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ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Sala come nell'atto primo; Geronimo, poi il Conte.

GERONIMO
Questa invero è curiosa:
Sembran d'accordo in masticar parole
Perchè io non intenda.
Ma voglio ben scoprir questa faccenda.
Venite, sì, venite, o conte amato;
Mi volete ora dir quello ch'è stato?

CONTE
Anzi men vengo apposta, e dico il tutto
Senza riguardo alcuno.

GERONIMO
No, non c'è alcuno.

CONTE
Alcun riguardo, ho detto,
Non ho di dirvi il tutto, e parlo schietto.
Vi dirò in primo luogo in stil laconico,
Che pel mio gusto armonico
Cosa non ha Elisetta
Che possa, qual vorrei,
Accender il mio cor, gli affetti miei;
E che mancando in me l'inclinazione,
Impossibil divien fra noi l'unione.

GERONIMO
Che armonico? che affetti?
Che unione? E cosa adesso
Mi andate voi dicendo?

CONTE
Che Elisetta sposar più non intendo.

GERONIMO
Che? cosa avete detto?

CONTE
Ho detto, che non trovo
Cosa in lei che mi piaccia,
E che più non la voglio.

GERONIMO
Non la volete più, mia figlia? Quella
Per cui steso è il contratto?
Non la volete più? Voi siete matto!
La vorrete benissimo,
La sposerete. Signor sì. A Geronimo
Non se ne fan di queste. E non è un uomo
Geronimo da prendersi
Per un qualche babbeo.
E Geronimo dice e vi ripete,
Che la vorrete, e che la sposerete.

CONTE
Ed al signor Geronimo
Io pur dico e ripeto
Che non la sposerò; ma che lo prego
Di mostrarsi contento
Che fra noi segua un accomodamento.

GERONIMO
Ed io vi torno a dire in brevi accenti
Che non si parli di accomodamenti.
Se fiato in corpo avete,
Sì, sì, la sposerete.
Un bambolo non sono,
Veder ve la farò.

CONTE
Se mi ascoltate un poco,
Si calmerà quel fuoco;
Ma poi se vi ostinate,
Anch'io mi ostinerò.

GERONIMO
La sposerete, amico.

CONTE
Io non la sposerò.

GERONIMO
Sì, sì, sì, sì, io dico.

CONTE
Io dico: no, no, no.

GERONIMO, CONTE
Con questo uom frenetico
Sfiatare non mi vo'.
Si mettono a sedere, uno da una parte e l'altro dall'altra

GERONIMO
(Ora vedete che bricconata!
Chi se l'avrebbe mai immaginata;
Questa è un'azione – da mascalzone:
Ed al suo impegno non dee mancar.)

CONTE
(Ora vedete che uom bilioso!
Come s'accende, com'è impetuoso!
Non vuol sentire – quel che vo' dire,
D'aggiustamento non vuol parlar!)

GERONIMO
(Vediamo un poco se ci ha pensato.)
Si alza

CONTE
(Proviamo un poco se si è calmato.)
Si alza

GERONIMO
Ebben, signore, la sposerete?

CONTE
Ebben, signore, m'ascolterete?
Il mio discorso vi può calmar.

GERONIMO
Via, dite pure quel che vi par.

CONTE
Se invece di Elisetta
Mi date la cadetta,
Cinquanta mila scudi
Vi voglio rilasciar.

GERONIMO
Quest'è per quel ch'io sento,
Quell'accomodamento
Che voi vorreste far?
Lasciatemi, mio caro,
Lasciatemi pensar.
Va di nuovo a sedere

CONTE
Vi lascio, sì, pensar.

GERONIMO
Qua risparmio del bell'oro,
Qua si salva anche il decoro;
Col baratto – che vien fatto,
Sì, signor, che bene andrà.

CONTE
Va l'amico ruminando,
Al risparmio va pensando;
Il boccone – è da ghiottone,
Nè scappar lo lascerà.

GERONIMO
Ci ho pensato, ci ho pensato.
Si alza

CONTE
Sentiremo, sentiremo.
Si alza

GERONIMO
Il baratto, sì, faremo,
Ma con patto ch'Elisetta
Ancor essa accorderà.

