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ATTO TERZO

Un giardino a boschetto, vicino alla fortezza. Entra Arturo pallido, ansante; si toglie il grande mantello che l'avvolge.

ARTURO
Son salvo, alfin son salvo. I miei nemici
Falliro il colpo, e mi smarrir di traccia.
O patria … o amore, onnipossenti nomi!
Ad ogni passo
Mi balza il cor nel seno, e benedico
Ogni fronda, ogni sasso.
O! come dolce è un esule infelice
Vedere il suo tesoro
E, dopo tanto errar di riva in riva,
Baciar alfin la terra sua nativa!
Qual suon!

ELVIRA
di dentro
A una fonte afflitto e solo
S'assideva un trovator,
E a sfogar l'immenso duolo
Sciolse un cantico d'amor.
Ah!

ARTURO
La mia canzon d'amore! O Elvira, o Elvira,
Ove t'aggiri tu? Nessun risponde, nessun.
A te così cantava
Di queste selve tra le dense fronde,
E tu allor eco facevi al canto mio!
Deh! se ascoltasti l'amoroso canto …
Odi quel dell'esiglio,
Odi il mio pianto.

A una fonte afflitto e solo
S'assideva un trovator;
Toccò l'arpa e suonò duolo,
Sciolse un canto, e fu dolor.
Brama il sol allor ch'è sera,
Brama sera allor ch'è sol.
Gli par verno primavera,
Ogni gioia gli par duol!
Odesi il suono di tamburo.
Qual suon!
Alcun s'appressa!
va a coprirsi col suo mantello e cerca di celarsi

SOLDATI
di dentro
Agli spalti. Alle torri andiam.

ARTURO
Ancor di me in traccia?

SOLDATI
Si cercherà … si troverà …

ARTURO
O Dio! Ove m'ascondo?

SOLDATI
No, no, non fuggirà.
Si troverà.
Agli spaldi, alle torri,
Si cercherà, non sfuggirà!

ARTURO
Al altro lato vanno i furenti.
Si ritira, e vedesi un drappello d'armigeri traversare il fondo della scena; appena che sono passati, Arturo esce e guarda lor dietro.
Son già lontani. Perchè mai non posso
Porre il piede entro l'adorate soglie,
Dire a Elvira il mio duol, la fede mia?
per inoltrarsi, poi s'arresta
Ah! no … perder potrei
Me stesso e lei. Or si ripigli il canto.
Forse a me verrà, se al cor le suona
Come ne dì felici,
Quando uniti dicemmo: io t'amo, io t'amo.

Corre a valle, corre a monte
L'esiliato pellegrin,
Ma il dolor gli è sempre a fronte,
Gli è compagno nel cammin.
Cerca il sonno a notte scura
L'esiliato pellegrin;
Sogna, e il desta la sciagura
Della patria e il suo destin.
Sempre eguali ha i luoghi e l'ore
L'infelice trovator.
L'esiliato allor che muore
Ha sol posa al suo dolor.

ELVIRA
si mostra e porge l'orecchio
Finì … me lassa! O! come dolce all'alma
Mi scendea quella voce … O Dio! finì …
Mi parve … Ahi! rimembranze! Ahi! vani sogni!
Ah! mio Arturo, ah! dove sei?

ARTURO
inginocchiandosi
A' piedi tuoi,
Elvira, ah! mi perdona!

ELVIRA
Arturo? Sì, è desso!
Artur! Mio ben! O gioia!

ARTURO
Ah! mia Elvira!

ELVIRA
Mio ben!
Sei pur tu? Or non m'inganni?

ARTURO
Ingannarti? Ah! no, giammai.

ELVIRA
Dunque han fin per me gli affanni?

ARTURO
Non temer … finiro i guai.

ELVIRA
Sì …

ARTURO
Sì, mio ben, finiro i guai;
Ora alfin ci unisce amor.

ELVIRA
O Arturo! Arturo, per mai più lasciarci?

ARTURO
Lo credi, mio ben, per mai più lasciarci;
Mio ben, non temer … finiro i guai …
Ora alfin ci unisce amor!

ELVIRA
Ah! che alfin ci unisce amor!

ARTURO
Nel mirarti un solo istante
Io sospiro e mi consolo
D'ogni pianto e d'ogni duolo
Che provai lontan da te.

