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ATTO QUARTO - Il Santo Sepolcro

SCENA I
Caverna.
Giselda è abbandonata sopra un sasso. Entrano l'Eremita ed Arvino.

EREMITA
additando Giselda
Vedi e perdona!

ARVINO
Oh figlia mia!

EREMITA
Nell'aspro
Cammino a stento io qui la trassi; agli occhi
Tuoi paterni tre giorni io la celai
Temendo l'ira tua. Vedi! l'afflitta,
Arsa e consunta dall'orrenda sete,
Ond'ha flagello il campo tutto, or solo
Chiuse gli occhi al riposo.

ARVINO
Oh noi turbiam! … Ma tu chi se', pietoso?
Deh noto alfin mi sia
Chi tanto vegli sovra me! Sovente
Io ti vidi combattermi vicino,
E usbergo farmi del tuo petto.

EREMITA
O Arvino,
Tu lo saprai! … Ma di Giselda solo
Or ne prema l'affanno;
Vieni, cerchiam per ogni dove stilla
Che torni ad avvivar la sua pupilla.


SCENA II
Giselda sola; ella è sorpresa in sogno da una visione di Spiriti celesti.

CORO DI CELESTI
Componi, o cara vergine,
Alla letizia il viso.
Per te redenta un'anima
S'indiva in paradiso;
Vieni, che il ben dividere
Seco fia dato a te.

GISELDA
alzandosi e continuando a sognare
Oh! di sembianze eteree
L'antro splendente io scerno;
Ah sì … t'affretta a sorgere,
Alba del giorno eterno.
Oronte! … Ah tu fra gli angeli?
Perché non parli a me?

ORONTE
In cielo benedetto,
Giselda, per te sono! …
Il mio pregar accetto
D'Iddio già sale al trono!
Va, grida alla tua gente,
Che afforzi la speranza,
Del Siloe la corrente
Fresch'onde apporterà.

Sparisce la visione

GISELDA
svegliandosi per la grande agitazione
Qual prodigio! … Oh in nera stanza
Or si muta il paradiso? …
Sogno ei fu? … ma d'improvviso
Qual virtude in cor mi sta?
Non fu sogno! … in fondo all'alma
Suona ancor l'amata voce,
De' beati ancor la palma
In sua man vegg'io brillar.
O guerrieri della croce,
Su Correte ai santi allori!
Scorre il fiume già gli umori
L'egre membra a ravvivar.


SCENA III
Le Tende Lombarde presso al Sepolcro di Rachele.

CROCIATI, PELLEGRINI E DONNE
O Signore, dal tetto natio
Ci chiamasti con santa promessa,
Noi siam corsi all'invito d'un pio,
Giubilando per l'aspro sentier.
Ma la fronte avvilita e dimessa
Hanno i servi già baldi e valenti!
Deh! non far che ludibrio alle genti
Sieno, Cristo, i tuoi fidi guerrier!
O fresc'aure volanti sui vaghi
Ruscelletti dei prati lombardi!
Fonti eterne! purissimi laghi! …
O vigneti indorati dal sol!
Dono infausto, crudele è la mente
Che vi pinge sì veri agli sguardi,
Ed al labbro più dura e cocente
Fa la sabbia d'un arido suol! …

VOCI INTERNE
Al Siloe! al Siloe!

CORO
Quali voci!


SCENA IV
Giselda, Eremita, Arvino e Detti.

GISELDA
Il cielo
Ha le preghiere degli afflitti accolto!
Tutte le genti stanno all'acque intorno
Che il Siloe manda!

CORO
Oh gioia! … Oh gioia! …

ARVINO
Udite
Or me, Lombardi! Dissetato il labbro,
Ultimi certo non sarete voi
A risalir le abbandonate mura!
Noi prevedono gli empi …
Ecco! … le trombe
Squillano del Buglion! La santa Terra
Oggi nostra sarà.

TUTTI
Sì! … Guerra! Guerra!
Guerra! guerra! s'impugni la spada,
Affrettiamoci,empiamo le schiere;
Sulle bende la folgore cada,
Non un capo sfuggire potrà.
Già rifulgon le sante bandiere
Quai comete di sangue e spavento;
Già vittoria sull'ali del vento
Le corone additando ci va!


SCENA V
Le Tende d'Arvino.
Dopo lungo rumore di battaglia entra l'Eremita sorretto da Giselda ed Arvino.

ARVINO
Questa è mia tenda …
Qui tue membra puoi,
Sventurato, adagiar … Ma tu non parli?

GISELDA
Ahi vista! in ogni parte
Egli è ferito … Sulle mura ei primo
Correa gridando.

EREMITA
Via da me! … Chi siete?

ARVINO
Guarda! sovvienti! Presso
D'Arvin tu sei.