CONTE
S'è per questo, vado in fretta
A far sì che m'odierà.

GERONIMO, CONTE
Siamo, siamo accomodati:
Ritorniam di buon umore.
Abbracciamoci di cuore,
E speriam felicità.
Geronimo parte


SCENA II
Il Conte, poi Paolino.

CONTE
Per fare ch'Elisetta mi rifiuti
Il modo è facilissimo.
Oh! Paolino! Paolino!

PAOLINO
In che posso servirvi?

CONTE
Da me stesso
Ho fatto tutto: Il padre è contentissimo
Ch'io sposi Carolina.

PAOLINO
Ma ... lo dite davvero?

CONTE
Certamente. Consolati, e tu stesso
Va a darle questa nuova:
Dille che ogni riguardo è omai finito.
E che disponga il cuore
Ad ubbidir con gioia al genitore.
Parte


SCENA III
Paolino, Fidalma, poi Carolina.

PAOLINO
Ecco che or ora scoppia
Da sè la cosa. Io sono rovinato!
Scacciato colla sposa, e disperato.
Ma no. Mi resta ancora una speranza
Nel buon cuor di Fidalma. A lei men volo
Benchè tutto tremante ...
Ma Fidalma qui giunge ... Ecco l'istante.

FIDALMA
(Egli è qua solo, e questo gabinetto
Fermandosi in disparte
E' un luogo adattissimo
Per parlar di segreti.)

PAOLINO
(Ella mi sembra
Che volga in sè qualche pensier molesto.
Ah, che son disgraziato ancora in questo!)

FIDALMA
(Mi ha guardato sott'occhio, e ha sospirato.)

PAOLINO
(E' turbata senz'altro: il cor mi manca.)

|FIDALMA
(E sospira di nuovo: ah! fosse mai
Che anch'ei per me sentisse
Quel ch'io sento per lui?)

PAOLINO
(Orsù, coraggio!
Il tempo passa, ed io me le avvicino.)
Se mi è permesso ...

FIDALMA
Addio, caro Paolino
Non mi avete veduta altro che adesso?

PAOLINO
Vi vidi pensierosa, e non mi parve
Di dover disturbarvi.

FIDALMA
Voi non mi disturbate.
Pensieroso però, se non m'inganno,
Eravate anche voi.

PAOLINO
Questo è ben vero.

FIDALMA
Paolino?

PAOLINO
Signora.

FIDALMA
I pensier nostri
Da un'istessa cagion per avventura
Sarebbero prodotti?

PAOLINO
E' ciò impossibile.

FIDALMA
Non pensavate a me?

PAOLINO
Non so negarlo.

FIDALMA
Ed io pensava a voi. Femmina esperta
Dal più minimo indizio ancor s'avvede
Di quel che non si pensa e non si crede.

PAOLINO
(Che se ne sia avveduta?)

FIDALMA
Via, non vi confondete.
Parlatemi con tutta confidenza.

PAOLINO
(Se n'è accorta senz'altro.)
Ah! Signora ....

FIDALMA
Mi avrete
Pietosa e non crudel.

PAOLINO
La bontà vostra
Il mio merito eccede, e mi consola,
Ma con vostro fratello ...

FIDALMA
Il fratel mio
Ve bene accordar quel che vogl'io.

PAOLINO
E non farà rumore?

FIDALMA
Quale rumore? Contento ei dee mostrarsi
Quando ancor non lo fosse.

PAOLINO
Ah, mio conforto!
Dunque, quando?

FIDALMA
Prestissimo.

PAOLINO
Anzi, senza dimora.

FIDALMA
Ebbene in questo punto
Vi do la mia parola
Che sarete mio sposo ....

PAOLINO
Sposo?

FIDALMA
Sì, caro mio.

PAOLINO
Io?

FIDALMA
Sì, mio caro,
Sì, mio bene, consolati ...
Ma di color tu cangi? ... E che cos'hai?

PAOLINO
(Qual nuovo contrattempo è questo mai!)
Sento, ahimè! che mi vien male,
Già mi manca quasi il fiato!

FIDALMA
Non è niente, sposo amato,
Questo è effetto del piacer.

PAOLINO
Per pietà, che in svenimento
Io mi sento già cader.

