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PROLOGO


Scena Prima

(Grande atrio in Donrémy, che mette agli appartamenti apprestati per la corte. Borghigiani uomini e donne, ed alcuni Ufficiali del Re)

BORGHIGIANI
Qual v'ha speme?

UFFICIALI
Dal seggio dei padri
Ben vedete ove Carlo rifugge;
Orda immensa di barbari ladri
Questa misera terra distrugge.

BORGHIGIANI
Orleáns?...

UFFICIALI
È guardata dai fidi...
Presto anch'essa per fame cadrà.

TUTTI
Maledetti cui spinge rea voglia
Fuor del cerchio che il Nume ha segnato!
Forse un dì rivarcando la soglia
Piangeranno dell'empio peccato...
Ah! noi pur desiammo altri lidi,
Ecco Dio che il ricambio ci dà.

Scena Seconda

DELIL
Il Re.

BORGHIGIANI
Nel suo bel volto
Qual dolor!

UFFICIALI
Giovin tanto ed infelice!

CARLO
Amici, v'appressate...
Ultimo è questo del re comando.

DELIL
Ah sì non dirne!

CARLO
Ai fidi
Itene tosto, d'Orleáns; si cessi
Omai dal sangue che su me ricade.
Ripongansi le spade,
E sul mio trono avito
Segga l'anglico re... Dal giuramento
Io sciolgo ognun di fedeltà.

TUTTI
Che sento!

CARLO
Testé prostrato a terra
Fervidamente orai che, se volere
Era del ciel punir nefande colpe,
Percuotesse me solo il suo flagello.

TUTTI
Ottimo re!

CARLO
Trascorrere m'intesi
Ignoto senso per le vene... Un dolce
Sopor quindi mi vinse,
E divo sogno all'anima si pinse.

Sotto una quercia parvemi
Posar la fronte mesta;
Splendea dipinta Vergine
In mezzo alla foresta...
Mosse di là comando
Che, sorgi, disse, o Re!
Elmo deponi e brando
Di questa imago al piè.

BORGHIGIANI
Dipinta imago, e simile
Loco fra noi qui v'è.

CARLO
(con entusiasmo)
Le tueparole, o Vergine,
Carlo umilmente adora;
Ti fregierò l'immagine
Di mia corona ancor...
Ma il sangue si deterga
Ond' è la patria in duol;
Ma la straniera verga
Sia mite al franco suol.

TUTTI
Chi può frenar le lagrime
A sì pietoso duol?

CARLO
(ai Borghigiani)
V'ha dunque un loco simile,
Diceste?...

BORGHIGIANI
È selva orrenda.

CARLO
Visiterò la Vergine
Prima che notte scenda...
Vieni, Delil...

BORGHIGIANI
Per poco
Uditeci, fermate!
Quello d'orrore è loco...
Morte vi sta...

CARLO, UFFICIALI
Narrate.

BORGHIGIANI
Allor che i flebili bronzi salutano
Il dì che muore,
E lento naviga - per l'aere tacito
L'astro d'amore.
Nell'orribile foresta
Sempre infuria la tempesta;
Fra l'orror di lampi e tuoni
Là convengono i demoni
Là co' maghi e colle streghe
Fanno i patti e le congreghe,
E con filtri avvelenati
Ammolliscono i peccati...
Guai se inconscio al reo festino
Uom sorprendere si fa!
Ei non vede più mattino
Se al demonio non si dà.

CARLO
Dov'è la Pia, convegno
Non ha l'Averno.-
Ite... fra poco io solo
Là scioglierò mio voto.

TUTTI
O re!

CARLO
Dispoglio
Tal nome or qui! - Lasciatemi - Lo voglio!

Pondo è letal, martirio
Il serto al capo mio;
Perché fruir di libero
Aere non posso anch'io!...
Pace, che al più mendico
Prodiga sei di te,
Mandami un raggio amico,
Vieni non son più re.

TUTTI
Cielo!... Dall'atre immagini
Fa che rientri in sé!
Sempre fedeli e taciti
Noi seguiremo il re.

