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ATTO SECONDO

1 - Sinfonia

SCENA I
Giardino.
Achille.

Recitativo
ACHILLE
Deidamia qui veggo
appressarsi, e un guerrier seco: chi mai,
qui non veduto ancor, fia questi? Oh quanto
vago è quel bianco e tremulo cimiero
su quel dorato elmetto!
Ben se gli assetta il fino usbergo, e pende
leggiadro inver dal poderoso fianco
il brando decisor d'impegni! In quella
siepe ascondomi a udir quel ch'ei favella.


SCENA II
Ulisse e Deidamia, (Achille nascosto).

2 - Recitativo
ULISSE
Esser non può mortale
chi sia di te più bella.
Se il perfido Troian, pria che a Micene,
approdato qui fosse,
d'Elena la bellezza or non porrebbe
la Grecia e l'Asia in guerra.

DEIDAMIA
Dolce è ascoltar la meritata lode,
ma questa tal non è: venne al tuo labbro
dal cor gentile e dal cortese sguardo.

ULISSE
Venne dal core, è vero:
dal cor che i primi tuoi sguardi vezzosi
ferito han sì che risanarlo soli
altri sguardi potran dolci amorosi.
Non mi rispondi? e di vermiglia rosa
spargi le guance dilicate? Un fido
amor dettò quel ch'ora il labbro dice.

DEIDAMIA
Risposta dar, qual brami, a me non lice.

ULISSE
Ma pria la speme da te sol dipende.
Sdegnoso forse è il vago tuo rossore?
Rispondimi.

DEIDAMIA
Non deggio.

ULISSE
T'offende l'amor mio?

DEIDAMIA
Lo penso onore.

ULISSE
Ahi che, sebben sincero,
Antiloco ti spiace!

DEIDAMIA
Piace chi s'ama, è vero;
ma non s'ama per questo ognun che piace.

ULISSE
Deh, un guardo alletti almen la mia speranza.
Costanza e Amor vogliono pur ch'io speri.

DEIDAMIA
Molto possono uniti Amor, Costanza.

3 - Aria
ULISSE
Un guardo solo,
pupille amate:
conforto al duolo,
deh, non negate:
ma un guardo, o care,
in cui sfaville
d'Amor la face.
Ogn'altro sguardo
che a me volgete
è freddo, è tardo:
deh, mi rendete,
pietose, vezzose,
al cor la pace.
Un guardo, etc.
Parte

Recitativo
DEIDAMIA
Oh che importuni affetti!
Ma dov'è il caro Achille?
Son pur soletta e, com'ei suol, non viene?
Perché tal lontananza?

ACHILLE
Molto possono uniti Amor, Costanza.

DEIDAMIA
Quivi nascosto...

ACHILLE
Il tutto intesi. Oh quanto
ti dilettaron di beltà le lodi,
ti piacquero gli affetti ed i sospiri!
Avresti fino al tramontar del giorno,
s'ei non partiva, udito il nuovo amante.

DEIDAMIA
Ma non doveva io già...

ACHILLE
Taci, incostante.
Fremer lo sdegno io mi sentia nel core.

DEIDAMIA
Ma non t'offesi, o caro.

ACHILLE
Non m'offende il tu' amor, lo penso onore.
Quando ti cominciò parlar d'affetto,
compor di serietà dovevi il volto
e dir: parlami d'altro, o non t'ascolto.

DEIDAMIA
Rimproveri crudeli a un'innocente.

ACHILLE
No, che non è fedele a un solo oggetto
chi gli affetti e i sospir d'un altro sente.

DEIDAMIA
Pace, bell'idol mio: sai che costante
solo a te...

ACHILLE
Va', infedele, al nuovo amante.

4 - Aria
ACHILLE
Lasciami.
Tu sei fedele?
Vattene.
Tu sei costante?
Ah, lasciami, infedele,
non posso amarti più.
Scegliere
vuò un altr'oggetto,
ardere
d'un altro affetto.
Che potrai dir, crudele?
Farò quel che fai tu.
Parte

5 - Recitativo
DEIDAMIA
Se l'ira del mio bene io non pensassi
più dispetto d'amor che vero sdegno,
m'opprimerebbe l'alma aspro dolore.
Ma pur ascolto, ahi lassa!
le voci del timore.