FIDALMA
E' l'effetto del contento,
Passerà, no, non temer.
Mio caro Paolino
Ma! .... certo è svenuto,
Porgiamogli aiuto ...
C'è alcuno di là?
L'amore, il contento
Vedete che fa?

CAROLINA
Ma cosa è accaduto?
Che cosa è mai stato?

FIDALMA
Il povero giovine
Di me innamorato,
Per gioia in deliquio
Vedete che sta.
Io vado a pigliare
Un certo elisire,
Non state a partire.
Restatevi qua.

CAROLINA
(Che creder, che dire
Da me non si sa.)
Giusto Cielo! Quale affanno,
Qual sospetto mi martella!
Su, ti scuoti, su favella!
Io mi sento lacerar.

PAOLINO
Carolina, deh, va via!

CAROLINA
Tu invaghito di mia zia,
E mi vieni ad ingannar.

PAOLINO
Taci, taci, che per ora
Non mi posso qui spiegar.

CAROLINA
Ci mancava questa ancora
Per più farmi delirar.

FIDALMA
entrando
Son qui pronta ... Son qua lesta,
Ma già in piedi ti ritrovo.
Per la gioia che ne provo
Questa man ti do a baciar.

PAOLINO
imbarazzato
Non mi prendo tanto ardire.

CAROLINA
Mia signora, pian pianino.

FIDALMA
Bacia, bacia, Paolino,
a Carolina
Non ci avete voi da entrar.

CAROLINA, PAOLINO
Questa certa confidenza
Di fanciulla alla presenza,
Che stia bene non mi par.

FIDALMA
Di qualunque alla presenza
Posso dar tal confidenza
A colui che ho da sposar.

Fidalma parte. Carolina e Paolino mostrano di
partire, ma poi si arrestano.


SCENA IV
Carolina e Paolino.

CAROLINA
Vanne, vanne: la séguita ... No, arrestati.
Dimmi, tristo, su, dimmi,
Quante pensi sposarne? Ora comprendo
Perchè a svelar non pensi
Il nodo clandestin che ci ha legati.
Lo fai per il piacere
Di tradire due donne a un solo istante,
Me come sposa e l'altra come amante.

PAOLINO
No, Carolina, chetati ed ascoltami.

CAROLINA
E che deggio ascoltar? Non ti ho trovato
Svenuto per amore
Al fianco di mia zia? Non l'ho sentita
Vantarsi del tuo affetto?
E che l'hai da sposar non ha già detto?

PAOLINO
Questo è un inganno, o cara ...

CAROLINA
Eh, sì, un inganno
Che da te si commette.
Se tu amavi mia zia,
Perchè non sposar lei?
Perchè sedurre una fanciulla onesta,
Priva d'ogni esperienza e d'accortezza,
Per farla poi crepar dall'amarezza?

PAOLINO
M'ascolta, per pietà ....

CAROLINA
Che vuoi che ascolti?
Comprendo in questo istante
Il peso del mio fallo.
Ma senti, io corro adesso
A' piedi di mio padre;
Svelerò quel che ho fatto ...
A qualunque castigo
Mi renderò soggetta.
Di te poi, seduttor, tristo, spergiuro,
Segua quel che si voglia, io non mi curo.
Per partire

PAOLINO
Ferma, ferma, ti prego ...

CAROLINA
Oibò ... mi lascia.

PAOLINO
No, ti dico.

CAROLINA
Vo' andar.

PAOLINO
Sentimi, e poi
Subito te ne andrai se andar tu vuoi.

CAROLINA
Ah! Chi poteva mai
Questo da te aspettarsi!

PAOLINO
Ascolta, io dico.

CAROLINA
Io mi sento morir!

PAOLINO
Calmati un poco.

CAROLINA
piangendo
Così resterai libero,
Così la sposerai.

PAOLINO
Ah! no, che tu così morir mi fai.
Nell'inganno tu sei, ragion non senti,
E ti scordi in un punto di furore,
Chi sei tu, chi son io, tutto l'amore?

CAROLINA
Cosa potresti dir?

