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PROLOGO - Il prigioniero

SCENA I
Vasta pianura, irrigata dal Rima: l'oriente è ingombro di maestose nubi, imporporate dai raggi del sole nascente.

Otumbo, a capo d'una tribù di americani, trascinando Alvaro fra catene.

OTUMBO E CORO
mentre alcuni annodano Alvaro ad un tronco
Muoja,
muoja coverto d'insulti,
I martiri sien crudi, ma lenti,
Con accento ferocissimo
Strappi ad esso codardi singulti
Il tormento di mille tormenti. -
O fratelli, caduti pugnando,
Dalle tombe sorgete ululando...
L'inno insieme del trionfo s'intuoni,
Mentr'ei sparge l'estremo respir.

ALVARO
(A costoro quel nume perdoni
Cui mi volgo, già presso a morir)

GLI AMERICANI
alzando urli di frenetica gioia, si avventano sul prigioniero, alcuni con dardi altri con picche e tizzi ardenti, e concitandosi l'un l'altro con le parole
muoja, muoja,
quando apparisce sul fiume una canòa

OTUMBO
Chi giunge?...
Un americano discende dalla canòa.


SCENA II
Zamoro, e detti.

CORO
Ah!

Riconoscendolo, e con grido di gioja e maraviglia

OTUMBO
Tu!

CORO
Fia vero!...

Gettandosi, con Otumbo, a piè di lui

ZAMORO
Sorgete.
Inoltrandosi
Un prigioniero!
Figge lo sguardo in Alvaro, e sembra commosso dalla sua veneranda canizie
Del primo rieder mio non vo la gioia
Mista col sangue: a me costui donate.

OTUMBO E CORO
Abbilo.

ZAMORO
sciogliendo i legami di Alvaro
Vivi.

ALVARO
Giusto ciel!...
Come trasognato

ZAMORO
Frà tuoi
Ritorna, o vecchio, ed a color, che noi
Chiaman selvaggi, narra
Che ti donò la vita
Un selvaggio.

ALVARO
abbracciando Zamoro con tutta l'effusione di un'anima riconoscente
Ti dica il pianto mio
Quel che non può l'accento.
Ad un cenno di Zamoro, Alvaro parte, scortato da alcuno della tribù

OTUMBO
Ah! quale iddio
Serbò Zamoro, i giorni tuoi?
Qui spento
Ognun ti pianse!

ZAMORO
Ed a' nemici ancora
Tal sembrai, ne' tormenti
Che apprestar mi facea l'empio
Gusmano...
Ahi! sento a questo nome
Ribollirmi le vene, alzar le chiome!
Un Inca... eccesso orribile!
Fu dato a' cenni suoi
In man di rei carnefici!
  • E i barbari siam noi! -
Parve in quel fero strazio
La luce a me rapita,
Ma un soffio in petto, un alito
Mi rimanea di vita...
Sì, vivo ancora, o perfido;
Paventa il mio furor!...
Le braccia tue riaprimi,
Alzira, io vivo ancor.

OTUMBO
Col genitor la misera
In Lima è prigioniera.

ZAMORO
Che intesi, oh ciel!... Ma toglierti
Alla possanza ibera,
Sposa, io m'affido.

OTUMBO E CORO
Ah! svelane...
Onde la speme?
Udite.

ZAMORO
Risorto fra le tenebre,
Per lunghe vie romite,
Là trassi, ove men fervidi
Piovon del sole i raggi:
Narrar m'udian que'popoli
Tutti gli ostili oltraggi.

OTUMBO E CORO
E quindi?

ZAMORO
All'armi sursero
Mille tribù guerriere...
In breve ne raggiungono
Le radunate schiere...
Cento vendette, e cento
Faremo in un sol dì.

OTUMBO E CORO
Oh gioia!... Il gran momento
È presso dunque?

TUTTI
Ah! sì.
Si abbracciano con occhi scintillanti di selvaggia esultanza, quindi irrompono ad una voce
Nume dell'armi, i tuoi furori
Spira, trasfondi ne' petti nostri. -
Quei crudi tremino, quegli oppressori
D'oro, e di sangue avidi mostri!
Tutti morranno di morti orrende,
Né tomba un solo, né rogo avrà!
L'odio, che atroce il cor n'accende,
De' lor cadaveri si pascerà!

Si avviano tumultuosi, agitando all'aura vivamente e dardi, e clavi, ed aste


ATTO PRIMO - Vita, per vita

SCENA I
Piazza di Lima.
Al lieto suono di bellici strumenti schieransi le milizie spagnuole: gli uffiziali si radunano in crocchio.

UFFIZIALI PARTE I
Giunse or or, da lido ispano,
Un messaggio.

PARTE II
Del Sovrano.

PARTE III
Del Sovrano!

PARTE I
È ver.

