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SCENA VI
Enzo e Barnaba

BARNABA
avvicinandosi ad Enzo
Enzo Grimaldo, Principe di Santafior, che pensi?

ENZO
(Scoperto son.)

BARNABA
Qual magico stupor t'invade i sensi?
Pensi a Madonna Laura d'Alvise Badoèro.

ENZO
scosso
Chi sei?

BARNABA
So tutto: e penetro in fondo al tuo pensiero.
Avesti culla in Genova ...

ENZO
Prence non son, sui flutti
Guido un vascel, son dalmato: Enzo Giordan ...

BARNABA
Per tutti
Ma non per me. Venezia t'ha proscritto, ma un forte
Disio qui ancor ti trasse ad affrontar la morte.
Amasti un dì una vergine – là, sul tuo mar beato,
A estranio imene vittima – la condannava il fato.

ENZO
Giurai fede a Gioconda.

BARNABA
sorridendo
La cantatrice errante
Ami come sorella, e Laura come amante.
Già disperavi in terra di riveder quel volto,
E l'amor di Gioconda hai per pietà raccolto,
Ed or, sotto la maschera l'angelo tuo t'apparve ...
Ti riconobbe ...

ENZO
(Oh giubilo!)

BARNABA
L'amor passa le larve.
Sulla sua sposa vigila con cuor geloso, il tetro
Inquisitor, nell'aurea prigione io sol penètro,
E spesso fra le lagrime io la sorpresi, e muto
Lo sguardo suo mestissimo al ciel chiedeva aiuto.
Badoër questa notte – veglia al dogale ostello
Col gran Consiglio. Laura sarà sul tuo vascello.

ENZO
Dio di pietà!

BARNABA
Le angosce dell'amor tuo soccorro.

ENZO
(O grido di quest'anima, scoppia dal gonfio core!
Ho ritrovato l'angelo del mio celeste amore.)
Ma alfin chi sei? mio lugubre benefattor?

BARNABA
T'abborro.
Apre il suo mantello e la giubba e mostra sul giustacuore queste lettere in argento C.X.
Sono il possente démone del Consiglio dei Dieci.
Leggi.

ENZO
Infamia.

BARNABA
Al supplizio trarti potea, nol feci.
Gioconda amo, essa m'odia ... giurai schiantarle il cor.
Enzo morto era poco – ti volli traditor.

ENZO
»O sàtana furente, lordo di sangue e fiel,
Coll'ira tua demente tu m'hai scagliato in ciel.«
(Gran Dio! la togli all'orrida condanna di dolor,
L'idolatrata Laura a me ridona ancor.)

BARNABA
Va: corri al tuo desio: spiega le vele in mar,
Tutto il trionfo mio negli occhi tuoi m'appar.
Ebbene?

ENZO
A notte bruna sul brigantino aspetto Laura.

BARNABA
inchinandosi e sogghignando
Buona fortuna!

ENZO
sul limitare della scena
E tu sia maledetto!

Esce.


SCENA VII
Barnaba, poscia Isèpo indi per un istante La Gioconda e La Cieca.

BARNABA
Maledici? sta ben ... l'amor t'accieca.
Compiam l'opra bïeca,
L'idolo di Gioconda sia distrutto ...
S'annienti tutto.
Va nel fondo, apre una porta accanto le prigioni.
Isèpo!

ISÈPO
escendo
Padron Barnaba ...

BARNABA
Scrivano,
L'anima m'hai venduto e la cotenna
Fin che tu vivi;
Lo conduce al banco
Io son la mano
E tu la penna.
Scrivi.
dettando
Al Capo occulto dell'Inquisizione.

Isèpo scrive. Intanto alla porta del tempio appariscono Gioconda e la Cieca.

GIOCONDA
(Ti nascondi, c'è Barnaba.)

Alla madre ritraendola e sta spiando nascosta dal pilastro

BARNABA
La tua sposa con Enzo il Marinar

GIOCONDA
(Oh ciel!)

BARNABA
notte in mar
Ti fuggirà sul brigantino dalmato.

GIOCONDA
Ah!

disperatamente e scompare in chiesa

BARNABA
Più sotto: La bocca del Leone.
Qua, porgi, taci, vanne.

Prende il foglio, Isèpo esce.


SCENA VIII

BARNABA
solo
Col piego in mano contemplando la scena.
O monumento!
Regia e bolgia dogale! Atro portento!
Gloria di questa e delle età future;
Ergi fra due torture
Il porfido cruento.
Tua base i pozzi, tuo fastigio i piombi,
Sulla tua fronte il volo dei palombi,
I marmi e l'ôr.
Gioia tu alterni e orror con vece occulta,
Quivi un popolo esulta,
Quivi un popolo muor.
Là il Doge, un muto scheletro
Coll'acidaro in testa,
Sovr'esso il Gran Consiglio,
La Signoria funesta;
Sovra la Signoria
Più possente di tutti, un re: la spia.
O monumento! Apri le tue latèbre,
Vicino alla bocca del leone
Spalanca la tua fauce di tenèbre,
S'anco il sangue giungesse a soffocarla!
Io son l'orecchio e tu la bocca: Parla!

