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Preludio

Recitativo

CELIO
Ecco su carro adorno
Germanico l’invitto:
mirate a lui d’intorno
del suo valor pompe onorate, e degne
schiere abbattute, e conquistate insegne.
Ei sul Reno nemico
colse l’inclite palme,
onde superbo va del Tebro in riva.

CORO
Viva! Viva! Viva!

Recitativo

LUCIO
Chi mai nel fior degl’anni
si cinse il crin di più famosi allori?
Ai trionfali onori
de la sua forte infatigabil lena
teatro è Roma e il Campidoglio è scena,
ed o’ come lodato
sovra il Tarpeo l’alto Campione arriva?

CORO
Viva! Viva! Viva!

Recitativo

GERMANICO
Cesare, questo brando
per tuo voler colà nel Reno io strinsi,
e se pugnando vinsi
non fu la spada mia, fu il tuo comando.

CESARE
Germanico, la gloria
di sì nobil vittoria a te sol resti,
io t’imposi il pugnar, ma tu vincesti.

Aria

GERMANICO
Questi fasci di spoglie nemiche
son trionfi d’illustri fatiche,
ma son spoglie dovute al tuo piè.

In ogn’opra romano e guerriero
mi fu scorta l’onor dell’impero,
ebbi accanto la gloria e la fé.

Recitativo

CESARE
Sieno in ordine appese
e l’armi e le bandiere;
le tue felici imprese
ciascun potrà vedere
in queste eccelse mura,
nella presente e nell’età futura.

Aria

CESARE
Ad ogni mercede
sol quella prevale
che fama immortale
serbare ne può.

Qui sempre si vede
con quanta gran sorte
Germanico il forte
sul Reno pugnò.

Recitativo

CELIO
Gran Germanico, a nome
della Città Latina
consoli fortunati,
Celio a te viene …

LUCIO
… e Lucio a te s’inchina.

GERMANICO
Oprai quanto io dovea,
figlio grato a la patria, a pro di Roma,
ma son nostri gli allori
che fan sì nobil fregio alla mia chioma.

Aria

CELIO
Nuovi raggi e luci nove
vedo in cielo in sì bel giorno.
Forse Giove,
che i suoi fulmini ti diede
per far chiare le tue prede,
fa che splenda il sol più adorno.

Recitativo

LUCIO
Parmi che spieghi il volo
trionfatrice l’Aquila Romana
sovra le vie del Polo
sol per recarti fulmini novelli.
Chi sa qual parte fia scopo di quelli?

Aria

LUCIO
Felice parte
che del tuo Marte
al gran potere
si renderà.

Vedransi in lei
i tuoi trofei,
e nel cadere
risorgerà.

Recitativo

CESARE
Sì che prepara il fato
altre illustri vittorie a la tua mano,
e il tempo destinato,
o generoso eroe, non è lontano.

GERMANICO
Imponi pur ch’io vada
o in questa parte o in quella:
vincerà la mia spada,
ché la vittoria è del tuo scettro ancella.

CESARE
Nell’augusta magione
vieni, ch’io là t’aspetto.
Di tue belle corone
perché pago son io, ti stringo al petto.

Aria

CESARE
La fortuna seguì le tue piante
e al tuo braccio soggetta ella andò.
Il destino con lieto sembiante
al tuo crine gli allori intrecciò.

Recitativo

ANTONIA
Germanico!

AGRIPPINA
Mio bene!

GERMANICO
Consorte, genitrice!

ANTONIA
Oh, quanto mai felice
ne’ fasti tuoi son io!
Tanto gode il cor mio
che per piacer tutto si stilla in pianto.

AGRIPPINA
Ed io gioisco tanto
che di lagrime liete aspergo il ciglio.

GERMANICO
O sposa!

AGRIPPINA
O sposo!

GERMANICO
O cara madre!

ANTONIA
O figlio!

Aria

AGRIPPINA
Par che palme a palme intessa
nobil genio in grembo a Roma,
e che poi la gloria istessa
ne circondi a te la chioma.

Recitativo

ANTONIA
Chi di saper desia
quanto sia giusta e grande
l’interna gioia mia
miri l’alte ghirlande
ch’adornan di Germanico la fronte,
guardi su questo monte
gli archi, l’insegne e le sconfitte squadre,
e consideri poi
che Germanico è figlio ed io son madre.