(Carlo impone loro con un cenno, e parte; essi pure si allontanano per diverse uscite)

Scena Terza

(Una foresta. A dritta sorge sopra una balza praticabile una Cappelletta, fiocamente rischiarata nell'interno da una lampada. A sinistra sul piano avanti levasi una quercia, e al piè di quella un sedile di pietra. Nel fondo s'apre una caverna. Il cielo è nero e procelloso)

GIACOMO
Gelo, terror m'invade!...
Ma nell'orrendo loco
In veglierò? -
Come rovente chiodo
Nell'anima sta fitta
Idea letale! -

(Giovanna appare dalla balza, e s'inginocchia innanzi alla cappella)

Non è questa forse
La quercia sacra all'infernal convegno?...
E qui sovente, qui non suol colei
Dormir le notti procellose? - Ahi forse
Qui sedotta... qui vinta... al gran nemico
L'alma concesse! -
Orribile pensiero!...
Cielo, m'assisti a discoprire il vero!

(Entra nella caverna)

Scena Quarta

(Giovanna sola, scende dalla balza)

GIOVANNA
Oh ben s'addice questo
Torbido cielo al miserando affanno
Di Francia oppressa! -
Perché mai d'imbelli
Forse ho l'alma vestita,
L'alma che vola dal desio rapita
Ai campi di battaglia! -
Ma d'una ferrea maglia,
E d'una spada, e d'un cimiero forse
A me fia grave il pondo?...
Tanto richiedo a te, Speme del mondo.

Sempre all'alba ed alla sera
Quivi innalzo a te preghiera;
Qui la notte mi riposo,
E te sogna il mio pensier.
Sempre a me, che indegna sono,
Apri allora il cor pietoso...
Oh se un dì m'avessi il dono
D'una spada e d'un cimier!

(va ad assidersi sulla pietra)

Ma... le stanche pupille... il sonno vince...
Regina, il baldo voto
Perdona... e benedicimi...

(Si addormenta)

Scena Quinta

(Carlo dalla balza)

CARLO
Paventi,Carlo, tu forse?.. o meraviglia scuote
Ogni tua fibra?...
Ancora Vision parmi, ché la sacra selva
Questa è del sogno imo...
Ecco mi prostro, riverente e pio.

(Carlo depone l'elmo e la spada, s'inginocchia e prega. Intanto alla sola anima di Giovanna parla in sogno il seguente)

CORO DI SPIRITI MALVAGI
Tu sei bella,
Tu sei bella!
Pazzerella,
Che fai tu?
Se d'amore
Perdi il fiore,
Presto muore,
Non vien più.
Sorgi, e mira;
Te sospira
La delira
Gioventù.
O figliuola,
Ti consola
E una folla
Belzebù!
Quando agli anta
L'ora canta
Pur ti vanta
Di virtù.
Tu sei bella,
Tu sei bella!
Pazzerella
Che fai tu?

(I nembi si diradano ad un tratto, e la foresta viene rischiarata vivamente dalla luna)

CORO DI SPIRITI ELETTI
Sorgi! I Celesti accolsero
La generosa brama!...
Francia per te fia libera,
Ecco cimiero e lama.
Levati, o spirto eletto,
Sii nunzio del Signor...
Guai se terreno affetto
Accoglierai nel cor! -

(Giovanna balza in piedi. I suoi occhi lampeggiano. Il suo atteggiamento è da inspirata)

GIOVANNA
Pronta sono!

CARLO
(scendendo dalla balza)
Qual voce!...

GIOVANNA
All'Eterno
Tua pietade, o re Carlo, è salita!...

(Ella corre alla balza, e ne riporta l'elmo e la spada)

CARLO
Chi se' tu?...
Vero o falso. discerno?...

GIOVANNA
Son guerriera che a gloria t'invita...
O fedele Orleáns, ti consola...

(in atto profetico).

Tengo alfine una spada, un cimier;
Sui britanni cadaveri vola
Già l'insegna del franco guerrier!

CARLO
Qual prodigio! - Ed io pure nel lampo
De' tuoi detti, o fanciulla, divampo.

GIOVANNA
Vieni al campo - tua guida son io.
Guai, mortale, se manchi di fè!

CARLO
Ne' tuoi sguardi è la fiamma di Dio...
Parla, imponi al tuo suddito!...

Scena Sesta

(Giacomo non visto dal limitare della caverna)

GIACOMO
Il re!

GIOVANNA
(fra sè)
A te, pietosa Vergine,
Fido il tugurio umile,
Del padre la canizie,
E l'innocente ovile;
Fin ch'io ritorni a sciogliere
Inni di laude a te!

CARLO
(fra sè)
Non è mortale immagine
Questa ch'io veggo e sento;
Innanzi, innanzi a un angelo
Sto per divin portento...
Vinto son io da palpito
Sinora ignoto a me

GIACOMO
(fra sè)
Sì!... dell'orribil dubbio
Disquarciato il velo...
Deh vibra le tue folgori,
M'incenerisci, o cielo!
Ella si cesse ai demoni
Per folle amor del re!

