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ATTO SECONDO


QUADRO 1

(Vasta campagna con ponte sul Ticino)

Scena I

No.13 - Sinfonia

BERENGARIO
(fuggendo)
Son vinto, o Ciel, son vinto!
Ov'è la gloria del mio temuto brando?
Misero, che farò?
Figlio, consorte, servi, amici, ove siete?
Ah! ch'io vi perdo!
Ma se sorte spietata i precipizi miei
lassù ha prefissi
morrò da re
dove regnando io vissi;
e ad onta ancor del mio destin severo
libero partirò.

Scena II

(Lotario e detto)

LOTARIO
Sei prigioniero!

BERENGARIO
(si mette in atto di difesa)
Stelle!

LOTARIO
Cedi quel brando.

BERENGARIO
Non è abbattuto il core,
e morrò benché vinto
in vincitore.

LOTARIO
Renditi, non temer...
che tu m'avrai vincitor generoso;
è disperato il tuo consiglio.

BERENGARIO
Più ch'alto valore, orgoglioso guerrier,
mi rendo al fato.

(Gli dà la spada)

No. 14 - Aria

Regno e grandezza, vassalli e trono
superbo involami fato crudel.
Ma quel valore ch'ho nel mio core
non teme oltraggio di stelle rigide
d'irato ciel.

(parte)

Scena III

(Lotario solo)

LOTARIO
Se del fiero tiranno trionfò la mia gloria,
or sento nel mio core per Adelaide
trionfar Amore.

No.15 - Aria
Tiranna, ma bella, m'uccide
e m'alletta, e qual farfalletta,
quest'anima ancella, adora
quel lume che l'arde le piume
e morte le dà.
Del crine dorato,
ch'avvinto lo tiene, le dolci catene
il core legato or bacia contento,
e dir già lo sento: non più libertà.

(parte)

QUADRO 2

(Prigione)

Scena IV

(Adelaide sola)

No.16 - Aria

ADELAIDE
Menti eterne,
che reggete de' mortali
le vicende, deh, volgete
grato un sguardo a' voti miei,
deh! Volgete menti eterne.
Che il desio ch'il cor m'accende
è che unisca un pronto fato
allo sposo mio adorato
l'alma mia onde si bei.

Scena V

(Adelaide e Clodomiro, seguito da due paggi che portano due bacili coperti)

CLODOMIRO
Con due doni, Adelaide,
a te m'invia la tua reina, e mia.

ADELAIDE
Qual mia regina?

CLODOMIRO
(scopre un bacile, su cui sono un pugnale ed un vaso di veleno)
In questo vedi la morte tua,
se tu ricusi d'Idelberto i sponsali.

(scopre l'altro su cui sono scettro e corona)

Ora rimira la tua felicità, se a lui ti rendi.

ADELAIDE
Messaggier troppo lieto, ascolta, attendi.
A Matilde dirai che la costanza mia,
molto è maggior della sua tirannia.

CLODOMIRO
Quanto imponi farò.
Ma intanto scegli ferro,
tosco, o lo sposo e in un il regno.

ADELAIDE
(accetta il bacile, dove sono il pugnale ed il veleno)
Questi appieno gradisco, e gli altri io sdegno.

CLODOMIRO
Pensa...

ADELAIDE
Non replicare.

No.17 - Aria

CLODOMIRO
Non t'inganni la speranza
che la ferma tua costanza
mai t'ottenga il tuo perdono.
Hai nel labbro la tua sorte,
un tuo no ti guida a morte,
un tuo sì ti guida al trono.

(parte)

Scena VI

(Adelaide, poi Matilde con guardie)

ADELAIDE
Adelaide che pensi?
Virtute è teco.

(Risoluta)

Ora si stringa il ferro.
Ah! no, che del consorte col tosco
subirò l'istessa sorte.

(mentre vuol prender il veleno, Matilde giunge)

MATILDE
Ancor vivi, o superba,
e i doni miei egualmente disprezzi?

ADELAIDE
E no, m'è caro questo ch'offro al mio labbro.

(prende il veleno)

MATILDE
Bevi. La tua dimora troppo m'afflige omai.

ADELAIDE
Di te, del mio destin trionfo ancora.

(Mentre vuol bere il veleno, giunge Idelberto colla spade ignuda alla mano, respingendo una guardia che gli si oppone)

Scena VII

(Idelberto e detti)

MATILDE
Hai tanto ardir?
Ne ti sovvien che sei suddito benché figlio?