Aria

ANTONIA
Germanico, son madre
e figlio mio sei tu.
Spiegar meglio vorrei
gl’interni sensi miei,
ma non so dir di più.

Recitativo

GERMANICO
Son tuo figlio e mi vanto,
alta donna reale,
ch’io trassi dal tuo seno il mio natale.

Aria

GERMANICO
Il maggior de’ miei contenti
è il mirare il tuo piacer,
ché il diletto che tu senti
fa più dolce il mio goder.

Recitativo

AGRIPPINA
Mio bel nume!

GERMANICO
Agrippina!

AGRIPPINA
Temendo il tuo periglio
sparsi mille sospiri,
ma tu forse ti adiri
contro i sospiri miei,
che in ogni rischio, in ogni ardita impresa,
ti diedero gli Dei
petto che faccia al petto tuo difesa.

Aria

AGRIPPINA
Chi tanto t’adora
se teme talora
non mostra viltà.

Un certo timore
ch’è figlio d’amore
in tutti si dà.

Recitativo

GERMANICO
Virtù l’amor si chiama
in un cor che ben ama.
Prendon forza maggiore
da un così degno amore anche gli eroi.
Io la presi maggior dagli occhi tuoi.

Aria

GERMANICO
Acceso dal lampo
di luci sì belle
i fulmini in campo
la mano vibrò.

Pupille adorate,
che siete due stelle,
le piaghe che fate
pur troppo le so.

Recitativo

ANTONIA
Figlio, oh, come quest’alma,
mentre figlio ti chiamo, esulta in seno!
Di tua spada il baleno
chiaro ti rese e fa che splenda anch’io,
ché va col nome tuo lodato il mio.

Aria

ANTONIA
Sento che tutto altero
palpita in seno il cor.
Egli trionfa, e spero
che in altri lieti giorni
a trionfar ritorni
più glorioso ancor.

Recitativo

ANTONIA
Andran tutte fastose
l’ombre degli avi tuoi
per le palme famose
che riportò la tua fortezza in guerra.

AGRIPPINA
Destra è la tua che atterra
le fronti più superbe, i cor più audaci. Deh,
lascia ch’io la stringa e ch’io la baci.

Aria

AGRIPPINA
Non sdegnar i baci miei,
cara man, ché man tu sei
dell’invitto mio consorte.

È tua preda anche il mio core,
non di guerra ma d’amore,
e sarà sino alla morte.

Recitativo

GERMANICO
Agrippina, favelli
dolce così che m’incateni l’alma,
ed alle palme mie togli la palma.

Aria

GERMANICO
Ne’ miei trionfi con bella gara
tu del mio core vuoi trionfar.
Trionfa pure, che troppo cara,
troppo gentile sai guerreggiar.

Recitativo

GERMANICO
Andianne, o madre, o sposa,
ché Tiberio m’attende
nel suo regio soggiorno,
ché già vicino all’occidente è il giorno.

Aria a tre

GERMANICO
Mia bella, mi parto.
Se Amore, se il cielo
felice mi vuole,
al cielo, ad Amore
si renda mercè.

ANTONIA
Diletta mia prole,
men vengo con te.
Se Amore, se il cielo ecc.

AGRIPPINA
Mio sposo, ti seguo.
Se Amore, se il cielo ecc.

Recitativo

CELIO
In quel volto, in quei lumi,
con maestà solenne
risplende un misto di gentile e grave.

LUCIO
Scolpita nel sembiante,
la bellezza del core
spira nell’alma altrui rispetto e amore.

Aria

CELIO
L’alta imago in marmo espressa
tenga il piede su le prede
e vinte e dome,
e si legga incisa in essa
il gran fatto e il suo gran nome.

Recitativo

LUCIO
Chi mai, cinto d’allori
nel trionfal sentiero,
fu di tanto piacere al Lazio intero?

CELIO
Tu sai come ogni lingua
di Germanico parla, e con qual vanto
Germanico si noma.

LUCIO
Egli è l’alma e la gloria e il cor di Roma.

