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Scena Ottava

(Alcina e Medoro)

ALCINA
Medoro, il ciglio abbassi, e stai dolente?
Lascia di sospirar.

MEDORO
Cieli! Chi mai
Creduto avria, ch'in un momento solo
Angelica potesse,
Mostrando ad altri amor, farsi incostante?

ALCINA
L'arti ancora non sai
d'un core amante.

MEDORO
Eh, d'arti non ha d'uopo,
Chi nel seno racchiude un cor sincero.
S'altri adora il mio bene,
Io soffrir lo dovrò, dovrò tacere?

ALCINA
E soffrire, e tacer: questo è amor vero.

MEDORO
Rompo i ceppi e in lacci io torno.
Dall'inganno di quei guardi
Incostanza apprenderò.
Sarà infedele ancora
Il mio cor con chi l'adora,
A sperar io tornerò.

(Alcina, poi Ruggiero)

ALCINA
Innocente garzon, tu ancor non sai
con quanti strali amor ferisca un core?

(vede Reuggiero)

Ma qual ventura è questa!
Da un destriero volante
veggio che scende armato cavaliere:
a questa parte ei volge il piè. Che fia?

RUGGIERO
Grazie al ciel, pure alfine calchi Ruggiero
il suol, se suolo è questo,
che dal felice Eliso
il bel soggiorno a me rassembra.

ALCINA
(fra sè)
È vago!

(A Ruggiero)

Poiché per mia gran sorte
sceso dal cielo onori i regni miei,
cavaliero gentil, dimmi chi sei?

RUGGIERO
Ruggiero son, giunto cred’io nel cielo,
chè tutto spira qui beltà celeste.

ALCINA
Qui dove son reina,
valoroso Ruggiero,
signor tu sei.

RUGGIERO
Troppo mi onori.

ALCINA
Alcina tanto deve al tuo nome...

(fra sè)

... e al tuo sembiante.

RUGGIERO
(fra sè)
Sol la mia Bradamante può far confronto
a sua gentil bellezza.

ALCINA
(fra sè)
Fisso mi guarda, e poi fra sé favella.
Nuova preda ei sarà degl’occhi miei.

RUGGIERO
(fra sè)
Ah, la mia Bradamante è assai più bella.

ALCINA
Meco all’ombra t’assidi, il fianco tuo riposa,
e ti ristora in quest’onda tranquilla.

RUGGIERO
Come chiara zampilla!

ALCINA
Assaggia meco il limpido cristallo

(fra sè)

(il prendo all’esca).

RUGGIERO
Onda giammai più fresca non assaggiai.

ALCINA
(fra sè)
S’egli nel petto avea qualche foco d’amore
l’onda ne spense già tutto l’ardore.

(a Ruggiero)

Ma questa è più soave

(fra sè)

Ora ei cade nel laccio.

RUGGIERO
Ambrosia è questa, o nettare di Giove?

ALCINA
(fra sè)
Incendio desta l’onda fatal per me
nel di lui core,
e d’ogn’altra bellezza adorata
da lui l’idea cancella.

Scena Nona

(Bradamante, Ruggiero, Alcina)

BRADAMANTE
Vò cercando Ruggiero, e'l trovo involto
Ne i lacci della maga.
Oh me infelice!
Or qui gelosa, e inosservata ascolto.

RUGGIERO
(ad Alcina)
Veggio ne' tuoi bei lumi
Scintillar quella fiamma
Che accenderà l'innamorato core.

BRADAMANTE
(fra sè)
Misera!

ALCINA
Oh fosse amore,
Quello che dal tuo labbro a me favella.

BRADAMANTE

Ahi, donna ingannatrice!

ALCINA

Ei già sospira.

RUGGIERO
Mira o bella, deh mira
Il poter de' tuoi lumi,
Che costringe il mio core ad adorarti.
Reo s'io t'adoro o cara,
Di temerario ardir non mi dirai.

ALCINA
Dirò che pria t'amai
E giurerò, caro,
d'amarti sempre.

BRADAMANTE

Perfida!

RUGGIERO
(a Alcina)
Sei pur bella.

BRADAMANTE
(a Ruggiero)
Ah traditore!
Questa è la fè, che mi giurasti? E questo
Il promesso tuo amore?

ALCINA
(a Ruggiero)
E chi è costei?

RUGGIERO
Non la conosco.

