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ATTO SECONDO - L'uomo della caverna

SCENA I
Sala nel Palazzo d'Acciano in Antiochia.
Acciano è seduto sul trono, dinanzi a lui stanno gli Ambasciatori, Soldati e Popolo.

I AMBASCIATORI
È dunque vero?

ACCIANO
Splendere
Vid'io le inique spade!

AMBASCIATORI
Audaci! … a che le barbare
Lasciar natie contrade?
Di Maometto al fulmine
Noi li vedrem sparir!

ACCIANO
Forti, crudeli, esultano
Di stupri e di rapine;
Lascian dovunque un cumulo
Di stragi e di ruine …

AMBASCIATORI
Deh scendi, Allah terribile.
I perfidi a punir!

TUTTI
Or che d'Europa il fulmine
Minaccia i nostri campi,
Vola per noi sui turbini,
Pugna per noi fra i lampi,
E sentirem nell'anima
Scorrere il tuo valor.
Giuriam!... Noi tutti sorgere
Come un sol uom vedrai,
Scordar le gare e accenderne
Un'ira sola omai;
Quale fia scampo ai perfidi,
Se tu ne infiammi il cor?

Partono


SCENA II
Oronte e Sofia velata.

ORONTE
O madre mia, che fa colei?

SOFIA
Sospira,
Piange, i suoi cari chiama …
Pur l'infelice t'ama.

ORONTE
Mortal di me più lieto
Non ha la terra!

SOFIA
(Oh voglia, oh voglia Iddio
Schiarar così la mente al figlio mio!)

ORONTE
La mia letizia infondere
Vorrei nel suo bel core;
Vorrei destar coi palpiti
Del mio beato amore
Tante armonie nell'etere,
Quanti pianeti egli ha;
Ir seco al cielo ed ergermi
Dove mortal non va!

SOFIA
Oh! ma pensa che non puoi
Farla tua, se non ti prostri
Prima al Dio de' padri suoi.

ORONTE
Sien miei sensi i sensi vostri!

SOFIA
Oh mia gioia!

ORONTE
O madre mia!
Già pensai più volte in cor
Che sol vero il Nume sia
Di quell'angelo d'amor.
Come poteva un angelo
Crear sì puro il Cielo,
E agli occhi suoi non schiudere
Di veritade il velo?
Vieni, m'adduci a lei,
Rischiari i sensi miei;
Vieni, e nel ver s'acquetino
La dubbia mente e il cor!

SOFIA
Figlio, t'infuse un angelo
Per tua salute amor


SCENA III
Prominenze di un monte praticabili in cui s'apre una caverna.
Un Eremita.

EREMITA
E ancor silenzio! - Oh quando,
Quando al fragor dell'aure e del torrente
Suono di guerra s'unirà? …
Quest'occhi,
Sempre immersi nel pianto, oh non vedranno
Balenare dai culmini del monte
I crociati vessilli?
Dunque il lezzo a purgar del gran misfatto
Mai non potran mie mani
L'empie bende squarciar dei Mussulmani?
E ancor silenzio! - Oh folle!
E chi son io perché m'arrida all'alma
Iri di pace? E giusto Iddio soltanto:
Sia per lui benedetto il duolo e il pianto:
Ma quando un suon terribile
Dirà che Dio lo vuole,
Quando la croce splendere
Vedrò qual nuovo sole,
Di giovanil furore
Tutto arderammi il core,
E la mia destra gelida
L'acciaro impugnerà:
Di nuovo allor quest'anima
Redenta in ciel sarà.
Ma chi viene a questa volta?
Mussulman la veste il dice.
Ritiriamoci …


SCENA IV
Pirro e detto.

PIRRO
Oh! ferma! … ascolta
Per pietade, un infelice!
Già per tutto è sparso il suono
Delle sante tue virtù!
Dimmi, ah dimmi, qual perdono
Ottener poss'io quaggiù!
Io son Pirro, e fui Lombardo,
Prestai mano a un parricida;
Qui fuggendo, da codardo
Rinnegata ho la mia fe';
Il terrore, il duol mi guida
Supplichevole al tuo pie'.

EREMITA
Sorgi e spera! …

PIRRO
A me fidate
D'Antiochia son le mura.

S'odono suoni in lontananza

EREMITA
Qual rumor!

PIRRO
Son le crociate
Genti sparse alla pianura.

