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ATTO PRIMO


QUADRO 1

(Deliziosa fuori della città di Pavia)

Scena I

(Berengario con seguito, e poi Idelberto)

No.1 - Aria

BERENGARIO
Grave è 'l fasto di regnar,
la speranza alza l'orgoglio,
il timor mostra lo scoglio,
ambo il cor sanno agitar.

(entra Idelberto)

IDELBERTO
Signor, vuole il mio fato ch'io amante sia
misero e disprezzato.

BERENGARIO
Sdegna dunque e rifiuta la superba Adelaide
i tuoi sponsali?

IDELBERTO
Adelaide, o Signore, nacque reina, e dell'Italia erede.
Tu gran parte del regno a lei togliesti, e per te
il suo consorte preda restò 'intempestiva morte.

BERENGARIO
Se nemico ti vuol, nemico t'abbia. Vanne, o mio figlio:
io voglio che tu stesso t'avanzi ad assalir
della città le mura.

IDELBERTO
In Adelaide, oh Dio! sai che vive il cor mio...

BERENGARIO
Non più, resisti invano.

Scena II

(Clodomiro e detti)

CLODOMIRO
Alto Signor,
dall'Alpi scese della Germania il re guerriero,
e d'armi inonda omai l'italo impero.

BERENGARIO
Lotario? e chi lo muove? e che pretende?

IDELBERTO
Forse il periglio d'Adelaide,
e il grido delle vittorie tue geloso il rende.

BERENGARIO
(a Clodomiro)
Ad osservar le mosse del gran nemico esploratori invia.
Indi con Idelberto prontamente disponi il numeroso
esercito all'assalto.
Pria che Lotario s'avanzi, vuò che Pavia si renda.

(parte Clodomiro)

Scena III

(Matilde, Berengario, Idelberto)

MATILDE
Sposo.

BERENGARIO
Regina.

MATILDE
Intendi.
La superba Pavia fra pochi istanti t'aprirà le porte.

BERENGARIO
E come?

MATILDE
Tra i silenzi della prossima notte ogni tua schiera
nelle mura nemiche avrà l'ingresso: coi promessi tesori
il sospirato assenso ottenni al tradimento.

BERENGARIO
Or s'armi la Germania; io non pavento.

IDELBERTO
E vuoi con tali inganni, mia real genitrice,
Adelaide spogliar d'ogni suo bene?
Ah padre, ecco al tuo piede...

(s'inginocchia)

BERENGARIO
Ergiti; a tuo favore usar voglio clemenza.
Vada un araldo, ed esponendo ei dica,
che se sposa Idelberto, e pace, e regno
a lei come mia nuora oggi si rende. Ma se ricusa,
attenda eterno ed implacabile il mio sdegno.

No.2 - Aria

Non pensi quell'altera
di vincermi d'orgoglio:
voglio che t'ami,
o voglio oppresso il suo rigor.
Aspetti dal mio sdegno
dure catene al piede,
se al mio voler non cede,
sprezza ardita e fiera
i lacci del tuo amor.

(parte)

Scena IV

(Matilde ed Idelberto)

IDELBERTO
Madre, e Reina!
In breve l'infelice Adelaide sarà tua prigioniera.
Ah! la misera perde in un sol giorno,
e regno, e libertade.

MATILDE
E con donarle un figlio non le rendo in un tempo,
e sposo, e regno?

IDELBERTO
A quell'alma gentile sembrano l'uno vile,
e l'altro odioso.

MATILDE
Idelberto, ti accheta; perchè sul nostro capo l'ampio
diadema Italico riposi e forza, o ch'ella pera,
o che ti sposi.

No.3 - Aria

Vanne a colei che adori,
seco d'amor favella:
dille ch'è vaga e bella,
e che sa innamorar.
Poi dille che tu l'ami
e al trono la richiami;
che lasci i suoi rigori
se brama di regnar

(sale)

IDELBERTO
Finch'io non chiuda a questo giorno i rai,
no, no, bell'idol mio, tu non morrai.

No.4. Aria

Per salvarti, idolo mio,
so ben io che far dovrò:
morirò, mio ben,
per te, per salvarti;
che togliendoti il mio fato
quella legge ch'hai d'amarmi
fia un trionfo di mia fé.

