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LA RAPPRESENTAZIONE

DHIA (una guècha)
Misera! Ognor qui sola!
Unque mai mi consola!
Morte rapì mia madre!
Ridotta è mia famiglia
a un collerico padre
che non ama la figlia!
Ho vesti brutte e lacere,
scarne braccia e sottili,
gote pallide e grame;
son malata ed ho fame.
E sono le mie lacrime
Mie gemme e miei monili!
Chi ascolta i miei dolori?
Non ho amiche nè fiore!

OSAKA
(sottovoce alla guècha)
Brava!

KYOTO
Attrice valente!

LE MOUSMÈ
(Fanno i loro commenti.)
Come forza le lacrime,
la povera fanciulla!
Davvero fa pietà!

OSAKA
(indicando le mousmè)
Vè come stanno attente!

LE MOUSMÈ
(chiamando Iris)
Iris, vientene qua;
di là tu vedi nulla!

(Kyoto, imitando la voce rauca di un vechio catarroso, fa le più strane grida del mondo, picchiando forte sul legno del Teatro a dare l'idea dell'avvicinarsi del vecchio, iracondo ed inumano genitore.)

IRIS
(al le mousmè)
Vedo!
Qui resto; grazie!

DHIA
Ah, mio padre! Lo sento!

LE MOUSMÈ
Ecco il padre!

(Apparisce sul teatrino il pupo Padre ; le mousmè fanno segni di spavento e di meraviglia.)

DHIA
Tremo dallo spavento!

LE MOUSMÈ
Che ceffo!
Me lo sogno stanotte!

IL PADRE (KYOTO)
(con voce terribile)
Ah, sciagurata putta!
Sono stanco di mantenermi
questa sciocca vana,
inutil, neghittosa, scioperata!

DHIA
Ah, padre mio!

IL PADRE
Preparati! Io ti vendo
al gran mercato di Simonosaky!

DHIA
No, padre, no, non vendermi!

IL PADRE
Preparati!

OSAKA
La piccina si muove!
Forza al dialogo!

(Iris commuove, e con gesti concitati segue la svolgersi del dramma.)

DHIA
(Cade ai piede del pupo Padre)
Per la luce del sole
e delle stelle,
tienmi ancora con te!
Che vuoi ch'io faccia?

OSAKA
(indicando Iris)
Ha gli occhi rossi, rossi!

IL CIECO
(chiamando la figlia)
Iris !

IRIS
Sto qua!

IL PADRE
Al gran mercato di Simonosaky
tu troverai padrone!
Io sono stanco d'averti qui con me!
Tu mangi troppo
e non mi rendi nulla.
Ond'io ti vendo!

LE MOUSMÈ
(Impressionate da tante crudeltà, sono furenti contro il pupo Padre.)
Vecchio lercio! Furfante!
Musa da vecchia arpia!

DHIA
(con grido straziante e disperato)
Uccidimi, piuttosto

IL PADRE
Basta! Ho detto!

(Se ne va.)

LE MOUSMÈ
È sordo alle sue tante
lacrime disperate!

(urlando, e minacciando coi pugni il padre tiranno, mentre questi se ne va)

Pigliamolo a sassate!
Orco! Vampiro! Via!

OSAKA
Si scalda il nostro pubblico!

KYOTO
È in furore!

DHIA
Morire! Sì... Finire!

OSAKA
Quasi, quasi t'uccidono
davvero il pupo Padre!

IRIS
Oh, la istoria pietosa!
Mi par che dentro al core
mano mi prema e tocchi!
M'offende un gran dolore
che mi rende affannosa!

DHIA
Deh, prendimi con te,
Genio del Bene!
Portami teco
dove non si soffre!

IRIS
Come è triste il suo canto!
Ho volontà di pianto nell'anima...
E negli occhi!

KYOTO
(ad Osaka)
Or tocca a te!
Dolcissimo!

OSAKA
Dolcissimo!