GIOVANNA
Or sia patria il mio solo pensiero...
Vieni, o Carlo, a pugnare con me!

CARLO
Sì, ti seguo, inspirato guerriero...
Tutta l'alma sfavilla di fè!

GIACOMO
Ferma!... ahi manco!...
Per l'empio sentiero
Gravi l'ira del padre su te.

(Giovanna e Carlo si allontanano rapidamente; Giacomo tenta seguirli, ma cade oppresso dal dolore al suolo)


ATTO I


Scena Prima

(Luogo remoto, sparso di rupi. In lontananza scorgessi parte della città di Reims. Soldati inglesi sparsi qua e là in gruppi. Donne che piangono presso estinti, altre che assistono ai feriti)

SOLDATO I
Ai lari!... Alla patria!
Mio duce, che tardi?

SOLDATO II
Ai lari!... Alla patria!

TALBOT
Reo grido mi suona.

SOLDATI
Perduta Orleàno, perduti i gagliardi,
Gioviamci del tempo che il Franco ne dona.

TALBOT
Ahi cento trionfi distrutti in un giorno!
Di tanta viltade chi lava lo scorno?

SOLDATI
O duce, noi sempre mirasti sui campi
Volar combattendo con animo ardito,
Dei bronzi tonanti sorridere ai lampi,
Far pompa del seno, del braccio ferito...
Ma contro la furia che Averno disserra
Che valgon prodezze d'impavida guerra?
Ma contro legioni - d'armati demoni
Che giova la possa - d'umano valor?

TALBOT
Son larve funeste - che incarna, che veste
La mente percossa - da vile timor.

Scena Seconda

(Giacomo. il suo crine scomposto, i suoi atti dimostrano il disordino della mente. Detti)

GIACOMO
Questa rea che vi percuote
Sarà vostra prigioniera.

TALBOT
Chi sei tu?...

GIACOMO
Son tal che puote...

SOLDATI
Sarà nostra?

GIACOMO
Pria di sera...
Io lo giuro ad un sol patto.

SOLDATI, TALBOT
Parla, parla!... Sarà fatto.

GIACOMO
Franco son io, ma in core
M'è prima patria onore;
Giurai se alcun l'affronta
Morire o '1 vendicar;
Or questo crin già bianco
Carlo gravò d'un'onta...
Contro l'indegno Franco
Chiedo tra voi pugnar.

SOLDATI
Chi fia?... Qual arde incendio
Nel baldo favellar?

TALBOT
Vien!... di guerra in forte luogo
Si rialzi ancor la tenda.

CORO
Noi colà fiammante rogo
Ergerem che l'empia incendia.

GIACOMO
Oh Giovanna!...

CORO
Le tue ciglia
Gemon pianto!... qual dolor!...

GIACOMO
E memoria d'una figlia
Che tradiva il genitor.

So che per via di triboli
Ne adduce il fallo primo,
So che fia schiuso ai miseri
Più terso e caro sol...
Deh la paterna lagrima
Si doni al basso limo!
Languido è il fral, ma l'anima
Maggiore è d'ogni duol.

CORO
Nobile vecchio, affrettati...
Tutto ne avvampa il cor.
Vien la vendetta a compiere
Nel vile seduttor.

(I soldati seguono Talbot e il vecchio)

Scena Terza

(Giardino nella Corte di Reims. Giovanna sola. Ella è adornata di corazza, d'elmo e di spada; nel resto d'abiti femminili)

GIOVANNA
Qui! qui!... dove più s'apre
Libero il cielo, e l'aere puro aleggia.
Nella festante reggia
Svania la mente! - Le mie fibre scuote
Un senso, un turbamento,
Che interrogar pavento. -
Gravi m'eran gli applausi. - Oh! ma compiuto
Non è l'incarco? - Salve
Non son le franche arene?...
Perché rimango or qui?... chi mi trattiene?...

O fatidica foresta,
O mio padre, o mia capanna,
Nella semplice sua vesta
Tornerà tra voi Giovanna;
Deh ridatele i contenti
Che più l'alma non sentì!
Ho risolto...

Scena Quarta

(entra Carlo)

CARLO
E in tai momenti
Abbandoni il re così?
Chiede ognuno che mai fuse;
Te la Corte attende e brama.

GIOVANNA
Il Signor che qui mi addusse
A' miei lari or mi richiama.

CARLO
(con trasporto)
Deh! non dirlo!... A te mi atterro!...