SCENA III
Nerea e detta.

Recitativo
NEREA
Il real Licomede,
de' prencipi a diporto,
di caccia dilettosa ordin già diede;
e vuol, qual è nostr'uso,
che con l'altre donzelle
ne siam le ninfe cacciatrici.

DEIDAMIA
Ahi lassa!

NEREA
Perché sospiri?

DEIDAMIA
Ah, che il secreto mio
fidato al tuo bel cor viepiù s'espone.
Quello spirto, quel brio
sveleran quel ch'è Pirra: e chi può mai
distorla dal venir?

NEREA
Dianzi Fenice
di beltà mi diè lode,
e d'affetti parlò.

DEIDAMIA
Lo stesso fece
Antiloco ver me.

NEREA
Nostre lusinghe
e quel di Pirra disprezzante orgoglio
faran sì che terrem gl'illustri amanti
lunge da lei. Sappi aiutar la frode
con finti guardi e docili maniere.

DEIDAMIA
L'avviso sieguirò.

NEREA
Lungo sel gode
chi maneggia con arte il suo piacere.

6 - Aria
NEREA
D'amor ne' primi istanti
facili son gli amanti
a farsi lusingar
solo per vanità.
Del merto lor l'effetto
credono quell'affetto,
e il vanto voglion dar
più a sé che alla beltà.
D’Amor, etc.
Parte

7 - Recitativo
DEIDAMIA
Lusinghe allettatrici
son queste sì, ma son lusinghe sole.
Raro ben si rannoda
laccio d'amor che dallo sdegno è sciolto.
Speme allettar mi vuole,
e pur sol del timor le voci ascolto.
Forse Achille ricopre
di sdegnoso color nuovo pensiero
d'abbandonarmi.
Oh dei, come viver potrò,
se questo è vero!

8 - Aria
DEIDAMIA
Se 'l timore il ver mi dice,
infelice abbandonata,
sorte ingrata! io morirò.
Ma, diletta a mia costanza
la speranza a dir mi viene
che 'l mio bene io placherò.
Se ‘l timore, etc.
Parte


SCENA IV
Licomede, Ulisse.

Recitativo
LICOMEDE
Della caccia i diporti
deliziosi ha il regno mio. La reggia
siede a specchio dell'onde,
e quegli ameni campi e ombrosi colli
le fanno verde anfiteatro intorno.

ULISSE
Degno regal riposo
d'inclito eroe che pien di gloria e d'anni
godesi un meritato almo soggiorno.

9 - Recitativo
LICOMEDE
In quelle piagge o in quelle annose selve
sian oggi vostra dilettevol preda
le fuggitive belve.
M'appagherò del sol racconto. Un tempo
la corsa e il dardo erano i miei diletti,
le fatiche più grate. Il piè non puote
più il comando eseguir dei desir miei,
ma in tranquilla vecchiezza
ozio felice anche mi dan gli dei.

10 - Aria
LICOMEDE
Nel riposo e nel contento
godo e sento
lieve il peso dell'età;
e la vita mia contenta
lieta e lenta
alla meta se ne va.
Nel riposo, etc.
Parte


SCENA V
I cacciatori e le cacciatrici appariscono.

11 – Soli e Coro
ULISSE e CORO di cacciatori
Della guerra la caccia ha sembianza,
sono scuola di Marte le selve:
v'è coraggio, fatica e costanza
in seguir e in combatter le belve.

DEIDAMIA e CORO di cacciatrici
E poi dopo l'affanno e il diporto
sono amor e riposo il conforto.

TUTTI
Della guerra ecc.
Partono


SCENA VI
Foresta. Siegue al coro una breve sinfonia di caccia.
Fenice ed Ulisse, e poi Nerea.

Recitativo
FENICE
Inseguito da' veltri,
rapido cervo di ramose corna
venir da lunge mira.
Vanne a quel varco: io resto,
se il tratto manchi, ad aspettarlo in questo.

NEREA
Teco sarò, ma il primo colpo io bramo.

FENICE
Tuo, ninfa bella, siane pur l'onore:
s'è di tua mano il dardo
come quei del tuo sguardo all'alma mia,
lanciato il colpo, inevitabil fia.

NEREA
Di gentil cortesia vago concetto,
ma non di vero affetto!
Forse qual d'Argo alle beltà mi fai
amorose parole e dolci vezzi,
poi nel cor te ne ridi e mi disprezzi.