EREMITA
guardandosi le mani
D'Arvin? Qual nome! … Ah taci!
Taci! … D'Arvin questo è pur sangue! Oh averno!
Schiuditi a' piedi miei! … Sangue è del padre.

ARVINO
Che parli tu?

GISELDA
Ti calma!
Vedi, tu se' fra noi … presso l'afflitta
Che tu salvasti.

EREMITA
Oh voce! … Oh chi rischiara
La mente e m'apre il cor! Tu sei, tu sei
L'angelo del perdono!

ARVINO
Favella … Chi sei tu? …

EREMITA
Pagano io sono.

ARVINO E GISELDA
Ciel! … Che ascolto!

PAGANO
Un breve istante
Solo resta a me di vita...
O fratello! … a Dio davante
Dee quest'alma comparir!
La mia pena … è omai compita!
Non volermi … maledir!

GISELDA
Padre, in Dio lo vedi estinto;
È sua colpa in ciel rimessa.

PAGANO
Oh fratello! …

ARVINO
abbracciandolo
Hai vinto, hai vinto,
Anche l'uom ti assolverà.

PAGANO
Me felice! … or sia … concessa …
A' miei sguardi la città.


SCENA ULTIMA
S'apre la tenda e vedesi Gerusalemme; sulle mura, sulle torri sventolano le bandiere della Croce illuminate dai primi raggi del Sole oriente.
Pellegrini, Donne e Guerrieri Crociati.

PAGANO
Dio pietoso! … di quale contento
Degni or tu … l'assassino … che muor!
Tu sovvieni … all'estremo momento
L'uom che il mondo … copriva d'orror!

ARVINO
O Pagano! … Gli sguardi clementi
A miei falli rivolga il Signor,
Come a te negli estremi momenti
Il fratello perdona in suo cor.

GISELDA
Va felice! Il mio sposo beato,
La mia madre vedrai nel Signor:
Di' che affrettino il giorno bramato
Che col loro si eterni il mio cor.

CORO
Te lodiamo, gran Dio di vittoria,
Te lodiamo, invincibil Signor!
Tu salvezza, tu guida, tu gloria
Se' de' forti che t'aprono il cor!
ATTO QUARTO

(Il Santo Sepolcro)




Quadro Primo



(Caverna, pressa Gerusalemme)


(*) Scena Prima

(*)Esta escena aparece en varios libretos
consultados, mas no en las grabaciones
oídas de la ópera.


(Giselda è abbandonata sopra
un sasso. Entrano l'Eremita ed Arvino)

EREMITA
(additando Giselda)
Vedi e perdona!

ARVINO
Oh figlia mia!

EREMITA
Nell'aspro
Cammino a stento io qui la trassi; agli occhi
Tuoi paterni tre giorni io la celai
Temendo l'ira tua. Vedi! l'afflitta,
Arsa e consunta dall'orrenda sete,
Ond'ha flagello il campo tutto, or solo
Chiuse gli occhi al riposo.

ARVINO
noi turbiam!... Ma tu chi se', pietoso?
Deh noto alfin mi sia
Chi tanto vegli sovra me! Sovente
Io ti vidi combattermi vicino,
E usbergo farmi del tuo petto.

EREMITA
O Arvino,
Tu lo saprai!... Ma di Giselda solo
Or ne prema l'affanno;
Vieni, cerchiam per ogni dove stilla
Che torni ad avvivar la sua pupilla.


Scena Seconda


(Giselda sola; ella è sorpresa in
sogno da una visione di Spiriti celesti)

CELESTI
Componi, o cara vergine,
Alla letizia il viso.
Per te redenta un'anima
S'indiva in paradiso;
Vieni, che il ben dividere
Seco fia dato a te.
Vieni, vieni...

GISELDA
(alzandosi e continuando a sognare)
Oh! di sembianze eteree
L'antro splendente io scerno;
Ah sì... t'affretta a sorgere,
Alba del giorno eterno.
Oronte!... Ah tu fra gli angeli?
Perché non parli a me?

ORONTE
In cielo benedetto,
Giselda, per te sono!...
Il mio pregar accetto
D'Iddio già sale al trono!
Va, grida alla tua gente,
Che afforzi la speranza,
Del Siloe la corrente
Fresch'onde apporterà.

(Sparisce la visione)

GISELDA
(svegliandosi per la grande agitazione)
Qual prodigio!... Oh in nera stanza
Or si muta il paradiso?...
Sogno ei fu?... ma d'improvviso
Qual virtude in cor mi sta?
Non fu sogno!.. in fondo all'alma
Suona ancor l'amata voce,
De' beati ancor la palma
In sua man vegg'io brillar.
O guerrieri della croce,
Su Correte ai santi allori!
Scorre il fiume già gli umori
L'egre membra a ravvivar.



