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ATTO UNICO


(Elegante salone in casa di Gil, porta e finestra nel fondo; porte laterali. Gil, in abito da passeggio, il cappello rialzato sulla fronte, entrando frettoloso dal fondo)

GIL
Mantiglia grigia, cappellino rosa...
Figura snella... chiariro la cosa!...

(entra sempre in fretta nella prima stanza a sinistra)

SUSANNA
(entrando dal fondo mentre Gil esce di scena, in abito da passeggio, mantiglia grigia e cappellino rosa, e parlando sotto voce a Sante al limitare delta porta)
Tomato adesso? Prendi, non far motto!

(Consegna mantiglia, cappello, e un involtino di carta a Sante, die I'intasca subito e riparte per fondo)

Che gran paura!

(Corre a guardare verso la prima stanza a sinistra e respira forte)

E in camera.

(Entra nella stanza a dritta)

GIL
(tornando agitato dalla stanza dov’è e entrato, e andando subito a guardare nella seconda a dritta, respira forte anche esso)
E in salotto.

(Si cava il cappello, s'asciuga il sudore e siede)

Avrò di certo veduto male...
Non era lei ma e naturale!

(a un tratto fiutando d'intorno sorpreso)

Pero... se 1' occhio cadde in errore,
Non erra il naso, che avverte odore...
Odor, per Bacco,
Ch'e di tabacco!
È di tabacco!

(alzandosi)

Si... ben lo conosco, l'odor molesto,
Che per istinto schivo e detesto!
Chi la mia casa dunque profuma?
lo? se non fumo? Lei? ma non fuma!
Frattanto ahimè, 1' odore c'e!
L'odore c'e, frattanto, ahimè!
Oh il rio pensiero, che d'improvviso
il nasce in mente... come un avviso!
E cresce cresce... si fa gigante...
Lancia un sospetto raccapricciante!
Un seduttore!
Un fumatore!
Dio! quale orrore!
E pure occorre
prudenza e flemma,
Perché si sciolga 1' aspro dilemma.
Più d'uno sposo... lui disgraziato!
sposo divenne... predestinate,
Solo perché
Troppo teme
D'essere... ahimè!
Ad indagare incominciamo! Ehi! Sante!

(chiamando verso il fondo. Sante entra)

Dimmi la verità, Sante!... Tu... fumi.

(Sante, frenando il suo turbamento alai domando a truciapelo, s'affretta a fare un gesto negative)

Fuma f orse...
per caso... la Contessa?

(Nuovo turbamento di Sante, e gesto anche più negative)

E allora, quest'odor die qui si sente?

(Sante si stringe nelle spalle con fare esagerato. Dalla stanza di Susanna perviene un suono delicato di cembalo. Sante intanto s'affanna a far del segni verso la stanza di Susanna, aggiungendovi il gesto del fumo, di cui Gil ha sentito l'odore e dando a dividere che dal salotto non gli si bada)

GIL
(da se)
Evitiam che un domestico
Sospetti... ch'io sospetto!
Ahimè!... l'odore c'e.
M'avveggo che sai niente!

(a Sante)

Basta, via!

(Alla prima parola che gli volge nuovamente il padrone, Sante immediatamente si pianta in atto ossequioso e impassibile)

GIL
(da se)
Sara una fantasia dell'odorato.

(a Sante)

Prepara il cioccolato.

(Sante, gestendo ancora come prima verso il salotto, esce dal fondo. Gil passeggia concitato, sostando di quando in quando)

Ella suona,
ed io fremo, e m'arrovello!
E tradirmi potrebbe...
dopo un mese?

(Guardando verso il salotto)

Silenzio... lascia il cembalo...

(Vedendo entrar Susanna, che va a metier e dei fiori in un elegante vaso sul tavolino, si nasconde dietro un paravento)

Guardala... con quell'aria ingenua e franca
Sul bel vizino impressa,
La si direbbe 1'innocenza istessa!
E si tristo sarei
Da dubitar di lei?
No... mi convince, e Sante,
E quel vecchio volpone,
Che se la fuma in barba al suo padrone!
Si, e lui, e lui!

(Gil, scherzoso., avvicinandosi non visto a Susanna, le chiude gli occhi colle mani)

SUSANNA
(simulando maraviglia, indi con somma grazia)
Oh!... siete qui, mio Gil?
Buona sera!

GIL
Mia piccola Susanna, sono qui

(da se)

E volto quello di chi un marito inganna?

(prendendole le mani affettuosamente)

Sedete a me vicino, e discorriamo,
Mia Candida colomba,
Limpida stella mia, presente sempre,
Come faro ai viandanti,
agli occhi miei!

(Sedendo intanto insieme a Susanna presso il tavolo e assumendo un tuono volutamente scherzoso)

Tanto e cio vero che... ridete, o cara!...
Benché sappia che sola non uscite,
Poc'anzi mi sembro... ridete, o cara!

SUSANNA
Rido, ma di che cosa?

GIL
(continuando)
Mi sembro da lontano
Di vedervi per via... figura snella,
Mantiglia grigia e cappellino rosa!

(Susanna sforzandosi a sorridere per nascondere la sua agitazione, e arrossendo frattanto involontariamente )

SUSANNA
Or si, rido a proposito! Uscir sola,
Contro il vostro divieto?

(Da se, rapidamente)

M'ha veduta!

GIL
(s'alza e cost'anche Susanna)
So che m'illusi... ma...
perché arrossire?

SUSANNA
Perché... mi spiace udir la prima volta
Delle cose da voi,
Che non dovreste ne pensar, ne dire!...

GIL
Si, si, vi do ragione,
Non siete già di quelle!
Voi, buona fra le buone,
Voi, bella fra le belle!
V'uguaglio, o cara, a un giglio,
E il paragon non fallo,
A specchio v'assomiglio
Dal limpido cristallo.
L'ombra d'un dubbio ostile
Sia pur fugace e lieve,
Lo specchio, e il fior gentile,
Contaminar non deve!

SUSANNA
Come sapete a fondo
La scienza d'ingraziarvi!

GIL
No, cara, vi rispondo:
Non so... che idolatrarvi!
Vizi non ho... ne gioco,
Ne vin, ne fump...

(da se)

Guai!

SUSANNA
(da se)
Ah, me ne duol non poco!...

