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SCENA SETTIMA
Mentre Beatrice si allontana colle sue damigelle, entrano Filippo e Rizzardo.
Ambidue l'osservano in silenzio da lontano

RIZZARDO
Vedi?... La tua presenza
Fugge sdegnosa.

FILIPPO
Ove fuggir può tanto
Che non la segua il mio vegliante sguardo?
Va, la raggiungi.
Rizzardo parte
Io fremo d'ira ed ardo.
D'esser da lei tradito
Duolmi così? Non lo bramai finora?
Non ne cercai, non ne sperai le prove?


SCENA OTTAVA
Beatrice e Filippo

BEATRICE
Tu qui, Filippo?

FILIPPO
E altrove
Poss'io trovarti, che in segreti luoghi,
Ove misteriosa ognor t'aggiri?

BEATRICE
Sì... non vo' testimoni a' miei sospiri.
E a te celarli io tento,
Più che ad altrui.
Troppo ti son molesti
Già da gran tempo.

FILIPPO
Né molesti mai
Stati sarian, se la cagion verace
Detta ne avessi.

BEATRICE
Oh! ben ti è nota... e grave
Più me la rende il simular che fai
Tu d'ignorarla.

FILIPPO
E ch'io la ignori speri?
Non sai che i tuoi pensieri,
E i più segreti, e i più gelosi e rei
Io ti leggo cogli occhi, in fronte, in core?

BEATRICE
Io rei pensieri!!! e quali?

FILIPPO
Odio e livore.

BEATRICE
Odio e livore! - ingrato!
Né il pensi tu, né il credi,
Duolo d'un cor piagato,
Pianto d'amor vi vedi,
Speme delusa, e smania
Di gelosia crudel.

FILIPPO
Smania gelosa, è vero,
Negli occhi tuoi si stampa...
Ma gelosia d'impero,
Ma d'altro amore è vampa,
Ma l'ira insieme e l'onta
D'un'anima infedel.

BEATRICE
Filippo!

FILIPPO
Sì: spergiura!
Più simular non giova.

BEATRICE
Filippo!!

FILIPPO
Ho in man sicura
Del tuo fallir la prova.
Trema.

BEATRICE
Filippo!!! Basti.

FILIPPO
La tua perfidia è qui...
Cava un portafogli

BEATRICE
Ciel!... violare osasti...
Tu i miei segreti?

FILIPPO
Io... Si.
Qui di ribelli sudditi
Soffri le mire audaci:
D'un temerario giovane
Qui dell'ardor ti piaci...
E a me delitti apponi?
E a me d'amor ragioni?
Oh! non ti avrei sì perfido
Giammai creduto il cor.

BEATRICE
Questi d'amanti popoli
Voti e lamenti sono.
S'io gli ascoltassi, o barbaro
Meco saresti in trono?
Oh! non voler fra questi
Vili cercar pretesti.
Se amar non puoi, rispettami...
Mi lascia almen l'onor.
Quei fogli, o Filippo - quei fogli mi rendi.
Infami il tuo nome.

FILIPPO
E tanto pretendi?

BEATRICE
Non farti quest'onta: io sono innocente...

FILIPPO
No, tutto t'accusa: tua l'onta sarà.

BEATRICE
Filippo!
Supplichevole

FILIPPO
Ti scosta.

BEATRICE
Tel chiedo piangente...
La morte piuttosto...

FILIPPO
Attendila... va.

BEATRICE
sorgendo
Spietato! codardo! eccesso cotanto
Mi rende a me stessa, impietra il mio pianto:
Paventa lo sdegno d'un'anima offesa,
Il grido d'un core che macchia non ha.
Il mondo che invoco, che io chiamo in difesa,
Il mondo d'entrambi giustizia farà.

FILIPPO
Del fallo cancella, distruggi la traccia...
Annientala; indegna! poi fremi e minaccia...
Poi vanta costanza, poi spera che illesa
Sarà la tua vita, tua fama sarà.
Il mondo che invochi, che chiami in difesa,
Il mondo d'entrambi vendetta farà!
Beatrice parte

SCENA NONA
Filippo e Rizzardo

FILIPPO
Udisti?

RIZZARDO
Udii.

