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ATTO SECONDO - La vendetta d'un selvaggio

SCENA I
Parte interna delle fortificazioni di Lima.
Qua e là drappelli spagnuoli, che sbevazzano allegramente: scorgonsi intanto alcuni prigionieri americani, fra' quali è Zamoro, attraversare la scena in fondo, carichi di ceppi, ed in mezzo a soldati che li custodiscono.

SPAGNUOLI
Mesci, mesci... -Vittoria!... - Vittoria!... -
Al Sovrano! - Alla Spagna! -Alla gloria!
Toccando i bicchieri
Del trionfo la gioja succede
Alle pugne, alle stragi, al furor,
Bevi, bevi... È dovuta mercede
Vino ibero ad ibero valor!


SCENA II
Gusmano, e detti, poi Ovando.

GUSMANO
Guerrieri, al nuovo dì, fra voi le opime
Spoglie nemiche fien divise.

SPAGNUOLI
Al prode
Gusman, plauso, mercé!

OVANDO
Dell'assembrato
Consesso militar, questa ch'io reco
È la sentenza: manca
Il nome tuo soltanto.

GUSMANO
leggendo il foglio
“È condannato
A morte il fier Zamoro, e come albeggi
Al rogo fia condotto”.
Si accosta ad una tavola onde segnar la condanna


SCENA III
Alzira e detti.

ALZIRA
Ah! no... clemenza
Gusman!...

GUSMANO
Per chi?

ALZIRA
Per me. S' ei muore, io moro.

Ad un cenno di Gusmano, Ovando, e gli altri spagnuoli si ritirano

GUSMANO
Il fato di Zamoro
Cangiar tu puoi... ma solo
Ad un prezzo!

ALZIRA
Ah! domanda il sangue mio...

GUSMANO
No, la tua destra.

ALZIRA
Che!...

GUSMANO
Seguimi all'ara,
E compiuto l'imen, giuro ch'ei salvo
Andrà lontan da questi regni.

ALZIRA
Oh cielo!...
Potrei mancar di fè?...

GUSMANO
Lo devi, o ch'egli
Morrà.

ALZIRA
Fatale, orrenda scelta!

GUSMANO
Scegli.

ALZIRA
prorompendo in lagrime disperate, e gettandosi a pié di Gusmano
Il pianto... l'angoscia... di lena mi priva...
Lo vedi... son io più spenta, che viva...
Se d'esser m'astringi, spergiura, infedele...
Io spiro, crudele, - io spiro... al tuo piè.

GUSMANO
Quel duolo, quel pianto mi giungono al core,
Ma sol per destarvi geloso furore...
Io segno il decreto, se indugi un momento...
Zamoro fia spento, - e spento da te. Ei mora!
Risoluto, ed in atto di firmar la sentenza

ALZIRA
Crudo, arrestati...
  • Ei...viva

GUSMANO
Viva!... Alzira
Sei dunque mia? -
Rispondimi...

ALZIRA
Ei viva.
Cadendo sur una seggiola

GUSMANO
Olà?...


SCENA IV
Ovando, e detti.

GUSMANO
Di pira
Non più, ma d'ara, e talamo
Or si favelli... E questa
Mia sposa...

OVANDO
Sposa!...

GUSMANO
Il pronubo
Rito solenne appresta...
E sia di tede innumeri
Splendente la città...

OVANDO
Corro...

GUSMANO
L'evento annunzia...

ALZIRA
Ciel!...

OVANDO
T'obbedisco...

GUSMANO
Va...
Ovando parte
Colma di gioia ho l'anima!...
Più non domando, o bramo...
Non v'ha, non v'ha fra gli uomini
Chi t'ami, quale io t'amo!.
L'amor che mi governa
Arde di fiamma eterna!...
È tale amor, che un barbaro
Nemmeno intender può.

