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ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Sala nel castello di Binasco preparata per tener tribunale. Guardie alle porte. Damigelle di Beatrice e Cortigiani

No. 7 - Coro d'Introduzione

DAMIGELLE
Lassa! E può il ciel permettere
Questo giudizio infame?

CORO
Ella non può sottrarsene:
Già cominciò l'esame.
Possa dinanzi ai giudici
Darvi fedele amore
Forza e virtù maggiore
Che ad Orombel non diè!

DAMIGELLE
Come! L'incauto, il debole
Forse al timor cedè?

CORO
Dal tenebroso carcere,
Ove rinchiuso ei venne,
Al tribunal terribile
Fermo si presentò.
Quivi minacce e insidie
Intrepido sostenne;
Quivi martiri e spasimi,
Quanti potea, sfidò.

DAMIGELLE
Ahi! sventurato! ahi misero!
Né i barbari placò!

CORO
Tratto tre volte in aere,
Tre volte in giù sospinto,
Sol con profondi gemiti
Prima il suo duol mostrò.
Quindi spossato e livido,
D'atro pallor dipinto,
China la fronte e mutolo,
Esanime sembrò.

DAMIGELLE
Ahi ferrei cori! Ahi barbari!
Tanto il meschin penò?

CORO
Ma poi che gli occhi languidi
Ebbe dischiusi appena...
Quando il feroce strazio
Anco apprestar mirò...
Più non potendo reggere
All'insoffribil pena:
Sé confessò colpevole,
Complice lei gridò.

DAMIGELLE
Ahi! sventurata! ahi misera!
Niuno salvar la può.
Si allontanano


SCENA SECONDA
Filippo, Anichino, soldati

FILIPPO
Omai del suo destino arbitra solo
Esser deve la legge.

ANICHINO
E qual v'ha legge
Che a voi non ceda? - Oh! ve ne prego, o Duca,
Per l'util vostro. A voi funesto io temo
Questo giudizio: già ne corse il grido
Per le vicine terre, e il popol freme,
E lei compiange.

FILIPPO
Né Filippo il teme.
Fino al novello dì sian di Binasco
ai soldati
Chiuse le porte, né venir vi possa,
Né uscirne alcuno. - Allor che il popol veda
Quest'idol suo di tanto error convinto,
Dirà giustizia quel che forza or dice.

ANICHINO
E chi di Beatrice
Retto giudice fia dove l'accusa
Filippo intenti?

FILIPPO
Or basta...
Omai pon modo al tuo soverchio zelo.
Il Consiglio s'aduna.

ANICHINO
(Oh! istante! io gelo.

SCENA TERZA
Escono i Giudici, e si vanno a collocare ai loro posti. Rizzardo presiede al consiglio. Filippo siede in un seggio elevato. La scena si empie di dame e di cavalieri: in mezzo alle dame vedesi Agnese

No. 9 - Scena, Coro e Quintetto

ANICHINO
(O troppo a mie preghiere
Sordo Orombello! Fu presago jeri
Il mio timor).
Va a sedersi anch'esso

AGNESE
(Di mia vendetta è giunta
L'ora bramata... eppur non sono io lieta,
Qual mi sgomenta il cor voce segreta!).

SCENA QUARTA
Beatrice fra le guardie, e detti

GIUDICE
Di grave accusa il peso
Pende sul capo vostro - A noi d'innanzi
Vi possiate scolpar!

BEATRICE
E chi vi diede
Di giudicarmi il dritto? Ovunque io volga
Gli occhi sorpresi, altro non veggio intorno
Che miei vassalli.

FILIPPO
E il tuo sovran non vedi?
Il tradito tuo sposo?

BEATRICE
Io veggo un empio
Che i beneficii miei paga d'infamia,
L'amor mio di vergogna.

FILIPPO
Amor tu dici
Tramar co' miei nemici,
Ribellarmi i vassalli e far mia corte
Campo di tresche oscene
Con citaredi, quanto abbietti, audaci,
Chiami Filippo amar?

BEATRICE
Taci, deh! taci.
Ferma udir posso ogni altra
Accusa tua... ma il cor si scote e freme
A sì vil taccia. Oh! non voler, Filippo,
De' Lascari la figlia, e d'un eroe
La vedova avvilir.

GIUDICE
Il reo t'accusa
Complice tuo. - Venga Orombello.