Getta il piego nella bocca del leone ed esce.


SCENA IX
Entra nel cortile una Mascherata; la segue il popolo cantando e danzando. Poscia un Barnabotto, Gioconda e La Cieca.

Coro e Danza (Furlana)

CORO
Viva il Doge e la Repubblica!
La baldoria e il carnevale!
Baccanale! Baccanale!!
Gaia turba popolana
Su! correte al torneamento!
Su! danzate la furlana!
Chiome al sol! zendadi al vento!
Fate un chiasso da demóni
Colle palme e coi talloni!
Tuoni il portico ducale
Sovra il pazzo baccanale!

Si odono alcuni tocchi di campana.

VOCI INTERNE
dalla chiesa
Angelus Domini ...

Cessa la danza.

UN BARNABOTTO
schiudendo la tenda che copre la porta della basilica.
Tramonta il sol.
Udite il canto
Del vespro santo
Prostrati al suol.

Tutti si prostrano rivolti verso il fondo.
Gioconda e la Cieca attraversano la folla inginocchiata mentre dura l'orazione.

GIOCONDA
con passo vacillante, lentissimo, appoggiandosi alla Cieca
Tradita! ... Ahimè ... soccombo ... il fianco mio
Vacilla ... o madre ... mi sorreggi. O Dio!!
Cuore! dono funesto!
Retaggio di dolor!
Il mio destino è questo:
O Morte o Amor!

LA CIECA
Dimmi dov'è il tuo cor! la man vi guida ...
Ch'io lo posi sul mio!
Vieni e tacciamo un sol di due dolor!

GIOCONDA
prendendo la mano della Cieca e portandosela al cuore
Ah sì! la mano tua sovra il mio cor!
Senti e comprendi, o madre, il mio dolor!

Si slancia fra le braccia della Cieca

VOCI INTERNE
Angelus Domini ...

LA FOLLA
inginocchiata
Gloria al Signor
E pace agli uomini!

Cala lentamente la tela.
SCENA VI
Enzo e Barnaba

BARNABA
avvicinandosi ad Enzo
Enzo Grimaldo, Principe di Santafior, che pensi?

ENZO
(Scoperto son.)

BARNABA
Qual magico stupor t'invade i sensi?
Pensi a Madonna Laura d'Alvise Badoèro.

ENZO
scosso
Chi sei?

BARNABA
So tutto: e penetro in fondo al tuo pensiero.
Avesti culla in Genova ...

ENZO
Prence non son, sui flutti
Guido un vascel, son dalmato: Enzo Giordan ...

BARNABA
Per tutti
Ma non per me. Venezia t'ha proscritto, ma un forte
Disio qui ancor ti trasse ad affrontar la morte.
Amasti un dì una vergine – là, sul tuo mar beato,
A estranio imene vittima – la condannava il fato.

ENZO
Giurai fede a Gioconda.

BARNABA
sorridendo
La cantatrice errante
Ami come sorella, e Laura come amante.
Già disperavi in terra di riveder quel volto,
E l'amor di Gioconda hai per pietà raccolto,
Ed or, sotto la maschera l'angelo tuo t'apparve ...
Ti riconobbe ...

ENZO
(Oh giubilo!)

BARNABA
L'amor passa le larve.
Sulla sua sposa vigila con cuor geloso, il tetro
Inquisitor, nell'aurea prigione io sol penètro,
E spesso fra le lagrime io la sorpresi, e muto
Lo sguardo suo mestissimo al ciel chiedeva aiuto.
Badoër questa notte – veglia al dogale ostello
Col gran Consiglio. Laura sarà sul tuo vascello.

ENZO
Dio di pietà!

BARNABA
Le angosce dell'amor tuo soccorro.

ENZO
(O grido di quest'anima, scoppia dal gonfio core!
Ho ritrovato l'angelo del mio celeste amore.)
Ma alfin chi sei? mio lugubre benefattor?

BARNABA
T'abborro.
Apre il suo mantello e la giubba e mostra sul giustacuore queste lettere in argento C.X.
Sono il possente démone del Consiglio dei Dieci.
Leggi.

ENZO
Infamia.

BARNABA
Al supplizio trarti potea, nol feci.
Gioconda amo, essa m'odia ... giurai schiantarle il cor.
Enzo morto era poco – ti volli traditor.