GIOVANNA
(fra sè)
Cielo!

(a Carlo)

Sorgi...

CARLO
Oh vinta sei?...

GIOVANNA
(In atto di partire)
È deciso!...

CARLO
Pria quel ferro
In me volgere tu dei.
Dunque, o cruda, e gloria e trono
Offeristi a Carlo in dono,
Per serbarlo a' lai più vivi,
Per ferirlo in mezzo al cor?...
Fin dal dì che m'apparivi
Io t'amai d'immenso amor!

GIOVANNA
(commossa:)
Oh pietade!... Io più non sono
L'inviata di Maria;
Solo usbergo al dolce suono
Degli affetti è debil sen.
Deh rispettami qual pria!...
Ch'io non sugga il tuo velen!

CARLO
Ma l'amore è santo, è puro...

GIOVANNA
(Asconde il viso nelle mani)
Taci, ah taci...

CARLO
A Dio lo giuro!
Sol lo spirto mi concedi,
E all'incendio basterà.

GIOVANNA
(fra sè)
La mia mente... va smarrita!...
Ahi! si perde...

CARLO
Oh cedi, cedi!

GIOVANNA
Pietà, Carlo!...

CARLO
A te, mia vita,
A te chiedo io pur pietà.

GIOVANNA
T'amo!... Sì, t'amo!...

CARLO
Oh detto!

AMBI
Chi più felice?... Oh amor!

VOCI ETEREE
Guai se terreno affetto
Accoglierai nel cor!

(Giovanna, alla cui anima solamente scende l'avvertimento liberasi dalle braccia di Carlo. Ella è tremante, esterrefatta)

CARLO
T'arretri e palpiti!... - Che mai t'apparve?...
Guardami, guardami - niun ti minaccia...
Che fai?... che mormori - di vane larve?
Di Carlo, o vergine - stai fra le braccia.
È puro l'aere - limpido il cielo
Siccome il velo - di nostra fe'.

GIOVANNA
Fur dessi!... gli angeli! - non hai veduto?
Lasciami, lasciami - son maledetta!
Qual fra le tenebre - torvo e canuto
Appar fantasima - che accenna e aspetta?
Muori o Sacrilega - Qual voce, oh Dio!
Il padre mio - che vuoi da me?

CARLO
(Vedendo gente che si appressa)
Taci!...

Scena Quinta

(Delil con bandiera, Ufficiali del re, e detti)

UFFICIALI, DELIL
(A Carlo)
Le vie traboccano
Di sudditi devoti;
Carlo, te solo attendono
I grandi e i sacerdoti;
Oggi dinanzi ai popoli
Francia corona il re.

(A Giovanna)

Tu lo precedi, o vergine;
Ecco la tua bandiera.

(Delil le porge l'insegna, Giovanna la prende macchinalmente)

GIOVANNA
(fra sè)
Fu mia!

UFFICIALI, DELIL
(fra sè)
Quai sensi turbano
La diva messaggiera?..

CARLO
Ite! - Il gran rito compiasi;
Ella verrà con me.

(Delil ed ufficiali partono)

Scena Sesta

CARLO
Vieni al tempio, e ti consola
Fra il clamor de' gridi lieti;
Coronar mi dei tu sola
Al cospetto del Signor.
Ma la gemma più lucente,
Ma la gioia più ridente,
Come sole fra i pianeti
Fia, Giovanna, il nostro amor.

GIOVANNA
Oh perché sui campi in guerra
Non versai quest'alma impura?...
Chi m'adduce a ignota terra
Ov'io celi il mio rossor?
Ma, se ad anima pentita
Valga il pianto e la sventura,
Ogni giorno di mia vita
Sia pur giorno di dolor!

(L'anima di Giovanna è assalita dal seguente)

CORO DI SPIRITI MALVAGI
Vittoria, vittoria!... plaudiamo a Satana,
E ammorzino i gridi l'eterna sventura...
Vedete stoltezza di questa villana
Che nunzia è del cielo, che dicesi pura!
Ma d'Eva, o superba, non eri tu schiatta?...
Già nostra sei fatta, già nostra sei fatta!
Lasciamo le tane, sprezziamo l'esiglio,
Lanciamoci in alto con urla di scherno;
Ai cembali, ai sistri stendiamo l'artiglio,
Danziamo, danziamo la ridda d'inferno...
Non tosto Satana si move alla giostra
La femmina è nostra, la femmina è nostra!