GIL
E quanto a donne, il sai,
Non ne amo, ne desidero
Che una, e me ne vanto.
Mio tutto ti considero,
Non mia meta soltanto.

(con ardor e crescente)

E sempre innamorato,
Susanna e giammai sazio...

(facendo per riprenderle le mani, con gran trasporto)

SUSANNA
(indicandogli in tempo Sante, che giunge dal fondo con l’apparecchio pel cioccolato)
Sante col cioccolato.

GIL
(contrariato, bruscamente)
lo tanto lo ringrazio.

(Si scosta da Susanna, passeggiando nervosamente, e giocando col porno del suo bastone, mentre Sante, di furto, s'affatica a rifare i suoi segni d’intelligenza verso Susanna ripe tendo anche il gesto dell'odor di fumo scoverto dal padrone, ma nel contempo preparando sul tavolo il cioccolato)

SUSANNA
(da se, verso Sante turbato)
Dal suo gesticolare io credo di capir...

GIL
(occupandosi a versare il cioccolato in tazza dopo aver smesso il suo passeggiare ed essersi appressato al tavolo)
Sante!

(Sante., smettendo i sui gesti, si pianta immediatamente)

Potete andare!

(poi a Susanna)

Da me ti vo' servir!

(Sante s'inchina ed esce, seguito da uno sguardo diffidente di Gil, che poi cambia subito tuono, e va ad offrir galant'entente una tazza di cioccolato a Susanna, sedutasi sul sofà, e dedita a reprimere il suo turbamento. Susanna ringrazia con un sorriso, e comincia a centellinare il cioccolato, mentre Gil, con un altra tazza fra le mani, va a sederle vicino, centellinando poi anch’esso, e volgendo dolcemente la parola a Susanna)

II dolce idillio, dimmi, rammenti
Deprimi giorni del nostro amor?

SUSANNA
Parmi rivivere
Tutti i momenti
Di quell'idillio nel vivo ardor!

GIL
La nel giardino...

SUSANNA
... Pieno di sole...

GIL
Molti sospiri...

SUSANNA
... Poche parole...
lo ti sfuggivo...

GIL
lo t'inseguivo
E fu cosi
Che un certo di
Colsi il primissimo
Bacio furtivo!

SUSANNA
(con grazia scherzosa, mentre porge la tazza a Gil, che va a deporla, unita alla sua, sul tavolo)
L'intraprendente! me lo rubo!

GIL
Ten resi tanti! chi li cento?

(scherzoso anclie lui)

lo fui, per questo, un ladro onesto!

A DUE
(appassionatamente)
Care memorie!
Fresco sorriso
D'un paradiso,
Che ci beo!

(Gil, nella sua effusione, termina con l'attirare teneramente a se Susanna, per abbracciarla)

GIL
(d'un tratto sciogliendosi dall'abbraccio, e alzandosi come atterrito. Da se)
Ah! l'odore fatal sin nella veste!

SUSANNA
(turbata pel turbamento di Gil, alzandosi, da se)
Ha fiutato... e ha sentito!...

GIL
(da se, osservandola vieppiù agitato)
Ella si turba!...
Non sospetto... certezza!

SUSANNA
(da se intanto, con tono disperato)
Ahimè! ahimè!
Ma ch'io faccia sul serio
Qualche cosa di male?

GIL
(afferrandole le mani)
Susanna! non negarlo!
Tu covi!

SUSANNA
(smarrita)
lo?

GIL
... Si! Un segreto!
Confessa!

SUSANNA
(risolvendosi, tremante)
Ebben.

GIL
Disu!

SUSANNA
Se... fosse vero?

GIL
(retrocedendo spaventato)
Susanna!

SUSANNA
Se più forte
Delia mia volontà...

GIL
Susanna!!

SUSANNA
Un vizio...
Una voglia... che ha poi la sua ragione.

GIL
Susanna!!!

SUSANNA
Spesso al circolo
Tu ten vai degli amici...
io passo il tempo.

GIL
Udir si può di peggio?

SUSANNA
Se, come gli altri,
tu chiudessi un occhio...
Sul mio segreto?

GIL
(cieco d'ira scattando)
Io?... lo distruggerò!

SUSANNA
(con vivacità, mista di dispetto)
Resta a veder se trovi!
Con ogni cura lo nasconderò.

GIL
(gridando, formalizzato)
Scellerata! da tua madre
Andrò tosto a reclamare!
Quella femmina esemplare
Per austera dignità,
Che giammai non s'e permessa
Di siffatte enormità!

SUSANNA
Eh! mio Dio! chissà che anch'essa...

GIL
(esasperato all’accesso)
Questo e il colmo! Taci la!

(tra pianto e sdegno)

Tali orrori... me li dici
Con quel tuono da innocente?
Me li dici, come niente...
O model di falsità?

SUSANNA
(mortificata, e piangente)
Maltrattarmi, via, per nulla!
O che tante non lo fanno?
Sei cattivo... sei tiranno,
Senz'amor... senza pietà!

GIL
lo? sciagurata!
Un gonzo io fui,
Che pel naso tu menasti!
Ma cospetto! basti, basti,
lo più gonzo non sarò!

SUSANNA
Meco usar villan linguaggio?

GIL
Userò dell'altro ancora!

SUSANNA
Minacciarmi? ne hai il coraggio?

GIL
Ciarle no! fatti o signora!

(girando la scena, e fracassando forsennatamente quanta gli capita sotto gli occhi, tazze, guantiera, gingilli, libri ecc.)

Toh! Toh! Toh! Toh!

SUSANNA
(con indignazione crescente)
Pian!... che f ai tu?
Fermo, vandalo!

GIL
(rovesciando tavolo, poltrone e sedie)
Toh! Toh!

(Con un piede calcato su d'una sedia)

Ah! tener cosi potessi
Chi m'intendo... sotto il pie!

(fracassandola)

SUSANNA
Conosciuto mai t'avessi!

GIL
Debbo cio dir io di te!

SUSANNA
(punta sempre più)
Men vo' dunque!

GIL
Sai la strada,
Donna... doppia!

SUSANNA
(indicandogli la prima stanza a dritta)
Men vo' a piangere di la!

GIL
Coccodrillo!

SUSANNA
Tigre!

GIL
Bada! Scoppio...

SUSANNA
Scoppia!...

A DUE
E sarà quel che sarà!

