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SCENA VI

No. 16 - Inno della morte

Sala attigua al luogo del supplizio. Gran porta chiusa infondo. Notte

FAMIGLIARI DI MARIA
alcuni
Vedeste?
altri
Vedemmo.
tutti
Oh truce apparato!
Il ceppo.., la scure.....
la funebre sala...
e il popol fremente
vicino alla scala
del palco fatale.
Che vista! Che orror!
La vittima attende
lo stuolo malnato.
La vittima regia.
Oh instabile sorte!
Ma d'una Regina
la barbara morte
all'Anglia fia sempre
d'infamia e rossor.


SCENA VII

No. 17 - Gran Scena e Preghiera

Entra Anna

TUTTI I FAMIGLIARI DI MARIA
Anna!

ANNA
Qui più sommessi favellate.

FAMIGLIARI DI MARIA
La misera dov'è?

ANNA
Mesta, abbatuta, ella s'avanza.
Deh! col vostro duolo
non aggravate il suo dolor.

FAMIGLIARI DI MARIA
Tacciamo.


SCENA VIII

Entrano Maria vestita di nero, in gran pompa,
ornata della sua corona; e Talbot

MARIA
ai famigliari
Io vi rivedo alfin.

ANNA, FAMIGLIARI
Noi ti perdiamo!

MARIA
Vita miglior godrò.

FAMIGLIARI
Ah!

MARIA
Vita miglior, sì, godrò.
Contenta io volo all'amplesso di Dio,
ma voi fuggite questa terra d'affanni.

FAMIGLIARI
Il duol ci spezza il cor!

MARIA
Deh! non piangete!
Anna, tu sola resti,
tu che sei la più cara,
eccoti un lino di lagrime bagnato;
agli occhi miei farai lugubre benda,
allor che spenti saran per sempre al giorno.
Ma voi piangete ancor?
Meco vi unite, miei fidi,
e al ciel clemente
l'estrema prece alziam devota e ardente.

Deh! Tu di un'umile preghiera il suono
odi, o benefico Dio di pietà.
All'ombra accoglimi del tuo perdono,
altro ricovero il cor non ha.

ANNA, FAMIGLIARI
Deh! Tu di un umile, ecc.

MARIA
Ah! sì ... Dio!

ANNA, FAMIGLIARI
All'ombra accoglila del tuo perdono, ecc.

MARIA
Fra l'ali accoglimi del tuo perdono,
altro ricovero il cor non ha.

ANNA, FAMIGLIARI
Fra l'ali accoglila del tuo perdono,
altro ricovero il cor non ha.

MARIA
E vano il pianto, il ciel m'aita.

ANNA, FAMIGLIARI
Scorda l'incauto della tua vita.

MARIA
Ah!

ANNA, FAMIGLIARI
Tolta al dolore, tolta agli affanni,
benigno il cielo ti perdonò.

MARIA
Ah! Tolta al dolore, tolta agli affanni,
d'eterno amore mi pascerò.

ANNA, FAMIGLIARI
Distendi un velo su' corsi affanni,
benigno il cielo ti perdonò.

MARIA
Dio! ah! si!
d'eterno amore mi pascerò.
Mi perdonò.

ANNA, FAMIGLIARI
Oh Dio! Pietà! Ah, pietà!
Benigno il cielo ti perdonò.


No. 18 - Aria del supplizio

Si ode nel castello il primo sparo del cannone

FAMIGLIARI
Oh colpo!


SCENA IX

Si apre la porta in fondo, e lascia vedere una scala
grande, alla di cui vetta sono le guardie e gli ufficiali
di giustizia con fiaccole. Cecil viene dalla scala

CECIL
già vicino del tuo morir l'istante.
Elisabetta vuol che sia paga ogni tua brama.
Parla.

MARIA
Da lei tanta pietà non isperai.
Lieve favor ti chiedo.
Anna i miei passi al palco scorga.

CECIL
Ella verrà.

MARIA
Se accolta hai la prece primiera,
ah! altra ne ascolta.

D'un cor che muore reca il perdono
a chi m'offese, mi condannò.
Dille che lieta resti sul trono,
che i suoi bei giorni non turberò.
Sulla Bretagna, sulla sua vita,
favor celeste implorerò.
Ah! dal rimorso non sia punita;
tutto col sangue cancellerò.
Ah! d'un cor che muore reca il perdon, ecc.

TALBOT, ANNA, poi FAMIGLIARI
Scure tiranna! Tronchi una vita
che di dolcezze ci ricolmò.

CECIL
La sua baldanza restò punita;
fra noi la pace tornar vedrò.