FILIPPO
Libero troppo all'ira
Il freno io diedi. Se Orombel movesse
Antica fè soltanto!... e se delusa,
O menzognera, mi traesse Agnese
A fallo estremo, a irreparabil danno!

RIZZARDO
E sospettar d'inganno
Potresti, Agnese?
Oltre ogni cosa in terra
Prova pur dianzi a te non dava?

FILIPPO
È vero.

RIZZARDO
Fra Beatrice a lei
Se' tu sospeso ancor?

FILIPPO
No... ma più grave,
Onde giusto apparir d'Italia al guardo,
Vuolsi cagione che non sia pretesto.

RIZZARDO
E l'avrai tale, e presto,
Se vinci i dubbii tuoi, se intera fede
Riponi in me.

FILIPPO
Tanto prometti?

RIZZARDO
E tanto
Pur d'eseguir confido.

FILIPPO
E sia. Vieni: a tua suora, e a te mi fido.
Partono


SCENA DECIMA
Parte rimota nel castello di Binasco: da un lato è la statua di Facino Cane.
Un drappello d’Armigeri esce dal corridoio e s'innoltra guardingo

No. 5 - Coro d'Amigeri

CORO
Lo vedeste?
Sì: fremente
Ei ci parve, e insiem confuso.
Nulla ei disse?
No: tacente
Ei si tenne, e in sé rinchiuso.
Or dov'è?
Qua e là s'aggira,
Qual chi scopo alcun non ha.
Finge invan: l'amore o l'ira
A tradirsi il porterà.

TUTTI
Arte egual si ponga in opra;
Nulla sfugga agli occhi nostri,
Ma spiarlo alcun non mostri,
Né seguirlo ovunque va.
Vel non fra, per quanto il copra,
Che da noi non sia squarciato,
S'ei si stima inosservato,
S'ei si crede in securtà.
Si allontanano


SCENA UNDICESIMA
Beatrice sola, indi Orombello

No. 6 - Finale Primo

BEATRICE
Il mio dolore, e l'ira... inutil ira...
S'asconda a tutti. - Oh! potess'io celarla
A te, Facino!... a te obbliato, o prode,
Appena estinto, a te, che forse or miri
Siccome tua vendetta ogni mio scorno.
Si prostra sul monumento
Deh! se mi amasti un giorno,
Non m'accusar - Sola, deserta, inerme
Io mi lasciai sedurre... e caro assai
Della mia debolezza io pago il fio.
Esce Orombello
Mi abbandona ciascun.

OROMBELLO
Ciascun non io.

BEATRICE
Chi vedo? tu Orombello!
Tu qui furtivo?

OROMBELLO
Della tua sventura
Favellan tutti - Opro sol io - Le lunghe
Dubbiezze tue vincer tu devi alfine,
Usar del tuo poter.
Io tutto ho corse
Le terre a te sogette, e mille in tutte
Fedeli braccia a tua difesa armai.
Vieni - Si spieghi ormai
Di Facino il vessillo; e di tue genti
Vendica i dritti offesi e i propri insulti.

BEATRICE
Son essi al colmo, e non saranno inulti
.
OROMBELLO
Oh! gioja! Appena annotti,
Fuggirem queste mura e di Tortona
Ci accorranno i ripari... Ivi raggiunta
Dai più prodi sarai... Solo prometti,
Che non porrai più inciampo al mio disegno,
Che meco in salvo ti vedrà l'aurora.

BEATRICE
Oh! che mai mi consigli?

OROMBELLO
E indugi ancora?

BEATRICE
A ciascun fidar vorrei,
Fuor che a te la mia difesa.

OROMBELLO
Che dì tu?

BEATRICE
Sospetto sei...
La mia fama io voglio illesa.

OROMBELLO
La tua fama!

BEATRICE
Sì - la fede
Che in te pongo... amor si crede;
La pietà che tu nudrisci...
Tua pietà... creduta è amor.

OROMBELLO
Io.. lo So.

BEATRICE
Né inorridisci?

OROMBELLO
Ah! non legger nel mio cor.

BEATRICE
Qual favella!

OROMBELLO
Ah! tu v'hai letto.

BEATRICE
Io! t'acqueta... intesi... intesi...