(Il re prende con trasporto la mano di Giovanna, e seco la tragge)
PROLOGO


Scena Prima

(Grande atrio in Donrémy, che mette agli appartamenti apprestati per la corte. Borghigiani uomini e donne, ed alcuni Ufficiali del Re)

BORGHIGIANI
Qual v'ha speme?

UFFICIALI
Dal seggio dei padri
Ben vedete ove Carlo rifugge;
Orda immensa di barbari ladri
Questa misera terra distrugge.

BORGHIGIANI
Orleáns?...

UFFICIALI
È guardata dai fidi...
Presto anch'essa per fame cadrà.

TUTTI
Maledetti cui spinge rea voglia
Fuor del cerchio che il Nume ha segnato!
Forse un dì rivarcando la soglia
Piangeranno dell'empio peccato...
Ah! noi pur desiammo altri lidi,
Ecco Dio che il ricambio ci dà.

Scena Seconda

DELIL
Il Re.

BORGHIGIANI
Nel suo bel volto
Qual dolor!

UFFICIALI
Giovin tanto ed infelice!

CARLO
Amici, v'appressate...
Ultimo è questo del re comando.

DELIL
Ah sì non dirne!

CARLO
Ai fidi
Itene tosto, d'Orleáns; si cessi
Omai dal sangue che su me ricade.
Ripongansi le spade,
E sul mio trono avito
Segga l'anglico re... Dal giuramento
Io sciolgo ognun di fedeltà.

TUTTI
Che sento!

CARLO
Testé prostrato a terra
Fervidamente orai che, se volere
Era del ciel punir nefande colpe,
Percuotesse me solo il suo flagello.

TUTTI
Ottimo re!

CARLO
Trascorrere m'intesi
Ignoto senso per le vene... Un dolce
Sopor quindi mi vinse,
E divo sogno all'anima si pinse.

Sotto una quercia parvemi
Posar la fronte mesta;
Splendea dipinta Vergine
In mezzo alla foresta...
Mosse di là comando
Che, sorgi, disse, o Re!
Elmo deponi e brando
Di questa imago al piè.

BORGHIGIANI
Dipinta imago, e simile
Loco fra noi qui v'è.

CARLO
(con entusiasmo)
Le tueparole, o Vergine,
Carlo umilmente adora;
Ti fregierò l'immagine
Di mia corona ancor...
Ma il sangue si deterga
Ond' è la patria in duol;
Ma la straniera verga
Sia mite al franco suol.

TUTTI
Chi può frenar le lagrime
A sì pietoso duol?

CARLO
(ai Borghigiani)
V'ha dunque un loco simile,
Diceste?...

BORGHIGIANI
È selva orrenda.

CARLO
Visiterò la Vergine
Prima che notte scenda...
Vieni, Delil...

BORGHIGIANI
Per poco
Uditeci, fermate!
Quello d'orrore è loco...
Morte vi sta...

CARLO, UFFICIALI
Narrate.

BORGHIGIANI
Allor che i flebili bronzi salutano
Il dì che muore,
E lento naviga - per l'aere tacito
L'astro d'amore.
Nell'orribile foresta
Sempre infuria la tempesta;
Fra l'orror di lampi e tuoni
Là convengono i demoni
Là co' maghi e colle streghe
Fanno i patti e le congreghe,
E con filtri avvelenati
Ammolliscono i peccati...
Guai se inconscio al reo festino
Uom sorprendere si fa!
Ei non vede più mattino
Se al demonio non si dà.

CARLO
Dov'è la Pia, convegno
Non ha l'Averno.-
Ite... fra poco io solo
Là scioglierò mio voto.

TUTTI
O re!

CARLO
Dispoglio
Tal nome or qui! - Lasciatemi - Lo voglio!

Pondo è letal, martirio
Il serto al capo mio;
Perché fruir di libero
Aere non posso anch'io!...
Pace, che al più mendico
Prodiga sei di te,
Mandami un raggio amico,
Vieni non son più re.

TUTTI
Cielo!... Dall'atre immagini
Fa che rientri in sé!
Sempre fedeli e taciti
Noi seguiremo il re.