PAOLINO
Dir che tua zia
Soltanto in quest'istante,
Mi si scoperse amante;
E la sorpresa mia fu che mi tolse
L'uso de' sensi. Or vanne a pubblicarmi
Qual seduttor. Rovinami, ma prima
Prendi questo coltello,
E poichè sei impazzita,
Qui dammi prima una mortal ferita.

CAROLINA
Guarda ch'io te la do.

PAOLINO
Non mi ritiro.

CAROLINA
Ma non disse ella stessa
Che tu l'amavi?

PAOLINO
Equivocò Fidalma.

CAROLINA
Confessa, o fo davvero.

PAOLINO
Se un bugiardo mi credi,
Spingi senza pietade.

CAROLINA
Ah! mi vien freddo ed il coltel mi cade.

PAOLINO
Or sappi, sposa mia, che più maneggio
Non trovo al scoprimento
Per salvar il decoro. A noi non resta
Che di fuggir. Coi buoni uffizi il padre
Farem poi che si plachi.
Quel ch'è fatto è già fatto; ed alla fine
Presto o tardi lo sdegno ha il suo confine.
Pria che spunti in ciel l'aurora
Cheti cheti, a lento passo,
Scenderemo fin abbasso,
Che nessun ci sentirà.
Sortiremo pian pianino
Per la porta del giardino:
Tutta pronta una carrozza
Là da noi si troverà.
Chiusi in quella, il vetturino,
Per schivar qualunque intoppo,
I cavalli di galoppo
Senza posa caccerà.
Da una vecchia mia parente,
Buona donna e assai pietosa,
Ce ne andremo, cara sposa,
E staremo cheti là.
Come poi s'avrà da fare
Penseremo a mente cheta.
Sposa cara, sta pur lieta,
Che l'amor ci assisterà.
Parte


SCENA V

CAROLINA
sola
Fuggir? Palese al mondo
Render il nostro fallo? E far di noi
Parlar con disonor? Questo sarebbe
Render più acerba ancora la ferita
Al seno di mio padre ...
No, no; pria di risolvermi
A così duro passo
Che costerebbe a me troppo dolore,
Voglio tentar quel che mi dice il core.
Parte
ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Sala come nell'atto primo; Geronimo, poi il Conte.

GERONIMO
Questa invero è curiosa:
Sembran d'accordo in masticar parole
Perchè io non intenda.
Ma voglio ben scoprir questa faccenda.
Venite, sì, venite, o conte amato;
Mi volete ora dir quello ch'è stato?

CONTE
Anzi men vengo apposta, e dico il tutto
Senza riguardo alcuno.

GERONIMO
No, non c'è alcuno.

CONTE
Alcun riguardo, ho detto,
Non ho di dirvi il tutto, e parlo schietto.
Vi dirò in primo luogo in stil laconico,
Che pel mio gusto armonico
Cosa non ha Elisetta
Che possa, qual vorrei,
Accender il mio cor, gli affetti miei;
E che mancando in me l'inclinazione,
Impossibil divien fra noi l'unione.

GERONIMO
Che armonico? che affetti?
Che unione? E cosa adesso
Mi andate voi dicendo?

CONTE
Che Elisetta sposar più non intendo.

GERONIMO
Che? cosa avete detto?

CONTE
Ho detto, che non trovo
Cosa in lei che mi piaccia,
E che più non la voglio.

GERONIMO
Non la volete più, mia figlia? Quella
Per cui steso è il contratto?
Non la volete più? Voi siete matto!
La vorrete benissimo,
La sposerete. Signor sì. A Geronimo
Non se ne fan di queste. E non è un uomo
Geronimo da prendersi
Per un qualche babbeo.
E Geronimo dice e vi ripete,
Che la vorrete, e che la sposerete.

CONTE
Ed al signor Geronimo
Io pur dico e ripeto
Che non la sposerò; ma che lo prego
Di mostrarsi contento
Che fra noi segua un accomodamento.

GERONIMO
Ed io vi torno a dire in brevi accenti
Che non si parli di accomodamenti.
Se fiato in corpo avete,
Sì, sì, la sposerete.
Un bambolo non sono,
Veder ve la farò.

CONTE
Se mi ascoltate un poco,
Si calmerà quel fuoco;
Ma poi se vi ostinate,
Anch'io mi ostinerò.