JOR, figlio del Sole (OSAKA)
Apri la tua finestra!
Jor son io
che vengo al tuo chiamar,
povera Dhia!
Apri la tua finestra
al raggio mio!
Apri il tuo cor
a mia calda malìa!
Jor ha ascoltata, o Dhia,
la tua preghiera!
Apri l'anima tua,
fanciulla, al Sole!
Apri l'anima tua alle mie parole!
Apri il tuo cuore a me,
fanciulla, e spera!
Tu vuoi morir?
Morire io ti farò
ma ti farò morir dal Sol baciata,
poscia al paese eterno ti trarrò...
Ove, o fanciulla,
tu sarai amata!

KYOTO
(vedendo l'impressione che la voce di Jor ha fatto sull'animo d'Iris)

È questa poesia gran ciurmatrice!
Due motti, due bisticci
ch'uno dice
e una fanciulla inconscia
come questa...
Vi si sdilinque e vi perde la testa

(Poco a poco una finestra del Teatrino si illumina, poi si apre e si scorge il Pupo d'Jor, figlio del Sole : Dhia s'inginocchia innanzi a lui. Iris, quasi affascinata da tale spettacolo, abbandona la siepe del suo giardino e si accosta al Teatro.)

IRIS
De' sogni il triste verde
disvanisce e si perde!
Quali i vani bagliori
d'erranti, misteriose
lucciole luminose
se ne vanno i dolori!

KYOTO
(alle danzatrici)
Or, guèchas,
quando termina il duetto, danzate e
fate... senza dar sospetto!

DHIA
Io muoio! Prendimi!
Tua m'abbandono!
Portami al mondo eterno della Luce!
Salgo a Nirvana!
È JOR che mi conduce!
Jor, son tua!
A te tutta mi dono!

IRIS
(a Dhia)
No, tu non muori, Dhia!
Tu ascendi alle alte nuvole
di rose e di viole!
Con Jor tu ascendi, o bambola,
al paese del Sole
e della Poesia!

JOR
Or muori, dunque!

(Dhia cade stecchita, mentre Jor invoca sulla morta pupa le danze celesti.)

Danzatrice alate, intorno a lei
che a me ne vien, danzate!

(a Dhia)

Ti coprirò di zaffiri e topazi!
Vieni agli amori
degli eterni spazi!

(Con gran stupore del pubblico, Jor avvinghia Dhia, e così abbracciati si vedono i due pupi innalzarsi lentamente per salire al... Nirvana, mentre cala il sipario del Teatriono ; in pari tempo le tre guèchas mascherate si collocano innanzi, pronte alla danza.)


LA BELLEZZA

LA MORTE

IL VAMPIRE

(Durante le danze, Kyoto gira intorno, e così riesce scaltramente a distrarre l'attenzione, mentre le tre guèchas danzatrici circondano Iris, la quale rimane ad un tratto isolata dal gruppo delle mousmè al posto più avanti.)

(Con vorticosi giri e con voli dei loro veli le tre danzatrici riescono a nascondere Iris, la quale ingenuamente ammira.)

(I samouraïs rapidi s'impossessano della fanciula : una mano sulla bocca le strozza un grido !)

IRIS
Ah!

(Le tre guèchas continuano la danza, avvicinandosi di nuovo al gruppo delle mousmè : coi larghi giri dei loro veli impediscono alle spettatrici di vedere i samouraïs che trasportano Iris completamente inanimata verso la città.)

(Le guèchas formano un gruppo bizzarro.)

KYOTO
(che ha tutto sorvegliato, visto il colpo riuscito, si congeda dall'udienza. Intanto, ripiegato il Teatrino, i paraventi, rinchiusi i pupi, la comitiva degli istrioni è pronta ad andarsene.)

Grazie, mousmè! A rivederci!
Musica!

LE MOUSMÈ
(Si alzano in piedi per andarsene.)
Andiamo! è tardi!
È tardi! Andiamo!

(S'avviano verso il villagio.)