(Carlo impone loro con un cenno, e parte; essi pure si allontanano per diverse uscite)

Scena Terza

(Una foresta. A dritta sorge sopra una balza praticabile una Cappelletta, fiocamente rischiarata nell'interno da una lampada. A sinistra sul piano avanti levasi una quercia, e al piè di quella un sedile di pietra. Nel fondo s'apre una caverna. Il cielo è nero e procelloso)

GIACOMO
Gelo, terror m'invade!...
Ma nell'orrendo loco
In veglierò? -
Come rovente chiodo
Nell'anima sta fitta
Idea letale! -

(Giovanna appare dalla balza, e s'inginocchia innanzi alla cappella)

Non è questa forse
La quercia sacra all'infernal convegno?...
E qui sovente, qui non suol colei
Dormir le notti procellose? - Ahi forse
Qui sedotta... qui vinta... al gran nemico
L'alma concesse! -
Orribile pensiero!...
Cielo, m'assisti a discoprire il vero!

(Entra nella caverna)

Scena Quarta

(Giovanna sola, scende dalla balza)

GIOVANNA
Oh ben s'addice questo
Torbido cielo al miserando affanno
Di Francia oppressa! -
Perché mai d'imbelli
Forse ho l'alma vestita,
L'alma che vola dal desio rapita
Ai campi di battaglia! -
Ma d'una ferrea maglia,
E d'una spada, e d'un cimiero forse
A me fia grave il pondo?...
Tanto richiedo a te, Speme del mondo.

Sempre all'alba ed alla sera
Quivi innalzo a te preghiera;
Qui la notte mi riposo,
E te sogna il mio pensier.
Sempre a me, che indegna sono,
Apri allora il cor pietoso...
Oh se un dì m'avessi il dono
D'una spada e d'un cimier!

(va ad assidersi sulla pietra)

Ma... le stanche pupille... il sonno vince...
Regina, il baldo voto
Perdona... e benedicimi...

(Si addormenta)

Scena Quinta

(Carlo dalla balza)

CARLO
Paventi,Carlo, tu forse?.. o meraviglia scuote
Ogni tua fibra?...
Ancora Vision parmi, ché la sacra selva
Questa è del sogno imo...
Ecco mi prostro, riverente e pio.

(Carlo depone l'elmo e la spada, s'inginocchia e prega. Intanto alla sola anima di Giovanna parla in sogno il seguente)

CORO DI SPIRITI MALVAGI
Tu sei bella,
Tu sei bella!
Pazzerella,
Che fai tu?
Se d'amore
Perdi il fiore,
Presto muore,
Non vien più.
Sorgi, e mira;
Te sospira
La delira
Gioventù.
O figliuola,
Ti consola
E una folla
Belzebù!
Quando agli anta
L'ora canta
Pur ti vanta
Di virtù.
Tu sei bella,
Tu sei bella!
Pazzerella
Che fai tu?

(I nembi si diradano ad un tratto, e la foresta viene rischiarata vivamente dalla luna)

CORO DI SPIRITI ELETTI
Sorgi! I Celesti accolsero
La generosa brama!...
Francia per te fia libera,
Ecco cimiero e lama.
Levati, o spirto eletto,
Sii nunzio del Signor...
Guai se terreno affetto
Accoglierai nel cor! -

(Giovanna balza in piedi. I suoi occhi lampeggiano. Il suo atteggiamento è da inspirata)

GIOVANNA
Pronta sono!

CARLO
(scendendo dalla balza)
Qual voce!...

GIOVANNA
All'Eterno
Tua pietade, o re Carlo, è salita!...

(Ella corre alla balza, e ne riporta l'elmo e la spada)

CARLO
Chi se' tu?...
Vero o falso. discerno?...

GIOVANNA
Son guerriera che a gloria t'invita...
O fedele Orleáns, ti consola...

(in atto profetico).

Tengo alfine una spada, un cimier;
Sui britanni cadaveri vola
Già l'insegna del franco guerrier!

CARLO
Qual prodigio! - Ed io pure nel lampo
De' tuoi detti, o fanciulla, divampo.

GIOVANNA
Vieni al campo - tua guida son io.
Guai, mortale, se manchi di fè!

CARLO
Ne' tuoi sguardi è la fiamma di Dio...
Parla, imponi al tuo suddito!...

Scena Sesta

(Giacomo non visto dal limitare della caverna)

GIACOMO
Il re!

GIOVANNA
(fra sè)
A te, pietosa Vergine,
Fido il tugurio umile,
Del padre la canizie,
E l'innocente ovile;
Fin ch'io ritorni a sciogliere
Inni di laude a te!

CARLO
(fra sè)
Non è mortale immagine
Questa ch'io veggo e sento;
Innanzi, innanzi a un angelo
Sto per divin portento...
Vinto son io da palpito
Sinora ignoto a me

GIACOMO
(fra sè)
Sì!... dell'orribil dubbio
Disquarciato il velo...
Deh vibra le tue folgori,
M'incenerisci, o cielo!
Ella si cesse ai demoni
Per folle amor del re!