ELVIRA
fra se, cercando di risovvenirsi
Che provò lontan da me?
Quanto tempo? Lo rammenti?

ARTURO
Fur tre mesi …

ELVIRA
No, no; fur tre secoli
Di sospiri e di tormenti;
Fur tre secoli d'orror!
Ti chiamava ad ogni istante:
Riedi, Arturo, e mi consola.
Ti chiamava ad ogni istante:
Vieni, ah! vieni, e mi consola,
E rompeva la parola
Il singulto del mio cor!

ARTURO
Ah! perdona … Ell'era misera,
Prigioniera … abbandonata,
In periglio …

ELVIRA
E l'hai tu amata?

ARTURO
Io!

ELVIRA
Non è tua sposa?

ARTURO
Sposa! Chi dir l'osa?
Chi? Parla … Chi?

ELVIRA
Io il chiedo, io il chiedo, Arturo.

ARTURO
Mi credevi sì spergiuro?

Da quel dì che ti mirai
Palpitai per te d'amore,
Da quel giorno all'ultim'ore,
Sì, questo cor per te palpiterà.
La mia vita io ti sacrai
Nella gioia e nel dolore,
Fin la morte in questo amore
Dolce e cara a me sarà.

ELVIRA
O parole d'amor! Lieta son io!
Ei non l'amava dunque? O Arturo mio!
Sì - fede eterna ti giurai,
Ti giurai eterno ardore,
Da quel girono all'ultim'ore
Per te il mio cor avvamperà.
La mia vita ti sacrai
Nella gioia, nel dolor.

ELVIRA, ARTURO
Fin la morte in questo amore
Dolce e cara a me sarà.
Questo giuro sì puro di fede,
O dell'alma motor sempiterno,
Tu l'accogli e consola in eterno,
Benedici e sventura ed amor.

ARTURO
Ah! perdona … Ell'era misera,
Prigioniera … abbandonata …

ELVIRA
Di': se a te non era cara,
A che mai seguir colei?

ARTURO
Or t'infingi, o ignori ch'ella
Presso a morte …

ELVIRA
Chi? Favella.

ARTURO
Tu non sai? La regina!

ELVIRA
La regina!

ARTURO
Un'indugio … e la meschina
Su d'un palco a morte orrenda …

ELVIRA
Ah! E fia ver? Qual lume rapido
Or la mente mi rischiara!
Dunque m'ami?

ELVIRA
E puoi temer?

ELVIRA
Dunque vuoi?

ARTURO
Star teco ognor
Tra gli amplessi dell'amore.

ELVIRA
Dunque m'ami, mio Arturo? Sì?

ARTURO
Vieni, vieni fra queste braccia,
Amor, delizia e vita,
Vieni, non mi sarai rapita
Finchè ti stringo al cor.
Ad ogni istante ansante
Ti chiamo e te sol bramo.
Ah! vieni, vien, tel ripeto t'amo,
Ah, t'amo d'immenso amore.

ELVIRA
Caro, caro, non ho parola
Ch'esprima il mio contento;
L'alma elevar mi sento
In estasi d'amor.
Ad ogni istante ansante
Ti chiamo e te sol bramo,
Ah! caro, vien, tel ripeto, t'amo,
T'amo d'immenso amore,
Sì, tel ripeto, sentilo, Artur, dal mio cor.

ARTURO
Sì, mel ripeti, ah! mio ben!
Ad ogni istante ansante
Ti chiamo e te sol bramo!

ELVIRA
Ad ogni istante ansante, ecc

ARTURO
Ah! mio ben!

ELVIRA
Ah! mio Arturo!

ARTURO
Sempre uniti!

ELVIRA
Sempre insieme!

ARTURO
Sempre insieme!

ELVIRA
Dunque m'ami, mio Arturo, sì!
Caro, caro, non ho parola
Ch'esprima il mio contento, ecc.

ARTURO
Vieni fra queste braccia,
Amor, delizia, e vita, ecc.

ELVIRA
Ad ogni instante ansante
Ti chiamo e te sol bramo.

ELVIRA, ARTURO
Ah! deh! vieni, vien, ti ripeto, t'amo,
T'amo d'immenso amore, ecc.

ELVIRA
Mio ben!

ARTURO
Mia vita!