ALZIRA
Ove mi tragge, ahi misera!
Un rio destin tremendo!...
Per troppo amor, colpevole
D'infedeltà mi rendo!...
O morte, una speranza
Or solo in te m'avanza... -
Sposa non già, ma vittima
Dell'are al piè verrò.
Partono


SCENA V
Orrida caverna, appena rischiarata da unraggio di luna, che vi scende a traverso di un forame.
La scena resta vuota qualche tempo, indi s'inoltra Otumbo guardingo, e batte ad un aureo scudo, che pende sospeso; allora un avanzo degli sconfitti americani sbuca dalle parti più sinuose della spelonca, ov 'erasi appiattato.

OTUMBO
Amici!...

AMERICANI
Ebben?

OTUMBO
Seconda
Ebbi fortuna; e l'oro, a noi di tanti
Mali cagion, quell'oro
Ne soccorse una volta! Ho di Zamoro
Compre le guardie: l'Inca
Tra l'ombre fuggirà, cinto d'ispane
Vesti

AMERICANI
Oh gioja!

OTUMBO
Brev'ora,
Ed egli forse ne raggiunge...

AMERICANI
Alcuno
S'inoltra!...

OTUMBO
accorrendo verso la bocca dell'antro
È desso!...


SCENA VI
Zamoro, e detti. Egli indossa le vestimenta d'un soldato spagnuolo. Al giunger suo tutti si prostrano; esso li rialza d'un cenno; poi volge d'intorno lentamente gli occhi, pieni di cupa tristezza, e getta un guardo, come vergognando, alle spoglie di che si ricopre. Silenzio.

ZAMORO
Miserandi avanzi
Di caduta grandezza,
Che più ne resta omai?

OTUMBO
La tua salvezza.
In te rivive ancora
Qualche speranza; vieni,
Ed a tempi men rei serba dell'ire
La generosa fiamma, e il prisco ardire.

ZAMORO
Irne lungi ancor dovrei
Carco d'onta, e fuggitivo?...
Separarmi da colei
Onde sol respiro, e vivo?...

La commozione gli tronca le parole

Io guardai la morte in viso,
La guardai con un sorriso!...
Ma spezzar mi sento il core!...
Ma non reggo a tal pensier!...
Ahi! che debil rende amore
Anche l'alma del guerrier!

OTUMBO
Fuggi, ah! fuggi, ed un'ingrata,
Inca, obblia: di tanto affetto
Degna omai la sciagurata
Più non è!

ZAMORO
Crudel sospetto!... -
Forse?...

OTUMBO
Alzira...

ZAMORO
Ebben? Finisci!...

OTUMBO
  • Sei tradito!

ZAMORO
No... mentisci!

OTUMBO
Vedi, tu lontan, lontano
La città brillar di faci?

ZAMORO
Sì...

OTUMBO
D'Alzira, e di Gusmano
Si festeggia il nodo...

ZAMORO
Taci...
Ella... d'altri?...
Con grido selvaggio, e cacciandosi furiosamente le mani fra' capelli mentre un tremore con vulsivo lo assale in tutta la persona

AMERICANI
Oh Ciel!...

OTUMBO
Zamoro!...

AMERICANI
Tu soccombi al tuo furor!

ZAMORO
Ah! perché, perché non moro?...
Col pianto d'un cuore straziato

OTUMBO E AMERICANI
Odi... calmati signor...

ZAMORO
In tutta la piena dello sdegno
Non di codarde lagrime,
Di sangue l'ora è questa!...
Al rito che s'appresta,
Non invitato, andrò!
Se il ciel non ha più fulmini,
Rimane il braccio mio...
Della vendetta il dio,
Empia, per te sarò!

OTUMBO E AMERICANI
trattenendolo
Ahi! qual maligno genio
La tua ragion turbò?
Corri a morir!...

ZAMORO
Lasciatemi...
In tuono imperioso

Esce a precipizio


SCENA VII
Vasta Sala nella residenza del Governatore, con logge nel fondo, dalle quali scorgesi la città illuminata: nel mezzo una tribuna, a cui si ascende per tre o quattro gradini.
Il loco è tutto ingombro di milizie Spagnuole: i duci stanno sulla tribuna, le ancelle di Alzira da un canto: echeggiano lieti concenti.