BRADAMANTE
Ove trascorsi oh Dei?
Olimpia io son (mentasi il nome) e quello
Il perfido Bireno.
Egli il giglio più bel su questo seno
Sfrondò con fé di sposo,
Poscia m'abbandonò: s'egli sospira,
Son mentiti i sospiri.

ALCINA
(a Ruggiero)
Di Bireno che parla?

RUGGIERO
(ad Alcina)
Ella delira.

ALCINA
Olimpia de' tuoi casi
Mi pesa il reo tenor; ma tu vedrai,
Che Bireno non è.

BRADAMANTE
Pur troppo è vero.

RUGGIERO
Bella da' tregua al duol io son Ruggiero.

BRADAMANTE
(fra sè)
(Non mi ravvisa, o finge)

(A Ruggiero)

Empio tu menti;
Io conobbi Ruggiero
Amoroso, e costante.

RUGGIERO
Ella nel suo furore
E Bireno, e Ruggier confonde insieme.
Lasciamla alle sue smanie.
Andiam mio core.

ALCINA
Sarò teco mia vita.

BRADAMANTE
Ah traditore.

RUGGIERO
Sol per te mio dolce amore
Questo core avrà pace avrà conforto.
Le tue vaghe luci belle
Son le stelle,
Onde amor mi guida in porto.

(Ruggiero esce)

BRADAMANTE
Ah inumano! Ah crudele!

ALCINA
Guarda ben, che t’inganni.

BRADAMANTE
È l’infedele che mi promise affetto,
che si giurò ben mille volte, e mille
a queste miel pupille il più leale amante
che portasse d’amor fiamme nel seno.

ALCINA
Bella tu prendi error.

BRADAMANTE
Non ti credo, no, no. Seguir lo voglio.
Non sempre riderai del mio cordoglio.

(esce)

ALCINA
Se lo crede Bireno, ella s’inganna.
E se Ruggiero il crede,
Invan spera di lui
costanza e fede.
Ei già di questi rai cede all’impero
lo siegua, il cor non teme, è mio Ruggiero.
Amorose ai rai del sole
son le rose e le viole
ed il sol co’ raggi ardenti
pur talor languir le fa.
Benché senta il mio diletto
nuovo fuoco dentro il petto
amerà sempre costante
la mia bella fedeltà.

(Entrambi uscita)
Scena Ottava

(Alcina e Medoro)

ALCINA
Medoro, il ciglio abbassi, e stai dolente?
Lascia di sospirar.

MEDORO
Cieli! Chi mai
Creduto avria, ch'in un momento solo
Angelica potesse,
Mostrando ad altri amor, farsi incostante?

ALCINA
L'arti ancora non sai
d'un core amante.

MEDORO
Eh, d'arti non ha d'uopo,
Chi nel seno racchiude un cor sincero.
S'altri adora il mio bene,
Io soffrir lo dovrò, dovrò tacere?

ALCINA
E soffrire, e tacer: questo è amor vero.

MEDORO
Rompo i ceppi e in lacci io torno.
Dall'inganno di quei guardi
Incostanza apprenderò.
Sarà infedele ancora
Il mio cor con chi l'adora,
A sperar io tornerò.

(Alcina, poi Ruggiero)

ALCINA
Innocente garzon, tu ancor non sai
con quanti strali amor ferisca un core?

(vede Reuggiero)

Ma qual ventura è questa!
Da un destriero volante
veggio che scende armato cavaliere:
a questa parte ei volge il piè. Che fia?

RUGGIERO
Grazie al ciel, pure alfine calchi Ruggiero
il suol, se suolo è questo,
che dal felice Eliso
il bel soggiorno a me rassembra.

ALCINA
(fra sè)
È vago!

(A Ruggiero)

Poiché per mia gran sorte
sceso dal cielo onori i regni miei,
cavaliero gentil, dimmi chi sei?

RUGGIERO
Ruggiero son, giunto cred’io nel cielo,
chè tutto spira qui beltà celeste.

ALCINA
Qui dove son reina,
valoroso Ruggiero,
signor tu sei.

RUGGIERO
Troppo mi onori.

ALCINA
Alcina tanto deve al tuo nome...

(fra sè)

... e al tuo sembiante.

RUGGIERO
(fra sè)
Sol la mia Bradamante può far confronto
a sua gentil bellezza.

ALCINA
(fra sè)
Fisso mi guarda, e poi fra sé favella.
Nuova preda ei sarà degl’occhi miei.

RUGGIERO
(fra sè)
Ah, la mia Bradamante è assai più bella.