(Susanna corre a rinchiudessi, singhiozzando, nella stanza a dritta: Gil si lascia cadere, il capo tra le mani, su una poltrona. Dal fondo compare Sante, che guarda, comicamente esterrefatto, la scena. Durante il seguente intermezzo, Sante sempre con comica precauzione perché Gil non s'avveda di nulla, torna a rimetter ordine nella stanza. Intanto Gil rimane sempre immobile, pure avendo di tratto in tratto dei sussulti che fanno scuotere Sante. Messe a posto le cose, Sante s'allontana guardingo dal fondo ed esce)

GIL
(sordamente, verso la stanza di Susanna)
Coglierla debbo... coglierla!

SUSANNA
(tornando dalla prima stanza a dritta, tutta umile, portando i guanti, il cappello e l'ombrello di Gil, verso il quale si avvicina, parlando lentamente)
Eccovi i vostri guanti...
II cappello... l'ombrello!

GIL
(scosso, ed alzandosi, senza guardala in viso)
Perché?

SUSANNA
(lento)
Non dovevate
Al circol degli amici andar stasera?

GIL
(a denti stretti)
Tenete a farmi uscire, eh?

SUSANNA
(timidamente)
Tengo... all'opposto.

GIL
(da se, sempre frentente)
Ma mi manda via!
Chiaro! le do fastidio.
Fingiamo! tornerò.

(Ha frattanto calzato i guanti, e messosi il cappello in testa. Susanna gli porge l'ombrello )

Perché 1'ombrello?

SUSANNA
(indicando verso la finestra)
Minaccia pioggia...
torbida e la sera.

GIL
(marcando la frase, tra ironico e feroce)
Precisamente! avremo una bufera!

(fa per andar via dal fondo)

SUSANNA
(impedendo dolcemente l’uscita a Gil che s'arresta)
Via! cosi non mi lasciate!
Piansi tanto sola, sola!
Ed aspetto mi volgiate
Uno sguardo, una parola.
Me l'aspetto, lo vedete
Da pentita, qual' io sono,
Come segno del perdono,
Che accordar vi prego a me.
So che buono il core avete,
E cangiato il cor non e!

GIL
(siede, vinto da emozione, poggiando l’ombrello sul tavolo)
Ah! che vocina dolce!

SUSANNA
(sempre con grazia e tenerezza insinuante)
Se v'offesi non volendo,
Se il mio torto assai vi spiace
Smetterò! 1'impegno prendo,
Ma facciamo, via, la pace.
Sono sempre la meschina
Vostra sposa, che v'adora,
Che d'un bacio solo implora
La dolcissima merce!
Son la vostra Susannina,
Che cattiva poi non e!

GIL
(da se, disarmato suo malgrado)
Ah! che vocina dolce!
La malia ne dura in me!

(S'alza e dopo certa pausa d'imbarazzante contrasto d'affetti, si decide a baciar sulla fronte Susanna)

SUSANNA
(rianimandosi)
Grazie! son paga. Ed ora
Andate... e nel tornare
Vogliate suonar forte!

(indicando la prima stanza a dritta)

Da quella stanza
il suon poco si sente.

GIL
(di nuovo fremente)
Volete vi prevenga?

SUSANNA
Certamente.

(guardando Gil, rincresciuta)

Ma perché, amico mio,
Di quelle occhiate ancor?

GIL
(come per voler dir molto, e infine calcandosi il cappello sul capo)
Susanna! Addio!

(esce pel fondo)

SUSANNA
(Essendosi fatta sera, accende una lampada con elegante paralume)
Che palpiti! Che palpiti!
Oh la terribil cosa una passione,
Quando più a dominarla non riesce
Ne voler, ne ragione!
E, cosa anche peggiore... amarlo tanto,
Fra noi due non esistere segreti...
E celarne frattanto uno per lui!
Quante menzogne, poi de che arrossisco
Son del segreto mio la conseguenza!
Ah! giustamente e nelle furie andato.
Ma come far? non posso
Che raddoppiar di garbo e di prudenza!

(Sante entra cautamente misterioso dal fondo)

Bravo Sante, chiudiam tutte le porte.

(Sante eseguisce accuratamente, dopo di che le consegna l'involtino ricevuto nella prima scena, ed essa ne cava un sigaretta)

Ecco il mio vizietto profumato,
Causa di tanti strepiti!
Ed ei l'odia!
Peccato!

(Siede. Sante le porge dei fiammiteri, che cava di tasca, ed essa accende con uno di quelli la sigaretta, cominciando a fumare saporitamente. Sante tabacca, e i due, deliziandosi, si sorridono vicendevolmente. Si picchia a più riprese alla porta di fondo)

SUSANNA
(alzandosi sorpresa e sgomenta)
Chi e la?

GIL
(di dentro, picchiando)
Son io, Susanna!

SUSANNA
Mio marito!

GIL
(come prima)
Apri!

SUSANNA
(confusa all'eccesso)
Dove la celo?

(intascando la sigaretta, e l’involtino)

Qui!

(indicando le lendine della finestra a sinistra a Sante, die corre a nascondervisi, anch'esso grandemente imbarazzato)

Tu, la!

GIL
(sempre come prima)
Ma che fate?

SUSANNA
Apro! Apro!

(Da se, trepidante, e andando ad aprir la porta in fondo)

Cielo!

GIL
(entrando, furente e guardando, e fiutandointorno, da se)
L'indugio frapposto...
De' passi di corsa...
Più acuto 1'odore...
E qua il fumatore!
Da vil, s'e nascosto.
Inutil risorsa!
Scovarlo, trovarlo,
Schiacciarlo s’apro!

(Corre nelle stanze a dritta una dopo l'altra. Torna deluso)

Non c’è!

SUSANNA
Ma che avete?
Che cosa v'affanna?

GIL
Non c'e!

SUSANNA
Che?

GIL
Non c'e!...

SUSANNA
Che cosa?

GIL
Tacete, tacete!

SUSANNA
Ahimè!

GIL
O casta Susanna!

(picchiando col pugno sul tavolo, e gridando)

Ehi! Sante! Balordo!
Qui dico! Poltrone! Sei sordo?

SUSANNA
Non m'ode
E più s'altera...
Qual grillo lo tenta?
Fel fumo?
Ma no!