IDELBERTO
Non la regina, ma la madre io voglio.

MATILDE
La reina non t'ode se per costei la genitrice implori.

IDELBERTO
Scaccia i sospetti. Io pur voglio che mora.

MATILDE
Amato figlio.

IDELBERTO
Ma saper tu dei che non puol morir sola;

(dà il pugnale a Matilde e le presenta il petto)

eccoti, prendi questo ferro, e al mio sen...

MATILDE
Vile, m'offendi?
Folle, i miei scherni accresci, e a lei la gloria?

ADELAIDE
Solo la mia costanza avrà vittoria.

MATILDE
Olà, bevi quel tosco.

IDELBERTO
A me lo porgi.

MATILDE
Scostati, o forsennato.

IDELBERTO
Ah! madre, almeno concedi...

ADELAIDE
Io t'ubbidisco.

IDELBERTO
Ed io mio sveno.

(mentre Adelaide vuol ber il veleno, Idelberto accosta il pugnale al suo petto, e vuol uccidersi)

MATILDE
Ah! fermatevi entrambi.

(toglie infuriata il veleno ad Adelaide, e lo getta a terra, come fa del pugnale ad Idelberto)

Ben verrà quell'istante di vendicar i miei oltraggi, o rei,

(ad Adelaide)

femmina incantatrice,

(ad Idelberto)

ingiusto amante.

Scena VIII

(Clodomiro e detti)

CLODOMIRO
Reina, infausti avvisi. Il nostro campo vinto restò;
del re, tuo sposo, ancora qui non s'ode novella;
estremo è il lutto.

IDELBERTO
(fra sé)
Dell'oppressa innocenza è questo il frutto.

MATILDE
Come cangia grandezza in un momento!

ADELAIDE
(fra sé)
Fido Lotario! O fortunato evento!

MATILDE
Vanne, o Duce, e rinforza i difensor;
cerca il mio sposo,
e pronto il senato raduna;

(ad Adelaide)

e tu fra ceppi resta, femmina rea;

(ad Idelberto)

tu, parto imbelle,
cinto il crine di fiori
resta qui seco a favellar d'amori.

No.18 - Aria

(ad Idelberto)

Arma lo sguardo d'un dolce dardo;
la donna altera e lusinghiera
poi nel suo core del folle amore si riderà.

(ad Adelaide)

Ma tu, orgogliosa femmina ardita,
sempre fastosa,
no, non andrai come or ten vai,
della schernita mia ferità.

(parte)

Scena IX

(Adelaide, Idelberto)

ADELAIDE
Di miglior genitor figlio ben degno, oh Dio,
quanto mi spiace, non poter al tuo amor render amore.

IDELBERTO
Tanta felicità sperar non lice de' tuoi nemici al figlio,
e sol concedi ch'il mio affetto pudico...

ADELAIDE
Io per te sento stima, ossequio, rispetto.

IDELBERTO
Eh! sol concedi ch'io t'ami, nol vietar, io son contento.

No.19 - Aria

Bella, non mi negar,
ch'io sol ti possi amar,
io son contento.
E poi con tuo rigor
squarcami in petto il cor,
non mi lamento.

(parte)

Scena X

(Adelaide sola)

No.20 - Accompagnato

ADELAIDE
Sommo Rettor del Cielo,
i tuoi consigli sommessa adoro.
Lotario in mio soccorso mandi
ne' mali estremi; e nascer fai,
a pro dell'innocenza, da crudel genitor,
pietosi i figli.

No.21 - Aria

D'una torbida sorgente
nasce il rio più chiaro figlio.
Vaga prole ed odorosa
dalle spine esce la rosa.
Fetid'erba è madre al giglio.

(parte)

QUADRO 3

(Mure della città di Pavia con ponte levatoio, torri e rivellino; in lontano padiglioni militari nel campo di Lotario)

Scena XI

(Lotario coll'esercito, poi Matilde sopra le mura, e soldati)

No.22 - Aria

LOTARIO
Quanto più forte è il valor
se gli è scorta un casto amor!
Presi gli ostaggi, or ora vedrò il mio sole in libertà,
o Matilde fulminata al mio sdegno.

(riguarda sulle mura)

Eccola appunto. O Donna, ascolta.