KYOTO
(ad Osaka, facendogli cenno d'avviarsi colla comitiva verso la città)
Or lascio questo scritto
e del denaro al Cieco,
E il colpo è fatto !

OSAKA
Il colpo è fatto!

(Partono tutti ripassando il ponte. Kyoto corre entro il giardino d'Iris ; rapidamente depone sulla soglia della casetta un foglio scritto, tenuto disteso da rios d'oro e mommès, proprio presso al Cieco e con tanta abilità da non risvegliarne il sensibilissimo udito, poi raggiunge correndo la comitiva che si allontana.)

Il CIECO
Questo dramma è menzogna tutto!
tutto!
Malvagio in testo
e talento malvagio!

(credendo Iris sempre presente)

Iris, tu che ne dici?
Non rispondi?
Comprendo; sei commossa!

(Sorride bonariamente, credendo
sempre di parlare ad Iris.)

No; non credervi!
Tu sei sì buona che ogni pianto
Breccia fa nel tuo cuore!

(stendendo il tremulo braccio)

Andiamo; dammi il braccio!
Perchè non credo
Ai gemiti di Dhia?

(Sorride ancora.)

Ebben... vi credo!

(Stende ancora il braccio.)

Vieni! Dammi il braccio!
Una carezza al vecchio Cieco!
Iris! Ancora non rispondi!
Iris! Iris! Iris! Mia figlia!

(Si alza barcollante, cerca
intorno a se, incespica, cade.)

Vita! Non ci sei più!

(alcuni merciaiuoli ambulanti che passano per andare alla città, udendo le grida strazianti del Cieco, entrano nel giardino, e lo rialzano compassionevoli.)

IL CIECO
Iris! Mia Iris!
Iris!

I MERCIAIUOLI
Cieco,
A che gridi disperatamente?

IL CIECO
Iris! Mia figlia!
In casa! Là! Cercatela!

(Alcuni merciaiuoli entrano nella casa, ed appariscono poi alla finestra spalancata.)

I MERCIAIUOLI
(alla finestra)
È vuota la tua casa!
Iris non c'è!

IL CIECO
Chiamatela a gran gridi!
Per pietà!

MERCIAIUOLI
Iris!

(Ascoltano.)

Iris!

(Ascoltano ancora.)

Neppur l'eco risponde!

IL CIECO
La mia Vita!
Pupilla de' miei occhi!

(Tornano dalla casa ; uno dei merciaiuoli, nell'uscire, vede e raccoglie il fogio e il denaro lasciato da Kyoto sulla soglia.)

La figlia mia! Così buona!

MERCIAIUOLO
Tu la piangi? Non piangerla!

IL CIECO
Che dici? Ohimè, che dici?

IL MERCIAIUOLO
Qui sulla soglia
T'ha lasciato un foglio

(mostrando foglio e denaro ai compagni)

E del denaro!

IL CIECO
Iris?

MERCIAIUOLI
È al Yoshiwara!

(Il Cieco tocca e ritocca, uscendo in gridi soffocati, il foglio e il denaro.)

(L'ira, il dolore, rendono il Cieco come pazzo, ed allontanando con violenza alcuni fra i merciaiuoli che gli stanno vicini vorrebbe correre da solo verso la città ; ma incespica e cade. I merciaiuoli si affrettano a rialzare il Cieco, il quale prorompe in dirotto pianto.)

IL CIECO
(Piangendo, si rivolge ai merciaiuoli, che sono invasi da un gran senso di pietà.)
La casa! Il mio giardino!
Quel che tengo a chi di voi
Mi guida al Yoshiwara!
Or voglio là...
Là schiaffeggiarla!
Voglio sputarle in volto,
voglio...
E maledirla!
Iris! Mia vita!

(Le lagrime gli troncano le parole ; quasi vergognoso di quell'affetto che gli trabocca dall'anima, esclama minaccioso :)

E poscia... e poscia...
e poscia...