(Sante, che ha lasciato di furto il suo nascondiglio, finge accorrere dal fondo. Gil lo strapazza)

GIL
(scotendo per un braccio Sante)
Cogliam l'inimico!
E in casa, deluderci
Adesso non può.

SUSANNA
Che?

GIL
Esplora sollecito
Sola io e cantina.

SUSANNA
Eh?

GIL
E tetti e comignoli,
Dispensa e cucina.
Non buco, non angolo
Sfuggire ti de! Va! Va!
Scovare si de!

SUSANNA
Ma Gil!

(Sante, incitato da Gil, accende il candeliere die sul tavolo ed esce dal fondo)

GIL
(corre nella stanza a sinistra; poi torna)
Non c'e!

SUSANNA
Ma che?

GIL
(rovista precipitosamente in tutta la scena)
Pur troppo, non c’è

SUSANNA
Ma che?

GIL
(cerca nelle tendine della finestra, sotto il tavolo, dovunque)
Costei mi derise,
In salvo lo mise,
Invano mi logoro...
Non c'e! no! non c'e!

SUSANNA
Ma infin, che cercate?

GIL
Che cerco?

(fissandola con comica ferocia, ma reprimendosi)

L'ombrello!

SUSANNA
Col vostro cappello
Portato 1'ho qui.

GIL
Ah, si!

SUSANNA
Ricordate?

(additando L’ombrello sul tavolo)

Ma eccolo!

GIL
(furibondo)
Chi?

SUSANNA
(ingenua e placida)
L'ombrello.

GIL
(maltrattando convulsamente l’ombrello)
Ah brigante!
Furfante! Birbone! Cialtrone! Buff one!

(spezzandolo in due)

Addio! Me ne vo!

SUSANNA
Addio!
Tranquillatevi!

GIL
(da se)
Ma guai! tra un istante...

SUSANNA
Che mai?

GIL
(da se)
O casta Susanna,
Ritorno faro...
E allor... coglierlo!
Ah! ah!

(esce frettoloso pel fondo, coll'ombrello rotto gesticolando)

SUSANNA
Gil!... Ah!
Respiro! e andato.
Stavo su le spine.
Che paura mi fece,
Mio Dio! con quell'ombrello!

(pensosa)

L'ombrel! Strambo all'eccesso
Divenne mio marito...
E chi sa che gli rumina pel capo?
Ma libera alla fine
Posso, come anelavo,
Dedicarmi al mio svago favorite!

(Cava di tasca la sigaretta che rinascose, la accende, poi siede su una poltrona a dondolo, e fiuma soddisfatta e contenta)

Oh gioia, la nube leggera
Con gli occhi socchiusi seguire,
Che ascende con cerule spire,
Ascende per tenue d'un vel,
E sembra dorata chimera
Vanente nel limpido ciel!
Sottile vapor, mi carezza,
Mi culla, sognare mi fa...
Libare con lenta dolcezza
lo vo' la tua voluta!
In quelle spire cerule
Vedo vagar perfino
Un'amorosa immagine,
Quella del mio sposino!
Ma più gentil, più tenera,
Leggiadra più mi par...
Da i suoi profili eterei
Mi sento affascinar!

(Fumando e assorta nel suo fantasticare, quasi s'assopisce. Frattanto la lampada, consunta, va spagnendosi)

GIL
(comparendo dalla finestra, L’ombrello in pugno)
Ti colgo questa volta!

SUSANNA
(alzandosi spaventata in fretta, e nascondendo dietro le spalle la mano con la sigaretta)
Ah! Gil!

GIL
(predpitandosi giù nella stanza)
Dov'e 1'infame?...

SUSANNA
Chi?

(Qui la lampada si spegne affatto)

GIL
(proseguendo)
Quei che nascondete
Assente me!

(nel ghermirle con forza la mano che essa nasconde si scotta)

Disdetta!
Mi sono scottato! Perfida!
Cosa nascondi la?

SUSANNA
(tutta tremante mostrando la sigaretta)
La... sigaretta!

GIL
(inebetito)
Tu fumavi?

SUSANNA
(cadendo in ginocchio)
Perdono!
Perdonami!
A comprarne
Per non indurre Sante a farsi reo
Lui pure, andavo io stessa...

GIL
(anch'egli cade in ginocchio)
Angelo mio!
Tu a me perdona invece!
Ero... ahimè... si... geloso!

(chinando il capo)

SUSANNA
(maliziosamente ridendo seduto per terra)
Geloso? Del mio fumo?
Ah! ah! ah! ah!
Perdoniamoci a gara!
Ma più non fumerò, se tu non vuoi!
Sol Famor tuo mi preme!

GIL
No! Fumeremo insieme!

SUSANNA
(con viva gioia)
Insiem? Pel gran piacere,
Ti betterei le mani!

(dandogli una sigaretta)

Ah! Prendi!

GIL
Anche un'altra?

SUSANNA
Quella... di domani!

(Accende la sigaretta di Gil colla propria, bocca a bocca)

GIL
(alzandosi)
Biricchina!

SUSANNA
(alzandosi)
Caro sposo!
Fumerai?

GIL
Mi proverò!

SUSANNA
(con grazia un po' ironica)
Mi farai mai più il geloso?

GIL
No, mia cara, fumerò!

INSIEME
Tutto e fumo a questo mondo,
Che col vento si dilegua,
Ma 1'amor, sincer, profondo,
Fuma, fuma, senza tregua!

(Colla sigaretta in bocca e tenendosi per ambe le mani si mettono a girare in tondo come due bambini)

SUSANNA
(Interrompessi la danza indicando la sigaretta)
Ma, nella foga, ve', dell'allegria,
La mia s'e spenta!

GIL
(ridendo, e additando la sua)
E vedi, anche la mia.

(Restano, incerti sul da farsi, ma qui, dal fondo, col candeliere acceso, rientra Sante, che vede, capisce, ride, e offre ai due la fiamma. Essi accettano e accendono la sigaretta. Susanna appoggia il capo sulla spalla di Gil. Egli le accenna la stanza a sinistra come chiedendole: Vuoi? Susanna dice di sì col capo. Sante capisce e va precedendo i due ad aprir la portiera, poi s’inchina. Susanna e Gil escono. Sante smorza il lume)

SANTE
Ffff...

