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ATTO I

Scena Prima

(Sala nel castello di Windsor, negli appartamenti della regina. Il luogo è illuminato)

CAVALIERI
(sempre sottovoce)
Nè venne il re?
Silenzio !
Ancor non venne.
Ed ella?
Ne geme in cor, ma simula.
Tramonta omai sua stella.

TUTTI
D'Enrico il cor
volubile arde d'un altro amor.
Tramonta omai, ecc.
Forse è serbata, ahi misera!
a duol maggior, ecc.
Forse è serbata, ahi misera!
oh ciel! ad onta e duol maggior!
Misera! misera!
o ciel!
a duol maggior!

GIOVANNA
(entrando, agitata )
Ella di me,
sollecita più dell'usato,
ha chiesto. Ella .. perchè?...
qual palpito!
Qual dubbio in me
si è desto!
Innanzi alla mia vittima,
perde ogni ardire il cor,
Ah! sorda al rimorso rendimi,
o in sen ti estingui, amor,
o in sen t'estingui, amor.
Sorda al rimorso rendimi, ecc.

Scena Terza

(Anna comparisce dal fondo seguitata dalle sue dame,da paggi e da scudieri. Tutti le dan luogo, e rispettosamente le fanno corona. Smeton è nel corteggio. Silenzio)

ANNA
(a Giovanna)
Si taciturna e mesta mai non vidi assemblea...
Tu stessa,
un tempo lieta cotanto,
richiamar non sai
sul tuo labbro un sorriso!

GIOVANNA
E chi potria
seren mostrarsi
quando afflitta ei vede
la sua regina?

ANNA
Afflitta, è ver, son io...
nè so perchè...
Smania, inquieta,
ignota,
a me la pace
da più giorni invola.

SMETON
(fra sè)
Misera!

GIOVANNA
(fra sè)
lo tremo ad ogni sua parola!

ANNA
Smeton dov'è?

SMETON
Regina!

ANNA
A me t'appressa.
Non vuoi tu per poco
de' tuoi concenti rallegrar
mia corte,
finchè non giunga il Re?

GIOVANNA
(fra sè)
Mio cor, respira !

ANNA
(a le dame)
Dame, prego, udite.

SMETON
(fra sè)
Amor, m'inspira

SMETON
Deh! Non voler
costringere a finta gioia il viso;
bella e la tua mestizia
siccome il tuo sorriso bella.
Cinta di nubi ancora
bella è così l'aurora,
la mesta luna eterna
bella è nel suo pallor.
Chi pensierosa e tacita
starti così ti mira,
ti crede ingenua vergine
che il primo amor sospira,
il primo amor!
Ed obliato il serto
onde è il tuo crin coperto,
teco sospira, e sembragli
esser quel primo amor,
Quel primo amor che...

ANNA
(sorge commossa)
Cessa... deh! Cessa.

GIOVANNA
Regina!

SMETON
O ciel!

CORO
Ella è turbata, oppressa!

ANNA
(fra sè)
Come, innocente giovane,
come m'hai scosso il core!
Son calde ancor le ceneri
del mio primiero amore!
Ah! non avessi il petto
aperto ad altro affetto,
io non sarei sì misera,
ah no! Non sarei sì misera
nel vano mio splendor! Ecc.

(a tutti)

Ma poche omai rimangono
ore di notte, credo.

GIOVANNA
L'alba è vicina a sorgere.

ANNA
Signori, io vi congedo.
E vana speme attendere
che omai più giunga il re.

(s’appoggia a lei)

Andiam, Seymour.

GIOVANNA
Che v'agita?

ANNA
Legger potessi in me!

Non v'ha sguardo cui sia dato
penetrar nel mesto core:
mi condanna crudo fato,
solitaria, a sospirar.
Ah! se mai di regio soglio
ti seduce lo splendore,
ti rammenta il mio cordoglio,
non lasciarti lusingar, ecc.

GIOVANNA, SMETON
(fra sè)
Alzar gli occhi a lei non oso
non ardisco favellar!

CORO
Qualche istante di riposo
possa il sogno a lei recar ...
possa il sogno a lei recar, ecc.