12 - Recitativo
FENICE
Dalle fiamme d'amore
libero fin che qui giunsi ebbi 'l seno,
perché in Argo non vidi
bellezza a quella ugual cui parlo e vedo.

NEREA
Men l'eroe veggo in te che il cacciatore.
Giunger la preda vuoi,
per non curarne poi: no, non ti credo.

13 - Aria
NEREA
Non ti credo, non mi fido:
maggior prova al ver si vuole.
Non sospiri, non parole
bastan l'alma a incatenar.
Lo concedo che un infido
disinvolto è nel momento,
ma, disciolto, suol qual vento
col momento poi cangiar.
Non ti credo, etc.
Parte


SCENA VII
Ulisse e detto.

14 - Recitativo
ULISSE
Ninfa da noi non vista ancor, veloce
seguia quel cervo, lo raggiunse, e il dardo
ben d'appresso vibrò, colpì, l'estinse;
poi rinselvossi, altro a inseguir.
Fenice,
credi tu sciolta d'amoroso laccio
Deidamia?

FENICE
Quell'innocente aspetto
tal idea ne comparte:
un'arte è forse.

ULISSE
È certamente un'arte.
Presa è d'amor.

FENICE
Chi è dunque
l'amato? Un di noi forse è quello.

ULISSE
No,
ma il giovinetto Achille
in vesta femminil.
Quel colpo, al certo,
lanciato fu da destra
di viril forza, e nel ferir maestra.
Va' sull'avviso, osserva
i moti e i guardi.

FENICE
Oh quanto
scaltro sei! Nella caccia,
più che di fere, andrò d'Achille in traccia.

15 - Aria
FENICE
Presso ad occhi esperti già
ne' misteri dell'amor,
sia guardingo amante cor
che sue fiamme vuol celar.
Quando sola è la beltà,
l'accarezzi e ammiri allor:
un sol guardo ed un rossor,
un sospir le può svelar.
Presso, etc.
Parte


SCENA VIII
Achille e detto.

16 - Recitativo
ULISSE
Pochi momenti a me, ninfa vezzosa.

ACHILLE
La caccia forse non t'aggrada?

ULISSE
Allettami
la cacciatrice più.

ACHILLE
Dimmi, potrei
saper chi più fra noi
par bella agli occhi tuoi?

ULISSE
Quella tu sei.

ACHILLE
Parve a tutte però che Deidamia
pria t'accendesse il sen.

ULISSE
Te vista ancora
io non avea. D'amor nemica è quella:
tu nol sei forse, e forse ancor più bella.

ACHILLE
Valoroso e sagace, apposto in parte
ti sei. Non son nemica io degli amanti,
ma nemica d'amor: n'amo il corteggio,
ma impero sul mio cor mai non avranno.
Spergiuri ed infedeli,
vantan fede ed affetto
sol per conquista del presente oggetto.
Ma perdo il mio piacer.

ULISSE
Deh, più dimora:
spirto maggior del femminil costume
scorgo in te...

ACHILLE
Scaltro sei: ben conoscesti
ch'amo la lode, e lusingar mi sai.


SCENA IX
Deidamia in disparte, e detti.

Recitativo
ULISSE
Ma più amar ben poss'io.
Deh, vezzoso idol mio,
mia fé, mia destra accogli. Amor disciolta
lasciar non può tanta beltà. Tu ridi?

ACHILLE
Rido di te: Deidamia t'ascolta.

17 - Aria
ULISSE
No, quella beltà non amo
Verso Deidamia.
che l'amor mio sprezzò.
Sì, bella, te sola io bramo:
Ad Achille.
quel guardo mi piagò,
e quel mi sanerà.
A questa orgogliosetta,
mio ben, non sii fedele:
esser ognor crudele
solo t'insegnerà.
No, quella beltà, etc.
Parte

18 - Recitativo
DEIDAMIA
Questa è la caccia ch'ami tanto?
Questo è seguirmi? Crudel, meco placato
mi promettesti, ingrato,
d'evitar questi Greci
che a tua ruina sol vennero.

ACHILLE
Cara,
tralasciar non potei sì bel diletto
d'udir un saggio eroe
serio amante m'offrir fede ed affetto.

