elvira onore.
Amor unisca beltà e valor!

CASTELLANE
Rosa ell'è di verginelle,
Bella al par di primavera;
Come l'astro della sera
Spira all'alma pace e amor!

CASTELLANI, CASTELLANE
Bello egli è tra cavalieri,
Com'è il cedro alla foresta:
In battaglia egli è tempesta,
È campione in giostra e amor.

ARTURO
A te, o cara, amor talora
Mi guidò furtivo e in pianto;
Or mi guida a te d'accanto
Tra la gioia e l'esultar.

ELVIRA
O contento!

ARTURO
Ah, mio bene!

ELVIRA
Ah! mio Arturo! Or son tua!

ARTURO
Ah, Elvira mia, sì, mia tu sei!

GIORGIO, VALTON
Senza occaso quest'aurora
Mai null'ombra, o duol vi dia,
Santa in voi la fiamma sia,
Pace ogno v'allieti il cor!

CASTELLANI, CASTELLANE
Cielo arridi a voti miei,
Benedici a tanto amor.

ARTURO
Al brillar di sì bell'ora,
Se rammento il mio tormento
Si raddoppia il mio contento,
M'è più caro il palpitar d'amor.

GIORGIO, VALTON
Senza occaso quest'aurora, ecc

CASTELLANI, CASTELLANE
Cielo arridi a voti miei, ecc.

VALTON
Il rito augusto si compia senza me.
ad Arturo
Mercè di questo foglio
Voi sino al tempio libero passo avrete.
a Giorgio
Tu gli accompagnerai.
ad Enrichetta, che esce accompaniata da Bruno
O, nobil dama,
L'alto Anglican sovrano Parlamento
Ti chiama al suo cospetto: io ti son scorta.

ENRICHETTA
a se
Ahimè, che sento!
a Valton
E che si vuol da me?
a se
Mia speme è morta!

VALTON
A me s'addice
Obbedir e tacer. Altro non lice.

ARTURO
a Giorgio in disparte
È de' Stuardi amica?

GIORGIO
È prigioniera
Da moltre lune, e fu da ognun creduta
Amica de' Stuardi e messaggiera
Sotto mentito nome.

ARTURO
guardando pietosamente Enrichetta
O Dio! Che ascolto!
Deciso è il suo fato: essa è perduta.
O sventurata!

ENRICHETTA
accorgendosi d'Arturo
Qual pietade in quel volto!

VALTON
Oh, figli! al rito, alle pompose feste
S'appresti ognun. La nunziale veste
Va, o diletta, a indossar.
alle damigelle
Ite voi seco.
a Bruno
Fuori del vallo i miei destrier sian presti.
ad Enrichetta
La nostra andata c'è forza d'affrettar.
ai figli
Com'io v'unisca il cielo, o coppia amata.

Valton parte colle guardie: Giorgio ed Elvira partono colle damigelle. Arturo fa sembiante di partire, ma guarda attentamente all'intorno, quasi per assicurarsi che tutti sono andati.

ENRICHETTA
guardando attentamente Arturo
Pietà e dolore ha in fronte!
dopo un poco di silenzio
Cavalier!

ARTURO
Se t'è d'uopo di consiglio,
Di soccorso, d'aita, in me t'affida!

ENRICHETTA
Se mi stesse sul capo alto periglio?

ARTURO
Ah! parla ... O Dio! che temi?

ENRICHETTA
Brev'ora e sarò spenta! Ma tu fremi!

ARTURO
Per te, per me, pel padre mio che spento
Cadea fido ai Stuardi.

ENRICHETTA
Ah!

ARTURO
Ma tu chi sei?
Ah! chi tu sii, ti vo' salvar.

ENRICHETTA
È tardi!
Figlia a Enrico, a Carlo sposa,
Pari ad essi avrò la sorte.

ARTURO
s'ingiocchia
Ah! tu, regina!

ENRICHETTA
Sì ... Attendo morte!

ARTURO
Taci, taci, per pietà!
Fuor le mura, a tutti ascosa
Ti trarrò per vie sicure.
Tu n'andrai, di qui n'andrai.

ENRICHETTA
Di qui, di qui alla scure!
Scampo e speme, Artur, non v'è.

ARTURO
No, Regina.

ENRICHETTA
No, ah! non v'è speme.

ARTURO
No, Regina, ancor v'ha speme:
o te salva, o spenti insieme.

ENRICHETTA
Cangia, ah cangia di consiglio,
Pensa, o Arturo, al tuo periglio,
Pensa, Artur, pensa a Elvira, il tuo tesor
Che t'attende al sacro altar!

ARTURO
Ah! cessa, per pietà!

ENRICHETTA
Va!

ARTURO
Ah! cessa, per pietà!
Non parlar di lei che adoro;
Di valor non mi spogliar.
Sarai salva, o sventurata,
O la morte incontrerò;
E la vergin mia adorata
Nel morire invocherò.