Quadro Secondo



(Le Tende Lombarde presso
al Sepolcro di Rachele)


Scena Terza


CROCIATI, PELLEGRINI, DONNE
O Signore, dal tetto natio
Ci chiamasti con santa promessa,
Noi siam corsi all'invito d'un pio,
Giubilando per l'aspro sentier.
Ma la fronte avvilita e dimessa
Hanno i servi già baldi e valenti!
Deh! non far che ludibrio alle genti
Sieno, Cristo, i tuoi fidi guerrier!
O fresc'aure volanti sui vaghi
Ruscelletti dei prati lombardi!
Fonti eterne! purissimi laghi!...
O vigneti indorati dal sol!
Dono infausto, crudele è la mente
Che vi pinge sì veri agli sguardi,
Ed al labbro più dura e cocente
Fa la sabbia d'un arido suol!...

VOCI INTERNE
Al Siloe! al Siloe!

CORO
Quali voci!


Scena Quarta


(Giselda, Eremita, Arvino e Detti)

GISELDA
Il cielo
Ha le preghiere degli afflitti accolto!
Tutte le genti stanno all'acque intorno
Che il Siloe manda!

CORO
Oh gioia!... Oh gioia!...

ARVINO
Udite or me, Lombardi!
Dissetato il labbro,
Ultimi certo non sarete voi
A risalir le abbandonate mura!
Noi prevedono gli empi....
Ecco!... le trombe
Squillano del Buglion! La santa Terra
Oggi nostra sarà.

TUTTI
Sì!... Guerra! Guerra!
¡Guerra! guerra! s'impugni la spada,
Affrettiamoci, empiamo le schiere;
Sulle bende la folgore cada,
Non un capo sfuggire potrà.
Già rifulgon le sante bandiere
Quai comete di sangue e spavento;
Già vittoria sull'ali del vento
Le corone additando ci va!



Quadro Terzo



(Le Tende d'Arvino)


Scena Quinta


(Dopo lungo rumore di battaglia entra
l'Eremita sorretto da Giselda ed Arvino)

ARVINO
Questa è mia tenda...
Qui tue membra puoi,
Sventurato, adagiar...
Ma tu non parli?

GISELDA
Ahi vista! in ogni parte
Egli è ferito... Sulle mura ei primo
Correa gridando.

EREMITA
Via da me!... Chi siete?

ARVINO
Guarda! sovvienti! Presso
D'Arvin tu sei.

EREMITA
(guardandosi le mani)
D'Arvin? Qual nome!... Ah taci!
Taci!... D'Arvin questo è pur sangue! Oh averno!
Schiuditi a' piedi miei!...
Sangue è del padre!

ARVINO
Che parli tu?

GISELDA
Ti calma!
Vedi, tu se' fra noi... presso l'afflitta
Che tu salvasti.

EREMITA
Oh voce!... Oh chi rischiara
La mente e m'apre il cor? Tu sei, tu sei
L'angelo del perdono!

ARVINO
Favella... Chi sei tu?...

EREMITA
Pagano io sono.

ARVINO E GISELDA
Ciel!... Che ascolto?

PAGANO
Un breve istante
Solo resta a me di vita...
O fratello!... a Dio davante
Dee quest'alma comparir!
La mia pena... è omai compita!
Non volermi... maledir!

GISELDA
Padre, in Dio lo vedi estinto;
È sua colpa in ciel rimessa.

PAGANO
Oh fratello!...

ARVINO
(abbracciandolo)
Hai vinto, hai vinto!

ARVINO, GISELDA
Anche l'uom ti assolverà.

PAGANO
Me felice!... or sia... concessa...
A' miei sguardi la città.


Scena Ultima


(S'apre la tenda e vedesi Gerusalemme; sulle
mura, sulle torri sventolano le bandiere della
Croce illuminate dai primi raggi del Sole oriente)

(Pellegrini, donne e guerrieri crociati)

I LOMBARDI
Te lodiamo, gran Dio di vittoria,
Te lodiamo, invincibil Signor!
Tu salvezza, tu guida, tu gloria
Se' de' forti che t'aprono il cor!

PAGANO
Oh Dio!... di quale contento
Degni or tu... l'assassino... che muor!
Tu sovvieni... all'estremo momento
L'uom che il mondo... copriva d'orror!

ARVINO
O Pagano!... Gli sguardi clementi
A miei falli rivolga il Signor,
Come a te negli estremi momenti
Il fratello perdona in suo cor.

GISELDA
Va felice! Il mio sposo beato,
La mia madre vedrai nel Signor:
Di' che affrettino il giorno bramato
Che col loro si eterni il mio cor.

FINE



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