ALCINA
Meco all’ombra t’assidi, il fianco tuo riposa,
e ti ristora in quest’onda tranquilla.

RUGGIERO
Come chiara zampilla!

ALCINA
Assaggia meco il limpido cristallo

(fra sè)

(il prendo all’esca).

RUGGIERO
Onda giammai più fresca non assaggiai.

ALCINA
(fra sè)
S’egli nel petto avea qualche foco d’amore
l’onda ne spense già tutto l’ardore.

(a Ruggiero)

Ma questa è più soave

(fra sè)

Ora ei cade nel laccio.

RUGGIERO
Ambrosia è questa, o nettare di Giove?

ALCINA
(fra sè)
Incendio desta l’onda fatal per me
nel di lui core,
e d’ogn’altra bellezza adorata
da lui l’idea cancella.

Scena Nona

(Bradamante, Ruggiero, Alcina)

BRADAMANTE
Vò cercando Ruggiero, e'l trovo involto
Ne i lacci della maga.
Oh me infelice!
Or qui gelosa, e inosservata ascolto.

RUGGIERO
(ad Alcina)
Veggio ne' tuoi bei lumi
Scintillar quella fiamma
Che accenderà l'innamorato core.

BRADAMANTE
(fra sè)
Misera!

ALCINA
Oh fosse amore,
Quello che dal tuo labbro a me favella.

BRADAMANTE

Ahi, donna ingannatrice!

ALCINA

Ei già sospira.

RUGGIERO
Mira o bella, deh mira
Il poter de' tuoi lumi,
Che costringe il mio core ad adorarti.
Reo s'io t'adoro o cara,
Di temerario ardir non mi dirai.

ALCINA
Dirò che pria t'amai
E giurerò, caro,
d'amarti sempre.

BRADAMANTE

Perfida!

RUGGIERO
(a Alcina)
Sei pur bella.

BRADAMANTE
(a Ruggiero)
Ah traditore!
Questa è la fè, che mi giurasti? E questo
Il promesso tuo amore?

ALCINA
(a Ruggiero)
E chi è costei?

RUGGIERO
Non la conosco.

BRADAMANTE
Ove trascorsi oh Dei?
Olimpia io son (mentasi il nome) e quello
Il perfido Bireno.
Egli il giglio più bel su questo seno
Sfrondò con fé di sposo,
Poscia m'abbandonò: s'egli sospira,
Son mentiti i sospiri.

ALCINA
(a Ruggiero)
Di Bireno che parla?

RUGGIERO
(ad Alcina)
Ella delira.

ALCINA
Olimpia de' tuoi casi
Mi pesa il reo tenor; ma tu vedrai,
Che Bireno non è.

BRADAMANTE
Pur troppo è vero.

RUGGIERO
Bella da' tregua al duol io son Ruggiero.

BRADAMANTE
(fra sè)
(Non mi ravvisa, o finge)

(A Ruggiero)

Empio tu menti;
Io conobbi Ruggiero
Amoroso, e costante.

RUGGIERO
Ella nel suo furore
E Bireno, e Ruggier confonde insieme.
Lasciamla alle sue smanie.
Andiam mio core.

ALCINA
Sarò teco mia vita.

BRADAMANTE
Ah traditore.

RUGGIERO
Sol per te mio dolce amore
Questo core avrà pace avrà conforto.
Le tue vaghe luci belle
Son le stelle,
Onde amor mi guida in porto.

(Ruggiero esce)

BRADAMANTE
Ah inumano! Ah crudele!

ALCINA
Guarda ben, che t’inganni.

BRADAMANTE
È l’infedele che mi promise affetto,
che si giurò ben mille volte, e mille
a queste miel pupille il più leale amante
che portasse d’amor fiamme nel seno.

ALCINA
Bella tu prendi error.

BRADAMANTE
Non ti credo, no, no. Seguir lo voglio.
Non sempre riderai del mio cordoglio.

(esce)

ALCINA
Se lo crede Bireno, ella s’inganna.
E se Ruggiero il crede,
Invan spera di lui
costanza e fede.
Ei già di questi rai cede all’impero
lo siegua, il cor non teme, è mio Ruggiero.
Amorose ai rai del sole
son le rose e le viole
ed il sol co’ raggi ardenti
pur talor languir le fa.
Benché senta il mio diletto
nuovo fuoco dentro il petto
amerà sempre costante
la mia bella fedeltà.

(Entrambi uscita)



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