ENRICHETTA
Pensa, o Arturo, al periglio!

ARTURO
No!

ENRICHETTA
Pensa a Elvira
Che t'attende al sacro altar.

ARTURO
Ah! deh taci!

ENRICHETTA
Pensa, Arturo, al periglio, ecc.

ARTURO
No! Non parlar di lei che adoro, ecc.

ELVIRA
di dentro
Ah! sì!

Escono Elvira e Giorgio. Lei ha il capo coronato di rose, ha un bellissimo monile di perle al collo; si vede peraltro che le manca il compimento della pompa nuziale. Entra in scena avendo nelle mani il magnifico velo bianco regalatole da Arturo.

Son vergin vezzosa
In vesta di sposa;
Son bianca ed umile
Qual giglio d'april;
Ho chiome odorose
Cui cinser tue rose;
Ho il seno gentile
Del tuo monil.

ENRICHETTA, ARTURO
Se miro il suo candore,
Mi par la luna allor
Che tra le nubi appare
La notte a consolar.

GIORGIO
Se ascolto il suo cantare
Un rosignuol mi par,
Che insegni al primo albore
A sospirar d'amor.

ELVIRA
Son bianca ed umile
Qual giglio d'aprile,
Son bianca, sì, sì, sì!
Son vergin vezzosa, ecc.

ELVIRA, ARTURO, GIORGIO
L'ascolto e un rosignuol mi par,
Sì, mi par, sì, sì, sì!
Se miro il suo candore, ecc.

ELVIRA
ad Enrichetta
Dama, s'è ver che m'ami ...

ENRICHETTA
Dimmi, o gentil, che brami?

ELVIRA
Qual mattutina stella
Bella vogl'io brillar:
Del crin le molli anella
Mi giova ad aggraziar.

ENRICHETTA
Sì, son presta al tuo pregar
Diletta fanciulletta, son presta,
Son presta al tuo pregar,
O vera Dea d'april.

ELVIRA
A illegiadrir la prova,
Deh! non aver a vil
Il velo in foggia nuova
Sul capo tuo gentil.

ARTURO
Sull'ali della vita
Comminicia ora volar
Deh! scusa e tu l'aita
Nel semplice aleggiar
Ti presta al suo pregar;
Se miro il suo candor
Mi par la luna allor
Che tra le nubi appar,
La notte a consolar.

GIORGIO
Deh! scusa, l'aita
Nel semplice aleggiar
Ti presta al suo pregar;
Se miro il suo candor
Mi par la luna allor
Che tra le nubi appar,
La notte a consolar.

ELVIRA, ENRICHETTA, ARTURO, GIORGIO
Sì, sì, sì!

Elvira pone il velo sul capo d'Enrichetta.

ELVIRA
O bella, ti celo
Le anella del crin,
Com'io nel bel velo
Mi voglio celar.
Ascosa vezzosa
Nel velo divin
Or sembri la sposa
Che vassi all'altar.

ENRICHETTA
a se
Ascosa dentro il vel,
Or posso almen celar
L'affanno, il palpitar,
L'angoscia del mio cor!
Deh! tu, pietoso ciel,
Raccogli con favor
La prece ch'oso a te levar!

ARTURO
a se
O! come da quel vel
Che le nasconde il crin
Veggio un splendor divin
Di speme a balenar.
Deh! tu, pietoso ciel,
M'accorda il tuo favor
La vittima salvar!

GIORGIO
Elvira col suo vel
Un zeffiretto appar,
Un'iride sul mar,
Un silfo in grembo ai fior.
T'arrida, o cara, il ciel
Col roseo suo favor,
Tal ch'io ti vegga ognor gioir.

VALTON, CASTELLANI, CASTELLANE
di dentro
Elvira, Elvira, il dì, l'ora, avanza!

ELVIRA
Ah! se il padre s'adira
Io volo a mia stanza.

ENRICHETTA
a se
Ascosa dentro il vel, ecc.

ARTURO
a se
Deh tu, pietoso ciel, ecc.

GIORGIO
Deh! riedi a tua stanza;
Sarà il tuo fedele
Che t'orni del vel.

VALTON, CASTELLANI, CASTELLANE
di dentro
Elvira, Elvira, il dì, l'ora, avanza!

ELVIRA
Ah! poscia, o fedel,
Tu posami il vel, ah!
Mi posa il vel.

ENRICHETTA
a se
Deh! tu, pietoso ciel, ecc.

ARTURO
a se, poi a Elvira
Deh! tu, pietoso ciel,
Raccogli con favor
La prece di dolor
Che oso a te levar,
La vittima salvar.
Il tuo fedel sarà
Che t'orni del vel, ecc.

GIORGIO
Deh! riedi a tua stanza, ecc.


Elvira parte con Giorgio.



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