(parte)

QUADRO 2

(Camera con trono per l'udienza)

Scena V

(Adelaide, e suoi seguito)

No.5 - Accompagnato

ADELAIDE
Soglio, degli avi miei retaggio illustre, quanto
del tuo splendore t'involò nel mio sposo un traditore.
Ah! vendicarti io ben vorrei.

(alle guardie)

Attenta ogni mio cenno osservi la real guardia.
Entri il guerrier che chiede solo a me favellar,
e dopo venga di Berengario il messaggier.

(parte una guardia)

Chi mai sarà?
Sulle vicine soglie il comando eseguite.

(partono le guardie)

Scena VI

(Adelaide e Lotario)

LOTARIO
Bella Reina!
Il cielo che t'elesse a regnar, vuol che tu regni.
Quindi a punir l'ingiusto oppressor del tuo sposo,
e del tuo trono stimolò la mia spada.

ADELAIDE
Signor, dimmi, chi sei?

LOTARIO
Non è lieve il soccorso che dall'Istro a te reco.
Lotario, il re della Germania, e teco.

ADELAIDE
Come, o gran Re, la tua generosa pietà?...

LOTARIO
Chetati, o bella; non mi svelar che siam dell'esser mio
consapevoli solo amore, ed io.

ADELAIDE
Amor? e per chi mai?

LOTARIO
Per la vaga Adelaide: io già ti vidi, donzelletta fastosa,
nella reggia paterna, e ben pensai a chiederti in
consorte: mi prevenne il tuo sposo. Or qui mi trasse
il tuo vedovo letto: la tua corona in prima difenderò,
ma in guiderdon dell'opra, voglio, che ancor la mia
aggiunga alla tua fronte il suo splendore.

ADELAIDE
Signor, sei re, sei valoroso, e sei degno d'amor.
Deh vanne, e dona pace a una regina sventurata,
e poi spera graditi i regi affetti tuoi.

No.6 - Aria

LOTARIO
Rammentati, cor mio,
ciò che prometti a me,
che sono amante e re
e che so trionfar.
Per te combatterò;
ma quando tornerò
ricordati, mio bene,
che ti conviene amar.

(parte)

ADELAIDE
Or venga il messaggiero.

(va sul trono)

Scena VII

(Adelaide con guardie, e Clodomiro con corteggio)

CLODOMIRO
Regina, anche fra l'armi serba la sua clemenza
il mio signore. T'offre di nuovo il suo Idelberto.
Eleggi o del figlio l'amore, o del padre il rigore.

ADELAIDE
Ed è tant'orgoglioso di Berengario il core? Vanne,
torna e rispondi che Adelaide non pensa a talamo
secondo; che per desio di vendicar il primo, che può
aver in consorte un legittimo re, senza che astretta
sia con vergogna e danno la stirpe a propagar
d'un suo tiranno.

CLODOMIRO
Io non vedo, o Regina, qual tirannia nel mio signor;
si scorga, se i tiranni son questi...

ADELAIDE
Abbastanza parlai; già m'intendesti.

(scende dal trono)

No.7 - Aria

CLODOMIRO
Se il mar promette calma
ed il nocchier la sprezza,
poi l'onda il vento spezza,
ed in periglio è allor d'esser assorto.
Così, se afflitta è un alma
perché fu avverso il fato,
se il vede poi placato
non deve più irritar chi è suo conforto.

(parte col seguito)

Scena VIII

(Adelaide e Lotario)

ADELAIDE
Nel ciel si speri, e poi...

LOTARIO
Mia Regina - oh sciagura! ribellata Pavia
al tuo fiero nemico aprì le porte.

ADELAIDE
Ribellata Pavia?
Or son perduta. Parti.

LOTARIO
E vuoi ch'io t'abbandoni nell'estremo de' mali?

ADELAIDE
Un'altra volta io te ne priego: parti.

LOTARIO
No, no, sieguo il mio fato, sieguo il mio amor,
voglio morirti a lato.

ADELAIDE
Deh, s'egli è ver che m'ami, non tradir quest'amore.
Sì, sì, vanne e ritorna, vincitor glorioso,
e assicura vincendo il mio riposo.

