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ATTO SECONDO

Guglielmo siede sulla porta di casa in atto di dolore profondo.

GUGLIELMO
No, possibil non è
Che invendicata resti la colpa sua!
Vivea beata e tranquilla
Al mio fianco la mia dolce figliola,
Ed egli venne e,
Colla sua parola, d'amor
Le smanie in lei destò.
alzandosi con impeto
Chi dunque, o scellerato,
Chi l'amor tuo ti chiese?
Quali orribili offese
T'abbiami mai fatto noi
Per uccider quell'angelo
E agli estremi miei giorni
Serbar cotanta angoscia?
No, possibil non è
Che invendicata resti colpa sì grande!
Anima santa della figlia mia,
Se la leggenda delle Villi è vera,
Deh, non esser con lui, qual fosti, pia,
Ma qui l'attendi al cader della sera.
S'io potessi saperti vendicata
Lieto saluterei l'ultimo dì.
Ah, perdona, Signor, l'idea spietata
Che dal mio cor che sanguina, fuggì.

rientra in casa

LE VILLI
interno
Ei giunge!
Anna! Anna! Anna!
Di morte alla condanna
Ei viene il traditor!
Eccolo, s'avvicina!
Su, dannato, cammina!

Roberto appare sul ponticello e avanza.

ROBERTO
fra sè
Ecco la casa.
Dio, che orrenda notte!
Strane voci m'inseguon.
Le Villi: evvia!
Son fole!
scende
No, delle Villi me non perseguita
La vendetta fatal!
Tu sol m'insegui, rimorso,
Vipera infernal!
Vipera dal veleno infernal!
Torna ai felici dì
Dolente il mio pensier,
Ridean del maggio i fior,
Fioria l'amor, fioria per me l'amor!
Or tutto si coprì
Di lugubre mister,
Ed io non ho nel cor
Che tristezza e terror!
Forse ella vive!
guarda verso la casa, poi va verso di essa come avesse presa una decisione
Bussiam!
fa per bussare, ma indietreggia come se una forza ignota glielo impedisse
Qual brivido mi colse!
Invan di quella soglia
Tentai sul limite levar la man!

VILLI
Su, dannato, cammina!

ROBERTO
Pur d'intender parmi
Davvero un canto lugubre!
si inginocchia, come estenuato, per pregare
O sommo Iddio! Del mio cammino,
Del mio destin quest'è la mèta.
Fa che il perdono la renda lieta
Un solo istante,
E poi morrò!
balzando in piedi
Pregar non posso!
Ah, maledetto il dì,
Il dì che andai lontan di qui!
Maledetta sia la tua bellezza,
O cortigiana vil!
Maledetta in eterno! Maledetta!

VILLI
Cammina! Cammina! Cammina!

ANNA
interno
Roberto!

ROBERTO
Ciel!
La sua voce! Dunque morta non è!

ANNA
appare sul ponticello
Non son più l'amor.
Son la vendetta!

ROBERTO
cade affranti su un sasso
Gran Dio!

ANNA
Ricordi quel che dicevi
Nel mese dei fiori?
'Tu dell'infanzia mia
Le gioie dividesti e le carezze;
Da te soave e pia imparai
Della vita le dolcezze;
Ah, dubita di Dio,
Ma no, dell'amor mio non dubitar!'
T'amai: mi tradisti.
T'attesi: e non venisti.
Ma è tremendo dolore
In silenzio soffrir!
Senza speranze in cuore
Mi facesti morir!

ROBERTO
La scordai, l'ho tradita,
E per me perdè la vita.
Ah, è tremendo il dolore
Che mi tocca soffrir!
Col rimorso nel cuore
Io mi sento morir!

Roberto va verso Anna come spinto da una forza ignota. Poi fa per vincere il fascino che lo investe, ma non può e si slancia verso di lei. Anna avanzandosi, stende le braccia e lo attira a sè. Intanto le Villi accorrono, circondano Roberto ed Anna e li trascinano, danzando vertiginosamente, fuori della scena.

SPIRITI
interni
Qui noi t'aspettiam, traditor!
Da noi non attender pietà!

SPIRITI e VILLI
Chi in vita fu sordo all'amor
In morte perdono non ha!
Traditor, t'aspettiam!
Gira! Balza! Gira! Balza!

Roberto accorrendo ansimante, coi capelli irti, va a bussare alla casa di Guglielmo. Poi, scorgendo le Villi, che lo inseguono venendo della destra, fa per fuggire dalla parte opposta, ma Anna appare alla sinistra. Ella lo riafferra e lo travo1ge nuovamente in una ridda, fra le Villi che sopraggiungono.