EREMITA
Ciel … che ascolto! il ver tu dici?
Al colmo dell'entusiasmo
Va, con me sei perdonato!
Dio, gran Dio degli infelici,
Niun confine ha tua pietà.
Pirro! … Ebbene! pel tuo peccato
Offri al ciel la rea città.

PIRRO
Uomo santo, a te lo giuro,
Questa notte, io stesso, io stesso
Schiuderò per l'empio muro
Al mio popolo un ingresso!

EREMITA
Ma il rumor cresce, s'avanza …
Ciel! Lombardi!

PIRRO
Ah! sì, Lombardi.

EREMITA
Va! … ti fia secura stanza
La caverna.


SCENA V
L'Eremita entra nella Caverna con Pirro, ed esce con un elmo e con una spada.
Intanto si schierano sul monte i guerrieri Crociati preceduti da Arvino.

EREMITA
Altuo guerrier
Oh sfavilla ancora ai guardi,
Brando antico, o mio crinier!

Si pone l'elmo e cala la visiera

ARVINO
Sei tu l'uom della caverna?

EREMITA
Io lo son; da me che vuoi?

ARVINO
Le tue preci! Ah l'ira eterna
Tu placar per me sol puoi!

EREMITA
Oh! sai tu qual uomo invochi?

ARVINO
Tutti parlano di te;
Narran tutti in questi lochi
Dio si mostri alla tua fe'!
Odi! … un branco mussulmano
Ha la figlia a me rapita;
Io tentai seguirli invano,
Giàla turba era sparita.

EREMITA
Dimmi! gente hai tu valida e molta?

ARVINO
Sì …

EREMITA
Vedrai la tua figlia diletta.

ARVINO
Tutta Europa là vedi raccolta,
Conducendolo sull'altura
Al voler di Goffredo soggetta!

EREMITA
Oh mia gioia! … la notte già scende! …
Me seguite, o Lombardi fratelli;
Questa notte porrete le tende,
Io lo giuro, nell'alta città!

ARVINO
Santo veglio, che a gloria ci appelli,
Le tue fiamme in noi serpono già!

TUTTI
Stolto Allah … sovra il capo ti piomba
Già dell'ira promessa la piena;
Santa voce per tutto rimbomba,
Proclamante l'estremo tuo dì.
Già la Croce per l'aure balena
D'una luce sanguigna, tremenda;
È squarciata la barbara benda.
L'infedele superbo fuggì.


SCENA VI
Recinto dell'Harem.
Coro di donne che accompagnano Giselda, la quale si abbandona mestamente sopra un sedile.

CORO
La bella straniera che l'alme innamora!
Venite, venite, danziamole intorno;
Perché sempre gli occhi di lagrime irrora,
Se tutte ha le gioie di questo soggiorno?
D'Oronte ella sola nell'animo impera …
La bella straniera, la bella straniera!
Perché tu lasciasti le case dei padri?
Mancavano amanti là forse al tuo core?
Veggiamo, veggiamo quegli occhi leggiadri,
Che son d'Oriente novello splendore.
Noi siamo d'ancelle vilissima schiera …
Qual brama servigio la bella straniera?
Oh stolta! Oh superba! Quegli occhi, che il foco
Acceser nel prence d'amor scellerato,
Vedran dei parenti la morte fra poco,
Il turpe vessillo nel sangue bruttato.
Partiamo, ella forse vuol sciorre preghiera …
La bella straniera! … la bella straniera!


SCENA VII
Giselda

GISELDA
sorgendo impetuosamente
Oh madre, dal cielo soccorri al mio pianto,
Soccorri al mio core, che pace ha perduto!
Perche mi lasciasti? … d'affetto non santo
M'aggravan le pene! … Deh porgimi aiuto!
Se vano è il pregare che a me tu ritorni.
Pregare mi valga d'ascendere a te.
Un cumulo veggo d'orribili giorni,
Qual tetro fantasma, piombare su me!

CORO DI DONNE
Chi ne salva!

GISELDA
Quai grida! … quai grida! …

DONNE
Oh fuggiamo! …

CORO D'UOMINI
S'uccida, S'uccida!


SCENA VIII
Soldati turchi inseguiti dai Crociati, indi Donne dell'Harem e Sofia.

DONNE
Chi ne salva dal barbaro
Se il Profeta i suoi fidi lasciò?

GISELDA
I Crociati! …

SOFIA
O Giselda, un indegno
Tradimento i nemici guidò!
Sposo e figlio mi caddero ai piedi.

GISELDA
Ahi che narri?

SOFIA
Il furente, oh lo vedi
Che li uccise!