DEIDAMIA
Ti scopriranno alfine. Ah, che non m'ami,
quel ch'io bramo non brami.
Povera Deidamia,
dove fondò gli affetti e le speranze!
Misera e abbandonata alfin sarà.

ACHILLE
Anima mia, vano è il timore.

19 - Aria
DEIDAMIA
Va, va, perfido:
quel cor mi tradirà.
Ah barbaro,
no che non sei fedel, no che non m'ami.
Ahi, misera
quest'alma resterà,
ma libera
poi morte mi farà: crudel, lo brami.
Va, va perfido, etc.
Parte

20 - Recitativo
ACHILLE
Placar tosto saprò la mia diletta.
Cerva corrente vien: voglio a quel varco
lanciarle il dardo.


SCENA X
Fenice e detto, e poi coro di cacciatori e Ninfe

Recitativo
FENICE
Aspetta.

ACHILLE
Deh, mi lascia.

FENICE
Deh, bella,
t'è più caro di belve
far preda che d'amanti?

ACHILLE
Sempre avvezza ai diporti delle selve,
con amor libertà cangiar non bramo.

FENICE
T'offro un'alma costante e d'Argo il soglio.

ACHILLE
Non mi mancan grandezze, e amor non voglio.

21 - Aria
ACHILLE
Sì m’appaga,
sì m’alletta
quella vaga
collinetta
più che tanti
folli amanti
o d'un sol la fedeltà.
Sprezzo Amore:
più mi piace
timidetta
seguir l’orma
sì fugace,
che le gioie
più dilette
ch’ei promette
e poi non dà.
Sì m’appaga, etc.
Parte

22 - Recitativo
FENICE
No, che ninfa non è.
Ma già finito
è il diporto

Sinfonia Breve con corni

Al ritorno
chiama già l'oricalco i cacciatori.
Miglior consiglio in corte
condurrà nostro senno a lieto fine.
Malgrado a sorte infida,
molto s'ottien quando prudenza è guida.

CORO di cacciatori e ninfe
L'alto Giove al travaglio penoso
per seguace il riposo formò,
come appresso di Marte alla face
e la gloria e la pace mandò.
ATTO SECONDO

1 - Sinfonia

SCENA I
Giardino.
Achille.

Recitativo
ACHILLE
Deidamia qui veggo
appressarsi, e un guerrier seco: chi mai,
qui non veduto ancor, fia questi? Oh quanto
vago è quel bianco e tremulo cimiero
su quel dorato elmetto!
Ben se gli assetta il fino usbergo, e pende
leggiadro inver dal poderoso fianco
il brando decisor d'impegni! In quella
siepe ascondomi a udir quel ch'ei favella.


SCENA II
Ulisse e Deidamia, (Achille nascosto).

2 - Recitativo
ULISSE
Esser non può mortale
chi sia di te più bella.
Se il perfido Troian, pria che a Micene,
approdato qui fosse,
d'Elena la bellezza or non porrebbe
la Grecia e l'Asia in guerra.

DEIDAMIA
Dolce è ascoltar la meritata lode,
ma questa tal non è: venne al tuo labbro
dal cor gentile e dal cortese sguardo.

ULISSE
Venne dal core, è vero:
dal cor che i primi tuoi sguardi vezzosi
ferito han sì che risanarlo soli
altri sguardi potran dolci amorosi.
Non mi rispondi? e di vermiglia rosa
spargi le guance dilicate? Un fido
amor dettò quel ch'ora il labbro dice.

DEIDAMIA
Risposta dar, qual brami, a me non lice.

ULISSE
Ma pria la speme da te sol dipende.
Sdegnoso forse è il vago tuo rossore?
Rispondimi.

DEIDAMIA
Non deggio.

ULISSE
T'offende l'amor mio?

DEIDAMIA
Lo penso onore.

ULISSE
Ahi che, sebben sincero,
Antiloco ti spiace!

DEIDAMIA
Piace chi s'ama, è vero;
ma non s'ama per questo ognun che piace.

ULISSE
Deh, un guardo alletti almen la mia speranza.
Costanza e Amor vogliono pur ch'io speri.

DEIDAMIA
Molto possono uniti Amor, Costanza.