(La scena s’oscura. Luce di luna dalla finestra. In quattro salti esce Sante dal fondoin una nuvola di fumo.)
ATTO UNICO


(Elegante salone in casa di Gil, porta e finestra nel fondo; porte laterali. Gil, in abito da passeggio, il cappello rialzato sulla fronte, entrando frettoloso dal fondo)

GIL
Mantiglia grigia, cappellino rosa...
Figura snella... chiariro la cosa!...

(entra sempre in fretta nella prima stanza a sinistra)

SUSANNA
(entrando dal fondo mentre Gil esce di scena, in abito da passeggio, mantiglia grigia e cappellino rosa, e parlando sotto voce a Sante al limitare delta porta)
Tomato adesso? Prendi, non far motto!

(Consegna mantiglia, cappello, e un involtino di carta a Sante, die I'intasca subito e riparte per fondo)

Che gran paura!

(Corre a guardare verso la prima stanza a sinistra e respira forte)

E in camera.

(Entra nella stanza a dritta)

GIL
(tornando agitato dalla stanza dov’è e entrato, e andando subito a guardare nella seconda a dritta, respira forte anche esso)
E in salotto.

(Si cava il cappello, s'asciuga il sudore e siede)

Avrò di certo veduto male...
Non era lei ma e naturale!

(a un tratto fiutando d'intorno sorpreso)

Pero... se 1' occhio cadde in errore,
Non erra il naso, che avverte odore...
Odor, per Bacco,
Ch'e di tabacco!
È di tabacco!

(alzandosi)

Si... ben lo conosco, l'odor molesto,
Che per istinto schivo e detesto!
Chi la mia casa dunque profuma?
lo? se non fumo? Lei? ma non fuma!
Frattanto ahimè, 1' odore c'e!
L'odore c'e, frattanto, ahimè!
Oh il rio pensiero, che d'improvviso
il nasce in mente... come un avviso!
E cresce cresce... si fa gigante...
Lancia un sospetto raccapricciante!
Un seduttore!
Un fumatore!
Dio! quale orrore!
E pure occorre
prudenza e flemma,
Perché si sciolga 1' aspro dilemma.
Più d'uno sposo... lui disgraziato!
sposo divenne... predestinate,
Solo perché
Troppo teme
D'essere... ahimè!
Ad indagare incominciamo! Ehi! Sante!

(chiamando verso il fondo. Sante entra)

Dimmi la verità, Sante!... Tu... fumi.

(Sante, frenando il suo turbamento alai domando a truciapelo, s'affretta a fare un gesto negative)

Fuma f orse...
per caso... la Contessa?

(Nuovo turbamento di Sante, e gesto anche più negative)

E allora, quest'odor die qui si sente?

(Sante si stringe nelle spalle con fare esagerato. Dalla stanza di Susanna perviene un suono delicato di cembalo. Sante intanto s'affanna a far del segni verso la stanza di Susanna, aggiungendovi il gesto del fumo, di cui Gil ha sentito l'odore e dando a dividere che dal salotto non gli si bada)

GIL
(da se)
Evitiam che un domestico
Sospetti... ch'io sospetto!
Ahimè!... l'odore c'e.
M'avveggo che sai niente!

(a Sante)

Basta, via!

(Alla prima parola che gli volge nuovamente il padrone, Sante immediatamente si pianta in atto ossequioso e impassibile)

GIL
(da se)
Sara una fantasia dell'odorato.

(a Sante)

Prepara il cioccolato.

(Sante, gestendo ancora come prima verso il salotto, esce dal fondo. Gil passeggia concitato, sostando di quando in quando)

Ella suona,
ed io fremo, e m'arrovello!
E tradirmi potrebbe...
dopo un mese?

(Guardando verso il salotto)

Silenzio... lascia il cembalo...

(Vedendo entrar Susanna, che va a metier e dei fiori in un elegante vaso sul tavolino, si nasconde dietro un paravento)

Guardala... con quell'aria ingenua e franca
Sul bel vizino impressa,
La si direbbe 1'innocenza istessa!
E si tristo sarei
Da dubitar di lei?
No... mi convince, e Sante,
E quel vecchio volpone,
Che se la fuma in barba al suo padrone!
Si, e lui, e lui!

(Gil, scherzoso., avvicinandosi non visto a Susanna, le chiude gli occhi colle mani)

SUSANNA
(simulando maraviglia, indi con somma grazia)
Oh!... siete qui, mio Gil?
Buona sera!

GIL
Mia piccola Susanna, sono qui

(da se)

E volto quello di chi un marito inganna?

(prendendole le mani affettuosamente)

Sedete a me vicino, e discorriamo,
Mia Candida colomba,
Limpida stella mia, presente sempre,
Come faro ai viandanti,
agli occhi miei!

(Sedendo intanto insieme a Susanna presso il tavolo e assumendo un tuono volutamente scherzoso)

Tanto e cio vero che... ridete, o cara!...
Benché sappia che sola non uscite,
Poc'anzi mi sembro... ridete, o cara!

SUSANNA
Rido, ma di che cosa?

GIL
(continuando)
Mi sembro da lontano
Di vedervi per via... figura snella,
Mantiglia grigia e cappellino rosa!

(Susanna sforzandosi a sorridere per nascondere la sua agitazione, e arrossendo frattanto involontariamente )

SUSANNA
Or si, rido a proposito! Uscir sola,
Contro il vostro divieto?

(Da se, rapidamente)

M'ha veduta!

GIL
(s'alza e cost'anche Susanna)
So che m'illusi... ma...
perché arrossire?

SUSANNA
Perché... mi spiace udir la prima volta
Delle cose da voi,
Che non dovreste ne pensar, ne dire!...

GIL
Si, si, vi do ragione,
Non siete già di quelle!
Voi, buona fra le buone,
Voi, bella fra le belle!
V'uguaglio, o cara, a un giglio,
E il paragon non fallo,
A specchio v'assomiglio
Dal limpido cristallo.
L'ombra d'un dubbio ostile
Sia pur fugace e lieve,
Lo specchio, e il fior gentile,
Contaminar non deve!

SUSANNA
Come sapete a fondo
La scienza d'ingraziarvi!

GIL
No, cara, vi rispondo:
Non so... che idolatrarvi!
Vizi non ho... ne gioco,
Ne vin, ne fump...

(da se)

Guai!

SUSANNA
(da se)
Ah, me ne duol non poco!...