GIOVANNA
Or sia patria il mio solo pensiero...
Vieni, o Carlo, a pugnare con me!

CARLO
Sì, ti seguo, inspirato guerriero...
Tutta l'alma sfavilla di fè!

GIACOMO
Ferma!... ahi manco!...
Per l'empio sentiero
Gravi l'ira del padre su te.

(Giovanna e Carlo si allontanano rapidamente; Giacomo tenta seguirli, ma cade oppresso dal dolore al suolo)


ATTO I


Scena Prima

(Luogo remoto, sparso di rupi. In lontananza scorgessi parte della città di Reims. Soldati inglesi sparsi qua e là in gruppi. Donne che piangono presso estinti, altre che assistono ai feriti)

SOLDATO I
Ai lari!... Alla patria!
Mio duce, che tardi?

SOLDATO II
Ai lari!... Alla patria!

TALBOT
Reo grido mi suona.

SOLDATI
Perduta Orleàno, perduti i gagliardi,
Gioviamci del tempo che il Franco ne dona.

TALBOT
Ahi cento trionfi distrutti in un giorno!
Di tanta viltade chi lava lo scorno?

SOLDATI
O duce, noi sempre mirasti sui campi
Volar combattendo con animo ardito,
Dei bronzi tonanti sorridere ai lampi,
Far pompa del seno, del braccio ferito...
Ma contro la furia che Averno disserra
Che valgon prodezze d'impavida guerra?
Ma contro legioni - d'armati demoni
Che giova la possa - d'umano valor?

TALBOT
Son larve funeste - che incarna, che veste
La mente percossa - da vile timor.

Scena Seconda

(Giacomo. il suo crine scomposto, i suoi atti dimostrano il disordino della mente. Detti)

GIACOMO
Questa rea che vi percuote
Sarà vostra prigioniera.

TALBOT
Chi sei tu?...

GIACOMO
Son tal che puote...

SOLDATI
Sarà nostra?

GIACOMO
Pria di sera...
Io lo giuro ad un sol patto.

SOLDATI, TALBOT
Parla, parla!... Sarà fatto.

GIACOMO
Franco son io, ma in core
M'è prima patria onore;
Giurai se alcun l'affronta
Morire o '1 vendicar;
Or questo crin già bianco
Carlo gravò d'un'onta...
Contro l'indegno Franco
Chiedo tra voi pugnar.

SOLDATI
Chi fia?... Qual arde incendio
Nel baldo favellar?

TALBOT
Vien!... di guerra in forte luogo
Si rialzi ancor la tenda.

CORO
Noi colà fiammante rogo
Ergerem che l'empia incendia.

GIACOMO
Oh Giovanna!...

CORO
Le tue ciglia
Gemon pianto!... qual dolor!...

GIACOMO
E memoria d'una figlia
Che tradiva il genitor.

So che per via di triboli
Ne adduce il fallo primo,
So che fia schiuso ai miseri
Più terso e caro sol...
Deh la paterna lagrima
Si doni al basso limo!
Languido è il fral, ma l'anima
Maggiore è d'ogni duol.

CORO
Nobile vecchio, affrettati...
Tutto ne avvampa il cor.
Vien la vendetta a compiere
Nel vile seduttor.

(I soldati seguono Talbot e il vecchio)

Scena Terza

(Giardino nella Corte di Reims. Giovanna sola. Ella è adornata di corazza, d'elmo e di spada; nel resto d'abiti femminili)

GIOVANNA
Qui! qui!... dove più s'apre
Libero il cielo, e l'aere puro aleggia.
Nella festante reggia
Svania la mente! - Le mie fibre scuote
Un senso, un turbamento,
Che interrogar pavento. -
Gravi m'eran gli applausi. - Oh! ma compiuto
Non è l'incarco? - Salve
Non son le franche arene?...
Perché rimango or qui?... chi mi trattiene?...

O fatidica foresta,
O mio padre, o mia capanna,
Nella semplice sua vesta
Tornerà tra voi Giovanna;
Deh ridatele i contenti
Che più l'alma non sentì!
Ho risolto...

Scena Quarta

(entra Carlo)

CARLO
E in tai momenti
Abbandoni il re così?
Chiede ognuno che mai fuse;
Te la Corte attende e brama.

GIOVANNA
Il Signor che qui mi addusse
A' miei lari or mi richiama.

CARLO
(con trasporto)
Deh! non dirlo!... A te mi atterro!...