3 - Aria
ULISSE
Un guardo solo,
pupille amate:
conforto al duolo,
deh, non negate:
ma un guardo, o care,
in cui sfaville
d'Amor la face.
Ogn'altro sguardo
che a me volgete
è freddo, è tardo:
deh, mi rendete,
pietose, vezzose,
al cor la pace.
Un guardo, etc.
Parte

Recitativo
DEIDAMIA
Oh che importuni affetti!
Ma dov'è il caro Achille?
Son pur soletta e, com'ei suol, non viene?
Perché tal lontananza?

ACHILLE
Molto possono uniti Amor, Costanza.

DEIDAMIA
Quivi nascosto...

ACHILLE
Il tutto intesi. Oh quanto
ti dilettaron di beltà le lodi,
ti piacquero gli affetti ed i sospiri!
Avresti fino al tramontar del giorno,
s'ei non partiva, udito il nuovo amante.

DEIDAMIA
Ma non doveva io già...

ACHILLE
Taci, incostante.
Fremer lo sdegno io mi sentia nel core.

DEIDAMIA
Ma non t'offesi, o caro.

ACHILLE
Non m'offende il tu' amor, lo penso onore.
Quando ti cominciò parlar d'affetto,
compor di serietà dovevi il volto
e dir: parlami d'altro, o non t'ascolto.

DEIDAMIA
Rimproveri crudeli a un'innocente.

ACHILLE
No, che non è fedele a un solo oggetto
chi gli affetti e i sospir d'un altro sente.

DEIDAMIA
Pace, bell'idol mio: sai che costante
solo a te...

ACHILLE
Va', infedele, al nuovo amante.

4 - Aria
ACHILLE
Lasciami.
Tu sei fedele?
Vattene.
Tu sei costante?
Ah, lasciami, infedele,
non posso amarti più.
Scegliere
vuò un altr'oggetto,
ardere
d'un altro affetto.
Che potrai dir, crudele?
Farò quel che fai tu.
Parte

5 - Recitativo
DEIDAMIA
Se l'ira del mio bene io non pensassi
più dispetto d'amor che vero sdegno,
m'opprimerebbe l'alma aspro dolore.
Ma pur ascolto, ahi lassa!
le voci del timore.


SCENA III
Nerea e detta.

Recitativo
NEREA
Il real Licomede,
de' prencipi a diporto,
di caccia dilettosa ordin già diede;
e vuol, qual è nostr'uso,
che con l'altre donzelle
ne siam le ninfe cacciatrici.

DEIDAMIA
Ahi lassa!

NEREA
Perché sospiri?

DEIDAMIA
Ah, che il secreto mio
fidato al tuo bel cor viepiù s'espone.
Quello spirto, quel brio
sveleran quel ch'è Pirra: e chi può mai
distorla dal venir?

NEREA
Dianzi Fenice
di beltà mi diè lode,
e d'affetti parlò.

DEIDAMIA
Lo stesso fece
Antiloco ver me.

NEREA
Nostre lusinghe
e quel di Pirra disprezzante orgoglio
faran sì che terrem gl'illustri amanti
lunge da lei. Sappi aiutar la frode
con finti guardi e docili maniere.

DEIDAMIA
L'avviso sieguirò.

NEREA
Lungo sel gode
chi maneggia con arte il suo piacere.

6 - Aria
NEREA
D'amor ne' primi istanti
facili son gli amanti
a farsi lusingar
solo per vanità.
Del merto lor l'effetto
credono quell'affetto,
e il vanto voglion dar
più a sé che alla beltà.
D’Amor, etc.
Parte

7 - Recitativo
DEIDAMIA
Lusinghe allettatrici
son queste sì, ma son lusinghe sole.
Raro ben si rannoda
laccio d'amor che dallo sdegno è sciolto.
Speme allettar mi vuole,
e pur sol del timor le voci ascolto.
Forse Achille ricopre
di sdegnoso color nuovo pensiero
d'abbandonarmi.
Oh dei, come viver potrò,
se questo è vero!

8 - Aria
DEIDAMIA
Se 'l timore il ver mi dice,
infelice abbandonata,
sorte ingrata! io morirò.
Ma, diletta a mia costanza
la speranza a dir mi viene
che 'l mio bene io placherò.
Se ‘l timore, etc.
Parte


SCENA IV
Licomede, Ulisse.