BEATRICE
(Oh cielo!
La mia virtù sostieni).

GIUDICE
Eccolo.


SCENA QUINTA
Orombello fra le guardie, e detti

AGNESE
(Oh! come
Lo ridusse infelice il furor mio!).

OROMBELLO
A quai nuovi martir tratto son io!

GIUDICE
Ti rinfranca: a noi t'appressa.
Parla: e il ver conferma a lei.
Orombello appoggiato sulle guardie s'innoltra lentamente

BEATRICE
Orombello!

OROMBELLO
(Oh! voce! è dessa...
E morire io non potei!).

BEATRICE
Orombello!! – Oh sciagurato!
Dal mentir che hai tu sperato?
Viver forse? ah! dove io moro
Vita speri da costoro?
Tu morrai con me morrai,
Ma qual reo, qual traditor.

OROMBELLO
Cessa, cessa. - Ah tu non sai...
Di me stesso io son l'orror.
Io soffrii... soffrii tortura
Cui pensiero non comprende...
Non poté la fral natura
Sopportar le pene orrende...
La mia mente vaneggiava...
Il dolor, non io, parlava...
Ma qui, teco, al mondo in faccia,
Or che morte ne minaccia,
Innocente io ti proclamo,
Grido perfidi costor.

BEATRICE
Grazie, o cielo!

AGNESE
(Oh! mio rimorso!).

ANICHINO
(L'odi o Duca?).

FILIPPO
(L'odo e fremo).

GIUDICE
Troppo omai tu sei trascorso:
Bada e trema.

OROMBELLO
Io più non tremo.
Sol ch'io mora perdonato
Da quest'angelo d'amor!

FILIPPO e GIUDICE
V'han supplizii, o forsennato,
A strapparti il vero ancor.
Orombello si strascina verso Beatrice: essa gli va incontro e lo regge

BEATRICE
Al tuo fallo ammenda festi
Generosa, inaspettata.
Il coraggio mi rendesti,
Moro pura ed onorata...
Ti perdoni il ciel clemente,
Col mio labbro, col mio cor.

OROMBELLO
Non morrai: né ciel, né terra
Soffrirà sì nero eccesso.
A me stanco in tanta guerra,
A me sia morir concesso.
Mi offrirò col tuo perdono
Lieto innanzi al mio signor.

FILIPPO e GIUDICI
(In quegli atti, in quegli accenti
V'ha poter ch'io dir non posso,
Cederesti ai lor lamenti,
Ne saresti o cor commosso?
No: sottentri a vil pietade
Inflessibile rigor).

AGNESE e DAMIGELLE
(Ah! sul cor, sul cor mi cade
Quel compianto e quel dolor).

FILIPPO
Poi che il reo smentì se stesso,
Fia sospesa la sentenza?

ANICHINO
Sciorgli entrambi è mio pensiero:
Fia giustizia la clemenza.

FILIPPO
Sciorgli?

AGNESE
Oh! gioja!

GIUDICI
No: non puoi,
Vuol la legge i dritti suoi.
Nuovo esame infra i tormenti
Denno in pria subir costor.

AGNESE, ANICHINO e DAMIGELLE
(Ella pure!).

BEATRICE
(O iniqui!).

OROMBELLO
Oh! mostri!
Chi porrà su lei le mani?
Tuoni pria sui capi vostri,
Tuoni il cielo...

GIUDICI
Si allontani.

BEATRICE
ai Giudici
Deh! un istante...
a Filippo
Un solo accento
Non temer di udir lamento...
Sol t'avverto... Il ciel ti vede...
O Filippo! hai tempo ancor.

FILIPPO
Va: pei rei non v'è mercede...
Ti abbandono al suo rigor.

BEATRICE
si volge ad Orombello e a lui si avvicina
Vieni, amico... insiem soffriamo:
A soffrir per poco abbiamo.
Il destin per breve pena
Ci riserba eterno onor.

OROMBELLO
Teco io sono.

AGNESE
(Io reggo appena).

ANICHINO
(Oh! pietà! si spezza il cor).

TUTTI, FILIPPO e GIUDICI
Ite entrambi, e poi che il vero
rimorso non vi detta,
supplizio che vi aspetta.
Vi costringa, e strappi il vel.

AGNESE e ANICHINO
(Chi mi cela al mondo intero?).
(O misfatto! ho in core un gel!).