DONZELLE
Tergi del pianto America,
Tergi le meste ciglia.
Attende eccelso talamo
La tua più vaga figlia:
Pace a due mondi recano
Legami sì felici,
Essi faranno amici
Il vinto, e il vincitor.
Sorgi, e gioisci America
Del nuovo tuo splendor!


SCENA VIII
Gusmano, Alzira, Alvaro, Ataliba, Ovando, Zuma, e detti.

GUSMANO
Prodi figli d'Iberia, al cui valore
Son vittorie le pugne,
Ecco la sposa di Gusmano. Al Tempio
Ella meco verrà: ma pria, del nodo,
Come fra poco il ciel, voi testimoni
Or siate; fausto nodo,
Onde quest'alma, de' trionfi avvezza
Alle gioje soltanto,
E tutta inebriata!

ALZIRA
(Ho il core infranto!..)

GUSMANO
E dolce la tromba che suona vittoria,
T'infiamma, ti esalta un inno di gloria:
Ma innanzi al bramato altare votivo
Condurre la donna che avvampa il tuo cor.
E dir: questa donna è mia sin ch'io vivo!
Di mille trionfi è gioia maggior! -
Or meco ascendi.

ALZIRA
(Schiuditi
O terra, in sì funesta
Ora tremenda..)

GUSMANO
Porgimi
La man...

Egli stende ad Alzira la destra ma non arriva a stringere la mano tremante di lei, che Zamoro si avventa sovr'esso, e gl'immerge un pugnale nel petto.


SCENA ULTIMA
Zamoro, e detti.

ZAMORO
La mano è questa
Che a te si deve.

GLI ALTRI
Ah! perfido!...
Zamoro!
Riconoscendolo

ALZIRA
Ciel!...

ZAMORO
Son io
Cento spade balenano sul di lui capo
Colpite. - Esulta, beviti
Infida, il Sangue mio;
Ed a morir, Gusmano,
Impara tu da me.

GUSMANO
sorretto da Ovando, e dagli altri duci
Altre virtudi... insano,
Apprender voglio... a... te...
I numi tuoi, vendetta atroce...
Misfatto orribile... ti consigliar...
Io del mio Nume odo la voce,
Voce che impone di... perdonar!
Sol per tuo scampo... quel fido core
Accennando Alzira
A me cedeva... e reo sembrò...
Vivete insieme giorni d'amore...
E benedite chi perdonò...

Ponendo Alzira fra le braccia di Zamoro

ZAMORO
Io sono attonito!
rapito io sono!
Ah! no, che tanto un uom non può...

ALZIRA
Io sono attonita!
rapita io sono!
Ah! no, che tanto un uom non può...
Ah! no, che tanto un uom non può...
Nel tuo linguaggio, nel tuo perdono
Adoro il nume che l'inspirò...
Cadendo in lagrime a piè di Gusmano

ALVARO, ATALIBA, ZUMA, OVANDO, CORO
Virtù sublime!... celeste incanto!...
Egli perdona chi lo svenò!...
Quel che mi bagna tenero pianto
Vieppiù del ciglio, il cor versò...

ALVARO
In tutta l'effusione del paterno dolore
O mio Gusmano!... oh figlio mio!...

ALCUNI DUCI
Deh! vieni altrove...

ALVARO
Crudeli, ah! no...

GUSMANO
raccogliendo le forze estreme, e movendo qualche passo verso il padre
Padre!...

ALVARO
Al mio seno!...

GUSMANO
L'ultimo addio!...
Qui: la... tua... destra...
Ponendosi la mano paterna sul capo, onde riceverne la benedizione

ALVARO
Figlio!...
Egli non può aggiungere altra parola, ma sono in questa mille benedizioni. Gusmano manda l'estremo anelito.