ANNA
Ah! non v'ha sguardo, ecc...
... non lasciarti lusingar!

GIOVANNA, SMETON
(fra sè)
No, non ardisco favellar...

CORO
Qualche istante di riposo...
Ah! qualche istante di riposo
possa il sonno a lei recar...

ANNA
Ah! No, no, non lasciar... ti lusingar! Ecc.

GIOVANNA, SMETON
...no, favellar! Ecc.

CORO
...a lei recar, ecc.

(Anna parte accompagnata da Giovanna y dalle ancelle. La scena si sgombra)

Interludio

Scena Quarta

(Giovanna ritorna dagli appartamenti della regina. Essa è agitata)

GIOVANNA
Oh! qual parlar fu il suo!
Come il cor il corpi!
Tradita forse,
scoperta io mi sarei?
Sul mio sembiante
avria letto il misfatto?
Ah, no; mi strinse
teneramente al petto:
riposa ignara
che il serpente ha stretto.
Potessi almen ritrarre
da questo abisso il piede;
e far che il tempo
corso non fosse.
Ahi! la mia sorte è fissa,
fissa nel cielo
come il di tremendo!
Ecco...
Ecco il Re!

Scena Quinta

ENRICO
(entra)
Tremate voi?

GIOVANNA
Si, tremo.

ENRICO
Che fa colei?

GIOVANNA
Riposa.

ENRICO
Non io.

GIOVANNA
Riposo io forse?
Ultimo sia questo
Colloquio nostro...
ultimo o Sire,
ve ne scongiuro.

ENRICO
E tal sarà,
si, tal sarà!
Vederci alla faccia
del sole omai dobbiamo:
la Terra, il Cielo
han da saper ch'io v'amo!

GIOVANNA
Giammai, giammai.
otterra vorrei
celar la mia vergogna

ENRICO
È gloria l'amor d'Enrico.
Ed era tal per Anna
agli occhi pur
dell'Inghilterra intera.

GIOVANNA
Dopo l'Imene ei l'era...
dopo l'Imene solo.

ENRICO
E in questa guisa
m'ama Seymour?

GIOVANNA
E il Re cosi pur m'ama!

ENRICO
Ingrata e che bramate?

GIOVANNA
Amore, e fama.

ENRICO
Fama! Si; l'avrete,
e tale che nel mondo
egual non fia;
l'avrete, l'avrete.

Tutta in voi la luce mia,
tutta in voi si spanderà.
Non avrà Seymour rivale,
come il sol rival non ha.
Tutta in voi la luce mia,
solo in voi si spanderà,
come il sol rival non ha.

GIOVANNA
La mia fama è a pie' dell'ara,
onta altrove è me serbata:
la mia fama è a pie' dell'ara!

E quell'ara è a me vietata;
lo sa il Cielo, il Re lo sa.
Ah! s'è ver che
al Re son cara,
l'onor mio più caro avrà.
E quell'ara a me vietata,
lo sa il Cielo, il Re lo sa,
si, lo sa il Ciel, il Re lo sa.
L'onor mio più caro avrà, si, ecc.

ENRICO
Sì... v'intendo.

GIOVANNA
(sorpresa)
Oh Cielo! Sire!

ENRICO
V'intendo.

GIOVANNA
E tanto in voi lo sdegno?

ENRICO
È sdegno e duolo.

GIOVANNA
Sire!

ENRICO
Amate il Re soltanto...
...vi preme il trono solo.
il solo...

GIOVANNA
Io! Io!

ENRICO
...solo trono.

GIOVANNA
Sire!

ENRICO
V'intendo, v'intendo !

GIOVANNA
No, sire!

ENRICO
V'intendo!

Anna pure amor m'offria,
vagheggiando il soglio inglese.
Ella pure il serto ambia
dell'altera Aragonese.
L'ebbe alfin: ma l'ebbe appena,
che sul crin le vacillò.
Per suo danno,
per sua pena,
d'altra donna
il cor tentò.

GIOVANNA
Ah! non io,
non io v'offria
questo core a torto offeso.
Il mio re me lo rapia;
dal mio Re mi venga reso;
più infelice di Bolena,
più da piangere sarò.
Di un ripudio avrò la pena,
nè un marito offeso avrò!