PARTE II
Ne chiama
Forse all'armi?

TUTTI
con entusiasmo guerriero
S'ei lo brama,
Se vedremo all'aura i segni
Dell'Iberia sventolar,
Nuove palme, e nuovi regni
Voleremo a conquistar.


SCENA II
Alvaro, Gusmano, Ataliba, altri Uffiziali, e detti.

ALVARO
Alta cagion qui
v'assembrava, o forti.
Grave d'età soverchia, il fren di questa
Ampia contrada io lascio; il re l'affida
A più gagliarda mano:
Succede il figlio a me.
Presentando Gusmano alle schiere

CORO
Viva Gusmano!

GUSMANO
Atto primier del mio
novello grado
La pace sia, fra l'Inca,
E noi fermata. EI del monarca ibero
Al venerato impero
Si china

ATALIBA
E la mia fede
Costringo a lui.
Protendendo la destra in atto grave di giuramento

GUSMANO
Della città le porte
Fien quindi a' suoi dischiuse.
  • Un dolce pegno
Tu promettevi, a render più solenne
La pace!

ATALIBA
Alzira? È ver!... ma d'imenei
Tempo non parmi ancor... dentro quel seno
Cova fatal mestizia...

GUSMANO
Intendo appieno!
Eterna la memoria
D'un folle amor l'ingombra!
Dal regno delle tenebre
Me la contrasta un'ombra!
Chi vivo debellai
Forza è ch'io tema estinto...
Mille battaglie ho vinto,
Vincer non posso un cor!

ALVARO
Persisti, e vincerai.
Amor produce amor.

ATALIBA
Al suo martir concedere
Vuolsi un indugio.

GUSMANO
Amore
Io provo, che non tollera
Indugio alcun. Signore,
A' voti miei la piega...
Sei padre... ceda a te...
Imponi... esorta... prega...

ATALIBA
Vado... riposa in me.
Parte

GUSMANO
Quanto un mortal può chiedere
Benigno il ciel m'offerse...
Di gloria mi coverse,
Mi pose un mondo al piè.
Ma non s'appaga l'anima,
Che ad altro ben sospira...
Ah! senza il cor d'Alzira
Un mondo è poco a me!

ALVARO e CORO
La desiata Alzira Amor conceda a te.
Partono


SCENA III
Appartamento destinato ad Ataliba, nel palagio del Governatore. Zuma s'avanza tacitamente, seguita da altre donzelle americane. Alzira.

ZUMA
sollevando una cortina, al di là della quale scorgesi Alzira giacente
Riposa. Tutte, in suo dolor vegliante,
Scorse l'ore notturne, alfin sugli occhi,
Stanchi dal pianto, mattutin discese
Lieve sopor.

DONZELLE
Le più gradite immagini
Amor presenti ad essa:
Pace a quell'alma oppressa
Infonda il sonno almen.

ALZIRA
sognando
Zamoro!...

ZUMA
E sempre,
Vegli o dorma, quel nome!

ALZIRA
destandosi e percorrendo la scena, come in cerca d'alcuno
Ov'è?... Sparve... fu sogno!...

ZUMA
Alzira... oh come
Balza il tuo cor!...

ALZIRA
Dal petto
Ei tenta sprigionarsi,
E volare al suo ben, lungi da queste
Vitali aure abborrite...

DONZELLE
Ti calma.

ALZIRA
Egli m'apparve.

ZUMA E DONZELLE
Egli?

ALZIRA
Sì... udite.
Da Gusman, su fragil barca,
Io fuggia, dell'onde in grembo...
Ma terribil surse il nembo,
E sconvolse, cielo, e mar.
Di terror, d'affanno carca
Io chiedea soccorso invano...
La sua preda l'oceano
È già presso ad ingojar.
Quando, in sen d'un'ombra errante,
Fra le nubi son levata...
In quell'ombra, oh me beata!
Io ravviso il mio tesor!
L'universo, in quell'istante,
Mi sembrò d'amor vestito...
Fin del turbine il ruggito
Voce parve a me d'amor! -

ZUMA E DONZELLE
Alta pietade ogn'anima
Di noi tue fide assale...
Eppur di sogni pascere
Il tuo pensier che vale?
Scorda un amore infausto
Cui tanta il ciel fe guerra.

ALZIRA
Scordarlo!

ZUMA E DONZELLE
È forza, o misera:
Perì Zamoro.

ALZIRA
In terra.
Ma in più giocondo loco
Vive, e m'attende... ah! sì...
Morte non spegne un foco
Che vero amor nudrì. -
Nell'astro che più fulgido
La notte in ciel sfavilla,
Ivi è Zarnoro, e palpita
Fatto immortal scintilla:
Conversa in luce ascendervi
A me fia dato ancor,
E seco unirmi, e vivere
Vita d'eterno amor.