MATILDE
E Donna osar mi chiami?
La provincia vassalla a me s'inchina;
rendimi i pregi miei, dimmi reina.

LOTARIO
Tale non sei, perché usurpasti il soglio.
Donna superba, ascolta: se l'oppressa Adelaide libera
in questo dì rendi al suo trono, ogni ingiuria a lei fatta
io ti perdono. Ma se recusi, avrai morte, stragi, furor.
Io di già fremo.

MATILDE
Venga Adelaide, e ben vedrai s'io temo.

Scena XII

(Clodomiro, Adelaide con guardie e detti)

CLODOMIRO
Ecco la prigioniera.

LOTARIO
Il mio bel sole.

ADELAIDE
Il mio gran difensore.

MATILDE
Lotario, alza la fronte. Vedi colei?

LOTARIO
Che tu tradisti, altera.

MATILDE
O tu ritira l'armi
da questo regno, od io

(in atto di ferir Adelaide)

la sveno. Parla.

LOTARIO
Misero! la mia gloria, e in un l'amore...

MATILDE
Già vibro il colpo.

LOTARIO
Ah, scellerata, ferma, lo sposo tuo

(sdegnato)

ch'è in mio poter...

MATILDE
No'l credo.

LOTARIO
(alle guardie)
Venga qui Berengario.
Si ritirin le schiere; e tu, Donna crudel,
or or vedrai sugli occhi tuoi

(infuriato)

lo strazio del tuo sposo. Ma no,

(placato, fra sé)

voglio appagarti... voglio...
che far degg'io?
il ciel secondi i voti miei.

MATILDE
Risolvi, e mi rispondi.

ADELAIDE
Gran Re, deh! non voler ch'il mio periglio
rallenti la tua gloria.

LOTARIO
Ah! irrigo il ciglio.

Scena XIII

(Idelberto e detti)

IDELBERTO
No, no, colla mia vita salvisi questa d'Adelaide.

ADELAIDE
O stelle!

MATILDE
Ah! figlio traditor, figlio ribelle!

IDELBERTO
(a Lotario)
Sono tuo prigionier finché sicura
dalla madre inclemente sia la bella innocente.

LOTARIO
Attonito rimango.

(Matilde resta sospesa)

Sì di repente, altera, tua baldanza è turbata?

MATILDE
Empio avverso destin, son disperata.

ADELAIDE
Lotario, io vado al carcere.

LOTARIO
Ed io resto, per darti libertà col valor mio.
Cara.

ADELAIDE
Prode.

LOTARIO, ADELAIDE
Prendi da me un dolce addio.

Scena XIV

(Lotario, Berengario, Idelberto e guardie)

LOTARIO
Berengario, rifletti ch'al sposo d'Adelaide
vita e regno togliesti, e per mia mano il ciel...

BERENGARIO
Empia fortuna, no'l tuo valor mi diede questi fer
che dovuti eran al tuo piede.

IDELBERTO
Oh Dio!

LOTARIO
Senti, superbo, se ti pesan quei ferri, fa che la tua
Matilde in questo giorno Adelaide mi renda e la cittade,
o punirò d'entrambi il fier'orgoglio.

BERENGARIO
Senza fregio real restar non voglio.

LOTARIO
Non t'abusar di mia clemenza.

BERENGARIO
Io sprezzo...

LOTARIO
Io scortar ti farò; vanne a Matilde,
dille che dal tuo rischio...

BERENGARIO
Ah! cruda sorte.

LOTARIO
...prenda un pronto consiglio, e poi ritorna,
o ch'io ti sveno il figlio.

No. 23 - Aria

BERENGARIO
D'instabile fortuna
non sempre in tuo favore
la ruota girerà.
L'ira dell'importuna
l'intrepido mio core
soffrendo stancherà.

Scena XV

(parte)

LOTARIO
(alle guardie)
Alla tenda reale vada Idelberto;

(Idelberto parte)

e quindi dalle mura all'assalto le macchine
e le genti ivi sian pronte.
Con due pegni sì cari e sposo e figlio
Matilde del mio ben teme il periglio.