GIL
E quanto a donne, il sai,
Non ne amo, ne desidero
Che una, e me ne vanto.
Mio tutto ti considero,
Non mia meta soltanto.

(con ardor e crescente)

E sempre innamorato,
Susanna e giammai sazio...

(facendo per riprenderle le mani, con gran trasporto)

SUSANNA
(indicandogli in tempo Sante, che giunge dal fondo con l’apparecchio pel cioccolato)
Sante col cioccolato.

GIL
(contrariato, bruscamente)
lo tanto lo ringrazio.

(Si scosta da Susanna, passeggiando nervosamente, e giocando col porno del suo bastone, mentre Sante, di furto, s'affatica a rifare i suoi segni d’intelligenza verso Susanna ripe tendo anche il gesto dell'odor di fumo scoverto dal padrone, ma nel contempo preparando sul tavolo il cioccolato)

SUSANNA
(da se, verso Sante turbato)
Dal suo gesticolare io credo di capir...

GIL
(occupandosi a versare il cioccolato in tazza dopo aver smesso il suo passeggiare ed essersi appressato al tavolo)
Sante!

(Sante., smettendo i sui gesti, si pianta immediatamente)

Potete andare!

(poi a Susanna)

Da me ti vo' servir!

(Sante s'inchina ed esce, seguito da uno sguardo diffidente di Gil, che poi cambia subito tuono, e va ad offrir galant'entente una tazza di cioccolato a Susanna, sedutasi sul sofà, e dedita a reprimere il suo turbamento. Susanna ringrazia con un sorriso, e comincia a centellinare il cioccolato, mentre Gil, con un altra tazza fra le mani, va a sederle vicino, centellinando poi anch’esso, e volgendo dolcemente la parola a Susanna)

II dolce idillio, dimmi, rammenti
Deprimi giorni del nostro amor?

SUSANNA
Parmi rivivere
Tutti i momenti
Di quell'idillio nel vivo ardor!

GIL
La nel giardino...

SUSANNA
... Pieno di sole...

GIL
Molti sospiri...

SUSANNA
... Poche parole...
lo ti sfuggivo...

GIL
lo t'inseguivo
E fu cosi
Che un certo di
Colsi il primissimo
Bacio furtivo!

SUSANNA
(con grazia scherzosa, mentre porge la tazza a Gil, che va a deporla, unita alla sua, sul tavolo)
L'intraprendente! me lo rubo!

GIL
Ten resi tanti! chi li cento?

(scherzoso anclie lui)

lo fui, per questo, un ladro onesto!

A DUE
(appassionatamente)
Care memorie!
Fresco sorriso
D'un paradiso,
Che ci beo!

(Gil, nella sua effusione, termina con l'attirare teneramente a se Susanna, per abbracciarla)

GIL
(d'un tratto sciogliendosi dall'abbraccio, e alzandosi come atterrito. Da se)
Ah! l'odore fatal sin nella veste!

SUSANNA
(turbata pel turbamento di Gil, alzandosi, da se)
Ha fiutato... e ha sentito!...

GIL
(da se, osservandola vieppiù agitato)
Ella si turba!...
Non sospetto... certezza!

SUSANNA
(da se intanto, con tono disperato)
Ahimè! ahimè!
Ma ch'io faccia sul serio
Qualche cosa di male?

GIL
(afferrandole le mani)
Susanna! non negarlo!
Tu covi!

SUSANNA
(smarrita)
lo?

GIL
... Si! Un segreto!
Confessa!

SUSANNA
(risolvendosi, tremante)
Ebben.

GIL
Disu!

SUSANNA
Se... fosse vero?

GIL
(retrocedendo spaventato)
Susanna!

SUSANNA
Se più forte
Delia mia volontà...

GIL
Susanna!!

SUSANNA
Un vizio...
Una voglia... che ha poi la sua ragione.

GIL
Susanna!!!

SUSANNA
Spesso al circolo
Tu ten vai degli amici...
io passo il tempo.

GIL
Udir si può di peggio?

SUSANNA
Se, come gli altri,
tu chiudessi un occhio...
Sul mio segreto?

GIL
(cieco d'ira scattando)
Io?... lo distruggerò!

SUSANNA
(con vivacità, mista di dispetto)
Resta a veder se trovi!
Con ogni cura lo nasconderò.

GIL
(gridando, formalizzato)
Scellerata! da tua madre
Andrò tosto a reclamare!
Quella femmina esemplare
Per austera dignità,
Che giammai non s'e permessa
Di siffatte enormità!

SUSANNA
Eh! mio Dio! chissà che anch'essa...

GIL
(esasperato all’accesso)
Questo e il colmo! Taci la!

(tra pianto e sdegno)

Tali orrori... me li dici
Con quel tuono da innocente?
Me li dici, come niente...
O model di falsità?

SUSANNA
(mortificata, e piangente)
Maltrattarmi, via, per nulla!
O che tante non lo fanno?
Sei cattivo... sei tiranno,
Senz'amor... senza pietà!

GIL
lo? sciagurata!
Un gonzo io fui,
Che pel naso tu menasti!
Ma cospetto! basti, basti,
lo più gonzo non sarò!

SUSANNA
Meco usar villan linguaggio?

GIL
Userò dell'altro ancora!

SUSANNA
Minacciarmi? ne hai il coraggio?

GIL
Ciarle no! fatti o signora!

(girando la scena, e fracassando forsennatamente quanta gli capita sotto gli occhi, tazze, guantiera, gingilli, libri ecc.)

Toh! Toh! Toh! Toh!

SUSANNA
(con indignazione crescente)
Pian!... che f ai tu?
Fermo, vandalo!

GIL
(rovesciando tavolo, poltrone e sedie)
Toh! Toh!

(Con un piede calcato su d'una sedia)

Ah! tener cosi potessi
Chi m'intendo... sotto il pie!

(fracassandola)

SUSANNA
Conosciuto mai t'avessi!

GIL
Debbo cio dir io di te!

SUSANNA
(punta sempre più)
Men vo' dunque!

GIL
Sai la strada,
Donna... doppia!

SUSANNA
(indicandogli la prima stanza a dritta)
Men vo' a piangere di la!

GIL
Coccodrillo!

SUSANNA
Tigre!

GIL
Bada! Scoppio...

SUSANNA
Scoppia!...

A DUE
E sarà quel che sarà!