OROMBELLO
Sì: d'immenso, estremo affetto
Da' primi anni in te m'accesi...
Coll'età si fè maggior...
Si nutrì del tuo dolore...
Mi sforzai celarlo invano...
O perdono o morte avrò.

BEATRICE
Taci... parti... audace! insano!
Oh! in qual cor più fiderò?

OROMBELLO
prostrandosi
Deh! perdona.

BEATRICE
Sorgi.


SCENA DODICESIMA
Filippo, Rizzardo, Agnese con seguito, Anichino, indi Cavalieri, Dame e soldati

AGNESE
a Filippo
Vedi?

FILIPPO
Traditori!

BEATRICE e OROMBELLO
Oh! ciel!

FILIPPO
V'ho colti.
Guardie!

BEATRICE
Arresta.

FILIPPO
Ed osi… e credi
Poter sì che ancor t'ascolti?
La tua colpa...

BEATRICE
Non seguire.
Ella esiste in tuo desire.
Ti conosco.

FILIPPO
E a mia vergogna
Conosciuta or sei tu qui.

OROMBELLO
L'ho perduta!

BEATRICE
O vil rampogna!

FILIPPO
Puoi scolparti?

CORO
Oh! infausto dì!

BEATRICE
Al tuo core, al reo tuo core
Lascio, indegno, il discolparmi;
Cerchi invano, o traditore,
D'avvilirmi, d'infamarmi.
Ah! tal onta io meritai
Quando a me quest'empio alzai.
Dell'amor che mi ha perduta
Sol tal frutto a me restò.

FILIPPO
A ben tristo e amaro prezzo
Di tal donna ebb'io l'amore:
Se il disprezzo è in me maggiore
O lo sdegno io dir non so.

OROMBELLO
Sconsigliato! in qual la trassi
Di miseria abisso orrendo!
Giusto ciel, neppur morendo
L'error mio scontar potrò.

AGNESE
Godi, esulta, o cor sprezzato,
Del dolor di questo ingrato:
Vide il tuo, lo vide estremo,
Né pietà per te provò.

ANICHINO
Ciel, tu sai com'io volea
Prevenir sì ria sventura!
Ah! fu vana ogni mia cura...
Il destino l'affrettò.

CORO
Tutto, ah! tutto a farla rea
Qui congiura a un tempo istesso:
Giusto ciel, d'innanzi ad esso
Come mai scolpar si può?

FILIPPO
Al castigo a lor dovuto
Ambo in ferri custodite.

BEATRICE
E tu l'osi?

FILIPPO
Ho risoluto.

BEATRICE
L'empio l'osa!!

OROMBELLO
Duca, udite...
Innocente è la duchessa...
Insultata a torto è d'essa...
Calunniata...

FILIPPO
Te, non lei,
Traditor, difender déi.
Va...

BEATRICE
Filippo! è troppo eccesso...
Pensa ancor: ti puoi pentir.

FILIPPO
alle guardie
Ubbidite!

CORO
Ah! certo è desso,
Certo appien del suo fallir..

BEATRICE
Né fra voi, fra voi si trova
Chi si levi in mia difesa?
Uom non avvi che si muova
A favor di donna offesa?
Ah! se onor più non ragiona,
Se la terra m'abbandona,
A te, vindice supremo,
Io mi volgo e fido in te.

OROMBELLO
Deh! un momento un sol momento
Un acciaro a me porgete,
Se è colpevole, s'io mento,
Alme perfide, vedrete.
Oh! furor! inerme io fremo...
Ah! più fè, più onor non v'è.

FILIPPO
Ite, iniqui! all'impossente
Ira vostra io v'abbandono.
Ogni core è qui fremente,
Sa ciascun che offeso io sono:
Pena estrema a fallo estremo
Terra e ciel domanda a me.

AGNESE
Questo, ingrato, il primo è questo
Colpo in te di mia vendetta:
Altro in breve, e più funesto
Più terribile ne aspetta.
Ambo miseri saremo;
Sì... ma tu... più assai di me.

ANICHINO e CORO
Ah! quel nobile suo sdegno,
Quel rossor di cui s'accende,
D'innocenza è certo pegno,
D'ogni accusa la difende...
A te, giudice supremo,
Noto è solo il reo qual è.
Beatrice e Orombello sono circondati dalle guardie. Cala il sipario.
SCENA SETTIMA
Mentre Beatrice si allontana colle sue damigelle, entrano Filippo e Rizzardo.
Ambidue l'osservano in silenzio da lontano

RIZZARDO
Vedi?... La tua presenza
Fugge sdegnosa.