GERONIMO
La sposerete, amico.

CONTE
Io non la sposerò.

GERONIMO
Sì, sì, sì, sì, io dico.

CONTE
Io dico: no, no, no.

GERONIMO, CONTE
Con questo uom frenetico
Sfiatare non mi vo'.
Si mettono a sedere, uno da una parte e l'altro dall'altra

GERONIMO
(Ora vedete che bricconata!
Chi se l'avrebbe mai immaginata;
Questa è un'azione – da mascalzone:
Ed al suo impegno non dee mancar.)

CONTE
(Ora vedete che uom bilioso!
Come s'accende, com'è impetuoso!
Non vuol sentire – quel che vo' dire,
D'aggiustamento non vuol parlar!)

GERONIMO
(Vediamo un poco se ci ha pensato.)
Si alza

CONTE
(Proviamo un poco se si è calmato.)
Si alza

GERONIMO
Ebben, signore, la sposerete?

CONTE
Ebben, signore, m'ascolterete?
Il mio discorso vi può calmar.

GERONIMO
Via, dite pure quel che vi par.

CONTE
Se invece di Elisetta
Mi date la cadetta,
Cinquanta mila scudi
Vi voglio rilasciar.

GERONIMO
Quest'è per quel ch'io sento,
Quell'accomodamento
Che voi vorreste far?
Lasciatemi, mio caro,
Lasciatemi pensar.
Va di nuovo a sedere

CONTE
Vi lascio, sì, pensar.

GERONIMO
Qua risparmio del bell'oro,
Qua si salva anche il decoro;
Col baratto – che vien fatto,
Sì, signor, che bene andrà.

CONTE
Va l'amico ruminando,
Al risparmio va pensando;
Il boccone – è da ghiottone,
Nè scappar lo lascerà.

GERONIMO
Ci ho pensato, ci ho pensato.
Si alza

CONTE
Sentiremo, sentiremo.
Si alza

GERONIMO
Il baratto, sì, faremo,
Ma con patto ch'Elisetta
Ancor essa accorderà.

CONTE
S'è per questo, vado in fretta
A far sì che m'odierà.

GERONIMO, CONTE
Siamo, siamo accomodati:
Ritorniam di buon umore.
Abbracciamoci di cuore,
E speriam felicità.
Geronimo parte


SCENA II
Il Conte, poi Paolino.

CONTE
Per fare ch'Elisetta mi rifiuti
Il modo è facilissimo.
Oh! Paolino! Paolino!

PAOLINO
In che posso servirvi?

CONTE
Da me stesso
Ho fatto tutto: Il padre è contentissimo
Ch'io sposi Carolina.

PAOLINO
Ma ... lo dite davvero?

CONTE
Certamente. Consolati, e tu stesso
Va a darle questa nuova:
Dille che ogni riguardo è omai finito.
E che disponga il cuore
Ad ubbidir con gioia al genitore.
Parte


SCENA III
Paolino, Fidalma, poi Carolina.

PAOLINO
Ecco che or ora scoppia
Da sè la cosa. Io sono rovinato!
Scacciato colla sposa, e disperato.
Ma no. Mi resta ancora una speranza
Nel buon cuor di Fidalma. A lei men volo
Benchè tutto tremante ...
Ma Fidalma qui giunge ... Ecco l'istante.

FIDALMA
(Egli è qua solo, e questo gabinetto
Fermandosi in disparte
E' un luogo adattissimo
Per parlar di segreti.)

PAOLINO
(Ella mi sembra
Che volga in sè qualche pensier molesto.
Ah, che son disgraziato ancora in questo!)

FIDALMA
(Mi ha guardato sott'occhio, e ha sospirato.)

PAOLINO
(E' turbata senz'altro: il cor mi manca.)

|FIDALMA
(E sospira di nuovo: ah! fosse mai
Che anch'ei per me sentisse
Quel ch'io sento per lui?)

PAOLINO
(Orsù, coraggio!
Il tempo passa, ed io me le avvicino.)
Se mi è permesso ...

FIDALMA
Addio, caro Paolino
Non mi avete veduta altro che adesso?