ZUMA e DONZELLE
(Troppo il destin fu barbaro
A sì fedele amor!)


SCENA IV
Ataliba e dette.

ATALIBA
Figlia!...

ALZIRA
Padre!

Andandogli incontro, con la fronte bassa, e quasi in atto di prostrarsi. Ad un cenno di Ataliba, Zuma, e le donzelle si ritirano

ATALIBA
Compir la mia promessa
È d'uopo alfin: la mano
Porger devi...

ALZIRA
A Gusmano?
E lo potrei?... De' sanguinosi eventi
La memoria smarristi?
Alvaro, in campo
Suo prigionier ti fe, ma non osava
Troncare i giorni. tuoi...
Gusmano intanto
A quel Zamoro, cui tu stesso avevi
Giurato unirmi, tolse
Possanza e vita!...

ATALIBA
Lo piangemmo. Or pensa
A questi oppressi, e di lor duci, e numi
Popoli orbati, cui soltanto avanza
Un'ultima speranza;
Il vivo amor, che nudre
Per te Gusmano...

ALZIRA
Amore!
Sì dolce affetto, in quel tiranno core
Aver può stanza?

ATALIBA
Dal suo labbro giovi
A te l'udir com'ei t'adora...
Alzira accenna di voler parlare
E forza
All'imeneo piegar l'indole avversa.

ALZIRA
in tuono deciso
No...

ATALIBA
Quando il padre impone,
Ubbidisce la figlia.
Parte

ALZIRA
Oh!... pria la morte!...


SCENA V
Zuma, e detta.

ZUMA
Alcun fra loro, cui vegliar le porte
S'ingiunge, annunzia che venirne implora
Un de' nostri al tuo piede.

ALZIRA
Ei s'inoltri.
Zuma parte
  • Chi fia?
Qual mai cagion lo tragge?...


SCENA VI
Zamoro, e detta.

ZAMORO
Anima mia!...

ALZIRA
indietreggiando, e con grido acutissimo
Ah! l'ombra sua...

ZAMORO
No, calmati...
L'aure del giorno io spiro...

ALZIRA
Che?... Vivi!... Non deliro?...
Vivi?...

ZAMORO
E per te.

ALZIRA
Fia ver!...

ZAMORO
Mentì la fama...

ALZIRA
Oh giubilo!...

ZAMORO
Alzira mia!...

ALZIRA
Zamoro!...

A DUE
Io non resisto... io moro...
Io moro di piacer!... -

ALZIRA
Qual mai prodigio renderti
A me potea?

ZAMORO
Mal vivo
Rimasto fra gli spasimi,
Sembrai di vita privo.
Ma dimmi, è ver che stringerti
Ad abborrito ispano
Tu promettevi?

ALZIRA
E crederlo
Potresti?

ZAMORO
Al rio Gusmano?...

ALZIRA
Ah! parlami soltanto
Dell'amor tuo, di te.

ZAMORO
E m'ami sempre?

ALZIRA
Oh quanto!...

ZAMORO
Mi giuri?...

ALZIRA
Eterna fè.

A DUE
Risorge ne' tuoi lumi
L'astro de' giorni miei!
Quanto sinor perdei
Reso mi viene in te!
De' nostri infidi numi
Cadde il fallace impero,
Ma nume fido, e vero
Ancor tu sei per me!


SCENA VII
Gusmano, Ataliba, e detti, quindi Ufficiali, e Soldati spagnuoli, Zuma, e donzelle americane.

GUSMANO
scorgendo Alzira presso a Zamoro
Qual ardimento!... Olà?...

ALZIRA
Gusman!...

ATALIBA
Traveggo!...

GUSMANO
Chi fia l'indegno?...
Al guardo
avanzandosi
Creder potrò?... Zamoro!...

ZUMA, DONZELLE, SPAGNUOLI
Zamoro!...

ZAMORO
Sì, quel desso, a cui rapisti
Ogni ben sulla terra,
Tranne d'Alzira il cor, che mio fu sempre...
E sempre mio sarà.

GUSMANO
Di sdegno avvampo!...
Soldati a voi l'audace
Affido

ALZIRA
Che!...

ATALIBA
La pace
Osi tu violar?

GUSMANO
Costui qui venne
Certo a compier disegni
Malvagi... Un traditore
Egli è.

ZAMORO
Qui venni a ripigliarmi Alzira...
Il nostro imene fu promesso...

ALZIRA
E vero...

ZAMORO
M'è la sua man dovuta.

GUSMANO
A te dovuta
È la scure.

ATALIBA
Signor!...

GUSMANO
Lo trascinate
Al supplizio.

ALZIRA
Al supplizio!...

ATALIBA, ZUMA
Oh Ciel!...

ALZIRA
cacciandosi disperatamente fra i soldati, e Zamoro
Fermate...