FILIPPO
Ove fuggir può tanto
Che non la segua il mio vegliante sguardo?
Va, la raggiungi.
Rizzardo parte
Io fremo d'ira ed ardo.
D'esser da lei tradito
Duolmi così? Non lo bramai finora?
Non ne cercai, non ne sperai le prove?


SCENA OTTAVA
Beatrice e Filippo

BEATRICE
Tu qui, Filippo?

FILIPPO
E altrove
Poss'io trovarti, che in segreti luoghi,
Ove misteriosa ognor t'aggiri?

BEATRICE
Sì... non vo' testimoni a' miei sospiri.
E a te celarli io tento,
Più che ad altrui.
Troppo ti son molesti
Già da gran tempo.

FILIPPO
Né molesti mai
Stati sarian, se la cagion verace
Detta ne avessi.

BEATRICE
Oh! ben ti è nota... e grave
Più me la rende il simular che fai
Tu d'ignorarla.

FILIPPO
E ch'io la ignori speri?
Non sai che i tuoi pensieri,
E i più segreti, e i più gelosi e rei
Io ti leggo cogli occhi, in fronte, in core?

BEATRICE
Io rei pensieri!!! e quali?

FILIPPO
Odio e livore.

BEATRICE
Odio e livore! - ingrato!
Né il pensi tu, né il credi,
Duolo d'un cor piagato,
Pianto d'amor vi vedi,
Speme delusa, e smania
Di gelosia crudel.

FILIPPO
Smania gelosa, è vero,
Negli occhi tuoi si stampa...
Ma gelosia d'impero,
Ma d'altro amore è vampa,
Ma l'ira insieme e l'onta
D'un'anima infedel.

BEATRICE
Filippo!

FILIPPO
Sì: spergiura!
Più simular non giova.

BEATRICE
Filippo!!

FILIPPO
Ho in man sicura
Del tuo fallir la prova.
Trema.

BEATRICE
Filippo!!! Basti.

FILIPPO
La tua perfidia è qui...
Cava un portafogli

BEATRICE
Ciel!... violare osasti...
Tu i miei segreti?

FILIPPO
Io... Si.
Qui di ribelli sudditi
Soffri le mire audaci:
D'un temerario giovane
Qui dell'ardor ti piaci...
E a me delitti apponi?
E a me d'amor ragioni?
Oh! non ti avrei sì perfido
Giammai creduto il cor.

BEATRICE
Questi d'amanti popoli
Voti e lamenti sono.
S'io gli ascoltassi, o barbaro
Meco saresti in trono?
Oh! non voler fra questi
Vili cercar pretesti.
Se amar non puoi, rispettami...
Mi lascia almen l'onor.
Quei fogli, o Filippo - quei fogli mi rendi.
Infami il tuo nome.

FILIPPO
E tanto pretendi?

BEATRICE
Non farti quest'onta: io sono innocente...

FILIPPO
No, tutto t'accusa: tua l'onta sarà.

BEATRICE
Filippo!
Supplichevole

FILIPPO
Ti scosta.

BEATRICE
Tel chiedo piangente...
La morte piuttosto...

FILIPPO
Attendila... va.

BEATRICE
sorgendo
Spietato! codardo! eccesso cotanto
Mi rende a me stessa, impietra il mio pianto:
Paventa lo sdegno d'un'anima offesa,
Il grido d'un core che macchia non ha.
Il mondo che invoco, che io chiamo in difesa,
Il mondo d'entrambi giustizia farà.

FILIPPO
Del fallo cancella, distruggi la traccia...
Annientala; indegna! poi fremi e minaccia...
Poi vanta costanza, poi spera che illesa
Sarà la tua vita, tua fama sarà.
Il mondo che invochi, che chiami in difesa,
Il mondo d'entrambi vendetta farà!
Beatrice parte

SCENA NONA
Filippo e Rizzardo

FILIPPO
Udisti?

RIZZARDO
Udii.

