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ATTO II


Scena Prima

(Piazza in Reims; sul davanti a sinistra s'innalza la cattedrale dedicata a S. Dionigi. La scena è ingombra di popolo)

CORO
Dal cielo a noi chi viene
Frangendo le catene?
Viva la mira vergine,
Che l'Anglia debellò
Pari al sublime evento
Onde fu l'uom redento,
Fia sacro il dì che un popolo
Dal fango si levò.

(tutti partono)

Scena Seconda

GIACOMO
(solo)
Ecco il luogo e il momento! -
Io qui di padre tutte
Fibre detergo, e del Signor crucciato
Or fulmine divento.
Lode, lode a lui sia, che al dì segnato
Di sua vendetta ultrice
Il fedele serbò vecchio infelice!

Speme al vecchio era una figlia...
Dovea chiudermi le ciglia...
Or costei - crudele affanno! -
Vengo io stesso ad accusar.
Di vergogna e di dolore
Olocausto offro al Signore...
Possa, oh possa a eterno danno
Quella misera sottrar!

(Squillo di trombe dal tempio, alle quali succede il seguente inno)

CORO
Te, Dio, lodiam, te confessar n'è vanto,
Signor possente dell'etere squadre;
Fin che l'alma ha pensiero, il labbro ha canto
Con umil cor t'invocheremo, o Padre!
Osanna a te, che vincitor di morte
Schiudi ai redenti di Sion le porte!

GIACOMO
Compiuto è il rito! Ai cantici divini
Quale assistea colei?... Né il loco santo
Terror le infuse? - Ma il corteo giulivo
Esce, ed ella il precede... Alla turbata
Anima oh come tutto
Risponde il volto!

Scena Terza

(Giovanna esce agitata, quindi Carlo coronato, il corteggio ed il popolo. Giacomo si frammischia alla folla)

CARLO
(a Giovanna)
Non fuggir, donzella!
Invano cerchi al meritato omaggio
Del tuo re, del tuo popolo sottrarti. -

(al popolo)

Meco plaudite, o genti,
A lei che n'ha redenti...

(a Giovanna)

Io primo a te mi prostro,
Inviata del Ciel.

TUTTI
Viva Giovanna!
Viva la nostra redentrice!

CARLO
Omai
Due patroni ha la Francia. -
Al gran Dionigi
Fean sorger monumento i padri nostri;
Ne imiterem l'esempio...
Diva donzella, avrai tu pure un tempio.

GIACOMO
(avanzando)
La bestemmia oh sperda Iddio!...
Di chi mai tu cadi al piè!

CARLO
Qual baldanza!...

GIOVANNA
(scossa)
Il padre mio!

CARLO
Ei suo padre!!

GIACOMO
M'odi, o re!

Comparire il ciel m'ha stretto
Qui del popolo al cospetto;
Cor di padre e bianca testa
Daran fede a' detti miei.
Ben conosci la foresta
Ove apparve a te costei...
Là, sua fede rinnegata,
Questa figlia sciagurata,
A superbia aprendo il seno,
Per iniquo amor terreno,
Sé dannando a eterno scempio
Coi demoni patteggiò.
Re tradito or leva un tempio...

CORO
Quale orror!!

CARLO
Che mai narrò!

(Tutti fra sé)

CARLO
No! forme d'angelo - non son la vesta
D'un'alma reproba - che Dio detesta!
Qual sulla misera - grava periglio!
Il tuo consiglio - ne addita, o ciel.

GIACOMO
Vicino al termine - resisti, o core...
Sensi quetatevi - del genitore...
Sol può la misera - quaggiù punita
L'alma pentita - tornare al ciel.

GIOVANNA
L'amaro calice - sommessa io bevo,
Né mando un gemito - né un detto elevo...
Ch'ei sia dell'anima - vital lavacro!
Sia fatto il sacro - voler del ciel.

CORO
Un gel trascorrere - sento per l'ossa...
Parmi da folgore - l'alma percossa...
Oh quale orribile - squarciò mistero!
S'ei disse il vero - ne addita, o ciel.

CARLO
(a Giovanna)
Ti discolpa!

CORO
Imbianca e tace!

CARLO
Le tue prove, O veglio audace?

GIACOMO
(prende per mano la figlia)
Dimmi, in nome del Dio vindice,
Non sacrilega sei tu?