ENZO
»O sàtana furente, lordo di sangue e fiel,
Coll'ira tua demente tu m'hai scagliato in ciel.«
(Gran Dio! la togli all'orrida condanna di dolor,
L'idolatrata Laura a me ridona ancor.)

BARNABA
Va: corri al tuo desio: spiega le vele in mar,
Tutto il trionfo mio negli occhi tuoi m'appar.
Ebbene?

ENZO
A notte bruna sul brigantino aspetto Laura.

BARNABA
inchinandosi e sogghignando
Buona fortuna!

ENZO
sul limitare della scena
E tu sia maledetto!

Esce.


SCENA VII
Barnaba, poscia Isèpo indi per un istante La Gioconda e La Cieca.

BARNABA
Maledici? sta ben ... l'amor t'accieca.
Compiam l'opra bïeca,
L'idolo di Gioconda sia distrutto ...
S'annienti tutto.
Va nel fondo, apre una porta accanto le prigioni.
Isèpo!

ISÈPO
escendo
Padron Barnaba ...

BARNABA
Scrivano,
L'anima m'hai venduto e la cotenna
Fin che tu vivi;
Lo conduce al banco
Io son la mano
E tu la penna.
Scrivi.
dettando
Al Capo occulto dell'Inquisizione.

Isèpo scrive. Intanto alla porta del tempio appariscono Gioconda e la Cieca.

GIOCONDA
(Ti nascondi, c'è Barnaba.)

Alla madre ritraendola e sta spiando nascosta dal pilastro

BARNABA
La tua sposa con Enzo il Marinar

GIOCONDA
(Oh ciel!)

BARNABA
notte in mar
Ti fuggirà sul brigantino dalmato.

GIOCONDA
Ah!

disperatamente e scompare in chiesa

BARNABA
Più sotto: La bocca del Leone.
Qua, porgi, taci, vanne.

Prende il foglio, Isèpo esce.


SCENA VIII

BARNABA
solo
Col piego in mano contemplando la scena.
O monumento!
Regia e bolgia dogale! Atro portento!
Gloria di questa e delle età future;
Ergi fra due torture
Il porfido cruento.
Tua base i pozzi, tuo fastigio i piombi,
Sulla tua fronte il volo dei palombi,
I marmi e l'ôr.
Gioia tu alterni e orror con vece occulta,
Quivi un popolo esulta,
Quivi un popolo muor.
Là il Doge, un muto scheletro
Coll'acidaro in testa,
Sovr'esso il Gran Consiglio,
La Signoria funesta;
Sovra la Signoria
Più possente di tutti, un re: la spia.
O monumento! Apri le tue latèbre,
Vicino alla bocca del leone
Spalanca la tua fauce di tenèbre,
S'anco il sangue giungesse a soffocarla!
Io son l'orecchio e tu la bocca: Parla!

Getta il piego nella bocca del leone ed esce.


SCENA IX
Entra nel cortile una Mascherata; la segue il popolo cantando e danzando. Poscia un Barnabotto, Gioconda e La Cieca.

Coro e Danza (Furlana)

CORO
Viva il Doge e la Repubblica!
La baldoria e il carnevale!
Baccanale! Baccanale!!
Gaia turba popolana
Su! correte al torneamento!
Su! danzate la furlana!
Chiome al sol! zendadi al vento!
Fate un chiasso da demóni
Colle palme e coi talloni!
Tuoni il portico ducale
Sovra il pazzo baccanale!

Si odono alcuni tocchi di campana.

VOCI INTERNE
dalla chiesa
Angelus Domini ...

Cessa la danza.

UN BARNABOTTO
schiudendo la tenda che copre la porta della basilica.
Tramonta il sol.
Udite il canto
Del vespro santo
Prostrati al suol.

Tutti si prostrano rivolti verso il fondo.
Gioconda e la Cieca attraversano la folla inginocchiata mentre dura l'orazione.

GIOCONDA
con passo vacillante, lentissimo, appoggiandosi alla Cieca
Tradita! ... Ahimè ... soccombo ... il fianco mio
Vacilla ... o madre ... mi sorreggi. O Dio!!
Cuore! dono funesto!
Retaggio di dolor!
Il mio destino è questo:
O Morte o Amor!

LA CIECA
Dimmi dov'è il tuo cor! la man vi guida ...
Ch'io lo posi sul mio!
Vieni e tacciamo un sol di due dolor!

GIOCONDA
prendendo la mano della Cieca e portandosela al cuore
Ah sì! la mano tua sovra il mio cor!
Senti e comprendi, o madre, il mio dolor!

Si slancia fra le braccia della Cieca

VOCI INTERNE
Angelus Domini ...

LA FOLLA
inginocchiata
Gloria al Signor
E pace agli uomini!

Cala lentamente la tela.


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