GLI ALTRI
Spirò!...
ATTO SECONDO - La vendetta d'un selvaggio

SCENA I
Parte interna delle fortificazioni di Lima.
Qua e là drappelli spagnuoli, che sbevazzano allegramente: scorgonsi intanto alcuni prigionieri americani, fra' quali è Zamoro, attraversare la scena in fondo, carichi di ceppi, ed in mezzo a soldati che li custodiscono.

SPAGNUOLI
Mesci, mesci... -Vittoria!... - Vittoria!... -
Al Sovrano! - Alla Spagna! -Alla gloria!
Toccando i bicchieri
Del trionfo la gioja succede
Alle pugne, alle stragi, al furor,
Bevi, bevi... È dovuta mercede
Vino ibero ad ibero valor!


SCENA II
Gusmano, e detti, poi Ovando.

GUSMANO
Guerrieri, al nuovo dì, fra voi le opime
Spoglie nemiche fien divise.

SPAGNUOLI
Al prode
Gusman, plauso, mercé!

OVANDO
Dell'assembrato
Consesso militar, questa ch'io reco
È la sentenza: manca
Il nome tuo soltanto.

GUSMANO
leggendo il foglio
“È condannato
A morte il fier Zamoro, e come albeggi
Al rogo fia condotto”.
Si accosta ad una tavola onde segnar la condanna


SCENA III
Alzira e detti.

ALZIRA
Ah! no... clemenza
Gusman!...

GUSMANO
Per chi?

ALZIRA
Per me. S' ei muore, io moro.

Ad un cenno di Gusmano, Ovando, e gli altri spagnuoli si ritirano

GUSMANO
Il fato di Zamoro
Cangiar tu puoi... ma solo
Ad un prezzo!

ALZIRA
Ah! domanda il sangue mio...

GUSMANO
No, la tua destra.

ALZIRA
Che!...

GUSMANO
Seguimi all'ara,
E compiuto l'imen, giuro ch'ei salvo
Andrà lontan da questi regni.

ALZIRA
Oh cielo!...
Potrei mancar di fè?...

GUSMANO
Lo devi, o ch'egli
Morrà.

ALZIRA
Fatale, orrenda scelta!

GUSMANO
Scegli.

ALZIRA
prorompendo in lagrime disperate, e gettandosi a pié di Gusmano
Il pianto... l'angoscia... di lena mi priva...
Lo vedi... son io più spenta, che viva...
Se d'esser m'astringi, spergiura, infedele...
Io spiro, crudele, - io spiro... al tuo piè.

GUSMANO
Quel duolo, quel pianto mi giungono al core,
Ma sol per destarvi geloso furore...
Io segno il decreto, se indugi un momento...
Zamoro fia spento, - e spento da te. Ei mora!
Risoluto, ed in atto di firmar la sentenza

ALZIRA
Crudo, arrestati...
  • Ei...viva

GUSMANO
Viva!... Alzira
Sei dunque mia? -
Rispondimi...

ALZIRA
Ei viva.
Cadendo sur una seggiola

GUSMANO
Olà?...


SCENA IV
Ovando, e detti.

GUSMANO
Di pira
Non più, ma d'ara, e talamo
Or si favelli... E questa
Mia sposa...

OVANDO
Sposa!...

GUSMANO
Il pronubo
Rito solenne appresta...
E sia di tede innumeri
Splendente la città...

OVANDO
Corro...

GUSMANO
L'evento annunzia...

ALZIRA
Ciel!...

OVANDO
T'obbedisco...

GUSMANO
Va...
Ovando parte
Colma di gioia ho l'anima!...
Più non domando, o bramo...
Non v'ha, non v'ha fra gli uomini
Chi t'ami, quale io t'amo!.
L'amor che mi governa
Arde di fiamma eterna!...
È tale amor, che un barbaro
Nemmeno intender può.