ZAMORO
Teco sperai combattere,
Ma nella pugna invano
Io ti chiamai... mi trassero
Prigione a te, Gusmano...
Di ceppi, e di patiboli
Tu favellasti allora,
Di scure, e di supplizio
Or tu favelli ancora:
E sei guerrier? Carnefice,
E non guerrier sei tu!

GUSMANO
Udiste il cenno? Compiasi.
Ai soldati che muovonsi, in atto di strascinar Zamoro

ALZIRA
No, crudi... no...


SCENA VIII
Alvaro, e detti.

ALVARO
Che fu?...

ALZIRA
Vive Zamoro, e il barbaro
Spento lo vuol...

ALVARO
Chi veggio!...
È desso, è quel magnanimo
A cui la vita io deggio!...

GUSMANO
Fia ver!...

Viva sorpresa in tutti

ALZIRA
ad Alvaro
Pietade implora...

ALVARO
Grazia per esso.

GUSMANO
Ah! no...

ALVARO
Grazia.

GUSMANO
È destin che' ei mora:
Oltre sfuggir nol può.

ALVARO
cadendo in ginocchio a piè di Gusmano
Nella polve, genuflesso
Ecco un padre innanzi al figlio...
Involato fui per esso
Della morte al crudo artiglio...
E volerne puoi lo scempio?
Esser puoi sì fiero, ed empio?
No, Gusmano, se una stilla
Del mio sangue scorre in te.

GUSMANO
A quest'alma piena d'ira
Mal tu parli di clemenza:
Chi mi toglie il cor d'Alzira
Non ha dritto all'esistenza.
Ah! per te, per te darei
Il mio sangue, i giorni miei...
Ma la grazia che domandi
Più di morte è ria per me!

ALZIRA
Il contento fu per noi
Breve sogno mentitore!
Sul mattin de' giorni tuoi
Scese il nembo struggitore!
Ma quel crudo non può tanto,
Che mi strappi a te d'accanto:
Il tuo fato, è il fato mio...
Vita, o morte insiem con te.

ZAMORO
Vivi Alzira, ma fedele
Al primier giurato affetto:
In eterno pel crudele
Odio, e sprezzo serba in petto.
Dal tuo labbro ascolti ognora
Che tu m'ami estinto ancora...
Del supplizio ch'ei m'appresta
La vendetta io fido a te.

ATALIBA, ZUMA, DONZELLE
(Ahi! che stanca della sorte
L'ira ingiusta ancor non è)

GUERRIERI
(Egli un dì campò da morte,
Evitarla or non poté)

Odesi un murmure lontano, che cresce a poco a poco

GUSMANO
Qual suon?...


SCENA IX
Ovando e detti

GUSMANO
Che avvenne?

OVANDO
Il Rima
Varcò nemico stuolo:
Arditi verso Lima
Traggon que' folli a volo;
E in mezzo al procelloso
Fragor dell'armi loro,
Un grido minaccioso
Domanda a noi Zamoro.

ALVARO
Figlio!...

ALZIRA
Gusmano!

ZAMORO
Ah! spento
Cadrò, ma vendicato!

ALVARO
Che pensi?...

GUSMANO
Dell'evento
Mercé propizio fato! -
Padre, vincesti; a lui
Vita, per vita io dono.

ALVARO E ATALIBA
Cielo!...

ALZIRA
Ed è ver?...

GUSMANO
alle guardie
Costui
Libero parta. Io sono
Tuo figlio!
Correndo fra le braccia del padre
Vanne al campo...
a Zamoro
Ci rivedrem colà!...

ZAMORO
Oh gioia!

GUSMANO
Breve lampo
Il viver tuo sarà.
Trema, trema... a ritorti fra l'armi
Vengo il dono, rivale abborrito...
Il tuo capo, alla scure fuggito,
Al mio brando fuggir non potrà!

ZAMORO
Ah! vederti, superbo, già parmi
Nella polve cader trucidato...
Al tuo capo, di sangue bruttato,
Questa mano la chioma torrà.

ALZIRA
Io ti seguo, tuo scudo vo farmi
Contro l'empio nemico furore...
Non è brando che giunga al tuo core.
Se il mio cor pria squarciato non ha.

OVANDO E GUERRIERI
Nel tremendo apparato dell'armi
Agl'insani mostriamo la fronte...
Di nemici cadaveri un monte
Tutto il campo fra poco sarà!

ALVARO, ATALIBA, ZUMA, DONZELLE
Ahi! che il genio funesto dell'armi
Ridestato ha il tremendo suo foco!...
D'altro sangue cosparsa fra poco
Questa terra innocente sarà!

Gusmano e gli altri guerrieri brandiscono ferocemente le spade, ed escono dall'opposto lato pel quale parte Zamoro. Ataliba, e le donne trattengono Alzira, che cerca seguirlo.
PROLOGO - Il prigioniero

SCENA I
Vasta pianura, irrigata dal Rima: l'oriente è ingombro di maestose nubi, imporporate dai raggi del sole nascente.