No.8 - Aria

Quel cor che mi donasti
ripigliati, mio ben;
e con due cori in sen
combatti e spera.
Se il mio che m'involasti
di spirto mancherà,
dal tuo riceverà virtù guerriera.

(parte)

LOTARIO
O del mio caro ben voci gradite, quanta forza e
vigore accrescete al mio core. Già men volo al cimento,
venga il fiero nemico, con quanto ha mai d'ardir;
nulla pavento.

No.9 - Aria

Già mi sembra al carro avvinto
trar l'audace, il traditor.
E veder già parmi il vinto
gir coi lumi fissi al suolo
pien di duolo e di rossor.

(parte)

QUADRO 3

(Piazza di Pavia con arco trionfale)

Scena IX

(Berengario, Matilde, Idelberto, capitani e soldati)

No.10

CORO
Viva e regni fortunato dell'Italia il re guerriero.

BERENGARIO
Popoli generosi, il vostro amor la vostra fede avanza:
a voi tenuto sono, se quel serto che cingo è vostro dono.

MATILDE
Adelaide superba ancor non si presenta al vincitore?

BERENGARIO
Di quel rigido core convien domar
con la clemenza il fasto.

MATILDE
Eccola appunto; vedi con che volto orgoglioso
intrepida sostien la sua sciagura.

Scena X

(Adelaide e detti e poi Clodomiro)

ADELAIDE
Dell'altrui fellonia più che del tuo valor illustre spoglia,
eccomi, Berengario. Alza a tua voglia sopra le mie
rovine i tuoi trofei. Io già per la tua mano, e sposo,
e regno e libertà perdei.

BERENGARIO
E sposo, e regno e libertà, se vuoi, or io ti rendo,
e pongo tutta la mia vittoria a piedi tuoi.

ADELAIDE
La corona è già mia, l'amante e 'l figlio perché
son doni tuoi son miei rifiuti.

(viene Clodomiro)

BERENGARIO
Clodomiro, che porti?

CLODOMIRO
Alte novelle, o Sire.

(Berengario e Clodomiro si ritirano a parlare in disparte)

MATILDE
(ad Idelberto)
Vinta ancora e depressa serba cotanto ardir?

IDELBERTO
Nelle sventure non perde una regina il suo coraggio.

BERENGARIO
Giunto Lotario al Ticino?
L'illustre prigioniera, Regina, a te consegno:
altrove mi richiama alta cura di regno.

IDELBERTO
E che fia mai?

BERENGARIO
Altro non ricercar, sieguimi, o figlio.

IDELBERTO
Mi presagisce il cor grave periglio.

(partono Berengario, Idelberto e Clodomiro)

MATILDE
Adelaide, al passato volgi uno sguardo, indi al presente.
Osserva qual fosti e qual or sei, non ha molto regina,
or vinta, e serva.

ADELAIDE
Mostrano agli occhi miei lo stesso aspetto
le grandezze passate e il mal presente.

MATILDE
Volea la mia clemenza stringerti
al seno anziché in ceppi.

ADELAIDE
Ed io, mi reco a maggior pena questa clemenza tua,
che la catena.

MATILDE
Troppo fiero è il tuo orgoglio; sdegni ascendere
un soglio, ove t'inalza la clemenza mia. Vedrò,
se forte sia e ostinato il tuo core, quando sarà
dura servil catena della superbia tua gastigo, e pena.

No.11 - Aria

Orgogliosetto va l'augelletto
quando si trova in libertà.
Se poi tra lacci invan si scuote
in dolci note chiede pietà.

(parte)

ADELAIDE
Quanto più fien tenaci le catene onde avvinto dell'altrui
crudeltà sarà il mio piede, viepiù care saranno all'alma
mia, e il carcere più grato ancor mi fia.