BEATRICE
Ah! se in terra a tai tiranni
È virtude abbandonata,
D'una vita sventurata
È la morte men crudel.

OROMBELLO e BEATRICE
Di costanza armiamo il core:
Qui supplizii, onore in ciel.
Orombello e Beatrice partono fra le guardie
da' lati opposti. Il consiglio si scioglie


SCENA SESTA
Agnese e Filippo. Filippo rimane pensoso, e passeggia a lunghi passi. Agnese si avvicina ad esso tremante

No. 10 - Recitativo

AGNESE
Filippo!

FILIPPO
Tu! - Ti appressa...
D'uopo ho d'udir tua voce.

AGNESE
Oh! al cor ti scenda
Pietosa sì, che al perdonar lo pieghi.

FILIPPO
Sei tu che preghi, Agnese! E per chi preghi?
Vieni: ogni tema sgombra:
Il regal serto è tuo.

AGNESE
Serto! Ah! piuttosto
Si aspetta a me de' penitenti il velo.

FILIPPO
Agnese!

AGNESE
Innanzi al cielo,
Innanzi al mondo, io rea mi sento... rea
Della morte cui danni un'innocente.

FILIPPO
Qual dubbi or volgi, strani dubbi, in mente?
Io sol rispondo, io solo
Di quel reo sangue - Omai t'acqueta, e pensa
Che ad altri tu non dei, fuor che all'amore,
Di Beatrice il soglio.
Ritratti.

AGNESE
Ah! mio Signor!...

FILIPPO
severamente
Ritratti... il voglio.
Agnese parte piangendo


SCENA SETTIMA
Filippo solo, indi Anichino, Dame, Cortigiani

No. 11 - Aria di Filippo e Coro

FILIPPO
Rimorso in lei?... Dove io non ho rimorso
Altri lo avrà? - Dove alcun l'abbia, il celi:
Il mostrarlo è accusarmi. Esser tranquillo,
Sereno io voglio - E il sono io forse, e il posso!
No da terror percosso
Mi sento io pur, qual se vicino avessi
Terribil larva, qual se udissi intorno
Una minaccia rimbombar sul vento -
M'inganno?... o mi colpi flebil lamento!
Porge l'orecchio
No, non m'inganno... è dessa,
Ch'io non n'oda la voce - Oh! chi s'appressa!
All'uscir di Anichino si ricompone

ANICHINO
Filippo, la duchessa
Non confessò... pur la condanna a morte
Tutto il consiglio, e il nome tuo sol manca
Alla mortal sentenza.
Filippo riceve la sentenza

FILIPPO
Non confessò!!

ANICHINO
Costante è l'innocenza.

CORO
È in vostra man, signore,
Dell'infelice il fato:
Ceda il rigor placato
Al grido di pietà.

FILIPPO
No... si resista...
Il decreto fatal si segni alfine...
Si appressa al tavolino per segnare la sentenza: si arresta
Ah! non poss'io: mi si solleva il crine.
Qui mi accolse oppresso, errante,
Qui dié fine a mie sventure...
Io preparo a lei la scure!
Per amor supplizio io do!
Ah! mai più d'uman sembiante
Sostener potrò l'aspetto:
Ah! nel mondo maledetto,
Condannato in ciel sarò.

CORO
(Ella è salva, se un istante
Il rimorso udire ei può).

FILIPPO
Ella viva.
Per stracciare la sentenza
Qual fragore!
Chi si appressa? - Ite - vedete.
I cortigiani escono frettolosi

DAMIGELLE
Crudo inciampo!

FILIPPO
Ebben?

CORO
Signore,
Alle mura provvedete.
Di Facin le bande antiche
Si palesano nemiche,
Osan chieder la duchessa,
E Binasco minacciar.

FILIPPO
Ed io, vil, gemea per essa!
M'accingeva a perdonar!
Si eseguisca la sentenza.
Sottoscrive

CORO
Ah! Signor pietà, clemenza.

FILIPPO
Non son'io che la condanno:
È la sua, l'altrui baldanza.
Empia lei, non me tiranno
Alla terra io mostrerò.
(Cada alfine, e tronco il volo
Sia così di sua fidanza.
Un sol trono, un regno solo
Vivi entrambi unir non può).