Otumbo, a capo d'una tribù di americani, trascinando Alvaro fra catene.

OTUMBO E CORO
mentre alcuni annodano Alvaro ad un tronco
Muoja,
muoja coverto d'insulti,
I martiri sien crudi, ma lenti,
Con accento ferocissimo
Strappi ad esso codardi singulti
Il tormento di mille tormenti. -
O fratelli, caduti pugnando,
Dalle tombe sorgete ululando...
L'inno insieme del trionfo s'intuoni,
Mentr'ei sparge l'estremo respir.

ALVARO
(A costoro quel nume perdoni
Cui mi volgo, già presso a morir)

GLI AMERICANI
alzando urli di frenetica gioia, si avventano sul prigioniero, alcuni con dardi altri con picche e tizzi ardenti, e concitandosi l'un l'altro con le parole
muoja, muoja,
quando apparisce sul fiume una canòa

OTUMBO
Chi giunge?...
Un americano discende dalla canòa.


SCENA II
Zamoro, e detti.

CORO
Ah!

Riconoscendolo, e con grido di gioja e maraviglia

OTUMBO
Tu!

CORO
Fia vero!...

Gettandosi, con Otumbo, a piè di lui

ZAMORO
Sorgete.
Inoltrandosi
Un prigioniero!
Figge lo sguardo in Alvaro, e sembra commosso dalla sua veneranda canizie
Del primo rieder mio non vo la gioia
Mista col sangue: a me costui donate.

OTUMBO E CORO
Abbilo.

ZAMORO
sciogliendo i legami di Alvaro
Vivi.

ALVARO
Giusto ciel!...
Come trasognato

ZAMORO
Frà tuoi
Ritorna, o vecchio, ed a color, che noi
Chiaman selvaggi, narra
Che ti donò la vita
Un selvaggio.

ALVARO
abbracciando Zamoro con tutta l'effusione di un'anima riconoscente
Ti dica il pianto mio
Quel che non può l'accento.
Ad un cenno di Zamoro, Alvaro parte, scortato da alcuno della tribù

OTUMBO
Ah! quale iddio
Serbò Zamoro, i giorni tuoi?
Qui spento
Ognun ti pianse!

ZAMORO
Ed a' nemici ancora
Tal sembrai, ne' tormenti
Che apprestar mi facea l'empio
Gusmano...
Ahi! sento a questo nome
Ribollirmi le vene, alzar le chiome!
Un Inca... eccesso orribile!
Fu dato a' cenni suoi
In man di rei carnefici!
  • E i barbari siam noi! -
Parve in quel fero strazio
La luce a me rapita,
Ma un soffio in petto, un alito
Mi rimanea di vita...
Sì, vivo ancora, o perfido;
Paventa il mio furor!...
Le braccia tue riaprimi,
Alzira, io vivo ancor.

OTUMBO
Col genitor la misera
In Lima è prigioniera.

ZAMORO
Che intesi, oh ciel!... Ma toglierti
Alla possanza ibera,
Sposa, io m'affido.

OTUMBO E CORO
Ah! svelane...
Onde la speme?
Udite.

ZAMORO
Risorto fra le tenebre,
Per lunghe vie romite,
Là trassi, ove men fervidi
Piovon del sole i raggi:
Narrar m'udian que'popoli
Tutti gli ostili oltraggi.

OTUMBO E CORO
E quindi?

ZAMORO
All'armi sursero
Mille tribù guerriere...
In breve ne raggiungono
Le radunate schiere...
Cento vendette, e cento
Faremo in un sol dì.

OTUMBO E CORO
Oh gioia!... Il gran momento
È presso dunque?

TUTTI
Ah! sì.
Si abbracciano con occhi scintillanti di selvaggia esultanza, quindi irrompono ad una voce
Nume dell'armi, i tuoi furori
Spira, trasfondi ne' petti nostri. -
Quei crudi tremino, quegli oppressori
D'oro, e di sangue avidi mostri!
Tutti morranno di morti orrende,
Né tomba un solo, né rogo avrà!
L'odio, che atroce il cor n'accende,
De' lor cadaveri si pascerà!

Si avviano tumultuosi, agitando all'aura vivamente e dardi, e clavi, ed aste


ATTO PRIMO - Vita, per vita

SCENA I
Piazza di Lima.
Al lieto suono di bellici strumenti schieransi le milizie spagnuole: gli uffiziali si radunano in crocchio.

UFFIZIALI PARTE I
Giunse or or, da lido ispano,
Un messaggio.

PARTE II
Del Sovrano.

PARTE III
Del Sovrano!

PARTE I
È ver.