ENRICO
Ella pure amor...
...m'offria, vagheggiando
il soglio inglese, ecc.

GIOVANNA
Ah! non io, io non v'offria. Ecc.

(Giovanna s’allontana piangendo)

ENRICO
Tu mi lasci?

GIOVANNA
Il deggio.

ENRICO
Arresta

GIOVANNA
Io nol posso.

ENRICO
Ascolta; il voglio.
Già l'altar por te si appresto:
avrai sposo e scettro e soglio.

GIOVANNA
Cielo! ...ed Anna?

ENRICO
Io l'odio.

GIOVANNA
Ah! Sire.

ENRICO
Giunto è il giorno di punire.

GIOVANNA
Ah! qual colpa?

ENRICO
La più nera.
Diemmi un core
che suo non era.
M'ingannò pria d'esser moglie:
moglie ancora m'ingannò.

GIOVANNA
E i suoi nodi?

ENRICO
Il Re li scioglie.

GIOVANNA
Con qual mezzo?

ENRICO
Io sol lo so.

GIOVANNA
Ma quale?

ENRICO
Io sol lo so.

GIOVANNA
Ah! qual sia cercar non oso.
Nol consente il cor
oppresso.
Ma sperar mi fia
concesso che non fia
di crudeltà.

ENRICO
T'acqueta.

GIOVANNA
Non mi costi un regio sposo
più rimorsi,
per pietà!

ENRICO
Ah! rassicura il cor turbato...
...nel tuo Re la mente acqueta,
ch'ei ti vegga omai più lieta
dell'amor che sua ti fa, ecc,

GIOVANNA
Ah! sperar fia concesso, ecc,

ENRICO
Avrai fama!

GIOVANNA
No!

ENRICO
Avrai soglio!

GIOVANNA
No!

ENRICO
Ah! rassicura il cor turbato,...
...nel tuo Re
la mente acqueta, ecc.

GIOVANNA
Ah! sperar mi fia concesso, ecc.

(Enrico parte dalla porta segreta; Giovanna s’inoltra negli appartamenti)
ATTO I

Scena Prima

(Sala nel castello di Windsor, negli appartamenti della regina. Il luogo è illuminato)

CAVALIERI
(sempre sottovoce)
Nè venne il re?
Silenzio !
Ancor non venne.
Ed ella?
Ne geme in cor, ma simula.
Tramonta omai sua stella.

TUTTI
D'Enrico il cor
volubile arde d'un altro amor.
Tramonta omai, ecc.
Forse è serbata, ahi misera!
a duol maggior, ecc.
Forse è serbata, ahi misera!
oh ciel! ad onta e duol maggior!
Misera! misera!
o ciel!
a duol maggior!

GIOVANNA
(entrando, agitata )
Ella di me,
sollecita più dell'usato,
ha chiesto. Ella .. perchè?...
qual palpito!
Qual dubbio in me
si è desto!
Innanzi alla mia vittima,
perde ogni ardire il cor,
Ah! sorda al rimorso rendimi,
o in sen ti estingui, amor,
o in sen t'estingui, amor.
Sorda al rimorso rendimi, ecc.

Scena Terza

(Anna comparisce dal fondo seguitata dalle sue dame,da paggi e da scudieri. Tutti le dan luogo, e rispettosamente le fanno corona. Smeton è nel corteggio. Silenzio)

ANNA
(a Giovanna)
Si taciturna e mesta mai non vidi assemblea...
Tu stessa,
un tempo lieta cotanto,
richiamar non sai
sul tuo labbro un sorriso!

GIOVANNA
E chi potria
seren mostrarsi
quando afflitta ei vede
la sua regina?

ANNA
Afflitta, è ver, son io...
nè so perchè...
Smania, inquieta,
ignota,
a me la pace
da più giorni invola.

SMETON
(fra sè)
Misera!

GIOVANNA
(fra sè)
lo tremo ad ogni sua parola!

ANNA
Smeton dov'è?

SMETON
Regina!

ANNA
A me t'appressa.
Non vuoi tu per poco
de' tuoi concenti rallegrar
mia corte,
finchè non giunga il Re?