(Pietosamente i merciaiuoli lo sorregono e lo accompagnano barcollante, inebetito, quasi fantasma, verso la città.)
LA RAPPRESENTAZIONE

DHIA (una guècha)
Misera! Ognor qui sola!
Unque mai mi consola!
Morte rapì mia madre!
Ridotta è mia famiglia
a un collerico padre
che non ama la figlia!
Ho vesti brutte e lacere,
scarne braccia e sottili,
gote pallide e grame;
son malata ed ho fame.
E sono le mie lacrime
Mie gemme e miei monili!
Chi ascolta i miei dolori?
Non ho amiche nè fiore!

OSAKA
(sottovoce alla guècha)
Brava!

KYOTO
Attrice valente!

LE MOUSMÈ
(Fanno i loro commenti.)
Come forza le lacrime,
la povera fanciulla!
Davvero fa pietà!

OSAKA
(indicando le mousmè)
Vè come stanno attente!

LE MOUSMÈ
(chiamando Iris)
Iris, vientene qua;
di là tu vedi nulla!

(Kyoto, imitando la voce rauca di un vechio catarroso, fa le più strane grida del mondo, picchiando forte sul legno del Teatro a dare l'idea dell'avvicinarsi del vecchio, iracondo ed inumano genitore.)

IRIS
(al le mousmè)
Vedo!
Qui resto; grazie!

DHIA
Ah, mio padre! Lo sento!

LE MOUSMÈ
Ecco il padre!

(Apparisce sul teatrino il pupo Padre ; le mousmè fanno segni di spavento e di meraviglia.)

DHIA
Tremo dallo spavento!

LE MOUSMÈ
Che ceffo!
Me lo sogno stanotte!

IL PADRE (KYOTO)
(con voce terribile)
Ah, sciagurata putta!
Sono stanco di mantenermi
questa sciocca vana,
inutil, neghittosa, scioperata!

DHIA
Ah, padre mio!

IL PADRE
Preparati! Io ti vendo
al gran mercato di Simonosaky!

DHIA
No, padre, no, non vendermi!

IL PADRE
Preparati!

OSAKA
La piccina si muove!
Forza al dialogo!

(Iris commuove, e con gesti concitati segue la svolgersi del dramma.)

DHIA
(Cade ai piede del pupo Padre)
Per la luce del sole
e delle stelle,
tienmi ancora con te!
Che vuoi ch'io faccia?

OSAKA
(indicando Iris)
Ha gli occhi rossi, rossi!

IL CIECO
(chiamando la figlia)
Iris !

IRIS
Sto qua!

IL PADRE
Al gran mercato di Simonosaky
tu troverai padrone!
Io sono stanco d'averti qui con me!
Tu mangi troppo
e non mi rendi nulla.
Ond'io ti vendo!

LE MOUSMÈ
(Impressionate da tante crudeltà, sono furenti contro il pupo Padre.)
Vecchio lercio! Furfante!
Musa da vecchia arpia!

DHIA
(con grido straziante e disperato)
Uccidimi, piuttosto

IL PADRE
Basta! Ho detto!

(Se ne va.)

LE MOUSMÈ
È sordo alle sue tante
lacrime disperate!

(urlando, e minacciando coi pugni il padre tiranno, mentre questi se ne va)

Pigliamolo a sassate!
Orco! Vampiro! Via!

OSAKA
Si scalda il nostro pubblico!

KYOTO
È in furore!

DHIA
Morire! Sì... Finire!

OSAKA
Quasi, quasi t'uccidono
davvero il pupo Padre!

IRIS
Oh, la istoria pietosa!
Mi par che dentro al core
mano mi prema e tocchi!
M'offende un gran dolore
che mi rende affannosa!

DHIA
Deh, prendimi con te,
Genio del Bene!
Portami teco
dove non si soffre!

IRIS
Come è triste il suo canto!
Ho volontà di pianto nell'anima...
E negli occhi!

KYOTO
(ad Osaka)
Or tocca a te!
Dolcissimo!

OSAKA
Dolcissimo!