SCENA ULTIMA

Leicester e detti, poi lo sceriffo e egli uffiziali di giustizia

TALBOT
Giunge il Conte.

MARIA
Ah! a quale ei viene lugubre scena.

LEICESTER
a Maria
Io ti rivedo.
Perduta, oppressa da ingiuste pene,
vicina a morte...

MARIA
Frena, frena il dolor!
Addio per sempre!

CECIL
Si avanza l'ora.

LEICESTER
Ah! che non posso lasciarti ancora.

CECIL
Si avanza l'ora.

LEICESTER
a Cecil che vuole allontanarlo da Maria
Scostati, o vile!

MARIA
Taci!

LEICESTER
Tremate! Iniqui tutti!
Temete un Dio
dell'innocenza vendicator!

MARIA
Te stesso perdi!

Secondo scoppio di cannone. Scende lo sceriffo col
suo seguito di uffiziali e circondano Maria

FAMIGLIARI
Ah! perché non posso nel sangue mio
spegnere il cieco vostro furor!

CECIL
Fa cenno a Maria d'incaminarsi
E l'ora.

LEICESTER
a Cecil
Vile!

MARIA
a Leicester
Roberto! Roberto! Ascolta!
Si appoggia al braccio di Leicester
Ah! se un giorno da queste ritorte
il tuo braccio involarmi dovea,
or mi guidi a morire da forte
per estremo conforto d'amor.
E il mio sangue innocente versato
plachi l'ira del cielo sdegnato,
non richiami sulI'Anglia spergiura
il flagello d'un Dio punitor.

LEICESTER, TALBOT, poi ANNA, FAMIGLIARI
Quali accenti! Qual truce sventura! Ah!

CECIL
Or deIl'Anglia la pace è sicura, si!

MARIA
Anna, addio! Roberto, addio!
Ah! se un giorno, ecc.

Terzo scoppio di cannone. Sulla scala comparisce il
carnefice colla scure e quattro suoi assistenti vestiti
di rosso

TALBOT, ANNA, LEICESTER, FAMIGLIARI
Innocente, infamata, ella muor.

MARIA
Il flagello d'un Dio punitor.

CECIL
Or dell'Anglia la pace è sicura,
la nemica del regno già muor.

Maria sorretta da Talbot e circondata dalle guardie,
si avvia pel fondo. Leicester si copre il volto colle mani
SCENA VI

No. 16 - Inno della morte

Sala attigua al luogo del supplizio. Gran porta chiusa infondo. Notte

FAMIGLIARI DI MARIA
alcuni
Vedeste?
altri
Vedemmo.
tutti
Oh truce apparato!
Il ceppo.., la scure.....
la funebre sala...
e il popol fremente
vicino alla scala
del palco fatale.
Che vista! Che orror!
La vittima attende
lo stuolo malnato.
La vittima regia.
Oh instabile sorte!
Ma d'una Regina
la barbara morte
all'Anglia fia sempre
d'infamia e rossor.


SCENA VII

No. 17 - Gran Scena e Preghiera

Entra Anna

TUTTI I FAMIGLIARI DI MARIA
Anna!

ANNA
Qui più sommessi favellate.

FAMIGLIARI DI MARIA
La misera dov'è?

ANNA
Mesta, abbatuta, ella s'avanza.
Deh! col vostro duolo
non aggravate il suo dolor.

FAMIGLIARI DI MARIA
Tacciamo.


SCENA VIII

Entrano Maria vestita di nero, in gran pompa,
ornata della sua corona; e Talbot

MARIA
ai famigliari
Io vi rivedo alfin.

ANNA, FAMIGLIARI
Noi ti perdiamo!

MARIA
Vita miglior godrò.

FAMIGLIARI
Ah!

MARIA
Vita miglior, sì, godrò.
Contenta io volo all'amplesso di Dio,
ma voi fuggite questa terra d'affanni.

FAMIGLIARI
Il duol ci spezza il cor!

MARIA
Deh! non piangete!
Anna, tu sola resti,
tu che sei la più cara,
eccoti un lino di lagrime bagnato;
agli occhi miei farai lugubre benda,
allor che spenti saran per sempre al giorno.
Ma voi piangete ancor?
Meco vi unite, miei fidi,
e al ciel clemente
l'estrema prece alziam devota e ardente.

Deh! Tu di un'umile preghiera il suono
odi, o benefico Dio di pietà.
All'ombra accoglimi del tuo perdono,
altro ricovero il cor non ha.

ANNA, FAMIGLIARI
Deh! Tu di un umile, ecc.

MARIA
Ah! sì ... Dio!

ANNA, FAMIGLIARI
All'ombra accoglila del tuo perdono, ecc.