Aria

LUCIO
Bella sorte con destra felice
anni d’oro filando gli va.
S’ei vivesse l’ore istesse
che suol viver l’eterna fenice,
gran portenti vedrebbe ogni età.

Recitativo

LUCIO
Scorgesti in fronte al popolo latino
qual giubilo ridea?

CELIO
Il vidi, egli parea
quasi fuor di se stesso.
“Viva!”, gridando “Viva!”
parte avanti gli giva e parte appresso.

LUCIO
Anzi ascolto pur ora
il lieto mormorio
che risuona d’intorno.

CELIO
Il sento anch’io.

Aria a sei

LUCIO, CELIO E TUTTI
Con voci gioconde
ogn’eco risponde
“Germanico viva!”,
e i gridi del Tebro,
di gioia tutt’ebro,
ripiglia ogni riva.

Aria

AGRIPPINA
Dormite, sì, dormite,
pupille del mio ben!
Così pur mi ferite,
pur m’accendete il sen.

Recitativo

AGRIPPINA
Germanico, tu dormi e sogni forse
d’andar fra l’armi a gloriose imprese.
Sogna stragi ed offese,
sogna i trionfi tuoi,
sogna pur quel che vuoi,
ma, se crudel non sei con chi t’adora,
ne’ sogni tuoi sogna Agrippina ancora.

ANTONIA
Cesare?

CESARE
Regal donna,
Germanico dov’è?

ANTONIA
Signor, riposa.
Custodia de’ suoi sonni è la sua sposa.

CESARE
Agrippina, che fai?

AGRIPPINA
Sto guardando a quei rai
che chiusi ancor mi fanno guerra al core.

CESARE
O degna fede, o glorioso amore!

ANTONIA
Cesare, a te davanti,
mi rendono superba
di Germanico i vanti.

CESARE
Tu de’ trionfi suoi
vai giustamente altera,
e si vedrà da noi
questa d’altre vittorie esser foriera.

Aria

ANTONIA
Sorti più belle, più degni onori
sperar non voglio, bramar non so.
Palme novelle, novelli allori
nel Campidoglio riporterò.

Recitativo

CESARE
Celio qui giunge.

AGRIPPINA
E qui vien Lucio ancora.

GERMANICO
Che gran sogni son questi?

ANTONIA
Germanico!

AGRIPPINA
Ben mio!

GERMANICO
Così ti desti?

LUCIO, CELIO
Che pensi?

GERMANICO
O stelle, o dei,
non sogliono mentire i sogni miei.
Del Reno a canto ai lidi
già contro il bellicoso Arminio altero
sognai gran cose, e il sogno mio fu vero.
Stupite, sì, stupite!
Porterà il trono suo nel sud germano
l’alto Impero Romano:
io ne sono presago, il sogno udite.
Veder mi parve, maestoso in viso,
il gran Romano Impero
del Danubio guerriero
presso le sponde in alto soglio assiso.
Al destro, al manco lato
nobil schiera tenea d’eccelsi eroi,
e con artiglio armato
stava l’Aquila Augusta a’ piedi suoi.
Così ben mel rammento,
così parlar l’intesi.

Recitativo accompagnato

GERMANICO
Dopo cento anni e cento
qui porrò la mia sede,
questi sarà dei Cesari l’erede,
e in dir “Questi sarà” stese la mano
sovra un garzon che rassembrava un nume
e che in fronte tenea corona e piume.
Giaceano alle sue piante
elmi, scudi e loriche
e bandiere nemiche ed armi infrante.
A la sua destra a canto
la Gloria componea serti d’allori,
e bella Pace intanto
intrecciava non lungi ulivi e fiori.
Spesso degli occhi suoi
e l’una e l’altra face
grave fissava in su la Gloria, e poi
si guardavan ridendo egli e la Pace.
Gli balenava in volto
foco d’onore e il cielo avea negli occhi.
Era biondo il suo crine
qual si vede l’aurora
che nel nascer si smalta e poi s’indora.
Oh, s’io potessi in quell’età beata
tornar del mondo a riveder la luce,
sotto l’Augusto duce
ripiglierei la forte spada in mano,
ma il sogno è vero ed il desire è vano.