JOR, figlio del Sole (OSAKA)
Apri la tua finestra!
Jor son io
che vengo al tuo chiamar,
povera Dhia!
Apri la tua finestra
al raggio mio!
Apri il tuo cor
a mia calda malìa!
Jor ha ascoltata, o Dhia,
la tua preghiera!
Apri l'anima tua,
fanciulla, al Sole!
Apri l'anima tua alle mie parole!
Apri il tuo cuore a me,
fanciulla, e spera!
Tu vuoi morir?
Morire io ti farò
ma ti farò morir dal Sol baciata,
poscia al paese eterno ti trarrò...
Ove, o fanciulla,
tu sarai amata!

KYOTO
(vedendo l'impressione che la voce di Jor ha fatto sull'animo d'Iris)

È questa poesia gran ciurmatrice!
Due motti, due bisticci
ch'uno dice
e una fanciulla inconscia
come questa...
Vi si sdilinque e vi perde la testa

(Poco a poco una finestra del Teatrino si illumina, poi si apre e si scorge il Pupo d'Jor, figlio del Sole : Dhia s'inginocchia innanzi a lui. Iris, quasi affascinata da tale spettacolo, abbandona la siepe del suo giardino e si accosta al Teatro.)

IRIS
De' sogni il triste verde
disvanisce e si perde!
Quali i vani bagliori
d'erranti, misteriose
lucciole luminose
se ne vanno i dolori!

KYOTO
(alle danzatrici)
Or, guèchas,
quando termina il duetto, danzate e
fate... senza dar sospetto!

DHIA
Io muoio! Prendimi!
Tua m'abbandono!
Portami al mondo eterno della Luce!
Salgo a Nirvana!
È JOR che mi conduce!
Jor, son tua!
A te tutta mi dono!

IRIS
(a Dhia)
No, tu non muori, Dhia!
Tu ascendi alle alte nuvole
di rose e di viole!
Con Jor tu ascendi, o bambola,
al paese del Sole
e della Poesia!

JOR
Or muori, dunque!

(Dhia cade stecchita, mentre Jor invoca sulla morta pupa le danze celesti.)

Danzatrice alate, intorno a lei
che a me ne vien, danzate!

(a Dhia)

Ti coprirò di zaffiri e topazi!
Vieni agli amori
degli eterni spazi!

(Con gran stupore del pubblico, Jor avvinghia Dhia, e così abbracciati si vedono i due pupi innalzarsi lentamente per salire al... Nirvana, mentre cala il sipario del Teatriono ; in pari tempo le tre guèchas mascherate si collocano innanzi, pronte alla danza.)


LA BELLEZZA

LA MORTE

IL VAMPIRE

(Durante le danze, Kyoto gira intorno, e così riesce scaltramente a distrarre l'attenzione, mentre le tre guèchas danzatrici circondano Iris, la quale rimane ad un tratto isolata dal gruppo delle mousmè al posto più avanti.)

(Con vorticosi giri e con voli dei loro veli le tre danzatrici riescono a nascondere Iris, la quale ingenuamente ammira.)

(I samouraïs rapidi s'impossessano della fanciula : una mano sulla bocca le strozza un grido !)

IRIS
Ah!

(Le tre guèchas continuano la danza, avvicinandosi di nuovo al gruppo delle mousmè : coi larghi giri dei loro veli impediscono alle spettatrici di vedere i samouraïs che trasportano Iris completamente inanimata verso la città.)

(Le guèchas formano un gruppo bizzarro.)

KYOTO
(che ha tutto sorvegliato, visto il colpo riuscito, si congeda dall'udienza. Intanto, ripiegato il Teatrino, i paraventi, rinchiusi i pupi, la comitiva degli istrioni è pronta ad andarsene.)

Grazie, mousmè! A rivederci!
Musica!

LE MOUSMÈ
(Si alzano in piedi per andarsene.)
Andiamo! è tardi!
È tardi! Andiamo!

(S'avviano verso il villagio.)