No.24 - Aria

Non disperi peregrino
se nel dubbio suo cammino
notte oscura tutto il ciel coprendo va.
Con la chioma luminosa
a guidar il dì nascente
finalmente la bell'alba sorgerà.
ATTO SECONDO


QUADRO 1

(Vasta campagna con ponte sul Ticino)

Scena I

No.13 - Sinfonia

BERENGARIO
(fuggendo)
Son vinto, o Ciel, son vinto!
Ov'è la gloria del mio temuto brando?
Misero, che farò?
Figlio, consorte, servi, amici, ove siete?
Ah! ch'io vi perdo!
Ma se sorte spietata i precipizi miei
lassù ha prefissi
morrò da re
dove regnando io vissi;
e ad onta ancor del mio destin severo
libero partirò.

Scena II

(Lotario e detto)

LOTARIO
Sei prigioniero!

BERENGARIO
(si mette in atto di difesa)
Stelle!

LOTARIO
Cedi quel brando.

BERENGARIO
Non è abbattuto il core,
e morrò benché vinto
in vincitore.

LOTARIO
Renditi, non temer...
che tu m'avrai vincitor generoso;
è disperato il tuo consiglio.

BERENGARIO
Più ch'alto valore, orgoglioso guerrier,
mi rendo al fato.

(Gli dà la spada)

No. 14 - Aria

Regno e grandezza, vassalli e trono
superbo involami fato crudel.
Ma quel valore ch'ho nel mio core
non teme oltraggio di stelle rigide
d'irato ciel.

(parte)

Scena III

(Lotario solo)

LOTARIO
Se del fiero tiranno trionfò la mia gloria,
or sento nel mio core per Adelaide
trionfar Amore.

No.15 - Aria
Tiranna, ma bella, m'uccide
e m'alletta, e qual farfalletta,
quest'anima ancella, adora
quel lume che l'arde le piume
e morte le dà.
Del crine dorato,
ch'avvinto lo tiene, le dolci catene
il core legato or bacia contento,
e dir già lo sento: non più libertà.

(parte)

QUADRO 2

(Prigione)

Scena IV

(Adelaide sola)

No.16 - Aria

ADELAIDE
Menti eterne,
che reggete de' mortali
le vicende, deh, volgete
grato un sguardo a' voti miei,
deh! Volgete menti eterne.
Che il desio ch'il cor m'accende
è che unisca un pronto fato
allo sposo mio adorato
l'alma mia onde si bei.

Scena V

(Adelaide e Clodomiro, seguito da due paggi che portano due bacili coperti)

CLODOMIRO
Con due doni, Adelaide,
a te m'invia la tua reina, e mia.

ADELAIDE
Qual mia regina?

CLODOMIRO
(scopre un bacile, su cui sono un pugnale ed un vaso di veleno)
In questo vedi la morte tua,
se tu ricusi d'Idelberto i sponsali.

(scopre l'altro su cui sono scettro e corona)

Ora rimira la tua felicità, se a lui ti rendi.

ADELAIDE
Messaggier troppo lieto, ascolta, attendi.
A Matilde dirai che la costanza mia,
molto è maggior della sua tirannia.

CLODOMIRO
Quanto imponi farò.
Ma intanto scegli ferro,
tosco, o lo sposo e in un il regno.

ADELAIDE
(accetta il bacile, dove sono il pugnale ed il veleno)
Questi appieno gradisco, e gli altri io sdegno.

CLODOMIRO
Pensa...

ADELAIDE
Non replicare.

No.17 - Aria

CLODOMIRO
Non t'inganni la speranza
che la ferma tua costanza
mai t'ottenga il tuo perdono.
Hai nel labbro la tua sorte,
un tuo no ti guida a morte,
un tuo sì ti guida al trono.

(parte)

Scena VI

(Adelaide, poi Matilde con guardie)

ADELAIDE
Adelaide che pensi?
Virtute è teco.

(Risoluta)

Ora si stringa il ferro.
Ah! no, che del consorte col tosco
subirò l'istessa sorte.

(mentre vuol prender il veleno, Matilde giunge)

MATILDE
Ancor vivi, o superba,
e i doni miei egualmente disprezzi?

ADELAIDE
E no, m'è caro questo ch'offro al mio labbro.

(prende il veleno)

MATILDE
Bevi. La tua dimora troppo m'afflige omai.

ADELAIDE
Di te, del mio destin trionfo ancora.

(Mentre vuol bere il veleno, giunge Idelberto colla spade ignuda alla mano, respingendo una guardia che gli si oppone)

Scena VII

(Idelberto e detti)

MATILDE
Hai tanto ardir?
Ne ti sovvien che sei suddito benché figlio?