PARTE II
Ne chiama
Forse all'armi?

TUTTI
con entusiasmo guerriero
S'ei lo brama,
Se vedremo all'aura i segni
Dell'Iberia sventolar,
Nuove palme, e nuovi regni
Voleremo a conquistar.


SCENA II
Alvaro, Gusmano, Ataliba, altri Uffiziali, e detti.

ALVARO
Alta cagion qui
v'assembrava, o forti.
Grave d'età soverchia, il fren di questa
Ampia contrada io lascio; il re l'affida
A più gagliarda mano:
Succede il figlio a me.
Presentando Gusmano alle schiere

CORO
Viva Gusmano!

GUSMANO
Atto primier del mio
novello grado
La pace sia, fra l'Inca,
E noi fermata. EI del monarca ibero
Al venerato impero
Si china

ATALIBA
E la mia fede
Costringo a lui.
Protendendo la destra in atto grave di giuramento

GUSMANO
Della città le porte
Fien quindi a' suoi dischiuse.
  • Un dolce pegno
Tu promettevi, a render più solenne
La pace!

ATALIBA
Alzira? È ver!... ma d'imenei
Tempo non parmi ancor... dentro quel seno
Cova fatal mestizia...

GUSMANO
Intendo appieno!
Eterna la memoria
D'un folle amor l'ingombra!
Dal regno delle tenebre
Me la contrasta un'ombra!
Chi vivo debellai
Forza è ch'io tema estinto...
Mille battaglie ho vinto,
Vincer non posso un cor!

ALVARO
Persisti, e vincerai.
Amor produce amor.

ATALIBA
Al suo martir concedere
Vuolsi un indugio.

GUSMANO
Amore
Io provo, che non tollera
Indugio alcun. Signore,
A' voti miei la piega...
Sei padre... ceda a te...
Imponi... esorta... prega...

ATALIBA
Vado... riposa in me.
Parte

GUSMANO
Quanto un mortal può chiedere
Benigno il ciel m'offerse...
Di gloria mi coverse,
Mi pose un mondo al piè.
Ma non s'appaga l'anima,
Che ad altro ben sospira...
Ah! senza il cor d'Alzira
Un mondo è poco a me!

ALVARO e CORO
La desiata Alzira Amor conceda a te.
Partono


SCENA III
Appartamento destinato ad Ataliba, nel palagio del Governatore. Zuma s'avanza tacitamente, seguita da altre donzelle americane. Alzira.

ZUMA
sollevando una cortina, al di là della quale scorgesi Alzira giacente
Riposa. Tutte, in suo dolor vegliante,
Scorse l'ore notturne, alfin sugli occhi,
Stanchi dal pianto, mattutin discese
Lieve sopor.

DONZELLE
Le più gradite immagini
Amor presenti ad essa:
Pace a quell'alma oppressa
Infonda il sonno almen.

ALZIRA
sognando
Zamoro!...

ZUMA
E sempre,
Vegli o dorma, quel nome!

ALZIRA
destandosi e percorrendo la scena, come in cerca d'alcuno
Ov'è?... Sparve... fu sogno!...

ZUMA
Alzira... oh come
Balza il tuo cor!...

ALZIRA
Dal petto
Ei tenta sprigionarsi,
E volare al suo ben, lungi da queste
Vitali aure abborrite...

DONZELLE
Ti calma.

ALZIRA
Egli m'apparve.

ZUMA E DONZELLE
Egli?

ALZIRA
Sì... udite.
Da Gusman, su fragil barca,
Io fuggia, dell'onde in grembo...
Ma terribil surse il nembo,
E sconvolse, cielo, e mar.
Di terror, d'affanno carca
Io chiedea soccorso invano...
La sua preda l'oceano
È già presso ad ingojar.
Quando, in sen d'un'ombra errante,
Fra le nubi son levata...
In quell'ombra, oh me beata!
Io ravviso il mio tesor!
L'universo, in quell'istante,
Mi sembrò d'amor vestito...
Fin del turbine il ruggito
Voce parve a me d'amor! -

ZUMA E DONZELLE
Alta pietade ogn'anima
Di noi tue fide assale...
Eppur di sogni pascere
Il tuo pensier che vale?
Scorda un amore infausto
Cui tanta il ciel fe guerra.

ALZIRA
Scordarlo!

ZUMA E DONZELLE
È forza, o misera:
Perì Zamoro.

ALZIRA
In terra.
Ma in più giocondo loco
Vive, e m'attende... ah! sì...
Morte non spegne un foco
Che vero amor nudrì. -
Nell'astro che più fulgido
La notte in ciel sfavilla,
Ivi è Zarnoro, e palpita
Fatto immortal scintilla:
Conversa in luce ascendervi
A me fia dato ancor,
E seco unirmi, e vivere
Vita d'eterno amor.