Recitativo
LICOMEDE
Della caccia i diporti
deliziosi ha il regno mio. La reggia
siede a specchio dell'onde,
e quegli ameni campi e ombrosi colli
le fanno verde anfiteatro intorno.

ULISSE
Degno regal riposo
d'inclito eroe che pien di gloria e d'anni
godesi un meritato almo soggiorno.

9 - Recitativo
LICOMEDE
In quelle piagge o in quelle annose selve
sian oggi vostra dilettevol preda
le fuggitive belve.
M'appagherò del sol racconto. Un tempo
la corsa e il dardo erano i miei diletti,
le fatiche più grate. Il piè non puote
più il comando eseguir dei desir miei,
ma in tranquilla vecchiezza
ozio felice anche mi dan gli dei.

10 - Aria
LICOMEDE
Nel riposo e nel contento
godo e sento
lieve il peso dell'età;
e la vita mia contenta
lieta e lenta
alla meta se ne va.
Nel riposo, etc.
Parte


SCENA V
I cacciatori e le cacciatrici appariscono.

11 – Soli e Coro
ULISSE e CORO di cacciatori
Della guerra la caccia ha sembianza,
sono scuola di Marte le selve:
v'è coraggio, fatica e costanza
in seguir e in combatter le belve.

DEIDAMIA e CORO di cacciatrici
E poi dopo l'affanno e il diporto
sono amor e riposo il conforto.

TUTTI
Della guerra ecc.
Partono


SCENA VI
Foresta. Siegue al coro una breve sinfonia di caccia.
Fenice ed Ulisse, e poi Nerea.

Recitativo
FENICE
Inseguito da' veltri,
rapido cervo di ramose corna
venir da lunge mira.
Vanne a quel varco: io resto,
se il tratto manchi, ad aspettarlo in questo.

NEREA
Teco sarò, ma il primo colpo io bramo.

FENICE
Tuo, ninfa bella, siane pur l'onore:
s'è di tua mano il dardo
come quei del tuo sguardo all'alma mia,
lanciato il colpo, inevitabil fia.

NEREA
Di gentil cortesia vago concetto,
ma non di vero affetto!
Forse qual d'Argo alle beltà mi fai
amorose parole e dolci vezzi,
poi nel cor te ne ridi e mi disprezzi.

12 - Recitativo
FENICE
Dalle fiamme d'amore
libero fin che qui giunsi ebbi 'l seno,
perché in Argo non vidi
bellezza a quella ugual cui parlo e vedo.

NEREA
Men l'eroe veggo in te che il cacciatore.
Giunger la preda vuoi,
per non curarne poi: no, non ti credo.

13 - Aria
NEREA
Non ti credo, non mi fido:
maggior prova al ver si vuole.
Non sospiri, non parole
bastan l'alma a incatenar.
Lo concedo che un infido
disinvolto è nel momento,
ma, disciolto, suol qual vento
col momento poi cangiar.
Non ti credo, etc.
Parte


SCENA VII
Ulisse e detto.

14 - Recitativo
ULISSE
Ninfa da noi non vista ancor, veloce
seguia quel cervo, lo raggiunse, e il dardo
ben d'appresso vibrò, colpì, l'estinse;
poi rinselvossi, altro a inseguir.
Fenice,
credi tu sciolta d'amoroso laccio
Deidamia?

FENICE
Quell'innocente aspetto
tal idea ne comparte:
un'arte è forse.

ULISSE
È certamente un'arte.
Presa è d'amor.

FENICE
Chi è dunque
l'amato? Un di noi forse è quello.

ULISSE
No,
ma il giovinetto Achille
in vesta femminil.
Quel colpo, al certo,
lanciato fu da destra
di viril forza, e nel ferir maestra.
Va' sull'avviso, osserva
i moti e i guardi.

FENICE
Oh quanto
scaltro sei! Nella caccia,
più che di fere, andrò d'Achille in traccia.

15 - Aria
FENICE
Presso ad occhi esperti già
ne' misteri dell'amor,
sia guardingo amante cor
che sue fiamme vuol celar.
Quando sola è la beltà,
l'accarezzi e ammiri allor:
un sol guardo ed un rossor,
un sospir le può svelar.
Presso, etc.
Parte


SCENA VIII
Achille e detto.

16 - Recitativo
ULISSE
Pochi momenti a me, ninfa vezzosa.