ALZIRA
Ove mi tragge, ahi misera!
Un rio destin tremendo!...
Per troppo amor, colpevole
D'infedeltà mi rendo!...
O morte, una speranza
Or solo in te m'avanza... -
Sposa non già, ma vittima
Dell'are al piè verrò.
Partono


SCENA V
Orrida caverna, appena rischiarata da unraggio di luna, che vi scende a traverso di un forame.
La scena resta vuota qualche tempo, indi s'inoltra Otumbo guardingo, e batte ad un aureo scudo, che pende sospeso; allora un avanzo degli sconfitti americani sbuca dalle parti più sinuose della spelonca, ov 'erasi appiattato.

OTUMBO
Amici!...

AMERICANI
Ebben?

OTUMBO
Seconda
Ebbi fortuna; e l'oro, a noi di tanti
Mali cagion, quell'oro
Ne soccorse una volta! Ho di Zamoro
Compre le guardie: l'Inca
Tra l'ombre fuggirà, cinto d'ispane
Vesti

AMERICANI
Oh gioja!

OTUMBO
Brev'ora,
Ed egli forse ne raggiunge...

AMERICANI
Alcuno
S'inoltra!...

OTUMBO
accorrendo verso la bocca dell'antro
È desso!...


SCENA VI
Zamoro, e detti. Egli indossa le vestimenta d'un soldato spagnuolo. Al giunger suo tutti si prostrano; esso li rialza d'un cenno; poi volge d'intorno lentamente gli occhi, pieni di cupa tristezza, e getta un guardo, come vergognando, alle spoglie di che si ricopre. Silenzio.

ZAMORO
Miserandi avanzi
Di caduta grandezza,
Che più ne resta omai?

OTUMBO
La tua salvezza.
In te rivive ancora
Qualche speranza; vieni,
Ed a tempi men rei serba dell'ire
La generosa fiamma, e il prisco ardire.

ZAMORO
Irne lungi ancor dovrei
Carco d'onta, e fuggitivo?...
Separarmi da colei
Onde sol respiro, e vivo?...

La commozione gli tronca le parole

Io guardai la morte in viso,
La guardai con un sorriso!...
Ma spezzar mi sento il core!...
Ma non reggo a tal pensier!...
Ahi! che debil rende amore
Anche l'alma del guerrier!

OTUMBO
Fuggi, ah! fuggi, ed un'ingrata,
Inca, obblia: di tanto affetto
Degna omai la sciagurata
Più non è!

ZAMORO
Crudel sospetto!... -
Forse?...

OTUMBO
Alzira...

ZAMORO
Ebben? Finisci!...

OTUMBO
  • Sei tradito!

ZAMORO
No... mentisci!

OTUMBO
Vedi, tu lontan, lontano
La città brillar di faci?

ZAMORO
Sì...

OTUMBO
D'Alzira, e di Gusmano
Si festeggia il nodo...

ZAMORO
Taci...
Ella... d'altri?...
Con grido selvaggio, e cacciandosi furiosamente le mani fra' capelli mentre un tremore con vulsivo lo assale in tutta la persona

AMERICANI
Oh Ciel!...

OTUMBO
Zamoro!...

AMERICANI
Tu soccombi al tuo furor!

ZAMORO
Ah! perché, perché non moro?...
Col pianto d'un cuore straziato

OTUMBO E AMERICANI
Odi... calmati signor...

ZAMORO
In tutta la piena dello sdegno
Non di codarde lagrime,
Di sangue l'ora è questa!...
Al rito che s'appresta,
Non invitato, andrò!
Se il ciel non ha più fulmini,
Rimane il braccio mio...
Della vendetta il dio,
Empia, per te sarò!

OTUMBO E AMERICANI
trattenendolo
Ahi! qual maligno genio
La tua ragion turbò?
Corri a morir!...

ZAMORO
Lasciatemi...
In tuono imperioso

Esce a precipizio


SCENA VII
Vasta Sala nella residenza del Governatore, con logge nel fondo, dalle quali scorgesi la città illuminata: nel mezzo una tribuna, a cui si ascende per tre o quattro gradini.
Il loco è tutto ingombro di milizie Spagnuole: i duci stanno sulla tribuna, le ancelle di Alzira da un canto: echeggiano lieti concenti.