ELVIRA, ARTURO
Sempre con te vivrò d'amor !

Al suono del tamburo mostra Elvira una fisonomia alterata ed una espressione di derisione.

ARTURO
s'agita e va a spiare
Ancor s'ascolta questo suon molesto.
I miei nemici!

ELVIRA
comincia a vacillare
Sì, quel suono funesto;
Io conosco quel suon … ma tu non sai
Che più nol temo,
Ah! no, io più nol temo ormai.
Arturo cominicia a turbarsi sorpreso dal parlare di Elvira.
Nella mia stanza
Squarciai quel vel di cui ornò sua testa,
Calpestai le sue pompe … ed all'aurora …
Con me tu ancora
Verrai a festa, a danza?

ARTURO
O Dio! che dici?

ELVIRA
Così come tu mi guardi,
Mi guardan essi, e intender non sanno
Il mio parlar … il duol, l'affanno!

ARTURO
spaventato dallo stato di follia che investe Elvira
O, ti scuoti … o ciel!
Vageggi!

ALCUNI SOLDATI
di dentro
Alto là!

ALTRI SOLDATI
Fedel drapello!

ARTURO
Vien, vien!

ALCUNI SOLDATI
E chi viva?

ELVIRA
Ah! tu vuoi fuggirmi ancor?

ALTRI SOLDATI
Anglia, Cromvello!

ARTURO
Ah! no.

SOLDATI
Viva!

ELVIRA
No, no, colei più non t'avrà!

SOLDATI
Vincerà! Vincerà!

ELVIRA
No!

ARTURO
Taci! ah! taci, infelice, ah!
Taci per pietade,
Ah! non ti fuggerò …

ELVIRA
Ah! t'arresti, t'arresti il mio dolore.
Aiuto! O genti!
Aiuto!

Si sente da tutte le parti calpestio di gente che s'avanza correndo.

ARTURO
Ah! taci!

ELVIRA
Pietà! Pietà!

Arturo resta impietrito di dolore, guardando immoto Elvira nè curandosi di tutto ciò che accade d'intorno a lui.

CASTELLANI, CASTELLANE
Arturo? Arturo? Lo sciagurto!
ATTO TERZO

Un giardino a boschetto, vicino alla fortezza. Entra Arturo pallido, ansante; si toglie il grande mantello che l'avvolge.

ARTURO
Son salvo, alfin son salvo. I miei nemici
Falliro il colpo, e mi smarrir di traccia.
O patria … o amore, onnipossenti nomi!
Ad ogni passo
Mi balza il cor nel seno, e benedico
Ogni fronda, ogni sasso.
O! come dolce è un esule infelice
Vedere il suo tesoro
E, dopo tanto errar di riva in riva,
Baciar alfin la terra sua nativa!
Qual suon!

ELVIRA
di dentro
A una fonte afflitto e solo
S'assideva un trovator,
E a sfogar l'immenso duolo
Sciolse un cantico d'amor.
Ah!

ARTURO
La mia canzon d'amore! O Elvira, o Elvira,
Ove t'aggiri tu? Nessun risponde, nessun.
A te così cantava
Di queste selve tra le dense fronde,
E tu allor eco facevi al canto mio!
Deh! se ascoltasti l'amoroso canto …
Odi quel dell'esiglio,
Odi il mio pianto.

A una fonte afflitto e solo
S'assideva un trovator;
Toccò l'arpa e suonò duolo,
Sciolse un canto, e fu dolor.
Brama il sol allor ch'è sera,
Brama sera allor ch'è sol.
Gli par verno primavera,
Ogni gioia gli par duol!
Odesi il suono di tamburo.
Qual suon!
Alcun s'appressa!
va a coprirsi col suo mantello e cerca di celarsi

SOLDATI
di dentro
Agli spalti. Alle torri andiam.

ARTURO
Ancor di me in traccia?

SOLDATI
Si cercherà … si troverà …

ARTURO
O Dio! Ove m'ascondo?

SOLDATI
No, no, non fuggirà.
Si troverà.
Agli spaldi, alle torri,
Si cercherà, non sfuggirà!