SCENA IX
Arvino, l'Eremita e Cavalieri Lombardi.

GISELDA
Mio padre! … egli stesso! …

EREMITA
additando Giselda
Ecco, adempio a' miei detti, o signor.

ARVINO
Mia Giselda! ritorna all'amplesso
Di tuo padre! …

GISELDA
retrocede inorridita
Qual sangue!

SOFIA
Oh dolor!

GISELDA
quasi colpita da demenza
No! … giusta causa - non è d'Iddio
La terra spargere - di sangue umano;
È turpe insania - non senso pio
Che all'oro destasi - del mussulmano!
Queste del cielo - non fûr parole …
No, Dio nol vuole - No, Dio nol vuole!

EREMITA E CORO
Che ascolto!

ARVINO, SOFIA
O misera!

GISELDA
Qual nera benda
Agli occhi squarciami - forza divina!
I vinti sorgono - vendetta orrenda
Sta nelle tenebre - d'età vicina!
A niuno sciogliere - fia dato l'alma
Nel suoi 've l'aure - prime spirò!
L'empio olocausto - di umana salma
Il Dio degli uomini - sempre sdegnò. -

ARVINO
Empia! … sacrilega! -

GISELDA
Gioco dei venti
Già veggo pendere - le vostre chiome;
Veggo di barbari - sorger torrenti,
D'Europa stringere - le genti dome!
Ché mai non furono - di Dio parole
Quelle onde gli Uomini - sangue versâr.
No, Dio nol vuole - No, Dio nol vuole;
Ei sol di pace - scese a parlar!

EREMITA
Ah taci, incauta.

ARVINO
cavando il pugnale
Possa tua morte
Il detto sperdere - del labbro osceno!

EREMITA
fermandolo
Che fai? La misera - duolo ha sì forte
Che, ben lo vedi, - ragion smarrì! -

GISELDA
Ferisca... oh squarci - questo mio seno
La man che Oronte pur or ferì!

CORO
Lasciam l'indegna - che il vergin core
Ad empio amore - schiudere ardì.
ATTO SECONDO

(L'uomo della caverna)




Quadro Primo



(Sala nel Palazzo d'Acciano in Antiochia.
Acciano è seduto sul trono, dinanzi a lui
stanno gli Ambasciatori, Soldati e Popolo)


Scena Prima


AMBASCIATORI
È dunque vero?

ACCIANO
Splendere
Vid'io le inique spade!

AMBASCIATORI
Audaci!... a che le barbare
Lasciar natie contrade?
Di Maometto al fulmine
¡Noi li vedrem sparir!

ACCIANO
Forti, crudeli, esultano
Di stupri e di rapine;
Lascian dovunque un cumulo
Di stragi e di ruine...

AMBASCIATORI
Deh scendi, Allah terribile.
I perfidi a punir!

TUTTI
Or che d'Europa il fulmine
Minaccia i nostri campi
Vola per noi sui turbini,
Pugna per noi fra i lampi,
E sentirem nell'anima
Scorrere il tuo valor.
Giuriam!... Noi tutti sorgere
Come un sol uom vedrai,
Scordar le gare e accenderne
Un'ira sola omai;
Quale fia scampo ai perfidi,
Se tu ne infiammi il cor?

(Partono)


Scena Seconda


(Oronte e Sofia velata)

ORONTE
O madre mia, che fa colei?

SOFIA
Sospira,
Piange, i suoi cari chiama...
Pur l'infelice t'ama.

ORONTE
Mortal di me più lieto
Non ha la terra!

SOFIA
(Oh voglia, oh voglia Iddio
Schiarar così la mente al figlio mio!)

ORONTE
La mia letizia infondere
Vorrei nel suo bel core;
Vorrei destar coi palpiti
Del mio beato amore
Tante armonie nell'etere,
Quanti pianeti egli ha;
Ir seco al cielo ed ergermi
Dove mortal non va!

SOFIA
Oh! ma pensa che non puoi
Farla tua, se non ti prostri
Prima al Dio de' padri suoi.

ORONTE
Sien miei sensi i sensi vostri!

SOFIA
Oh mia gioia!

ORONTE
O madre mia!
Già pensai più volte in cor
Che sol vero il Nume sia
Di quell'angelo d'amor.
Come poteva un angelo
Crear sì puro il Cielo,
E agli occhi suoi non schiudere
Di veritade il velo?
Vieni, m'adduci a lei,
Rischiari i sensi miei;
Vieni, e nel ver s'acquetino
La dubbia mente e il cor!