ZUMA e DONZELLE
(Troppo il destin fu barbaro
A sì fedele amor!)


SCENA IV
Ataliba e dette.

ATALIBA
Figlia!...

ALZIRA
Padre!

Andandogli incontro, con la fronte bassa, e quasi in atto di prostrarsi. Ad un cenno di Ataliba, Zuma, e le donzelle si ritirano

ATALIBA
Compir la mia promessa
È d'uopo alfin: la mano
Porger devi...

ALZIRA
A Gusmano?
E lo potrei?... De' sanguinosi eventi
La memoria smarristi?
Alvaro, in campo
Suo prigionier ti fe, ma non osava
Troncare i giorni. tuoi...
Gusmano intanto
A quel Zamoro, cui tu stesso avevi
Giurato unirmi, tolse
Possanza e vita!...

ATALIBA
Lo piangemmo. Or pensa
A questi oppressi, e di lor duci, e numi
Popoli orbati, cui soltanto avanza
Un'ultima speranza;
Il vivo amor, che nudre
Per te Gusmano...

ALZIRA
Amore!
Sì dolce affetto, in quel tiranno core
Aver può stanza?

ATALIBA
Dal suo labbro giovi
A te l'udir com'ei t'adora...
Alzira accenna di voler parlare
E forza
All'imeneo piegar l'indole avversa.

ALZIRA
in tuono deciso
No...

ATALIBA
Quando il padre impone,
Ubbidisce la figlia.
Parte

ALZIRA
Oh!... pria la morte!...


SCENA V
Zuma, e detta.

ZUMA
Alcun fra loro, cui vegliar le porte
S'ingiunge, annunzia che venirne implora
Un de' nostri al tuo piede.

ALZIRA
Ei s'inoltri.
Zuma parte
  • Chi fia?
Qual mai cagion lo tragge?...


SCENA VI
Zamoro, e detta.

ZAMORO
Anima mia!...

ALZIRA
indietreggiando, e con grido acutissimo
Ah! l'ombra sua...

ZAMORO
No, calmati...
L'aure del giorno io spiro...

ALZIRA
Che?... Vivi!... Non deliro?...
Vivi?...

ZAMORO
E per te.

ALZIRA
Fia ver!...

ZAMORO
Mentì la fama...

ALZIRA
Oh giubilo!...

ZAMORO
Alzira mia!...

ALZIRA
Zamoro!...

A DUE
Io non resisto... io moro...
Io moro di piacer!... -

ALZIRA
Qual mai prodigio renderti
A me potea?

ZAMORO
Mal vivo
Rimasto fra gli spasimi,
Sembrai di vita privo.
Ma dimmi, è ver che stringerti
Ad abborrito ispano
Tu promettevi?

ALZIRA
E crederlo
Potresti?

ZAMORO
Al rio Gusmano?...

ALZIRA
Ah! parlami soltanto
Dell'amor tuo, di te.

ZAMORO
E m'ami sempre?

ALZIRA
Oh quanto!...

ZAMORO
Mi giuri?...

ALZIRA
Eterna fè.

A DUE
Risorge ne' tuoi lumi
L'astro de' giorni miei!
Quanto sinor perdei
Reso mi viene in te!
De' nostri infidi numi
Cadde il fallace impero,
Ma nume fido, e vero
Ancor tu sei per me!


SCENA VII
Gusmano, Ataliba, e detti, quindi Ufficiali, e Soldati spagnuoli, Zuma, e donzelle americane.

GUSMANO
scorgendo Alzira presso a Zamoro
Qual ardimento!... Olà?...

ALZIRA
Gusman!...

ATALIBA
Traveggo!...

GUSMANO
Chi fia l'indegno?...
Al guardo
avanzandosi
Creder potrò?... Zamoro!...

ZUMA, DONZELLE, SPAGNUOLI
Zamoro!...

ZAMORO
Sì, quel desso, a cui rapisti
Ogni ben sulla terra,
Tranne d'Alzira il cor, che mio fu sempre...
E sempre mio sarà.

GUSMANO
Di sdegno avvampo!...
Soldati a voi l'audace
Affido

ALZIRA
Che!...

ATALIBA
La pace
Osi tu violar?

GUSMANO
Costui qui venne
Certo a compier disegni
Malvagi... Un traditore
Egli è.

ZAMORO
Qui venni a ripigliarmi Alzira...
Il nostro imene fu promesso...

ALZIRA
E vero...

ZAMORO
M'è la sua man dovuta.

GUSMANO
A te dovuta
È la scure.

ATALIBA
Signor!...

GUSMANO
Lo trascinate
Al supplizio.

ALZIRA
Al supplizio!...

ATALIBA, ZUMA
Oh Ciel!...

ALZIRA
cacciandosi disperatamente fra i soldati, e Zamoro
Fermate...