CORO
(Ah! per lei non v'ha speranza.
Il destin l'abbandonò).
Partono
ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Sala nel castello di Binasco preparata per tener tribunale. Guardie alle porte. Damigelle di Beatrice e Cortigiani

No. 7 - Coro d'Introduzione

DAMIGELLE
Lassa! E può il ciel permettere
Questo giudizio infame?

CORO
Ella non può sottrarsene:
Già cominciò l'esame.
Possa dinanzi ai giudici
Darvi fedele amore
Forza e virtù maggiore
Che ad Orombel non diè!

DAMIGELLE
Come! L'incauto, il debole
Forse al timor cedè?

CORO
Dal tenebroso carcere,
Ove rinchiuso ei venne,
Al tribunal terribile
Fermo si presentò.
Quivi minacce e insidie
Intrepido sostenne;
Quivi martiri e spasimi,
Quanti potea, sfidò.

DAMIGELLE
Ahi! sventurato! ahi misero!
Né i barbari placò!

CORO
Tratto tre volte in aere,
Tre volte in giù sospinto,
Sol con profondi gemiti
Prima il suo duol mostrò.
Quindi spossato e livido,
D'atro pallor dipinto,
China la fronte e mutolo,
Esanime sembrò.

DAMIGELLE
Ahi ferrei cori! Ahi barbari!
Tanto il meschin penò?

CORO
Ma poi che gli occhi languidi
Ebbe dischiusi appena...
Quando il feroce strazio
Anco apprestar mirò...
Più non potendo reggere
All'insoffribil pena:
Sé confessò colpevole,
Complice lei gridò.

DAMIGELLE
Ahi! sventurata! ahi misera!
Niuno salvar la può.
Si allontanano


SCENA SECONDA
Filippo, Anichino, soldati

FILIPPO
Omai del suo destino arbitra solo
Esser deve la legge.

ANICHINO
E qual v'ha legge
Che a voi non ceda? - Oh! ve ne prego, o Duca,
Per l'util vostro. A voi funesto io temo
Questo giudizio: già ne corse il grido
Per le vicine terre, e il popol freme,
E lei compiange.

FILIPPO
Né Filippo il teme.
Fino al novello dì sian di Binasco
ai soldati
Chiuse le porte, né venir vi possa,
Né uscirne alcuno. - Allor che il popol veda
Quest'idol suo di tanto error convinto,
Dirà giustizia quel che forza or dice.

ANICHINO
E chi di Beatrice
Retto giudice fia dove l'accusa
Filippo intenti?

FILIPPO
Or basta...
Omai pon modo al tuo soverchio zelo.
Il Consiglio s'aduna.

ANICHINO
(Oh! istante! io gelo.

SCENA TERZA
Escono i Giudici, e si vanno a collocare ai loro posti. Rizzardo presiede al consiglio. Filippo siede in un seggio elevato. La scena si empie di dame e di cavalieri: in mezzo alle dame vedesi Agnese

No. 9 - Scena, Coro e Quintetto

ANICHINO
(O troppo a mie preghiere
Sordo Orombello! Fu presago jeri
Il mio timor).
Va a sedersi anch'esso

AGNESE
(Di mia vendetta è giunta
L'ora bramata... eppur non sono io lieta,
Qual mi sgomenta il cor voce segreta!).

SCENA QUARTA
Beatrice fra le guardie, e detti

GIUDICE
Di grave accusa il peso
Pende sul capo vostro - A noi d'innanzi
Vi possiate scolpar!

BEATRICE
E chi vi diede
Di giudicarmi il dritto? Ovunque io volga
Gli occhi sorpresi, altro non veggio intorno
Che miei vassalli.

FILIPPO
E il tuo sovran non vedi?
Il tradito tuo sposo?

BEATRICE
Io veggo un empio
Che i beneficii miei paga d'infamia,
L'amor mio di vergogna.

FILIPPO
Amor tu dici
Tramar co' miei nemici,
Ribellarmi i vassalli e far mia corte
Campo di tresche oscene
Con citaredi, quanto abbietti, audaci,
Chiami Filippo amar?

BEATRICE
Taci, deh! taci.
Ferma udir posso ogni altra
Accusa tua... ma il cor si scote e freme
A sì vil taccia. Oh! non voler, Filippo,
De' Lascari la figlia, e d'un eroe
La vedova avvilir.

GIUDICE
Il reo t'accusa
Complice tuo. - Venga Orombello.