CORO
Si vedrà tornar nel mondo
l’età d’oro in quella età.
Che bel secolo giocondo,
che bel secolo sarà!
Preludio

Recitativo

CELIO
Ecco su carro adorno
Germanico l’invitto:
mirate a lui d’intorno
del suo valor pompe onorate, e degne
schiere abbattute, e conquistate insegne.
Ei sul Reno nemico
colse l’inclite palme,
onde superbo va del Tebro in riva.

CORO
Viva! Viva! Viva!

Recitativo

LUCIO
Chi mai nel fior degl’anni
si cinse il crin di più famosi allori?
Ai trionfali onori
de la sua forte infatigabil lena
teatro è Roma e il Campidoglio è scena,
ed o’ come lodato
sovra il Tarpeo l’alto Campione arriva?

CORO
Viva! Viva! Viva!

Recitativo

GERMANICO
Cesare, questo brando
per tuo voler colà nel Reno io strinsi,
e se pugnando vinsi
non fu la spada mia, fu il tuo comando.

CESARE
Germanico, la gloria
di sì nobil vittoria a te sol resti,
io t’imposi il pugnar, ma tu vincesti.

Aria

GERMANICO
Questi fasci di spoglie nemiche
son trionfi d’illustri fatiche,
ma son spoglie dovute al tuo piè.

In ogn’opra romano e guerriero
mi fu scorta l’onor dell’impero,
ebbi accanto la gloria e la fé.

Recitativo

CESARE
Sieno in ordine appese
e l’armi e le bandiere;
le tue felici imprese
ciascun potrà vedere
in queste eccelse mura,
nella presente e nell’età futura.

Aria

CESARE
Ad ogni mercede
sol quella prevale
che fama immortale
serbare ne può.

Qui sempre si vede
con quanta gran sorte
Germanico il forte
sul Reno pugnò.

Recitativo

CELIO
Gran Germanico, a nome
della Città Latina
consoli fortunati,
Celio a te viene …

LUCIO
… e Lucio a te s’inchina.

GERMANICO
Oprai quanto io dovea,
figlio grato a la patria, a pro di Roma,
ma son nostri gli allori
che fan sì nobil fregio alla mia chioma.

Aria

CELIO
Nuovi raggi e luci nove
vedo in cielo in sì bel giorno.
Forse Giove,
che i suoi fulmini ti diede
per far chiare le tue prede,
fa che splenda il sol più adorno.

Recitativo

LUCIO
Parmi che spieghi il volo
trionfatrice l’Aquila Romana
sovra le vie del Polo
sol per recarti fulmini novelli.
Chi sa qual parte fia scopo di quelli?

Aria

LUCIO
Felice parte
che del tuo Marte
al gran potere
si renderà.

Vedransi in lei
i tuoi trofei,
e nel cadere
risorgerà.

Recitativo

CESARE
Sì che prepara il fato
altre illustri vittorie a la tua mano,
e il tempo destinato,
o generoso eroe, non è lontano.

GERMANICO
Imponi pur ch’io vada
o in questa parte o in quella:
vincerà la mia spada,
ché la vittoria è del tuo scettro ancella.

CESARE
Nell’augusta magione
vieni, ch’io là t’aspetto.
Di tue belle corone
perché pago son io, ti stringo al petto.

Aria

CESARE
La fortuna seguì le tue piante
e al tuo braccio soggetta ella andò.
Il destino con lieto sembiante
al tuo crine gli allori intrecciò.

Recitativo

ANTONIA
Germanico!

AGRIPPINA
Mio bene!

GERMANICO
Consorte, genitrice!

ANTONIA
Oh, quanto mai felice
ne’ fasti tuoi son io!
Tanto gode il cor mio
che per piacer tutto si stilla in pianto.

AGRIPPINA
Ed io gioisco tanto
che di lagrime liete aspergo il ciglio.

GERMANICO
O sposa!

AGRIPPINA
O sposo!

GERMANICO
O cara madre!

ANTONIA
O figlio!

Aria

AGRIPPINA
Par che palme a palme intessa
nobil genio in grembo a Roma,
e che poi la gloria istessa
ne circondi a te la chioma.

Recitativo

ANTONIA
Chi di saper desia
quanto sia giusta e grande
l’interna gioia mia
miri l’alte ghirlande
ch’adornan di Germanico la fronte,
guardi su questo monte
gli archi, l’insegne e le sconfitte squadre,
e consideri poi
che Germanico è figlio ed io son madre.