ZAMORO
Teco sperai combattere,
Ma nella pugna invano
Io ti chiamai... mi trassero
Prigione a te, Gusmano...
Di ceppi, e di patiboli
Tu favellasti allora,
Di scure, e di supplizio
Or tu favelli ancora:
E sei guerrier? Carnefice,
E non guerrier sei tu!

GUSMANO
Udiste il cenno? Compiasi.
Ai soldati che muovonsi, in atto di strascinar Zamoro

ALZIRA
No, crudi... no...


SCENA VIII
Alvaro, e detti.

ALVARO
Che fu?...

ALZIRA
Vive Zamoro, e il barbaro
Spento lo vuol...

ALVARO
Chi veggio!...
È desso, è quel magnanimo
A cui la vita io deggio!...

GUSMANO
Fia ver!...

Viva sorpresa in tutti

ALZIRA
ad Alvaro
Pietade implora...

ALVARO
Grazia per esso.

GUSMANO
Ah! no...

ALVARO
Grazia.

GUSMANO
È destin che' ei mora:
Oltre sfuggir nol può.

ALVARO
cadendo in ginocchio a piè di Gusmano
Nella polve, genuflesso
Ecco un padre innanzi al figlio...
Involato fui per esso
Della morte al crudo artiglio...
E volerne puoi lo scempio?
Esser puoi sì fiero, ed empio?
No, Gusmano, se una stilla
Del mio sangue scorre in te.

GUSMANO
A quest'alma piena d'ira
Mal tu parli di clemenza:
Chi mi toglie il cor d'Alzira
Non ha dritto all'esistenza.
Ah! per te, per te darei
Il mio sangue, i giorni miei...
Ma la grazia che domandi
Più di morte è ria per me!

ALZIRA
Il contento fu per noi
Breve sogno mentitore!
Sul mattin de' giorni tuoi
Scese il nembo struggitore!
Ma quel crudo non può tanto,
Che mi strappi a te d'accanto:
Il tuo fato, è il fato mio...
Vita, o morte insiem con te.

ZAMORO
Vivi Alzira, ma fedele
Al primier giurato affetto:
In eterno pel crudele
Odio, e sprezzo serba in petto.
Dal tuo labbro ascolti ognora
Che tu m'ami estinto ancora...
Del supplizio ch'ei m'appresta
La vendetta io fido a te.

ATALIBA, ZUMA, DONZELLE
(Ahi! che stanca della sorte
L'ira ingiusta ancor non è)

GUERRIERI
(Egli un dì campò da morte,
Evitarla or non poté)

Odesi un murmure lontano, che cresce a poco a poco

GUSMANO
Qual suon?...


SCENA IX
Ovando e detti

GUSMANO
Che avvenne?

OVANDO
Il Rima
Varcò nemico stuolo:
Arditi verso Lima
Traggon que' folli a volo;
E in mezzo al procelloso
Fragor dell'armi loro,
Un grido minaccioso
Domanda a noi Zamoro.

ALVARO
Figlio!...

ALZIRA
Gusmano!

ZAMORO
Ah! spento
Cadrò, ma vendicato!

ALVARO
Che pensi?...

GUSMANO
Dell'evento
Mercé propizio fato! -
Padre, vincesti; a lui
Vita, per vita io dono.

ALVARO E ATALIBA
Cielo!...

ALZIRA
Ed è ver?...

GUSMANO
alle guardie
Costui
Libero parta. Io sono
Tuo figlio!
Correndo fra le braccia del padre
Vanne al campo...
a Zamoro
Ci rivedrem colà!...

ZAMORO
Oh gioia!

GUSMANO
Breve lampo
Il viver tuo sarà.
Trema, trema... a ritorti fra l'armi
Vengo il dono, rivale abborrito...
Il tuo capo, alla scure fuggito,
Al mio brando fuggir non potrà!

ZAMORO
Ah! vederti, superbo, già parmi
Nella polve cader trucidato...
Al tuo capo, di sangue bruttato,
Questa mano la chioma torrà.

ALZIRA
Io ti seguo, tuo scudo vo farmi
Contro l'empio nemico furore...
Non è brando che giunga al tuo core.
Se il mio cor pria squarciato non ha.

OVANDO E GUERRIERI
Nel tremendo apparato dell'armi
Agl'insani mostriamo la fronte...
Di nemici cadaveri un monte
Tutto il campo fra poco sarà!

ALVARO, ATALIBA, ZUMA, DONZELLE
Ahi! che il genio funesto dell'armi
Ridestato ha il tremendo suo foco!...
D'altro sangue cosparsa fra poco
Questa terra innocente sarà!

Gusmano e gli altri guerrieri brandiscono ferocemente le spade, ed escono dall'opposto lato pel quale parte Zamoro. Ataliba, e le donne trattengono Alzira, che cerca seguirlo.



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