SOFIA
Figlio, t'infuse un angelo
Per tua salute amor



Quadro Secondo



(Prominenze di un monte praticabili
in cui s'apre una caverna)


Scena Terza


(Un eremita)

EREMITA
E ancor silenzio!
Oh quando, quando al fragor dell'aure e del torrente
Suono di guerra s'unirà?...
Quest'occhi, sempre immersi
Nel pianto, oh non vedranno
Balenare dai culmini del monte
I crociati vessilli?
Dunque il lezzo a purgar del gran misfatto
Mai non potran mie mani
L'empie bende squarciar dei Mussulmani?
E ancor silenzio! - Oh folle!
E chi son io perché m'arrida all'alma
Iri di pace? E giusto Iddio soltanto:
Sia per lui benedetto il duolo e il pianto:
Ma quando un suon terribile
Dirà che Dio lo vuole,
Quando la croce splendere
Vedrò qual nuovo sole,
Di giovanil furore
Tutto arderammi il core,
E la mia destra gelida
L'acciaro impugnerà:
Di nuovo allor quest'anima
Redenta in ciel sarà.
Ma chi viene a questa volta?
Mussulman la veste il dice.
Ritiriamoci...


Scena Quarta


(Pirro e detto)

PIRRO
Oh! ferma!... ascolta
Per pietade, un infelice!
Già per tutto è sparso il suono
Delle sante tue virtù!
Dimmi, ah dimmi, qual perdono
Ottener poss'io quaggiù!
Io son Pirro, e fui Lombardo,
Prestai mano a un parricida;
Qui fuggendo, da codardo
Rinnegata ho la mia fe';
Il terrore, il duol mi guida
Supplichevole al tuo pie'.

EREMITA
Sorgi e spera!...

PIRRO
A me fidate d'Antiochia son le mura.

(S'odono suoni in lontananza)

EREMITA
Qual rumor!

PIRRO
Son le crociate
Genti sparse alla pianura.

EREMITA
Ciel... che ascolto! il ver tu dici?

(Al colmo dell'entusiasmo)

Va, con me sei perdonato!
Dio, gran Dio degli infelici,
Niun confine ha tua pietà.
Pirro!... Ebbene! pel tuo peccato
Offri al ciel la rea città.

PIRRO
Uomo santo, a te lo giuro,
Questa notte, io stesso, io stesso
Schiuderò per l'empio muro
Al mio popolo un ingresso!

EREMITA
Ma il rumor cresce, s'avanza...
Ciel! Lombardi!

PIRRO
Ah! sì, Lombardi.

EREMITA
Va!... ti fia secura stanza la caverna.


Scena Quinta


(L'Eremita entra nella Caverna con Pirro, ed esce
con un elmo e con una spada. Intanto si schierano
sul monte i guerrieri Crociati preceduti da Arvino)

EREMITA
Al tuo guerrier
Oh sfavilla ancora ai guardi,
Brando antico, o mio crinier!

(Si pone l'elmo e cala la visiera)

ARVINO
Sei tu l'uom della caverna?

EREMITA
Io lo son; da me che vuoi?

ARVINO
Le tue preci! Ah l'ira eterna
Tu placar per me sol puoi!

EREMITA
Oh! sai tu qual uomo invochi?

ARVINO
Tutti parlano di te;
Narran tutti in questi lochi
Dio si mostri alla tua fe'!
Odi!... un branco mussulmano
Ha la figlia a me rapita;
Io tentai seguirli invano,
Già la turba era sparita.

EREMITA
Dimmi! gente hai tu valida e molta?

ARVINO
Sì...

EREMITA
Vedrai la tua figlia diletta.

ARVINO
Tutta Europa là vedi raccolta,

(Conducendolo sull'altura)

Al voler di Goffredo soggetta!

EREMITA
Oh mia gioia!... la notte già scende!...
Me seguite, o Lombardi fratelli;
Questa notte porrete le tende,
Io lo giuro, nell'alta città!

ARVINO
Santo veglio, che a gloria ci appelli,
Le tue fiamme in noi serpono già!

TUTTI
Stolto Allah... sovra il capo ti piomba
Già dell'ira promessa la piena;
Santa voce per tutto rimbomba,
Proclamante l'estremo tuo dì.
Già la Croce per l'aure balena
D'una luce sanguigna, tremenda;
È squarciata la barbara benda.
L'infedele superbo fuggì.