KYOTO
(ad Osaka, facendogli cenno d'avviarsi colla comitiva verso la città)
Or lascio questo scritto
e del denaro al Cieco,
E il colpo è fatto !

OSAKA
Il colpo è fatto!

(Partono tutti ripassando il ponte. Kyoto corre entro il giardino d'Iris ; rapidamente depone sulla soglia della casetta un foglio scritto, tenuto disteso da rios d'oro e mommès, proprio presso al Cieco e con tanta abilità da non risvegliarne il sensibilissimo udito, poi raggiunge correndo la comitiva che si allontana.)

Il CIECO
Questo dramma è menzogna tutto!
tutto!
Malvagio in testo
e talento malvagio!

(credendo Iris sempre presente)

Iris, tu che ne dici?
Non rispondi?
Comprendo; sei commossa!

(Sorride bonariamente, credendo
sempre di parlare ad Iris.)

No; non credervi!
Tu sei sì buona che ogni pianto
Breccia fa nel tuo cuore!

(stendendo il tremulo braccio)

Andiamo; dammi il braccio!
Perchè non credo
Ai gemiti di Dhia?

(Sorride ancora.)

Ebben... vi credo!

(Stende ancora il braccio.)

Vieni! Dammi il braccio!
Una carezza al vecchio Cieco!
Iris! Ancora non rispondi!
Iris! Iris! Iris! Mia figlia!

(Si alza barcollante, cerca
intorno a se, incespica, cade.)

Vita! Non ci sei più!

(alcuni merciaiuoli ambulanti che passano per andare alla città, udendo le grida strazianti del Cieco, entrano nel giardino, e lo rialzano compassionevoli.)

IL CIECO
Iris! Mia Iris!
Iris!

I MERCIAIUOLI
Cieco,
A che gridi disperatamente?

IL CIECO
Iris! Mia figlia!
In casa! Là! Cercatela!

(Alcuni merciaiuoli entrano nella casa, ed appariscono poi alla finestra spalancata.)

I MERCIAIUOLI
(alla finestra)
È vuota la tua casa!
Iris non c'è!

IL CIECO
Chiamatela a gran gridi!
Per pietà!

MERCIAIUOLI
Iris!

(Ascoltano.)

Iris!

(Ascoltano ancora.)

Neppur l'eco risponde!

IL CIECO
La mia Vita!
Pupilla de' miei occhi!

(Tornano dalla casa ; uno dei merciaiuoli, nell'uscire, vede e raccoglie il fogio e il denaro lasciato da Kyoto sulla soglia.)

La figlia mia! Così buona!

MERCIAIUOLO
Tu la piangi? Non piangerla!

IL CIECO
Che dici? Ohimè, che dici?

IL MERCIAIUOLO
Qui sulla soglia
T'ha lasciato un foglio

(mostrando foglio e denaro ai compagni)

E del denaro!

IL CIECO
Iris?

MERCIAIUOLI
È al Yoshiwara!

(Il Cieco tocca e ritocca, uscendo in gridi soffocati, il foglio e il denaro.)

(L'ira, il dolore, rendono il Cieco come pazzo, ed allontanando con violenza alcuni fra i merciaiuoli che gli stanno vicini vorrebbe correre da solo verso la città ; ma incespica e cade. I merciaiuoli si affrettano a rialzare il Cieco, il quale prorompe in dirotto pianto.)

IL CIECO
(Piangendo, si rivolge ai merciaiuoli, che sono invasi da un gran senso di pietà.)
La casa! Il mio giardino!
Quel che tengo a chi di voi
Mi guida al Yoshiwara!
Or voglio là...
Là schiaffeggiarla!
Voglio sputarle in volto,
voglio...
E maledirla!
Iris! Mia vita!

(Le lagrime gli troncano le parole ; quasi vergognoso di quell'affetto che gli trabocca dall'anima, esclama minaccioso :)

E poscia... e poscia...
e poscia...

(Pietosamente i merciaiuoli lo sorregono e lo accompagnano barcollante, inebetito, quasi fantasma, verso la città.)



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