IDELBERTO
Non la regina, ma la madre io voglio.

MATILDE
La reina non t'ode se per costei la genitrice implori.

IDELBERTO
Scaccia i sospetti. Io pur voglio che mora.

MATILDE
Amato figlio.

IDELBERTO
Ma saper tu dei che non puol morir sola;

(dà il pugnale a Matilde e le presenta il petto)

eccoti, prendi questo ferro, e al mio sen...

MATILDE
Vile, m'offendi?
Folle, i miei scherni accresci, e a lei la gloria?

ADELAIDE
Solo la mia costanza avrà vittoria.

MATILDE
Olà, bevi quel tosco.

IDELBERTO
A me lo porgi.

MATILDE
Scostati, o forsennato.

IDELBERTO
Ah! madre, almeno concedi...

ADELAIDE
Io t'ubbidisco.

IDELBERTO
Ed io mio sveno.

(mentre Adelaide vuol ber il veleno, Idelberto accosta il pugnale al suo petto, e vuol uccidersi)

MATILDE
Ah! fermatevi entrambi.

(toglie infuriata il veleno ad Adelaide, e lo getta a terra, come fa del pugnale ad Idelberto)

Ben verrà quell'istante di vendicar i miei oltraggi, o rei,

(ad Adelaide)

femmina incantatrice,

(ad Idelberto)

ingiusto amante.

Scena VIII

(Clodomiro e detti)

CLODOMIRO
Reina, infausti avvisi. Il nostro campo vinto restò;
del re, tuo sposo, ancora qui non s'ode novella;
estremo è il lutto.

IDELBERTO
(fra sé)
Dell'oppressa innocenza è questo il frutto.

MATILDE
Come cangia grandezza in un momento!

ADELAIDE
(fra sé)
Fido Lotario! O fortunato evento!

MATILDE
Vanne, o Duce, e rinforza i difensor;
cerca il mio sposo,
e pronto il senato raduna;

(ad Adelaide)

e tu fra ceppi resta, femmina rea;

(ad Idelberto)

tu, parto imbelle,
cinto il crine di fiori
resta qui seco a favellar d'amori.

No.18 - Aria

(ad Idelberto)

Arma lo sguardo d'un dolce dardo;
la donna altera e lusinghiera
poi nel suo core del folle amore si riderà.

(ad Adelaide)

Ma tu, orgogliosa femmina ardita,
sempre fastosa,
no, non andrai come or ten vai,
della schernita mia ferità.

(parte)

Scena IX

(Adelaide, Idelberto)

ADELAIDE
Di miglior genitor figlio ben degno, oh Dio,
quanto mi spiace, non poter al tuo amor render amore.

IDELBERTO
Tanta felicità sperar non lice de' tuoi nemici al figlio,
e sol concedi ch'il mio affetto pudico...

ADELAIDE
Io per te sento stima, ossequio, rispetto.

IDELBERTO
Eh! sol concedi ch'io t'ami, nol vietar, io son contento.

No.19 - Aria

Bella, non mi negar,
ch'io sol ti possi amar,
io son contento.
E poi con tuo rigor
squarcami in petto il cor,
non mi lamento.

(parte)

Scena X

(Adelaide sola)

No.20 - Accompagnato

ADELAIDE
Sommo Rettor del Cielo,
i tuoi consigli sommessa adoro.
Lotario in mio soccorso mandi
ne' mali estremi; e nascer fai,
a pro dell'innocenza, da crudel genitor,
pietosi i figli.

No.21 - Aria

D'una torbida sorgente
nasce il rio più chiaro figlio.
Vaga prole ed odorosa
dalle spine esce la rosa.
Fetid'erba è madre al giglio.

(parte)

QUADRO 3

(Mure della città di Pavia con ponte levatoio, torri e rivellino; in lontano padiglioni militari nel campo di Lotario)

Scena XI

(Lotario coll'esercito, poi Matilde sopra le mura, e soldati)

No.22 - Aria

LOTARIO
Quanto più forte è il valor
se gli è scorta un casto amor!
Presi gli ostaggi, or ora vedrò il mio sole in libertà,
o Matilde fulminata al mio sdegno.

(riguarda sulle mura)

Eccola appunto. O Donna, ascolta.