MARIA
Fra l'ali accoglimi del tuo perdono,
altro ricovero il cor non ha.

ANNA, FAMIGLIARI
Fra l'ali accoglila del tuo perdono,
altro ricovero il cor non ha.

MARIA
E vano il pianto, il ciel m'aita.

ANNA, FAMIGLIARI
Scorda l'incauto della tua vita.

MARIA
Ah!

ANNA, FAMIGLIARI
Tolta al dolore, tolta agli affanni,
benigno il cielo ti perdonò.

MARIA
Ah! Tolta al dolore, tolta agli affanni,
d'eterno amore mi pascerò.

ANNA, FAMIGLIARI
Distendi un velo su' corsi affanni,
benigno il cielo ti perdonò.

MARIA
Dio! ah! si!
d'eterno amore mi pascerò.
Mi perdonò.

ANNA, FAMIGLIARI
Oh Dio! Pietà! Ah, pietà!
Benigno il cielo ti perdonò.


No. 18 - Aria del supplizio

Si ode nel castello il primo sparo del cannone

FAMIGLIARI
Oh colpo!


SCENA IX

Si apre la porta in fondo, e lascia vedere una scala
grande, alla di cui vetta sono le guardie e gli ufficiali
di giustizia con fiaccole. Cecil viene dalla scala

CECIL
già vicino del tuo morir l'istante.
Elisabetta vuol che sia paga ogni tua brama.
Parla.

MARIA
Da lei tanta pietà non isperai.
Lieve favor ti chiedo.
Anna i miei passi al palco scorga.

CECIL
Ella verrà.

MARIA
Se accolta hai la prece primiera,
ah! altra ne ascolta.

D'un cor che muore reca il perdono
a chi m'offese, mi condannò.
Dille che lieta resti sul trono,
che i suoi bei giorni non turberò.
Sulla Bretagna, sulla sua vita,
favor celeste implorerò.
Ah! dal rimorso non sia punita;
tutto col sangue cancellerò.
Ah! d'un cor che muore reca il perdon, ecc.

TALBOT, ANNA, poi FAMIGLIARI
Scure tiranna! Tronchi una vita
che di dolcezze ci ricolmò.

CECIL
La sua baldanza restò punita;
fra noi la pace tornar vedrò.


SCENA ULTIMA

Leicester e detti, poi lo sceriffo e egli uffiziali di giustizia

TALBOT
Giunge il Conte.

MARIA
Ah! a quale ei viene lugubre scena.

LEICESTER
a Maria
Io ti rivedo.
Perduta, oppressa da ingiuste pene,
vicina a morte...

MARIA
Frena, frena il dolor!
Addio per sempre!

CECIL
Si avanza l'ora.

LEICESTER
Ah! che non posso lasciarti ancora.

CECIL
Si avanza l'ora.

LEICESTER
a Cecil che vuole allontanarlo da Maria
Scostati, o vile!

MARIA
Taci!

LEICESTER
Tremate! Iniqui tutti!
Temete un Dio
dell'innocenza vendicator!

MARIA
Te stesso perdi!

Secondo scoppio di cannone. Scende lo sceriffo col
suo seguito di uffiziali e circondano Maria

FAMIGLIARI
Ah! perché non posso nel sangue mio
spegnere il cieco vostro furor!

CECIL
Fa cenno a Maria d'incaminarsi
E l'ora.

LEICESTER
a Cecil
Vile!

MARIA
a Leicester
Roberto! Roberto! Ascolta!
Si appoggia al braccio di Leicester
Ah! se un giorno da queste ritorte
il tuo braccio involarmi dovea,
or mi guidi a morire da forte
per estremo conforto d'amor.
E il mio sangue innocente versato
plachi l'ira del cielo sdegnato,
non richiami sulI'Anglia spergiura
il flagello d'un Dio punitor.

LEICESTER, TALBOT, poi ANNA, FAMIGLIARI
Quali accenti! Qual truce sventura! Ah!

CECIL
Or deIl'Anglia la pace è sicura, si!

MARIA
Anna, addio! Roberto, addio!
Ah! se un giorno, ecc.

Terzo scoppio di cannone. Sulla scala comparisce il
carnefice colla scure e quattro suoi assistenti vestiti
di rosso

TALBOT, ANNA, LEICESTER, FAMIGLIARI
Innocente, infamata, ella muor.

MARIA
Il flagello d'un Dio punitor.

CECIL
Or dell'Anglia la pace è sicura,
la nemica del regno già muor.

Maria sorretta da Talbot e circondata dalle guardie,
si avvia pel fondo. Leicester si copre il volto colle mani



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