GIOVANNA
(fra sè)
Mio cor, respira !

ANNA
(a le dame)
Dame, prego, udite.

SMETON
(fra sè)
Amor, m'inspira

SMETON
Deh! Non voler
costringere a finta gioia il viso;
bella e la tua mestizia
siccome il tuo sorriso bella.
Cinta di nubi ancora
bella è così l'aurora,
la mesta luna eterna
bella è nel suo pallor.
Chi pensierosa e tacita
starti così ti mira,
ti crede ingenua vergine
che il primo amor sospira,
il primo amor!
Ed obliato il serto
onde è il tuo crin coperto,
teco sospira, e sembragli
esser quel primo amor,
Quel primo amor che...

ANNA
(sorge commossa)
Cessa... deh! Cessa.

GIOVANNA
Regina!

SMETON
O ciel!

CORO
Ella è turbata, oppressa!

ANNA
(fra sè)
Come, innocente giovane,
come m'hai scosso il core!
Son calde ancor le ceneri
del mio primiero amore!
Ah! non avessi il petto
aperto ad altro affetto,
io non sarei sì misera,
ah no! Non sarei sì misera
nel vano mio splendor! Ecc.

(a tutti)

Ma poche omai rimangono
ore di notte, credo.

GIOVANNA
L'alba è vicina a sorgere.

ANNA
Signori, io vi congedo.
E vana speme attendere
che omai più giunga il re.

(s’appoggia a lei)

Andiam, Seymour.

GIOVANNA
Che v'agita?

ANNA
Legger potessi in me!

Non v'ha sguardo cui sia dato
penetrar nel mesto core:
mi condanna crudo fato,
solitaria, a sospirar.
Ah! se mai di regio soglio
ti seduce lo splendore,
ti rammenta il mio cordoglio,
non lasciarti lusingar, ecc.

GIOVANNA, SMETON
(fra sè)
Alzar gli occhi a lei non oso
non ardisco favellar!

CORO
Qualche istante di riposo
possa il sogno a lei recar ...
possa il sogno a lei recar, ecc.

ANNA
Ah! non v'ha sguardo, ecc...
... non lasciarti lusingar!

GIOVANNA, SMETON
(fra sè)
No, non ardisco favellar...

CORO
Qualche istante di riposo...
Ah! qualche istante di riposo
possa il sonno a lei recar...

ANNA
Ah! No, no, non lasciar... ti lusingar! Ecc.

GIOVANNA, SMETON
...no, favellar! Ecc.

CORO
...a lei recar, ecc.

(Anna parte accompagnata da Giovanna y dalle ancelle. La scena si sgombra)

Interludio

Scena Quarta

(Giovanna ritorna dagli appartamenti della regina. Essa è agitata)

GIOVANNA
Oh! qual parlar fu il suo!
Come il cor il corpi!
Tradita forse,
scoperta io mi sarei?
Sul mio sembiante
avria letto il misfatto?
Ah, no; mi strinse
teneramente al petto:
riposa ignara
che il serpente ha stretto.
Potessi almen ritrarre
da questo abisso il piede;
e far che il tempo
corso non fosse.
Ahi! la mia sorte è fissa,
fissa nel cielo
come il di tremendo!
Ecco...
Ecco il Re!

Scena Quinta

ENRICO
(entra)
Tremate voi?

GIOVANNA
Si, tremo.

ENRICO
Che fa colei?

GIOVANNA
Riposa.

ENRICO
Non io.

GIOVANNA
Riposo io forse?
Ultimo sia questo
Colloquio nostro...
ultimo o Sire,
ve ne scongiuro.

ENRICO
E tal sarà,
si, tal sarà!
Vederci alla faccia
del sole omai dobbiamo:
la Terra, il Cielo
han da saper ch'io v'amo!

GIOVANNA
Giammai, giammai.
otterra vorrei
celar la mia vergogna

ENRICO
È gloria l'amor d'Enrico.
Ed era tal per Anna
agli occhi pur
dell'Inghilterra intera.

GIOVANNA
Dopo l'Imene ei l'era...
dopo l'Imene solo.

ENRICO
E in questa guisa
m'ama Seymour?