Aria

ANTONIA
Germanico, son madre
e figlio mio sei tu.
Spiegar meglio vorrei
gl’interni sensi miei,
ma non so dir di più.

Recitativo

GERMANICO
Son tuo figlio e mi vanto,
alta donna reale,
ch’io trassi dal tuo seno il mio natale.

Aria

GERMANICO
Il maggior de’ miei contenti
è il mirare il tuo piacer,
ché il diletto che tu senti
fa più dolce il mio goder.

Recitativo

AGRIPPINA
Mio bel nume!

GERMANICO
Agrippina!

AGRIPPINA
Temendo il tuo periglio
sparsi mille sospiri,
ma tu forse ti adiri
contro i sospiri miei,
che in ogni rischio, in ogni ardita impresa,
ti diedero gli Dei
petto che faccia al petto tuo difesa.

Aria

AGRIPPINA
Chi tanto t’adora
se teme talora
non mostra viltà.

Un certo timore
ch’è figlio d’amore
in tutti si dà.

Recitativo

GERMANICO
Virtù l’amor si chiama
in un cor che ben ama.
Prendon forza maggiore
da un così degno amore anche gli eroi.
Io la presi maggior dagli occhi tuoi.

Aria

GERMANICO
Acceso dal lampo
di luci sì belle
i fulmini in campo
la mano vibrò.

Pupille adorate,
che siete due stelle,
le piaghe che fate
pur troppo le so.

Recitativo

ANTONIA
Figlio, oh, come quest’alma,
mentre figlio ti chiamo, esulta in seno!
Di tua spada il baleno
chiaro ti rese e fa che splenda anch’io,
ché va col nome tuo lodato il mio.

Aria

ANTONIA
Sento che tutto altero
palpita in seno il cor.
Egli trionfa, e spero
che in altri lieti giorni
a trionfar ritorni
più glorioso ancor.

Recitativo

ANTONIA
Andran tutte fastose
l’ombre degli avi tuoi
per le palme famose
che riportò la tua fortezza in guerra.

AGRIPPINA
Destra è la tua che atterra
le fronti più superbe, i cor più audaci. Deh,
lascia ch’io la stringa e ch’io la baci.

Aria

AGRIPPINA
Non sdegnar i baci miei,
cara man, ché man tu sei
dell’invitto mio consorte.

È tua preda anche il mio core,
non di guerra ma d’amore,
e sarà sino alla morte.

Recitativo

GERMANICO
Agrippina, favelli
dolce così che m’incateni l’alma,
ed alle palme mie togli la palma.

Aria

GERMANICO
Ne’ miei trionfi con bella gara
tu del mio core vuoi trionfar.
Trionfa pure, che troppo cara,
troppo gentile sai guerreggiar.

Recitativo

GERMANICO
Andianne, o madre, o sposa,
ché Tiberio m’attende
nel suo regio soggiorno,
ché già vicino all’occidente è il giorno.

Aria a tre

GERMANICO
Mia bella, mi parto.
Se Amore, se il cielo
felice mi vuole,
al cielo, ad Amore
si renda mercè.

ANTONIA
Diletta mia prole,
men vengo con te.
Se Amore, se il cielo ecc.

AGRIPPINA
Mio sposo, ti seguo.
Se Amore, se il cielo ecc.

Recitativo

CELIO
In quel volto, in quei lumi,
con maestà solenne
risplende un misto di gentile e grave.

LUCIO
Scolpita nel sembiante,
la bellezza del core
spira nell’alma altrui rispetto e amore.

Aria

CELIO
L’alta imago in marmo espressa
tenga il piede su le prede
e vinte e dome,
e si legga incisa in essa
il gran fatto e il suo gran nome.

Recitativo

LUCIO
Chi mai, cinto d’allori
nel trionfal sentiero,
fu di tanto piacere al Lazio intero?

CELIO
Tu sai come ogni lingua
di Germanico parla, e con qual vanto
Germanico si noma.

LUCIO
Egli è l’alma e la gloria e il cor di Roma.