No.12 - Aria

Scherza in mar la navicella
mentre ride aura seconda:
ma se poi fiera procella
turba il ciel, sconvolge l'onda,
va perduta a naufragar.
Non così questo mio core
cederà d'un empia sorte
allo sdegno ed al furore,
che per anco in faccia a morte
sa da grande trionfar.
ATTO PRIMO


QUADRO 1

(Deliziosa fuori della città di Pavia)

Scena I

(Berengario con seguito, e poi Idelberto)

No.1 - Aria

BERENGARIO
Grave è 'l fasto di regnar,
la speranza alza l'orgoglio,
il timor mostra lo scoglio,
ambo il cor sanno agitar.

(entra Idelberto)

IDELBERTO
Signor, vuole il mio fato ch'io amante sia
misero e disprezzato.

BERENGARIO
Sdegna dunque e rifiuta la superba Adelaide
i tuoi sponsali?

IDELBERTO
Adelaide, o Signore, nacque reina, e dell'Italia erede.
Tu gran parte del regno a lei togliesti, e per te
il suo consorte preda restò 'intempestiva morte.

BERENGARIO
Se nemico ti vuol, nemico t'abbia. Vanne, o mio figlio:
io voglio che tu stesso t'avanzi ad assalir
della città le mura.

IDELBERTO
In Adelaide, oh Dio! sai che vive il cor mio...

BERENGARIO
Non più, resisti invano.

Scena II

(Clodomiro e detti)

CLODOMIRO
Alto Signor,
dall'Alpi scese della Germania il re guerriero,
e d'armi inonda omai l'italo impero.

BERENGARIO
Lotario? e chi lo muove? e che pretende?

IDELBERTO
Forse il periglio d'Adelaide,
e il grido delle vittorie tue geloso il rende.

BERENGARIO
(a Clodomiro)
Ad osservar le mosse del gran nemico esploratori invia.
Indi con Idelberto prontamente disponi il numeroso
esercito all'assalto.
Pria che Lotario s'avanzi, vuò che Pavia si renda.

(parte Clodomiro)

Scena III

(Matilde, Berengario, Idelberto)

MATILDE
Sposo.

BERENGARIO
Regina.

MATILDE
Intendi.
La superba Pavia fra pochi istanti t'aprirà le porte.

BERENGARIO
E come?

MATILDE
Tra i silenzi della prossima notte ogni tua schiera
nelle mura nemiche avrà l'ingresso: coi promessi tesori
il sospirato assenso ottenni al tradimento.

BERENGARIO
Or s'armi la Germania; io non pavento.

IDELBERTO
E vuoi con tali inganni, mia real genitrice,
Adelaide spogliar d'ogni suo bene?
Ah padre, ecco al tuo piede...

(s'inginocchia)

BERENGARIO
Ergiti; a tuo favore usar voglio clemenza.
Vada un araldo, ed esponendo ei dica,
che se sposa Idelberto, e pace, e regno
a lei come mia nuora oggi si rende. Ma se ricusa,
attenda eterno ed implacabile il mio sdegno.

No.2 - Aria

Non pensi quell'altera
di vincermi d'orgoglio:
voglio che t'ami,
o voglio oppresso il suo rigor.
Aspetti dal mio sdegno
dure catene al piede,
se al mio voler non cede,
sprezza ardita e fiera
i lacci del tuo amor.

(parte)

Scena IV

(Matilde ed Idelberto)

IDELBERTO
Madre, e Reina!
In breve l'infelice Adelaide sarà tua prigioniera.
Ah! la misera perde in un sol giorno,
e regno, e libertade.

MATILDE
E con donarle un figlio non le rendo in un tempo,
e sposo, e regno?

IDELBERTO
A quell'alma gentile sembrano l'uno vile,
e l'altro odioso.

MATILDE
Idelberto, ti accheta; perchè sul nostro capo l'ampio
diadema Italico riposi e forza, o ch'ella pera,
o che ti sposi.

No.3 - Aria

Vanne a colei che adori,
seco d'amor favella:
dille ch'è vaga e bella,
e che sa innamorar.
Poi dille che tu l'ami
e al trono la richiami;
che lasci i suoi rigori
se brama di regnar

(sale)

IDELBERTO
Finch'io non chiuda a questo giorno i rai,
no, no, bell'idol mio, tu non morrai.

No.4. Aria

Per salvarti, idolo mio,
so ben io che far dovrò:
morirò, mio ben,
per te, per salvarti;
che togliendoti il mio fato
quella legge ch'hai d'amarmi
fia un trionfo di mia fé.