Quadro Terzo



(Recinto dell'Harem)


Scena Sesta


(Coro di donne che accompagnano Giselda, la
quale si abbandona mestamente sopra un sedile)

DONNE
La bella straniera che l'alme innamora!
Venite, venite, danziamole intorno;
Perché sempre gli occhi di lagrime irrora,
Se tutte ha le gioie di questo soggiorno?
D'Oronte ella sola nell'animo impera...
La bella straniera, la bella straniera!
Perché tu lasciasti le case dei padri?
Mancavano amanti là forse al tuo core?
Veggiamo, veggiamo quegli occhi leggiadri,
Che son d'Oriente novello splendore.
Noi siamo d'ancelle vilissima schiera...
Qual brama servigio la bella straniera.
Oh stolta! Oh superba! Quegli occhi, che il foco
Acceser nel prence d'amor scellerato,
Vedran dei parenti la morte fra poco,
Il turpe vessillo nel sangue bruttato.
Partiamo, ella forse vuol sciorre preghiera...
La bella straniera!... la bella straniera!


Scena Settima


(Giselda)

GISELDA
(sorgendo impetuosamente)
Oh madre, dal cielo soccorri al mio pianto,
Soccorri al mio core, che pace ha perduto!
Perche mi lasciasti?... d'affetto non santo
M'aggravan le pene!... Deh porgimi aiuto!
Se vano è il pregare che a me tu ritorni.
Pregare mi valga d'ascendere a te.
Un cumulo veggo d'orribili giorni,
Qual tetro fantasma, piombare su me!

DONNE
(interno)
Chi ne salva?

GISELDA
Quai grida!... quai grida!...

DONNE
Oh fuggiamo!..

UOMINI
S'uccida, S'uccida!


Scena Ottava


(Soldati turchi inseguiti dai Crociati,
indi Donne dell'Harem e Sofia)

DONNE
Chi ne salva dal barbaro
Se il Profeta i suoi fidi lasciò?

GISELDA
I Crociati!...

SOFIA
O Giselda, un indegno
Tradimento i nemici guidò!
Sposo e figlio mi caddero ai piedi.

GISELDA
Ahi che narri?

SOFIA
Il furente, oh lo vedi
Che li uccise!


Scena Nona


(Arvino, l'Eremita e Cavalieri Lombardi)

GISELDA
(coprendosi il volto colle mani)
Mio padre!... egli stesso!...

EREMITA
(additando Giselda)
Ecco, adempio a' miei detti, o signor.

ARVINO
Mia Giselda! ritorna all'amplesso
Di tuo padre!...

GISELDA
(retrocede inorridita)
Qual sangue!

SOFIA
Oh dolor!

GISELDA
(quasi colpita da demenza)
No!... giusta causa - non è d'Iddio
La terra spargere - di sangue umano;
È turpe insania - non senso pio
Che all'oro destasi - del mussulmano!
Queste del cielo - non fûr parole...
No, Dio nol vuole - No, Dio nol vuole!

EREMITA, CORO
Che ascolto?

ARVINO, SOFIA
O misera!

GISELDA
Qual nera benda
Agli occhi squarciami - forza divina!
I vinti sorgono - vendetta orrenda
Sta nelle tenebre - d'età vicina!
A niuno sciogliere - fia dato l'alma
Nel suoi 've l'aure - prime spirò!
L'empio olocausto - di umana salma
Il Dio degli uomini - sempre sdegnò.

ARVINO
Empia!... sacrilega!

GISELDA
Gioco dei venti
Già veggo pendere - le vostre chiome;
Veggo di barbari - sorger torrenti,
D'Europa stringere - le genti dome!
Ché mai non furono - di Dio parole
Quelle onde gli Uomini - sangue versâr.
No, Dio nol vuole - No, Dio nol vuole;
Ei sol di pace - scese a parlar!

EREMITA
Ah taci, incauta.

ARVINO
(cavando il pugnale)
Possa tua morte
Il detto sperdere - del labbro osceno!

EREMITA, SOFIA, CORO
(fermandolo)
Che fai? La misera - duolo ha sì forte
Che, ben lo vedi, - ragion smarrì!

ARVINO
Incauta, ragion smarrì.

(*) GISELDA
Ferisca... oh squarci - questo mio seno
La man che Oronte pur or ferì!

CORO
Lasciam l'indegna - che il vergin core
Ad empio amore - schiudere ardì.

(*)Estos últimos versos aparecen en varios
libretos consultados, mas no en las grabaciones
oídas de la ópera.



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