PAOLINO
Vi vidi pensierosa, e non mi parve
Di dover disturbarvi.

FIDALMA
Voi non mi disturbate.
Pensieroso però, se non m'inganno,
Eravate anche voi.

PAOLINO
Questo è ben vero.

FIDALMA
Paolino?

PAOLINO
Signora.

FIDALMA
I pensier nostri
Da un'istessa cagion per avventura
Sarebbero prodotti?

PAOLINO
E' ciò impossibile.

FIDALMA
Non pensavate a me?

PAOLINO
Non so negarlo.

FIDALMA
Ed io pensava a voi. Femmina esperta
Dal più minimo indizio ancor s'avvede
Di quel che non si pensa e non si crede.

PAOLINO
(Che se ne sia avveduta?)

FIDALMA
Via, non vi confondete.
Parlatemi con tutta confidenza.

PAOLINO
(Se n'è accorta senz'altro.)
Ah! Signora ....

FIDALMA
Mi avrete
Pietosa e non crudel.

PAOLINO
La bontà vostra
Il mio merito eccede, e mi consola,
Ma con vostro fratello ...

FIDALMA
Il fratel mio
Ve bene accordar quel che vogl'io.

PAOLINO
E non farà rumore?

FIDALMA
Quale rumore? Contento ei dee mostrarsi
Quando ancor non lo fosse.

PAOLINO
Ah, mio conforto!
Dunque, quando?

FIDALMA
Prestissimo.

PAOLINO
Anzi, senza dimora.

FIDALMA
Ebbene in questo punto
Vi do la mia parola
Che sarete mio sposo ....

PAOLINO
Sposo?

FIDALMA
Sì, caro mio.

PAOLINO
Io?

FIDALMA
Sì, mio caro,
Sì, mio bene, consolati ...
Ma di color tu cangi? ... E che cos'hai?

PAOLINO
(Qual nuovo contrattempo è questo mai!)
Sento, ahimè! che mi vien male,
Già mi manca quasi il fiato!

FIDALMA
Non è niente, sposo amato,
Questo è effetto del piacer.

PAOLINO
Per pietà, che in svenimento
Io mi sento già cader.

FIDALMA
E' l'effetto del contento,
Passerà, no, non temer.
Mio caro Paolino
Ma! .... certo è svenuto,
Porgiamogli aiuto ...
C'è alcuno di là?
L'amore, il contento
Vedete che fa?

CAROLINA
Ma cosa è accaduto?
Che cosa è mai stato?

FIDALMA
Il povero giovine
Di me innamorato,
Per gioia in deliquio
Vedete che sta.
Io vado a pigliare
Un certo elisire,
Non state a partire.
Restatevi qua.

CAROLINA
(Che creder, che dire
Da me non si sa.)
Giusto Cielo! Quale affanno,
Qual sospetto mi martella!
Su, ti scuoti, su favella!
Io mi sento lacerar.

PAOLINO
Carolina, deh, va via!

CAROLINA
Tu invaghito di mia zia,
E mi vieni ad ingannar.

PAOLINO
Taci, taci, che per ora
Non mi posso qui spiegar.

CAROLINA
Ci mancava questa ancora
Per più farmi delirar.

FIDALMA
entrando
Son qui pronta ... Son qua lesta,
Ma già in piedi ti ritrovo.
Per la gioia che ne provo
Questa man ti do a baciar.

PAOLINO
imbarazzato
Non mi prendo tanto ardire.

CAROLINA
Mia signora, pian pianino.

FIDALMA
Bacia, bacia, Paolino,
a Carolina
Non ci avete voi da entrar.

CAROLINA, PAOLINO
Questa certa confidenza
Di fanciulla alla presenza,
Che stia bene non mi par.

FIDALMA
Di qualunque alla presenza
Posso dar tal confidenza
A colui che ho da sposar.

Fidalma parte. Carolina e Paolino mostrano di
partire, ma poi si arrestano.


SCENA IV
Carolina e Paolino.

CAROLINA
Vanne, vanne: la séguita ... No, arrestati.
Dimmi, tristo, su, dimmi,
Quante pensi sposarne? Ora comprendo
Perchè a svelar non pensi
Il nodo clandestin che ci ha legati.
Lo fai per il piacere
Di tradire due donne a un solo istante,
Me come sposa e l'altra come amante.