BEATRICE
(Oh cielo!
La mia virtù sostieni).

GIUDICE
Eccolo.


SCENA QUINTA
Orombello fra le guardie, e detti

AGNESE
(Oh! come
Lo ridusse infelice il furor mio!).

OROMBELLO
A quai nuovi martir tratto son io!

GIUDICE
Ti rinfranca: a noi t'appressa.
Parla: e il ver conferma a lei.
Orombello appoggiato sulle guardie s'innoltra lentamente

BEATRICE
Orombello!

OROMBELLO
(Oh! voce! è dessa...
E morire io non potei!).

BEATRICE
Orombello!! – Oh sciagurato!
Dal mentir che hai tu sperato?
Viver forse? ah! dove io moro
Vita speri da costoro?
Tu morrai con me morrai,
Ma qual reo, qual traditor.

OROMBELLO
Cessa, cessa. - Ah tu non sai...
Di me stesso io son l'orror.
Io soffrii... soffrii tortura
Cui pensiero non comprende...
Non poté la fral natura
Sopportar le pene orrende...
La mia mente vaneggiava...
Il dolor, non io, parlava...
Ma qui, teco, al mondo in faccia,
Or che morte ne minaccia,
Innocente io ti proclamo,
Grido perfidi costor.

BEATRICE
Grazie, o cielo!

AGNESE
(Oh! mio rimorso!).

ANICHINO
(L'odi o Duca?).

FILIPPO
(L'odo e fremo).

GIUDICE
Troppo omai tu sei trascorso:
Bada e trema.

OROMBELLO
Io più non tremo.
Sol ch'io mora perdonato
Da quest'angelo d'amor!

FILIPPO e GIUDICE
V'han supplizii, o forsennato,
A strapparti il vero ancor.
Orombello si strascina verso Beatrice: essa gli va incontro e lo regge

BEATRICE
Al tuo fallo ammenda festi
Generosa, inaspettata.
Il coraggio mi rendesti,
Moro pura ed onorata...
Ti perdoni il ciel clemente,
Col mio labbro, col mio cor.

OROMBELLO
Non morrai: né ciel, né terra
Soffrirà sì nero eccesso.
A me stanco in tanta guerra,
A me sia morir concesso.
Mi offrirò col tuo perdono
Lieto innanzi al mio signor.

FILIPPO e GIUDICI
(In quegli atti, in quegli accenti
V'ha poter ch'io dir non posso,
Cederesti ai lor lamenti,
Ne saresti o cor commosso?
No: sottentri a vil pietade
Inflessibile rigor).

AGNESE e DAMIGELLE
(Ah! sul cor, sul cor mi cade
Quel compianto e quel dolor).

FILIPPO
Poi che il reo smentì se stesso,
Fia sospesa la sentenza?

ANICHINO
Sciorgli entrambi è mio pensiero:
Fia giustizia la clemenza.

FILIPPO
Sciorgli?

AGNESE
Oh! gioja!

GIUDICI
No: non puoi,
Vuol la legge i dritti suoi.
Nuovo esame infra i tormenti
Denno in pria subir costor.

AGNESE, ANICHINO e DAMIGELLE
(Ella pure!).

BEATRICE
(O iniqui!).

OROMBELLO
Oh! mostri!
Chi porrà su lei le mani?
Tuoni pria sui capi vostri,
Tuoni il cielo...

GIUDICI
Si allontani.

BEATRICE
ai Giudici
Deh! un istante...
a Filippo
Un solo accento
Non temer di udir lamento...
Sol t'avverto... Il ciel ti vede...
O Filippo! hai tempo ancor.

FILIPPO
Va: pei rei non v'è mercede...
Ti abbandono al suo rigor.

BEATRICE
si volge ad Orombello e a lui si avvicina
Vieni, amico... insiem soffriamo:
A soffrir per poco abbiamo.
Il destin per breve pena
Ci riserba eterno onor.

OROMBELLO
Teco io sono.

AGNESE
(Io reggo appena).

ANICHINO
(Oh! pietà! si spezza il cor).

TUTTI, FILIPPO e GIUDICI
Ite entrambi, e poi che il vero
rimorso non vi detta,
supplizio che vi aspetta.
Vi costringa, e strappi il vel.

AGNESE e ANICHINO
(Chi mi cela al mondo intero?).
(O misfatto! ho in core un gel!).