DONZELLE
Tergi del pianto America,
Tergi le meste ciglia.
Attende eccelso talamo
La tua più vaga figlia:
Pace a due mondi recano
Legami sì felici,
Essi faranno amici
Il vinto, e il vincitor.
Sorgi, e gioisci America
Del nuovo tuo splendor!


SCENA VIII
Gusmano, Alzira, Alvaro, Ataliba, Ovando, Zuma, e detti.

GUSMANO
Prodi figli d'Iberia, al cui valore
Son vittorie le pugne,
Ecco la sposa di Gusmano. Al Tempio
Ella meco verrà: ma pria, del nodo,
Come fra poco il ciel, voi testimoni
Or siate; fausto nodo,
Onde quest'alma, de' trionfi avvezza
Alle gioje soltanto,
E tutta inebriata!

ALZIRA
(Ho il core infranto!..)

GUSMANO
E dolce la tromba che suona vittoria,
T'infiamma, ti esalta un inno di gloria:
Ma innanzi al bramato altare votivo
Condurre la donna che avvampa il tuo cor.
E dir: questa donna è mia sin ch'io vivo!
Di mille trionfi è gioia maggior! -
Or meco ascendi.

ALZIRA
(Schiuditi
O terra, in sì funesta
Ora tremenda..)

GUSMANO
Porgimi
La man...

Egli stende ad Alzira la destra ma non arriva a stringere la mano tremante di lei, che Zamoro si avventa sovr'esso, e gl'immerge un pugnale nel petto.


SCENA ULTIMA
Zamoro, e detti.

ZAMORO
La mano è questa
Che a te si deve.

GLI ALTRI
Ah! perfido!...
Zamoro!
Riconoscendolo

ALZIRA
Ciel!...

ZAMORO
Son io
Cento spade balenano sul di lui capo
Colpite. - Esulta, beviti
Infida, il Sangue mio;
Ed a morir, Gusmano,
Impara tu da me.

GUSMANO
sorretto da Ovando, e dagli altri duci
Altre virtudi... insano,
Apprender voglio... a... te...
I numi tuoi, vendetta atroce...
Misfatto orribile... ti consigliar...
Io del mio Nume odo la voce,
Voce che impone di... perdonar!
Sol per tuo scampo... quel fido core
Accennando Alzira
A me cedeva... e reo sembrò...
Vivete insieme giorni d'amore...
E benedite chi perdonò...

Ponendo Alzira fra le braccia di Zamoro

ZAMORO
Io sono attonito!
rapito io sono!
Ah! no, che tanto un uom non può...

ALZIRA
Io sono attonita!
rapita io sono!
Ah! no, che tanto un uom non può...
Ah! no, che tanto un uom non può...
Nel tuo linguaggio, nel tuo perdono
Adoro il nume che l'inspirò...
Cadendo in lagrime a piè di Gusmano

ALVARO, ATALIBA, ZUMA, OVANDO, CORO
Virtù sublime!... celeste incanto!...
Egli perdona chi lo svenò!...
Quel che mi bagna tenero pianto
Vieppiù del ciglio, il cor versò...

ALVARO
In tutta l'effusione del paterno dolore
O mio Gusmano!... oh figlio mio!...

ALCUNI DUCI
Deh! vieni altrove...

ALVARO
Crudeli, ah! no...

GUSMANO
raccogliendo le forze estreme, e movendo qualche passo verso il padre
Padre!...

ALVARO
Al mio seno!...

GUSMANO
L'ultimo addio!...
Qui: la... tua... destra...
Ponendosi la mano paterna sul capo, onde riceverne la benedizione

ALVARO
Figlio!...
Egli non può aggiungere altra parola, ma sono in questa mille benedizioni. Gusmano manda l'estremo anelito.

GLI ALTRI
Spirò!...



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