FILIPPO
Libero troppo all'ira
Il freno io diedi. Se Orombel movesse
Antica fè soltanto!... e se delusa,
O menzognera, mi traesse Agnese
A fallo estremo, a irreparabil danno!

RIZZARDO
E sospettar d'inganno
Potresti, Agnese?
Oltre ogni cosa in terra
Prova pur dianzi a te non dava?

FILIPPO
È vero.

RIZZARDO
Fra Beatrice a lei
Se' tu sospeso ancor?

FILIPPO
No... ma più grave,
Onde giusto apparir d'Italia al guardo,
Vuolsi cagione che non sia pretesto.

RIZZARDO
E l'avrai tale, e presto,
Se vinci i dubbii tuoi, se intera fede
Riponi in me.

FILIPPO
Tanto prometti?

RIZZARDO
E tanto
Pur d'eseguir confido.

FILIPPO
E sia. Vieni: a tua suora, e a te mi fido.
Partono


SCENA DECIMA
Parte rimota nel castello di Binasco: da un lato è la statua di Facino Cane.
Un drappello d’Armigeri esce dal corridoio e s'innoltra guardingo

No. 5 - Coro d'Amigeri

CORO
Lo vedeste?
Sì: fremente
Ei ci parve, e insiem confuso.
Nulla ei disse?
No: tacente
Ei si tenne, e in sé rinchiuso.
Or dov'è?
Qua e là s'aggira,
Qual chi scopo alcun non ha.
Finge invan: l'amore o l'ira
A tradirsi il porterà.

TUTTI
Arte egual si ponga in opra;
Nulla sfugga agli occhi nostri,
Ma spiarlo alcun non mostri,
Né seguirlo ovunque va.
Vel non fra, per quanto il copra,
Che da noi non sia squarciato,
S'ei si stima inosservato,
S'ei si crede in securtà.
Si allontanano


SCENA UNDICESIMA
Beatrice sola, indi Orombello

No. 6 - Finale Primo

BEATRICE
Il mio dolore, e l'ira... inutil ira...
S'asconda a tutti. - Oh! potess'io celarla
A te, Facino!... a te obbliato, o prode,
Appena estinto, a te, che forse or miri
Siccome tua vendetta ogni mio scorno.
Si prostra sul monumento
Deh! se mi amasti un giorno,
Non m'accusar - Sola, deserta, inerme
Io mi lasciai sedurre... e caro assai
Della mia debolezza io pago il fio.
Esce Orombello
Mi abbandona ciascun.

OROMBELLO
Ciascun non io.

BEATRICE
Chi vedo? tu Orombello!
Tu qui furtivo?

OROMBELLO
Della tua sventura
Favellan tutti - Opro sol io - Le lunghe
Dubbiezze tue vincer tu devi alfine,
Usar del tuo poter.
Io tutto ho corse
Le terre a te sogette, e mille in tutte
Fedeli braccia a tua difesa armai.
Vieni - Si spieghi ormai
Di Facino il vessillo; e di tue genti
Vendica i dritti offesi e i propri insulti.

BEATRICE
Son essi al colmo, e non saranno inulti
.
OROMBELLO
Oh! gioja! Appena annotti,
Fuggirem queste mura e di Tortona
Ci accorranno i ripari... Ivi raggiunta
Dai più prodi sarai... Solo prometti,
Che non porrai più inciampo al mio disegno,
Che meco in salvo ti vedrà l'aurora.

BEATRICE
Oh! che mai mi consigli?

OROMBELLO
E indugi ancora?

BEATRICE
A ciascun fidar vorrei,
Fuor che a te la mia difesa.

OROMBELLO
Che dì tu?

BEATRICE
Sospetto sei...
La mia fama io voglio illesa.

OROMBELLO
La tua fama!

BEATRICE
Sì - la fede
Che in te pongo... amor si crede;
La pietà che tu nudrisci...
Tua pietà... creduta è amor.

OROMBELLO
Io.. lo So.

BEATRICE
Né inorridisci?

OROMBELLO
Ah! non legger nel mio cor.

BEATRICE
Qual favella!

OROMBELLO
Ah! tu v'hai letto.

BEATRICE
Io! t'acqueta... intesi... intesi...