ARTURO
Al altro lato vanno i furenti.
Si ritira, e vedesi un drappello d'armigeri traversare il fondo della scena; appena che sono passati, Arturo esce e guarda lor dietro.
Son già lontani. Perchè mai non posso
Porre il piede entro l'adorate soglie,
Dire a Elvira il mio duol, la fede mia?
per inoltrarsi, poi s'arresta
Ah! no … perder potrei
Me stesso e lei. Or si ripigli il canto.
Forse a me verrà, se al cor le suona
Come ne dì felici,
Quando uniti dicemmo: io t'amo, io t'amo.

Corre a valle, corre a monte
L'esiliato pellegrin,
Ma il dolor gli è sempre a fronte,
Gli è compagno nel cammin.
Cerca il sonno a notte scura
L'esiliato pellegrin;
Sogna, e il desta la sciagura
Della patria e il suo destin.
Sempre eguali ha i luoghi e l'ore
L'infelice trovator.
L'esiliato allor che muore
Ha sol posa al suo dolor.

ELVIRA
si mostra e porge l'orecchio
Finì … me lassa! O! come dolce all'alma
Mi scendea quella voce … O Dio! finì …
Mi parve … Ahi! rimembranze! Ahi! vani sogni!
Ah! mio Arturo, ah! dove sei?

ARTURO
inginocchiandosi
A' piedi tuoi,
Elvira, ah! mi perdona!

ELVIRA
Arturo? Sì, è desso!
Artur! Mio ben! O gioia!

ARTURO
Ah! mia Elvira!

ELVIRA
Mio ben!
Sei pur tu? Or non m'inganni?

ARTURO
Ingannarti? Ah! no, giammai.

ELVIRA
Dunque han fin per me gli affanni?

ARTURO
Non temer … finiro i guai.

ELVIRA
Sì …

ARTURO
Sì, mio ben, finiro i guai;
Ora alfin ci unisce amor.

ELVIRA
O Arturo! Arturo, per mai più lasciarci?

ARTURO
Lo credi, mio ben, per mai più lasciarci;
Mio ben, non temer … finiro i guai …
Ora alfin ci unisce amor!

ELVIRA
Ah! che alfin ci unisce amor!

ARTURO
Nel mirarti un solo istante
Io sospiro e mi consolo
D'ogni pianto e d'ogni duolo
Che provai lontan da te.

ELVIRA
fra se, cercando di risovvenirsi
Che provò lontan da me?
Quanto tempo? Lo rammenti?

ARTURO
Fur tre mesi …

ELVIRA
No, no; fur tre secoli
Di sospiri e di tormenti;
Fur tre secoli d'orror!
Ti chiamava ad ogni istante:
Riedi, Arturo, e mi consola.
Ti chiamava ad ogni istante:
Vieni, ah! vieni, e mi consola,
E rompeva la parola
Il singulto del mio cor!

ARTURO
Ah! perdona … Ell'era misera,
Prigioniera … abbandonata,
In periglio …

ELVIRA
E l'hai tu amata?

ARTURO
Io!

ELVIRA
Non è tua sposa?

ARTURO
Sposa! Chi dir l'osa?
Chi? Parla … Chi?

ELVIRA
Io il chiedo, io il chiedo, Arturo.

ARTURO
Mi credevi sì spergiuro?

Da quel dì che ti mirai
Palpitai per te d'amore,
Da quel giorno all'ultim'ore,
Sì, questo cor per te palpiterà.
La mia vita io ti sacrai
Nella gioia e nel dolore,
Fin la morte in questo amore
Dolce e cara a me sarà.

ELVIRA
O parole d'amor! Lieta son io!
Ei non l'amava dunque? O Arturo mio!
Sì - fede eterna ti giurai,
Ti giurai eterno ardore,
Da quel girono all'ultim'ore
Per te il mio cor avvamperà.
La mia vita ti sacrai
Nella gioia, nel dolor.

ELVIRA, ARTURO
Fin la morte in questo amore
Dolce e cara a me sarà.
Questo giuro sì puro di fede,
O dell'alma motor sempiterno,
Tu l'accogli e consola in eterno,
Benedici e sventura ed amor.

ARTURO
Ah! perdona … Ell'era misera,
Prigioniera … abbandonata …

ELVIRA
Di': se a te non era cara,
A che mai seguir colei?

ARTURO
Or t'infingi, o ignori ch'ella
Presso a morte …

ELVIRA
Chi? Favella.

ARTURO
Tu non sai? La regina!