MATILDE
E Donna osar mi chiami?
La provincia vassalla a me s'inchina;
rendimi i pregi miei, dimmi reina.

LOTARIO
Tale non sei, perché usurpasti il soglio.
Donna superba, ascolta: se l'oppressa Adelaide libera
in questo dì rendi al suo trono, ogni ingiuria a lei fatta
io ti perdono. Ma se recusi, avrai morte, stragi, furor.
Io di già fremo.

MATILDE
Venga Adelaide, e ben vedrai s'io temo.

Scena XII

(Clodomiro, Adelaide con guardie e detti)

CLODOMIRO
Ecco la prigioniera.

LOTARIO
Il mio bel sole.

ADELAIDE
Il mio gran difensore.

MATILDE
Lotario, alza la fronte. Vedi colei?

LOTARIO
Che tu tradisti, altera.

MATILDE
O tu ritira l'armi
da questo regno, od io

(in atto di ferir Adelaide)

la sveno. Parla.

LOTARIO
Misero! la mia gloria, e in un l'amore...

MATILDE
Già vibro il colpo.

LOTARIO
Ah, scellerata, ferma, lo sposo tuo

(sdegnato)

ch'è in mio poter...

MATILDE
No'l credo.

LOTARIO
(alle guardie)
Venga qui Berengario.
Si ritirin le schiere; e tu, Donna crudel,
or or vedrai sugli occhi tuoi

(infuriato)

lo strazio del tuo sposo. Ma no,

(placato, fra sé)

voglio appagarti... voglio...
che far degg'io?
il ciel secondi i voti miei.

MATILDE
Risolvi, e mi rispondi.

ADELAIDE
Gran Re, deh! non voler ch'il mio periglio
rallenti la tua gloria.

LOTARIO
Ah! irrigo il ciglio.

Scena XIII

(Idelberto e detti)

IDELBERTO
No, no, colla mia vita salvisi questa d'Adelaide.

ADELAIDE
O stelle!

MATILDE
Ah! figlio traditor, figlio ribelle!

IDELBERTO
(a Lotario)
Sono tuo prigionier finché sicura
dalla madre inclemente sia la bella innocente.

LOTARIO
Attonito rimango.

(Matilde resta sospesa)

Sì di repente, altera, tua baldanza è turbata?

MATILDE
Empio avverso destin, son disperata.

ADELAIDE
Lotario, io vado al carcere.

LOTARIO
Ed io resto, per darti libertà col valor mio.
Cara.

ADELAIDE
Prode.

LOTARIO, ADELAIDE
Prendi da me un dolce addio.

Scena XIV

(Lotario, Berengario, Idelberto e guardie)

LOTARIO
Berengario, rifletti ch'al sposo d'Adelaide
vita e regno togliesti, e per mia mano il ciel...

BERENGARIO
Empia fortuna, no'l tuo valor mi diede questi fer
che dovuti eran al tuo piede.

IDELBERTO
Oh Dio!

LOTARIO
Senti, superbo, se ti pesan quei ferri, fa che la tua
Matilde in questo giorno Adelaide mi renda e la cittade,
o punirò d'entrambi il fier'orgoglio.

BERENGARIO
Senza fregio real restar non voglio.

LOTARIO
Non t'abusar di mia clemenza.

BERENGARIO
Io sprezzo...

LOTARIO
Io scortar ti farò; vanne a Matilde,
dille che dal tuo rischio...

BERENGARIO
Ah! cruda sorte.

LOTARIO
...prenda un pronto consiglio, e poi ritorna,
o ch'io ti sveno il figlio.

No. 23 - Aria

BERENGARIO
D'instabile fortuna
non sempre in tuo favore
la ruota girerà.
L'ira dell'importuna
l'intrepido mio core
soffrendo stancherà.

Scena XV

(parte)

LOTARIO
(alle guardie)
Alla tenda reale vada Idelberto;

(Idelberto parte)

e quindi dalle mura all'assalto le macchine
e le genti ivi sian pronte.
Con due pegni sì cari e sposo e figlio
Matilde del mio ben teme il periglio.

No.24 - Aria

Non disperi peregrino
se nel dubbio suo cammino
notte oscura tutto il ciel coprendo va.
Con la chioma luminosa
a guidar il dì nascente
finalmente la bell'alba sorgerà.



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