(Silenzio generale)

CORO
Né favella!... il capo asconde!

CARLO
(A Giovanna)
Parla, e tutti avrai credenti.

GIACOMO
Di', per l'alme dei parenti,
Non sacrilega sei tu?

(Silenzio)

CORO
(con raccapriccio)
Non risponde!... non risponde!...

CARLO
(Con passione)
Solo un detto!...

(fra sè)

Oh cieco padre!

GIACOMO
Di' per l'alma di tua madre
Non sacrilega sei tu?...

(Tuono e lampi. Terrore generale)

Ecco! Il ciel per te lo attesta.

CORO
Sì!... la colpa è manifesta.
L'empia tace... non lo nega...
Via la strega! via la strega!

CARLO
Ahi tacesti!... ed han creduto!
Ma di Carlo avrai l'aiuto.

GIACOMO
(Con severità al re)
Solo aiuto è nel Signor...
Vieni, o figlia!

GIOVANNA
Oh genitor!

(Prorompe in pianto e si getta fra le braccia del padre)

GIACOMO
Del sacrilego misfatto
Il terrore in tutti apprendi;
Ma dell'anima il riscatto
T'offre, o indegna, il genitor.
Vieni meco a fatal luogo,
Là ti aspetta ardente rogo...
Vieni, impavida l'ascendi,
Tornerai mia figlia allor.

GIOVANNA
Contro l'anima percossa
Tuona, tuona, eterna voce;
Ma la colpa sia rimossa,
Fia purgata nel dolor!
Dell' accolto pentimento
Ecco l'iride già sento...
Bene venga la mia croce,
Io l'attendo con amor.

CARLO
O mal ferma, o dura gente,
Su te gravi la sua pena!
Sempre cara ed innocente
È la misera al mio cor.
Questa porpora regale, -
Questo serto che mai vale,
Se mi vince, m'incatena
Vil di popolo furor?

CORO
Fuggi, o donna maledetta,
Esci omai da queste mura,
Pria che il cielo in sua vendetta
Francia invada di terror.
Che dirà di noi la storia?...
Or chi rende a noi la gloria?...
Donna infame, donna impura,
Reca all'Anglia il tuo valor! -
ATTO II


Scena Prima

(Piazza in Reims; sul davanti a sinistra s'innalza la cattedrale dedicata a S. Dionigi. La scena è ingombra di popolo)

CORO
Dal cielo a noi chi viene
Frangendo le catene?
Viva la mira vergine,
Che l'Anglia debellò
Pari al sublime evento
Onde fu l'uom redento,
Fia sacro il dì che un popolo
Dal fango si levò.

(tutti partono)

Scena Seconda

GIACOMO
(solo)
Ecco il luogo e il momento! -
Io qui di padre tutte
Fibre detergo, e del Signor crucciato
Or fulmine divento.
Lode, lode a lui sia, che al dì segnato
Di sua vendetta ultrice
Il fedele serbò vecchio infelice!

Speme al vecchio era una figlia...
Dovea chiudermi le ciglia...
Or costei - crudele affanno! -
Vengo io stesso ad accusar.
Di vergogna e di dolore
Olocausto offro al Signore...
Possa, oh possa a eterno danno
Quella misera sottrar!

(Squillo di trombe dal tempio, alle quali succede il seguente inno)

CORO
Te, Dio, lodiam, te confessar n'è vanto,
Signor possente dell'etere squadre;
Fin che l'alma ha pensiero, il labbro ha canto
Con umil cor t'invocheremo, o Padre!
Osanna a te, che vincitor di morte
Schiudi ai redenti di Sion le porte!

GIACOMO
Compiuto è il rito! Ai cantici divini
Quale assistea colei?... Né il loco santo
Terror le infuse? - Ma il corteo giulivo
Esce, ed ella il precede... Alla turbata
Anima oh come tutto
Risponde il volto!

Scena Terza

(Giovanna esce agitata, quindi Carlo coronato, il corteggio ed il popolo. Giacomo si frammischia alla folla)

CARLO
(a Giovanna)
Non fuggir, donzella!
Invano cerchi al meritato omaggio
Del tuo re, del tuo popolo sottrarti. -

(al popolo)

Meco plaudite, o genti,
A lei che n'ha redenti...

(a Giovanna)

Io primo a te mi prostro,
Inviata del Ciel.