(parte)

QUADRO 2

(Camera con trono per l'udienza)

Scena V

(Adelaide, e suoi seguito)

No.5 - Accompagnato

ADELAIDE
Soglio, degli avi miei retaggio illustre, quanto
del tuo splendore t'involò nel mio sposo un traditore.
Ah! vendicarti io ben vorrei.

(alle guardie)

Attenta ogni mio cenno osservi la real guardia.
Entri il guerrier che chiede solo a me favellar,
e dopo venga di Berengario il messaggier.

(parte una guardia)

Chi mai sarà?
Sulle vicine soglie il comando eseguite.

(partono le guardie)

Scena VI

(Adelaide e Lotario)

LOTARIO
Bella Reina!
Il cielo che t'elesse a regnar, vuol che tu regni.
Quindi a punir l'ingiusto oppressor del tuo sposo,
e del tuo trono stimolò la mia spada.

ADELAIDE
Signor, dimmi, chi sei?

LOTARIO
Non è lieve il soccorso che dall'Istro a te reco.
Lotario, il re della Germania, e teco.

ADELAIDE
Come, o gran Re, la tua generosa pietà?...

LOTARIO
Chetati, o bella; non mi svelar che siam dell'esser mio
consapevoli solo amore, ed io.

ADELAIDE
Amor? e per chi mai?

LOTARIO
Per la vaga Adelaide: io già ti vidi, donzelletta fastosa,
nella reggia paterna, e ben pensai a chiederti in
consorte: mi prevenne il tuo sposo. Or qui mi trasse
il tuo vedovo letto: la tua corona in prima difenderò,
ma in guiderdon dell'opra, voglio, che ancor la mia
aggiunga alla tua fronte il suo splendore.

ADELAIDE
Signor, sei re, sei valoroso, e sei degno d'amor.
Deh vanne, e dona pace a una regina sventurata,
e poi spera graditi i regi affetti tuoi.

No.6 - Aria

LOTARIO
Rammentati, cor mio,
ciò che prometti a me,
che sono amante e re
e che so trionfar.
Per te combatterò;
ma quando tornerò
ricordati, mio bene,
che ti conviene amar.

(parte)

ADELAIDE
Or venga il messaggiero.

(va sul trono)

Scena VII

(Adelaide con guardie, e Clodomiro con corteggio)

CLODOMIRO
Regina, anche fra l'armi serba la sua clemenza
il mio signore. T'offre di nuovo il suo Idelberto.
Eleggi o del figlio l'amore, o del padre il rigore.

ADELAIDE
Ed è tant'orgoglioso di Berengario il core? Vanne,
torna e rispondi che Adelaide non pensa a talamo
secondo; che per desio di vendicar il primo, che può
aver in consorte un legittimo re, senza che astretta
sia con vergogna e danno la stirpe a propagar
d'un suo tiranno.

CLODOMIRO
Io non vedo, o Regina, qual tirannia nel mio signor;
si scorga, se i tiranni son questi...

ADELAIDE
Abbastanza parlai; già m'intendesti.

(scende dal trono)

No.7 - Aria

CLODOMIRO
Se il mar promette calma
ed il nocchier la sprezza,
poi l'onda il vento spezza,
ed in periglio è allor d'esser assorto.
Così, se afflitta è un alma
perché fu avverso il fato,
se il vede poi placato
non deve più irritar chi è suo conforto.

(parte col seguito)

Scena VIII

(Adelaide e Lotario)

ADELAIDE
Nel ciel si speri, e poi...

LOTARIO
Mia Regina - oh sciagura! ribellata Pavia
al tuo fiero nemico aprì le porte.

ADELAIDE
Ribellata Pavia?
Or son perduta. Parti.

LOTARIO
E vuoi ch'io t'abbandoni nell'estremo de' mali?

ADELAIDE
Un'altra volta io te ne priego: parti.

LOTARIO
No, no, sieguo il mio fato, sieguo il mio amor,
voglio morirti a lato.

ADELAIDE
Deh, s'egli è ver che m'ami, non tradir quest'amore.
Sì, sì, vanne e ritorna, vincitor glorioso,
e assicura vincendo il mio riposo.