ELVIRA
La regina!

ARTURO
Un'indugio … e la meschina
Su d'un palco a morte orrenda …

ELVIRA
Ah! E fia ver? Qual lume rapido
Or la mente mi rischiara!
Dunque m'ami?

ELVIRA
E puoi temer?

ELVIRA
Dunque vuoi?

ARTURO
Star teco ognor
Tra gli amplessi dell'amore.

ELVIRA
Dunque m'ami, mio Arturo? Sì?

ARTURO
Vieni, vieni fra queste braccia,
Amor, delizia e vita,
Vieni, non mi sarai rapita
Finchè ti stringo al cor.
Ad ogni istante ansante
Ti chiamo e te sol bramo.
Ah! vieni, vien, tel ripeto t'amo,
Ah, t'amo d'immenso amore.

ELVIRA
Caro, caro, non ho parola
Ch'esprima il mio contento;
L'alma elevar mi sento
In estasi d'amor.
Ad ogni istante ansante
Ti chiamo e te sol bramo,
Ah! caro, vien, tel ripeto, t'amo,
T'amo d'immenso amore,
Sì, tel ripeto, sentilo, Artur, dal mio cor.

ARTURO
Sì, mel ripeti, ah! mio ben!
Ad ogni istante ansante
Ti chiamo e te sol bramo!

ELVIRA
Ad ogni istante ansante, ecc

ARTURO
Ah! mio ben!

ELVIRA
Ah! mio Arturo!

ARTURO
Sempre uniti!

ELVIRA
Sempre insieme!

ARTURO
Sempre insieme!

ELVIRA
Dunque m'ami, mio Arturo, sì!
Caro, caro, non ho parola
Ch'esprima il mio contento, ecc.

ARTURO
Vieni fra queste braccia,
Amor, delizia, e vita, ecc.

ELVIRA
Ad ogni instante ansante
Ti chiamo e te sol bramo.

ELVIRA, ARTURO
Ah! deh! vieni, vien, ti ripeto, t'amo,
T'amo d'immenso amore, ecc.

ELVIRA
Mio ben!

ARTURO
Mia vita!

ELVIRA, ARTURO
Sempre con te vivrò d'amor !

Al suono del tamburo mostra Elvira una fisonomia alterata ed una espressione di derisione.

ARTURO
s'agita e va a spiare
Ancor s'ascolta questo suon molesto.
I miei nemici!

ELVIRA
comincia a vacillare
Sì, quel suono funesto;
Io conosco quel suon … ma tu non sai
Che più nol temo,
Ah! no, io più nol temo ormai.
Arturo cominicia a turbarsi sorpreso dal parlare di Elvira.
Nella mia stanza
Squarciai quel vel di cui ornò sua testa,
Calpestai le sue pompe … ed all'aurora …
Con me tu ancora
Verrai a festa, a danza?

ARTURO
O Dio! che dici?

ELVIRA
Così come tu mi guardi,
Mi guardan essi, e intender non sanno
Il mio parlar … il duol, l'affanno!

ARTURO
spaventato dallo stato di follia che investe Elvira
O, ti scuoti … o ciel!
Vageggi!

ALCUNI SOLDATI
di dentro
Alto là!

ALTRI SOLDATI
Fedel drapello!

ARTURO
Vien, vien!

ALCUNI SOLDATI
E chi viva?

ELVIRA
Ah! tu vuoi fuggirmi ancor?

ALTRI SOLDATI
Anglia, Cromvello!

ARTURO
Ah! no.

SOLDATI
Viva!

ELVIRA
No, no, colei più non t'avrà!

SOLDATI
Vincerà! Vincerà!

ELVIRA
No!

ARTURO
Taci! ah! taci, infelice, ah!
Taci per pietade,
Ah! non ti fuggerò …

ELVIRA
Ah! t'arresti, t'arresti il mio dolore.
Aiuto! O genti!
Aiuto!

Si sente da tutte le parti calpestio di gente che s'avanza correndo.

ARTURO
Ah! taci!

ELVIRA
Pietà! Pietà!

Arturo resta impietrito di dolore, guardando immoto Elvira nè curandosi di tutto ciò che accade d'intorno a lui.

CASTELLANI, CASTELLANE
Arturo? Arturo? Lo sciagurto!



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