PAOLINO
No, Carolina, chetati ed ascoltami.

CAROLINA
E che deggio ascoltar? Non ti ho trovato
Svenuto per amore
Al fianco di mia zia? Non l'ho sentita
Vantarsi del tuo affetto?
E che l'hai da sposar non ha già detto?

PAOLINO
Questo è un inganno, o cara ...

CAROLINA
Eh, sì, un inganno
Che da te si commette.
Se tu amavi mia zia,
Perchè non sposar lei?
Perchè sedurre una fanciulla onesta,
Priva d'ogni esperienza e d'accortezza,
Per farla poi crepar dall'amarezza?

PAOLINO
M'ascolta, per pietà ....

CAROLINA
Che vuoi che ascolti?
Comprendo in questo istante
Il peso del mio fallo.
Ma senti, io corro adesso
A' piedi di mio padre;
Svelerò quel che ho fatto ...
A qualunque castigo
Mi renderò soggetta.
Di te poi, seduttor, tristo, spergiuro,
Segua quel che si voglia, io non mi curo.
Per partire

PAOLINO
Ferma, ferma, ti prego ...

CAROLINA
Oibò ... mi lascia.

PAOLINO
No, ti dico.

CAROLINA
Vo' andar.

PAOLINO
Sentimi, e poi
Subito te ne andrai se andar tu vuoi.

CAROLINA
Ah! Chi poteva mai
Questo da te aspettarsi!

PAOLINO
Ascolta, io dico.

CAROLINA
Io mi sento morir!

PAOLINO
Calmati un poco.

CAROLINA
piangendo
Così resterai libero,
Così la sposerai.

PAOLINO
Ah! no, che tu così morir mi fai.
Nell'inganno tu sei, ragion non senti,
E ti scordi in un punto di furore,
Chi sei tu, chi son io, tutto l'amore?

CAROLINA
Cosa potresti dir?

PAOLINO
Dir che tua zia
Soltanto in quest'istante,
Mi si scoperse amante;
E la sorpresa mia fu che mi tolse
L'uso de' sensi. Or vanne a pubblicarmi
Qual seduttor. Rovinami, ma prima
Prendi questo coltello,
E poichè sei impazzita,
Qui dammi prima una mortal ferita.

CAROLINA
Guarda ch'io te la do.

PAOLINO
Non mi ritiro.

CAROLINA
Ma non disse ella stessa
Che tu l'amavi?

PAOLINO
Equivocò Fidalma.

CAROLINA
Confessa, o fo davvero.

PAOLINO
Se un bugiardo mi credi,
Spingi senza pietade.

CAROLINA
Ah! mi vien freddo ed il coltel mi cade.

PAOLINO
Or sappi, sposa mia, che più maneggio
Non trovo al scoprimento
Per salvar il decoro. A noi non resta
Che di fuggir. Coi buoni uffizi il padre
Farem poi che si plachi.
Quel ch'è fatto è già fatto; ed alla fine
Presto o tardi lo sdegno ha il suo confine.
Pria che spunti in ciel l'aurora
Cheti cheti, a lento passo,
Scenderemo fin abbasso,
Che nessun ci sentirà.
Sortiremo pian pianino
Per la porta del giardino:
Tutta pronta una carrozza
Là da noi si troverà.
Chiusi in quella, il vetturino,
Per schivar qualunque intoppo,
I cavalli di galoppo
Senza posa caccerà.
Da una vecchia mia parente,
Buona donna e assai pietosa,
Ce ne andremo, cara sposa,
E staremo cheti là.
Come poi s'avrà da fare
Penseremo a mente cheta.
Sposa cara, sta pur lieta,
Che l'amor ci assisterà.
Parte


SCENA V

CAROLINA
sola
Fuggir? Palese al mondo
Render il nostro fallo? E far di noi
Parlar con disonor? Questo sarebbe
Render più acerba ancora la ferita
Al seno di mio padre ...
No, no; pria di risolvermi
A così duro passo
Che costerebbe a me troppo dolore,
Voglio tentar quel che mi dice il core.
Parte



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