No.8 - Aria

Quel cor che mi donasti
ripigliati, mio ben;
e con due cori in sen
combatti e spera.
Se il mio che m'involasti
di spirto mancherà,
dal tuo riceverà virtù guerriera.

(parte)

LOTARIO
O del mio caro ben voci gradite, quanta forza e
vigore accrescete al mio core. Già men volo al cimento,
venga il fiero nemico, con quanto ha mai d'ardir;
nulla pavento.

No.9 - Aria

Già mi sembra al carro avvinto
trar l'audace, il traditor.
E veder già parmi il vinto
gir coi lumi fissi al suolo
pien di duolo e di rossor.

(parte)

QUADRO 3

(Piazza di Pavia con arco trionfale)

Scena IX

(Berengario, Matilde, Idelberto, capitani e soldati)

No.10

CORO
Viva e regni fortunato dell'Italia il re guerriero.

BERENGARIO
Popoli generosi, il vostro amor la vostra fede avanza:
a voi tenuto sono, se quel serto che cingo è vostro dono.

MATILDE
Adelaide superba ancor non si presenta al vincitore?

BERENGARIO
Di quel rigido core convien domar
con la clemenza il fasto.

MATILDE
Eccola appunto; vedi con che volto orgoglioso
intrepida sostien la sua sciagura.

Scena X

(Adelaide e detti e poi Clodomiro)

ADELAIDE
Dell'altrui fellonia più che del tuo valor illustre spoglia,
eccomi, Berengario. Alza a tua voglia sopra le mie
rovine i tuoi trofei. Io già per la tua mano, e sposo,
e regno e libertà perdei.

BERENGARIO
E sposo, e regno e libertà, se vuoi, or io ti rendo,
e pongo tutta la mia vittoria a piedi tuoi.

ADELAIDE
La corona è già mia, l'amante e 'l figlio perché
son doni tuoi son miei rifiuti.

(viene Clodomiro)

BERENGARIO
Clodomiro, che porti?

CLODOMIRO
Alte novelle, o Sire.

(Berengario e Clodomiro si ritirano a parlare in disparte)

MATILDE
(ad Idelberto)
Vinta ancora e depressa serba cotanto ardir?

IDELBERTO
Nelle sventure non perde una regina il suo coraggio.

BERENGARIO
Giunto Lotario al Ticino?
L'illustre prigioniera, Regina, a te consegno:
altrove mi richiama alta cura di regno.

IDELBERTO
E che fia mai?

BERENGARIO
Altro non ricercar, sieguimi, o figlio.

IDELBERTO
Mi presagisce il cor grave periglio.

(partono Berengario, Idelberto e Clodomiro)

MATILDE
Adelaide, al passato volgi uno sguardo, indi al presente.
Osserva qual fosti e qual or sei, non ha molto regina,
or vinta, e serva.

ADELAIDE
Mostrano agli occhi miei lo stesso aspetto
le grandezze passate e il mal presente.

MATILDE
Volea la mia clemenza stringerti
al seno anziché in ceppi.

ADELAIDE
Ed io, mi reco a maggior pena questa clemenza tua,
che la catena.

MATILDE
Troppo fiero è il tuo orgoglio; sdegni ascendere
un soglio, ove t'inalza la clemenza mia. Vedrò,
se forte sia e ostinato il tuo core, quando sarà
dura servil catena della superbia tua gastigo, e pena.

No.11 - Aria

Orgogliosetto va l'augelletto
quando si trova in libertà.
Se poi tra lacci invan si scuote
in dolci note chiede pietà.

(parte)

ADELAIDE
Quanto più fien tenaci le catene onde avvinto dell'altrui
crudeltà sarà il mio piede, viepiù care saranno all'alma
mia, e il carcere più grato ancor mi fia.

No.12 - Aria

Scherza in mar la navicella
mentre ride aura seconda:
ma se poi fiera procella
turba il ciel, sconvolge l'onda,
va perduta a naufragar.
Non così questo mio core
cederà d'un empia sorte
allo sdegno ed al furore,
che per anco in faccia a morte
sa da grande trionfar.



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