GIOVANNA
E il Re cosi pur m'ama!

ENRICO
Ingrata e che bramate?

GIOVANNA
Amore, e fama.

ENRICO
Fama! Si; l'avrete,
e tale che nel mondo
egual non fia;
l'avrete, l'avrete.

Tutta in voi la luce mia,
tutta in voi si spanderà.
Non avrà Seymour rivale,
come il sol rival non ha.
Tutta in voi la luce mia,
solo in voi si spanderà,
come il sol rival non ha.

GIOVANNA
La mia fama è a pie' dell'ara,
onta altrove è me serbata:
la mia fama è a pie' dell'ara!

E quell'ara è a me vietata;
lo sa il Cielo, il Re lo sa.
Ah! s'è ver che
al Re son cara,
l'onor mio più caro avrà.
E quell'ara a me vietata,
lo sa il Cielo, il Re lo sa,
si, lo sa il Ciel, il Re lo sa.
L'onor mio più caro avrà, si, ecc.

ENRICO
Sì... v'intendo.

GIOVANNA
(sorpresa)
Oh Cielo! Sire!

ENRICO
V'intendo.

GIOVANNA
E tanto in voi lo sdegno?

ENRICO
È sdegno e duolo.

GIOVANNA
Sire!

ENRICO
Amate il Re soltanto...
...vi preme il trono solo.
il solo...

GIOVANNA
Io! Io!

ENRICO
...solo trono.

GIOVANNA
Sire!

ENRICO
V'intendo, v'intendo !

GIOVANNA
No, sire!

ENRICO
V'intendo!

Anna pure amor m'offria,
vagheggiando il soglio inglese.
Ella pure il serto ambia
dell'altera Aragonese.
L'ebbe alfin: ma l'ebbe appena,
che sul crin le vacillò.
Per suo danno,
per sua pena,
d'altra donna
il cor tentò.

GIOVANNA
Ah! non io,
non io v'offria
questo core a torto offeso.
Il mio re me lo rapia;
dal mio Re mi venga reso;
più infelice di Bolena,
più da piangere sarò.
Di un ripudio avrò la pena,
nè un marito offeso avrò!

ENRICO
Ella pure amor...
...m'offria, vagheggiando
il soglio inglese, ecc.

GIOVANNA
Ah! non io, io non v'offria. Ecc.

(Giovanna s’allontana piangendo)

ENRICO
Tu mi lasci?

GIOVANNA
Il deggio.

ENRICO
Arresta

GIOVANNA
Io nol posso.

ENRICO
Ascolta; il voglio.
Già l'altar por te si appresto:
avrai sposo e scettro e soglio.

GIOVANNA
Cielo! ...ed Anna?

ENRICO
Io l'odio.

GIOVANNA
Ah! Sire.

ENRICO
Giunto è il giorno di punire.

GIOVANNA
Ah! qual colpa?

ENRICO
La più nera.
Diemmi un core
che suo non era.
M'ingannò pria d'esser moglie:
moglie ancora m'ingannò.

GIOVANNA
E i suoi nodi?

ENRICO
Il Re li scioglie.

GIOVANNA
Con qual mezzo?

ENRICO
Io sol lo so.

GIOVANNA
Ma quale?

ENRICO
Io sol lo so.

GIOVANNA
Ah! qual sia cercar non oso.
Nol consente il cor
oppresso.
Ma sperar mi fia
concesso che non fia
di crudeltà.

ENRICO
T'acqueta.

GIOVANNA
Non mi costi un regio sposo
più rimorsi,
per pietà!

ENRICO
Ah! rassicura il cor turbato...
...nel tuo Re la mente acqueta,
ch'ei ti vegga omai più lieta
dell'amor che sua ti fa, ecc,

GIOVANNA
Ah! sperar fia concesso, ecc,

ENRICO
Avrai fama!

GIOVANNA
No!

ENRICO
Avrai soglio!

GIOVANNA
No!

ENRICO
Ah! rassicura il cor turbato,...
...nel tuo Re
la mente acqueta, ecc.

GIOVANNA
Ah! sperar mi fia concesso, ecc.

(Enrico parte dalla porta segreta; Giovanna s’inoltra negli appartamenti)



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