(Susanna corre a rinchiudessi, singhiozzando, nella stanza a dritta: Gil si lascia cadere, il capo tra le mani, su una poltrona. Dal fondo compare Sante, che guarda, comicamente esterrefatto, la scena. Durante il seguente intermezzo, Sante sempre con comica precauzione perché Gil non s'avveda di nulla, torna a rimetter ordine nella stanza. Intanto Gil rimane sempre immobile, pure avendo di tratto in tratto dei sussulti che fanno scuotere Sante. Messe a posto le cose, Sante s'allontana guardingo dal fondo ed esce)

GIL
(sordamente, verso la stanza di Susanna)
Coglierla debbo... coglierla!

SUSANNA
(tornando dalla prima stanza a dritta, tutta umile, portando i guanti, il cappello e l'ombrello di Gil, verso il quale si avvicina, parlando lentamente)
Eccovi i vostri guanti...
II cappello... l'ombrello!

GIL
(scosso, ed alzandosi, senza guardala in viso)
Perché?

SUSANNA
(lento)
Non dovevate
Al circol degli amici andar stasera?

GIL
(a denti stretti)
Tenete a farmi uscire, eh?

SUSANNA
(timidamente)
Tengo... all'opposto.

GIL
(da se, sempre frentente)
Ma mi manda via!
Chiaro! le do fastidio.
Fingiamo! tornerò.

(Ha frattanto calzato i guanti, e messosi il cappello in testa. Susanna gli porge l'ombrello )

Perché 1'ombrello?

SUSANNA
(indicando verso la finestra)
Minaccia pioggia...
torbida e la sera.

GIL
(marcando la frase, tra ironico e feroce)
Precisamente! avremo una bufera!

(fa per andar via dal fondo)

SUSANNA
(impedendo dolcemente l’uscita a Gil che s'arresta)
Via! cosi non mi lasciate!
Piansi tanto sola, sola!
Ed aspetto mi volgiate
Uno sguardo, una parola.
Me l'aspetto, lo vedete
Da pentita, qual' io sono,
Come segno del perdono,
Che accordar vi prego a me.
So che buono il core avete,
E cangiato il cor non e!

GIL
(siede, vinto da emozione, poggiando l’ombrello sul tavolo)
Ah! che vocina dolce!

SUSANNA
(sempre con grazia e tenerezza insinuante)
Se v'offesi non volendo,
Se il mio torto assai vi spiace
Smetterò! 1'impegno prendo,
Ma facciamo, via, la pace.
Sono sempre la meschina
Vostra sposa, che v'adora,
Che d'un bacio solo implora
La dolcissima merce!
Son la vostra Susannina,
Che cattiva poi non e!

GIL
(da se, disarmato suo malgrado)
Ah! che vocina dolce!
La malia ne dura in me!

(S'alza e dopo certa pausa d'imbarazzante contrasto d'affetti, si decide a baciar sulla fronte Susanna)

SUSANNA
(rianimandosi)
Grazie! son paga. Ed ora
Andate... e nel tornare
Vogliate suonar forte!

(indicando la prima stanza a dritta)

Da quella stanza
il suon poco si sente.

GIL
(di nuovo fremente)
Volete vi prevenga?

SUSANNA
Certamente.

(guardando Gil, rincresciuta)

Ma perché, amico mio,
Di quelle occhiate ancor?

GIL
(come per voler dir molto, e infine calcandosi il cappello sul capo)
Susanna! Addio!

(esce pel fondo)

SUSANNA
(Essendosi fatta sera, accende una lampada con elegante paralume)
Che palpiti! Che palpiti!
Oh la terribil cosa una passione,
Quando più a dominarla non riesce
Ne voler, ne ragione!
E, cosa anche peggiore... amarlo tanto,
Fra noi due non esistere segreti...
E celarne frattanto uno per lui!
Quante menzogne, poi de che arrossisco
Son del segreto mio la conseguenza!
Ah! giustamente e nelle furie andato.
Ma come far? non posso
Che raddoppiar di garbo e di prudenza!

(Sante entra cautamente misterioso dal fondo)

Bravo Sante, chiudiam tutte le porte.

(Sante eseguisce accuratamente, dopo di che le consegna l'involtino ricevuto nella prima scena, ed essa ne cava un sigaretta)

Ecco il mio vizietto profumato,
Causa di tanti strepiti!
Ed ei l'odia!
Peccato!

(Siede. Sante le porge dei fiammiteri, che cava di tasca, ed essa accende con uno di quelli la sigaretta, cominciando a fumare saporitamente. Sante tabacca, e i due, deliziandosi, si sorridono vicendevolmente. Si picchia a più riprese alla porta di fondo)

SUSANNA
(alzandosi sorpresa e sgomenta)
Chi e la?

GIL
(di dentro, picchiando)
Son io, Susanna!

SUSANNA
Mio marito!

GIL
(come prima)
Apri!

SUSANNA
(confusa all'eccesso)
Dove la celo?

(intascando la sigaretta, e l’involtino)

Qui!

(indicando le lendine della finestra a sinistra a Sante, die corre a nascondervisi, anch'esso grandemente imbarazzato)

Tu, la!

GIL
(sempre come prima)
Ma che fate?

SUSANNA
Apro! Apro!

(Da se, trepidante, e andando ad aprir la porta in fondo)

Cielo!

GIL
(entrando, furente e guardando, e fiutandointorno, da se)
L'indugio frapposto...
De' passi di corsa...
Più acuto 1'odore...
E qua il fumatore!
Da vil, s'e nascosto.
Inutil risorsa!
Scovarlo, trovarlo,
Schiacciarlo s’apro!

(Corre nelle stanze a dritta una dopo l'altra. Torna deluso)

Non c’è!

SUSANNA
Ma che avete?
Che cosa v'affanna?

GIL
Non c'e!

SUSANNA
Che?

GIL
Non c'e!...

SUSANNA
Che cosa?

GIL
Tacete, tacete!

SUSANNA
Ahimè!

GIL
O casta Susanna!

(picchiando col pugno sul tavolo, e gridando)

Ehi! Sante! Balordo!
Qui dico! Poltrone! Sei sordo?

SUSANNA
Non m'ode
E più s'altera...
Qual grillo lo tenta?
Fel fumo?
Ma no!