Aria

LUCIO
Bella sorte con destra felice
anni d’oro filando gli va.
S’ei vivesse l’ore istesse
che suol viver l’eterna fenice,
gran portenti vedrebbe ogni età.

Recitativo

LUCIO
Scorgesti in fronte al popolo latino
qual giubilo ridea?

CELIO
Il vidi, egli parea
quasi fuor di se stesso.
“Viva!”, gridando “Viva!”
parte avanti gli giva e parte appresso.

LUCIO
Anzi ascolto pur ora
il lieto mormorio
che risuona d’intorno.

CELIO
Il sento anch’io.

Aria a sei

LUCIO, CELIO E TUTTI
Con voci gioconde
ogn’eco risponde
“Germanico viva!”,
e i gridi del Tebro,
di gioia tutt’ebro,
ripiglia ogni riva.

Aria

AGRIPPINA
Dormite, sì, dormite,
pupille del mio ben!
Così pur mi ferite,
pur m’accendete il sen.

Recitativo

AGRIPPINA
Germanico, tu dormi e sogni forse
d’andar fra l’armi a gloriose imprese.
Sogna stragi ed offese,
sogna i trionfi tuoi,
sogna pur quel che vuoi,
ma, se crudel non sei con chi t’adora,
ne’ sogni tuoi sogna Agrippina ancora.

ANTONIA
Cesare?

CESARE
Regal donna,
Germanico dov’è?

ANTONIA
Signor, riposa.
Custodia de’ suoi sonni è la sua sposa.

CESARE
Agrippina, che fai?

AGRIPPINA
Sto guardando a quei rai
che chiusi ancor mi fanno guerra al core.

CESARE
O degna fede, o glorioso amore!

ANTONIA
Cesare, a te davanti,
mi rendono superba
di Germanico i vanti.

CESARE
Tu de’ trionfi suoi
vai giustamente altera,
e si vedrà da noi
questa d’altre vittorie esser foriera.

Aria

ANTONIA
Sorti più belle, più degni onori
sperar non voglio, bramar non so.
Palme novelle, novelli allori
nel Campidoglio riporterò.

Recitativo

CESARE
Celio qui giunge.

AGRIPPINA
E qui vien Lucio ancora.

GERMANICO
Che gran sogni son questi?

ANTONIA
Germanico!

AGRIPPINA
Ben mio!

GERMANICO
Così ti desti?

LUCIO, CELIO
Che pensi?

GERMANICO
O stelle, o dei,
non sogliono mentire i sogni miei.
Del Reno a canto ai lidi
già contro il bellicoso Arminio altero
sognai gran cose, e il sogno mio fu vero.
Stupite, sì, stupite!
Porterà il trono suo nel sud germano
l’alto Impero Romano:
io ne sono presago, il sogno udite.
Veder mi parve, maestoso in viso,
il gran Romano Impero
del Danubio guerriero
presso le sponde in alto soglio assiso.
Al destro, al manco lato
nobil schiera tenea d’eccelsi eroi,
e con artiglio armato
stava l’Aquila Augusta a’ piedi suoi.
Così ben mel rammento,
così parlar l’intesi.

Recitativo accompagnato

GERMANICO
Dopo cento anni e cento
qui porrò la mia sede,
questi sarà dei Cesari l’erede,
e in dir “Questi sarà” stese la mano
sovra un garzon che rassembrava un nume
e che in fronte tenea corona e piume.
Giaceano alle sue piante
elmi, scudi e loriche
e bandiere nemiche ed armi infrante.
A la sua destra a canto
la Gloria componea serti d’allori,
e bella Pace intanto
intrecciava non lungi ulivi e fiori.
Spesso degli occhi suoi
e l’una e l’altra face
grave fissava in su la Gloria, e poi
si guardavan ridendo egli e la Pace.
Gli balenava in volto
foco d’onore e il cielo avea negli occhi.
Era biondo il suo crine
qual si vede l’aurora
che nel nascer si smalta e poi s’indora.
Oh, s’io potessi in quell’età beata
tornar del mondo a riveder la luce,
sotto l’Augusto duce
ripiglierei la forte spada in mano,
ma il sogno è vero ed il desire è vano.

CORO
Si vedrà tornar nel mondo
l’età d’oro in quella età.
Che bel secolo giocondo,
che bel secolo sarà!



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