BEATRICE
Ah! se in terra a tai tiranni
È virtude abbandonata,
D'una vita sventurata
È la morte men crudel.

OROMBELLO e BEATRICE
Di costanza armiamo il core:
Qui supplizii, onore in ciel.
Orombello e Beatrice partono fra le guardie
da' lati opposti. Il consiglio si scioglie


SCENA SESTA
Agnese e Filippo. Filippo rimane pensoso, e passeggia a lunghi passi. Agnese si avvicina ad esso tremante

No. 10 - Recitativo

AGNESE
Filippo!

FILIPPO
Tu! - Ti appressa...
D'uopo ho d'udir tua voce.

AGNESE
Oh! al cor ti scenda
Pietosa sì, che al perdonar lo pieghi.

FILIPPO
Sei tu che preghi, Agnese! E per chi preghi?
Vieni: ogni tema sgombra:
Il regal serto è tuo.

AGNESE
Serto! Ah! piuttosto
Si aspetta a me de' penitenti il velo.

FILIPPO
Agnese!

AGNESE
Innanzi al cielo,
Innanzi al mondo, io rea mi sento... rea
Della morte cui danni un'innocente.

FILIPPO
Qual dubbi or volgi, strani dubbi, in mente?
Io sol rispondo, io solo
Di quel reo sangue - Omai t'acqueta, e pensa
Che ad altri tu non dei, fuor che all'amore,
Di Beatrice il soglio.
Ritratti.

AGNESE
Ah! mio Signor!...

FILIPPO
severamente
Ritratti... il voglio.
Agnese parte piangendo


SCENA SETTIMA
Filippo solo, indi Anichino, Dame, Cortigiani

No. 11 - Aria di Filippo e Coro

FILIPPO
Rimorso in lei?... Dove io non ho rimorso
Altri lo avrà? - Dove alcun l'abbia, il celi:
Il mostrarlo è accusarmi. Esser tranquillo,
Sereno io voglio - E il sono io forse, e il posso!
No da terror percosso
Mi sento io pur, qual se vicino avessi
Terribil larva, qual se udissi intorno
Una minaccia rimbombar sul vento -
M'inganno?... o mi colpi flebil lamento!
Porge l'orecchio
No, non m'inganno... è dessa,
Ch'io non n'oda la voce - Oh! chi s'appressa!
All'uscir di Anichino si ricompone

ANICHINO
Filippo, la duchessa
Non confessò... pur la condanna a morte
Tutto il consiglio, e il nome tuo sol manca
Alla mortal sentenza.
Filippo riceve la sentenza

FILIPPO
Non confessò!!

ANICHINO
Costante è l'innocenza.

CORO
È in vostra man, signore,
Dell'infelice il fato:
Ceda il rigor placato
Al grido di pietà.

FILIPPO
No... si resista...
Il decreto fatal si segni alfine...
Si appressa al tavolino per segnare la sentenza: si arresta
Ah! non poss'io: mi si solleva il crine.
Qui mi accolse oppresso, errante,
Qui dié fine a mie sventure...
Io preparo a lei la scure!
Per amor supplizio io do!
Ah! mai più d'uman sembiante
Sostener potrò l'aspetto:
Ah! nel mondo maledetto,
Condannato in ciel sarò.

CORO
(Ella è salva, se un istante
Il rimorso udire ei può).

FILIPPO
Ella viva.
Per stracciare la sentenza
Qual fragore!
Chi si appressa? - Ite - vedete.
I cortigiani escono frettolosi

DAMIGELLE
Crudo inciampo!

FILIPPO
Ebben?

CORO
Signore,
Alle mura provvedete.
Di Facin le bande antiche
Si palesano nemiche,
Osan chieder la duchessa,
E Binasco minacciar.

FILIPPO
Ed io, vil, gemea per essa!
M'accingeva a perdonar!
Si eseguisca la sentenza.
Sottoscrive

CORO
Ah! Signor pietà, clemenza.

FILIPPO
Non son'io che la condanno:
È la sua, l'altrui baldanza.
Empia lei, non me tiranno
Alla terra io mostrerò.
(Cada alfine, e tronco il volo
Sia così di sua fidanza.
Un sol trono, un regno solo
Vivi entrambi unir non può).

CORO
(Ah! per lei non v'ha speranza.
Il destin l'abbandonò).
Partono



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