TUTTI
Viva Giovanna!
Viva la nostra redentrice!

CARLO
Omai
Due patroni ha la Francia. -
Al gran Dionigi
Fean sorger monumento i padri nostri;
Ne imiterem l'esempio...
Diva donzella, avrai tu pure un tempio.

GIACOMO
(avanzando)
La bestemmia oh sperda Iddio!...
Di chi mai tu cadi al piè!

CARLO
Qual baldanza!...

GIOVANNA
(scossa)
Il padre mio!

CARLO
Ei suo padre!!

GIACOMO
M'odi, o re!

Comparire il ciel m'ha stretto
Qui del popolo al cospetto;
Cor di padre e bianca testa
Daran fede a' detti miei.
Ben conosci la foresta
Ove apparve a te costei...
Là, sua fede rinnegata,
Questa figlia sciagurata,
A superbia aprendo il seno,
Per iniquo amor terreno,
Sé dannando a eterno scempio
Coi demoni patteggiò.
Re tradito or leva un tempio...

CORO
Quale orror!!

CARLO
Che mai narrò!

(Tutti fra sé)

CARLO
No! forme d'angelo - non son la vesta
D'un'alma reproba - che Dio detesta!
Qual sulla misera - grava periglio!
Il tuo consiglio - ne addita, o ciel.

GIACOMO
Vicino al termine - resisti, o core...
Sensi quetatevi - del genitore...
Sol può la misera - quaggiù punita
L'alma pentita - tornare al ciel.

GIOVANNA
L'amaro calice - sommessa io bevo,
Né mando un gemito - né un detto elevo...
Ch'ei sia dell'anima - vital lavacro!
Sia fatto il sacro - voler del ciel.

CORO
Un gel trascorrere - sento per l'ossa...
Parmi da folgore - l'alma percossa...
Oh quale orribile - squarciò mistero!
S'ei disse il vero - ne addita, o ciel.

CARLO
(a Giovanna)
Ti discolpa!

CORO
Imbianca e tace!

CARLO
Le tue prove, O veglio audace?

GIACOMO
(prende per mano la figlia)
Dimmi, in nome del Dio vindice,
Non sacrilega sei tu?

(Silenzio generale)

CORO
Né favella!... il capo asconde!

CARLO
(A Giovanna)
Parla, e tutti avrai credenti.

GIACOMO
Di', per l'alme dei parenti,
Non sacrilega sei tu?

(Silenzio)

CORO
(con raccapriccio)
Non risponde!... non risponde!...

CARLO
(Con passione)
Solo un detto!...

(fra sè)

Oh cieco padre!

GIACOMO
Di' per l'alma di tua madre
Non sacrilega sei tu?...

(Tuono e lampi. Terrore generale)

Ecco! Il ciel per te lo attesta.

CORO
Sì!... la colpa è manifesta.
L'empia tace... non lo nega...
Via la strega! via la strega!

CARLO
Ahi tacesti!... ed han creduto!
Ma di Carlo avrai l'aiuto.

GIACOMO
(Con severità al re)
Solo aiuto è nel Signor...
Vieni, o figlia!

GIOVANNA
Oh genitor!

(Prorompe in pianto e si getta fra le braccia del padre)

GIACOMO
Del sacrilego misfatto
Il terrore in tutti apprendi;
Ma dell'anima il riscatto
T'offre, o indegna, il genitor.
Vieni meco a fatal luogo,
Là ti aspetta ardente rogo...
Vieni, impavida l'ascendi,
Tornerai mia figlia allor.

GIOVANNA
Contro l'anima percossa
Tuona, tuona, eterna voce;
Ma la colpa sia rimossa,
Fia purgata nel dolor!
Dell' accolto pentimento
Ecco l'iride già sento...
Bene venga la mia croce,
Io l'attendo con amor.

CARLO
O mal ferma, o dura gente,
Su te gravi la sua pena!
Sempre cara ed innocente
È la misera al mio cor.
Questa porpora regale, -
Questo serto che mai vale,
Se mi vince, m'incatena
Vil di popolo furor?

CORO
Fuggi, o donna maledetta,
Esci omai da queste mura,
Pria che il cielo in sua vendetta
Francia invada di terror.
Che dirà di noi la storia?...
Or chi rende a noi la gloria?...
Donna infame, donna impura,
Reca all'Anglia il tuo valor! -



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