GIOVANNA
(fra sè)
Cielo!

(a Carlo)

Sorgi...

CARLO
Oh vinta sei?...

GIOVANNA
(In atto di partire)
È deciso!...

CARLO
Pria quel ferro
In me volgere tu dei.
Dunque, o cruda, e gloria e trono
Offeristi a Carlo in dono,
Per serbarlo a' lai più vivi,
Per ferirlo in mezzo al cor?...
Fin dal dì che m'apparivi
Io t'amai d'immenso amor!

GIOVANNA
(commossa:)
Oh pietade!... Io più non sono
L'inviata di Maria;
Solo usbergo al dolce suono
Degli affetti è debil sen.
Deh rispettami qual pria!...
Ch'io non sugga il tuo velen!

CARLO
Ma l'amore è santo, è puro...

GIOVANNA
(Asconde il viso nelle mani)
Taci, ah taci...

CARLO
A Dio lo giuro!
Sol lo spirto mi concedi,
E all'incendio basterà.

GIOVANNA
(fra sè)
La mia mente... va smarrita!...
Ahi! si perde...

CARLO
Oh cedi, cedi!

GIOVANNA
Pietà, Carlo!...

CARLO
A te, mia vita,
A te chiedo io pur pietà.

GIOVANNA
T'amo!... Sì, t'amo!...

CARLO
Oh detto!

AMBI
Chi più felice?... Oh amor!

VOCI ETEREE
Guai se terreno affetto
Accoglierai nel cor!

(Giovanna, alla cui anima solamente scende l'avvertimento liberasi dalle braccia di Carlo. Ella è tremante, esterrefatta)

CARLO
T'arretri e palpiti!... - Che mai t'apparve?...
Guardami, guardami - niun ti minaccia...
Che fai?... che mormori - di vane larve?
Di Carlo, o vergine - stai fra le braccia.
È puro l'aere - limpido il cielo
Siccome il velo - di nostra fe'.

GIOVANNA
Fur dessi!... gli angeli! - non hai veduto?
Lasciami, lasciami - son maledetta!
Qual fra le tenebre - torvo e canuto
Appar fantasima - che accenna e aspetta?
Muori o Sacrilega - Qual voce, oh Dio!
Il padre mio - che vuoi da me?

CARLO
(Vedendo gente che si appressa)
Taci!...

Scena Quinta

(Delil con bandiera, Ufficiali del re, e detti)

UFFICIALI, DELIL
(A Carlo)
Le vie traboccano
Di sudditi devoti;
Carlo, te solo attendono
I grandi e i sacerdoti;
Oggi dinanzi ai popoli
Francia corona il re.

(A Giovanna)

Tu lo precedi, o vergine;
Ecco la tua bandiera.

(Delil le porge l'insegna, Giovanna la prende macchinalmente)

GIOVANNA
(fra sè)
Fu mia!

UFFICIALI, DELIL
(fra sè)
Quai sensi turbano
La diva messaggiera?..

CARLO
Ite! - Il gran rito compiasi;
Ella verrà con me.

(Delil ed ufficiali partono)

Scena Sesta

CARLO
Vieni al tempio, e ti consola
Fra il clamor de' gridi lieti;
Coronar mi dei tu sola
Al cospetto del Signor.
Ma la gemma più lucente,
Ma la gioia più ridente,
Come sole fra i pianeti
Fia, Giovanna, il nostro amor.

GIOVANNA
Oh perché sui campi in guerra
Non versai quest'alma impura?...
Chi m'adduce a ignota terra
Ov'io celi il mio rossor?
Ma, se ad anima pentita
Valga il pianto e la sventura,
Ogni giorno di mia vita
Sia pur giorno di dolor!

(L'anima di Giovanna è assalita dal seguente)

CORO DI SPIRITI MALVAGI
Vittoria, vittoria!... plaudiamo a Satana,
E ammorzino i gridi l'eterna sventura...
Vedete stoltezza di questa villana
Che nunzia è del cielo, che dicesi pura!
Ma d'Eva, o superba, non eri tu schiatta?...
Già nostra sei fatta, già nostra sei fatta!
Lasciamo le tane, sprezziamo l'esiglio,
Lanciamoci in alto con urla di scherno;
Ai cembali, ai sistri stendiamo l'artiglio,
Danziamo, danziamo la ridda d'inferno...
Non tosto Satana si move alla giostra
La femmina è nostra, la femmina è nostra!

(Il re prende con trasporto la mano di Giovanna, e seco la tragge)



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