(Sante, che ha lasciato di furto il suo nascondiglio, finge accorrere dal fondo. Gil lo strapazza)

GIL
(scotendo per un braccio Sante)
Cogliam l'inimico!
E in casa, deluderci
Adesso non può.

SUSANNA
Che?

GIL
Esplora sollecito
Sola io e cantina.

SUSANNA
Eh?

GIL
E tetti e comignoli,
Dispensa e cucina.
Non buco, non angolo
Sfuggire ti de! Va! Va!
Scovare si de!

SUSANNA
Ma Gil!

(Sante, incitato da Gil, accende il candeliere die sul tavolo ed esce dal fondo)

GIL
(corre nella stanza a sinistra; poi torna)
Non c'e!

SUSANNA
Ma che?

GIL
(rovista precipitosamente in tutta la scena)
Pur troppo, non c’è

SUSANNA
Ma che?

GIL
(cerca nelle tendine della finestra, sotto il tavolo, dovunque)
Costei mi derise,
In salvo lo mise,
Invano mi logoro...
Non c'e! no! non c'e!

SUSANNA
Ma infin, che cercate?

GIL
Che cerco?

(fissandola con comica ferocia, ma reprimendosi)

L'ombrello!

SUSANNA
Col vostro cappello
Portato 1'ho qui.

GIL
Ah, si!

SUSANNA
Ricordate?

(additando L’ombrello sul tavolo)

Ma eccolo!

GIL
(furibondo)
Chi?

SUSANNA
(ingenua e placida)
L'ombrello.

GIL
(maltrattando convulsamente l’ombrello)
Ah brigante!
Furfante! Birbone! Cialtrone! Buff one!

(spezzandolo in due)

Addio! Me ne vo!

SUSANNA
Addio!
Tranquillatevi!

GIL
(da se)
Ma guai! tra un istante...

SUSANNA
Che mai?

GIL
(da se)
O casta Susanna,
Ritorno faro...
E allor... coglierlo!
Ah! ah!

(esce frettoloso pel fondo, coll'ombrello rotto gesticolando)

SUSANNA
Gil!... Ah!
Respiro! e andato.
Stavo su le spine.
Che paura mi fece,
Mio Dio! con quell'ombrello!

(pensosa)

L'ombrel! Strambo all'eccesso
Divenne mio marito...
E chi sa che gli rumina pel capo?
Ma libera alla fine
Posso, come anelavo,
Dedicarmi al mio svago favorite!

(Cava di tasca la sigaretta che rinascose, la accende, poi siede su una poltrona a dondolo, e fiuma soddisfatta e contenta)

Oh gioia, la nube leggera
Con gli occhi socchiusi seguire,
Che ascende con cerule spire,
Ascende per tenue d'un vel,
E sembra dorata chimera
Vanente nel limpido ciel!
Sottile vapor, mi carezza,
Mi culla, sognare mi fa...
Libare con lenta dolcezza
lo vo' la tua voluta!
In quelle spire cerule
Vedo vagar perfino
Un'amorosa immagine,
Quella del mio sposino!
Ma più gentil, più tenera,
Leggiadra più mi par...
Da i suoi profili eterei
Mi sento affascinar!

(Fumando e assorta nel suo fantasticare, quasi s'assopisce. Frattanto la lampada, consunta, va spagnendosi)

GIL
(comparendo dalla finestra, L’ombrello in pugno)
Ti colgo questa volta!

SUSANNA
(alzandosi spaventata in fretta, e nascondendo dietro le spalle la mano con la sigaretta)
Ah! Gil!

GIL
(predpitandosi giù nella stanza)
Dov'e 1'infame?...

SUSANNA
Chi?

(Qui la lampada si spegne affatto)

GIL
(proseguendo)
Quei che nascondete
Assente me!

(nel ghermirle con forza la mano che essa nasconde si scotta)

Disdetta!
Mi sono scottato! Perfida!
Cosa nascondi la?

SUSANNA
(tutta tremante mostrando la sigaretta)
La... sigaretta!

GIL
(inebetito)
Tu fumavi?

SUSANNA
(cadendo in ginocchio)
Perdono!
Perdonami!
A comprarne
Per non indurre Sante a farsi reo
Lui pure, andavo io stessa...

GIL
(anch'egli cade in ginocchio)
Angelo mio!
Tu a me perdona invece!
Ero... ahimè... si... geloso!

(chinando il capo)

SUSANNA
(maliziosamente ridendo seduto per terra)
Geloso? Del mio fumo?
Ah! ah! ah! ah!
Perdoniamoci a gara!
Ma più non fumerò, se tu non vuoi!
Sol Famor tuo mi preme!

GIL
No! Fumeremo insieme!

SUSANNA
(con viva gioia)
Insiem? Pel gran piacere,
Ti betterei le mani!

(dandogli una sigaretta)

Ah! Prendi!

GIL
Anche un'altra?

SUSANNA
Quella... di domani!

(Accende la sigaretta di Gil colla propria, bocca a bocca)

GIL
(alzandosi)
Biricchina!

SUSANNA
(alzandosi)
Caro sposo!
Fumerai?

GIL
Mi proverò!

SUSANNA
(con grazia un po' ironica)
Mi farai mai più il geloso?

GIL
No, mia cara, fumerò!

INSIEME
Tutto e fumo a questo mondo,
Che col vento si dilegua,
Ma 1'amor, sincer, profondo,
Fuma, fuma, senza tregua!

(Colla sigaretta in bocca e tenendosi per ambe le mani si mettono a girare in tondo come due bambini)

SUSANNA
(Interrompessi la danza indicando la sigaretta)
Ma, nella foga, ve', dell'allegria,
La mia s'e spenta!

GIL
(ridendo, e additando la sua)
E vedi, anche la mia.

(Restano, incerti sul da farsi, ma qui, dal fondo, col candeliere acceso, rientra Sante, che vede, capisce, ride, e offre ai due la fiamma. Essi accettano e accendono la sigaretta. Susanna appoggia il capo sulla spalla di Gil. Egli le accenna la stanza a sinistra come chiedendole: Vuoi? Susanna dice di sì col capo. Sante capisce e va precedendo i due ad aprir la portiera, poi s’inchina. Susanna e Gil escono. Sante smorza il lume)

SANTE
Ffff...

(La scena s’oscura. Luce di luna dalla finestra. In quattro salti esce Sante dal fondoin una nuvola di fumo.)



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