ACHILLE
La caccia forse non t'aggrada?

ULISSE
Allettami
la cacciatrice più.

ACHILLE
Dimmi, potrei
saper chi più fra noi
par bella agli occhi tuoi?

ULISSE
Quella tu sei.

ACHILLE
Parve a tutte però che Deidamia
pria t'accendesse il sen.

ULISSE
Te vista ancora
io non avea. D'amor nemica è quella:
tu nol sei forse, e forse ancor più bella.

ACHILLE
Valoroso e sagace, apposto in parte
ti sei. Non son nemica io degli amanti,
ma nemica d'amor: n'amo il corteggio,
ma impero sul mio cor mai non avranno.
Spergiuri ed infedeli,
vantan fede ed affetto
sol per conquista del presente oggetto.
Ma perdo il mio piacer.

ULISSE
Deh, più dimora:
spirto maggior del femminil costume
scorgo in te...

ACHILLE
Scaltro sei: ben conoscesti
ch'amo la lode, e lusingar mi sai.


SCENA IX
Deidamia in disparte, e detti.

Recitativo
ULISSE
Ma più amar ben poss'io.
Deh, vezzoso idol mio,
mia fé, mia destra accogli. Amor disciolta
lasciar non può tanta beltà. Tu ridi?

ACHILLE
Rido di te: Deidamia t'ascolta.

17 - Aria
ULISSE
No, quella beltà non amo
Verso Deidamia.
che l'amor mio sprezzò.
Sì, bella, te sola io bramo:
Ad Achille.
quel guardo mi piagò,
e quel mi sanerà.
A questa orgogliosetta,
mio ben, non sii fedele:
esser ognor crudele
solo t'insegnerà.
No, quella beltà, etc.
Parte

18 - Recitativo
DEIDAMIA
Questa è la caccia ch'ami tanto?
Questo è seguirmi? Crudel, meco placato
mi promettesti, ingrato,
d'evitar questi Greci
che a tua ruina sol vennero.

ACHILLE
Cara,
tralasciar non potei sì bel diletto
d'udir un saggio eroe
serio amante m'offrir fede ed affetto.

DEIDAMIA
Ti scopriranno alfine. Ah, che non m'ami,
quel ch'io bramo non brami.
Povera Deidamia,
dove fondò gli affetti e le speranze!
Misera e abbandonata alfin sarà.

ACHILLE
Anima mia, vano è il timore.

19 - Aria
DEIDAMIA
Va, va, perfido:
quel cor mi tradirà.
Ah barbaro,
no che non sei fedel, no che non m'ami.
Ahi, misera
quest'alma resterà,
ma libera
poi morte mi farà: crudel, lo brami.
Va, va perfido, etc.
Parte

20 - Recitativo
ACHILLE
Placar tosto saprò la mia diletta.
Cerva corrente vien: voglio a quel varco
lanciarle il dardo.


SCENA X
Fenice e detto, e poi coro di cacciatori e Ninfe

Recitativo
FENICE
Aspetta.

ACHILLE
Deh, mi lascia.

FENICE
Deh, bella,
t'è più caro di belve
far preda che d'amanti?

ACHILLE
Sempre avvezza ai diporti delle selve,
con amor libertà cangiar non bramo.

FENICE
T'offro un'alma costante e d'Argo il soglio.

ACHILLE
Non mi mancan grandezze, e amor non voglio.

21 - Aria
ACHILLE
Sì m’appaga,
sì m’alletta
quella vaga
collinetta
più che tanti
folli amanti
o d'un sol la fedeltà.
Sprezzo Amore:
più mi piace
timidetta
seguir l’orma
sì fugace,
che le gioie
più dilette
ch’ei promette
e poi non dà.
Sì m’appaga, etc.
Parte

22 - Recitativo
FENICE
No, che ninfa non è.
Ma già finito
è il diporto

Sinfonia Breve con corni

Al ritorno
chiama già l'oricalco i cacciatori.
Miglior consiglio in corte
condurrà nostro senno a lieto fine.
Malgrado a sorte infida,
molto s'ottien quando prudenza è guida.

CORO di cacciatori e ninfe
L'alto Giove al travaglio penoso
per seguace il riposo formò,
come appresso di Marte alla face
e la gloria e la pace mandò.



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