OROMBELLO
Sì: d'immenso, estremo affetto
Da' primi anni in te m'accesi...
Coll'età si fè maggior...
Si nutrì del tuo dolore...
Mi sforzai celarlo invano...
O perdono o morte avrò.

BEATRICE
Taci... parti... audace! insano!
Oh! in qual cor più fiderò?

OROMBELLO
prostrandosi
Deh! perdona.

BEATRICE
Sorgi.


SCENA DODICESIMA
Filippo, Rizzardo, Agnese con seguito, Anichino, indi Cavalieri, Dame e soldati

AGNESE
a Filippo
Vedi?

FILIPPO
Traditori!

BEATRICE e OROMBELLO
Oh! ciel!

FILIPPO
V'ho colti.
Guardie!

BEATRICE
Arresta.

FILIPPO
Ed osi… e credi
Poter sì che ancor t'ascolti?
La tua colpa...

BEATRICE
Non seguire.
Ella esiste in tuo desire.
Ti conosco.

FILIPPO
E a mia vergogna
Conosciuta or sei tu qui.

OROMBELLO
L'ho perduta!

BEATRICE
O vil rampogna!

FILIPPO
Puoi scolparti?

CORO
Oh! infausto dì!

BEATRICE
Al tuo core, al reo tuo core
Lascio, indegno, il discolparmi;
Cerchi invano, o traditore,
D'avvilirmi, d'infamarmi.
Ah! tal onta io meritai
Quando a me quest'empio alzai.
Dell'amor che mi ha perduta
Sol tal frutto a me restò.

FILIPPO
A ben tristo e amaro prezzo
Di tal donna ebb'io l'amore:
Se il disprezzo è in me maggiore
O lo sdegno io dir non so.

OROMBELLO
Sconsigliato! in qual la trassi
Di miseria abisso orrendo!
Giusto ciel, neppur morendo
L'error mio scontar potrò.

AGNESE
Godi, esulta, o cor sprezzato,
Del dolor di questo ingrato:
Vide il tuo, lo vide estremo,
Né pietà per te provò.

ANICHINO
Ciel, tu sai com'io volea
Prevenir sì ria sventura!
Ah! fu vana ogni mia cura...
Il destino l'affrettò.

CORO
Tutto, ah! tutto a farla rea
Qui congiura a un tempo istesso:
Giusto ciel, d'innanzi ad esso
Come mai scolpar si può?

FILIPPO
Al castigo a lor dovuto
Ambo in ferri custodite.

BEATRICE
E tu l'osi?

FILIPPO
Ho risoluto.

BEATRICE
L'empio l'osa!!

OROMBELLO
Duca, udite...
Innocente è la duchessa...
Insultata a torto è d'essa...
Calunniata...

FILIPPO
Te, non lei,
Traditor, difender déi.
Va...

BEATRICE
Filippo! è troppo eccesso...
Pensa ancor: ti puoi pentir.

FILIPPO
alle guardie
Ubbidite!

CORO
Ah! certo è desso,
Certo appien del suo fallir..

BEATRICE
Né fra voi, fra voi si trova
Chi si levi in mia difesa?
Uom non avvi che si muova
A favor di donna offesa?
Ah! se onor più non ragiona,
Se la terra m'abbandona,
A te, vindice supremo,
Io mi volgo e fido in te.

OROMBELLO
Deh! un momento un sol momento
Un acciaro a me porgete,
Se è colpevole, s'io mento,
Alme perfide, vedrete.
Oh! furor! inerme io fremo...
Ah! più fè, più onor non v'è.

FILIPPO
Ite, iniqui! all'impossente
Ira vostra io v'abbandono.
Ogni core è qui fremente,
Sa ciascun che offeso io sono:
Pena estrema a fallo estremo
Terra e ciel domanda a me.

AGNESE
Questo, ingrato, il primo è questo
Colpo in te di mia vendetta:
Altro in breve, e più funesto
Più terribile ne aspetta.
Ambo miseri saremo;
Sì... ma tu... più assai di me.

ANICHINO e CORO
Ah! quel nobile suo sdegno,
Quel rossor di cui s'accende,
D'innocenza è certo pegno,
D'ogni accusa la difende...
A te, giudice supremo,
Noto è solo il reo qual è.
Beatrice e Orombello sono circondati dalle guardie. Cala il sipario.



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