ROBERTO
sfinito, cadendole ai piedi
Anna, pietà!

ANNA
disparendo
Sei mio!

SPIRITI e VILLI
Osanna! Osanna! Osanna!
ATTO SECONDO

Guglielmo siede sulla porta di casa in atto di dolore profondo.

GUGLIELMO
No, possibil non è
Che invendicata resti la colpa sua!
Vivea beata e tranquilla
Al mio fianco la mia dolce figliola,
Ed egli venne e,
Colla sua parola, d'amor
Le smanie in lei destò.
alzandosi con impeto
Chi dunque, o scellerato,
Chi l'amor tuo ti chiese?
Quali orribili offese
T'abbiami mai fatto noi
Per uccider quell'angelo
E agli estremi miei giorni
Serbar cotanta angoscia?
No, possibil non è
Che invendicata resti colpa sì grande!
Anima santa della figlia mia,
Se la leggenda delle Villi è vera,
Deh, non esser con lui, qual fosti, pia,
Ma qui l'attendi al cader della sera.
S'io potessi saperti vendicata
Lieto saluterei l'ultimo dì.
Ah, perdona, Signor, l'idea spietata
Che dal mio cor che sanguina, fuggì.

rientra in casa

LE VILLI
interno
Ei giunge!
Anna! Anna! Anna!
Di morte alla condanna
Ei viene il traditor!
Eccolo, s'avvicina!
Su, dannato, cammina!

Roberto appare sul ponticello e avanza.

ROBERTO
fra sè
Ecco la casa.
Dio, che orrenda notte!
Strane voci m'inseguon.
Le Villi: evvia!
Son fole!
scende
No, delle Villi me non perseguita
La vendetta fatal!
Tu sol m'insegui, rimorso,
Vipera infernal!
Vipera dal veleno infernal!
Torna ai felici dì
Dolente il mio pensier,
Ridean del maggio i fior,
Fioria l'amor, fioria per me l'amor!
Or tutto si coprì
Di lugubre mister,
Ed io non ho nel cor
Che tristezza e terror!
Forse ella vive!
guarda verso la casa, poi va verso di essa come avesse presa una decisione
Bussiam!
fa per bussare, ma indietreggia come se una forza ignota glielo impedisse
Qual brivido mi colse!
Invan di quella soglia
Tentai sul limite levar la man!

VILLI
Su, dannato, cammina!

ROBERTO
Pur d'intender parmi
Davvero un canto lugubre!
si inginocchia, come estenuato, per pregare
O sommo Iddio! Del mio cammino,
Del mio destin quest'è la mèta.
Fa che il perdono la renda lieta
Un solo istante,
E poi morrò!
balzando in piedi
Pregar non posso!
Ah, maledetto il dì,
Il dì che andai lontan di qui!
Maledetta sia la tua bellezza,
O cortigiana vil!
Maledetta in eterno! Maledetta!

VILLI
Cammina! Cammina! Cammina!

ANNA
interno
Roberto!

ROBERTO
Ciel!
La sua voce! Dunque morta non è!

ANNA
appare sul ponticello
Non son più l'amor.
Son la vendetta!

ROBERTO
cade affranti su un sasso
Gran Dio!

ANNA
Ricordi quel che dicevi
Nel mese dei fiori?
'Tu dell'infanzia mia
Le gioie dividesti e le carezze;
Da te soave e pia imparai
Della vita le dolcezze;
Ah, dubita di Dio,
Ma no, dell'amor mio non dubitar!'
T'amai: mi tradisti.
T'attesi: e non venisti.
Ma è tremendo dolore
In silenzio soffrir!
Senza speranze in cuore
Mi facesti morir!

ROBERTO
La scordai, l'ho tradita,
E per me perdè la vita.
Ah, è tremendo il dolore
Che mi tocca soffrir!
Col rimorso nel cuore
Io mi sento morir!

Roberto va verso Anna come spinto da una forza ignota. Poi fa per vincere il fascino che lo investe, ma non può e si slancia verso di lei. Anna avanzandosi, stende le braccia e lo attira a sè. Intanto le Villi accorrono, circondano Roberto ed Anna e li trascinano, danzando vertiginosamente, fuori della scena.

SPIRITI
interni
Qui noi t'aspettiam, traditor!
Da noi non attender pietà!

SPIRITI e VILLI
Chi in vita fu sordo all'amor
In morte perdono non ha!
Traditor, t'aspettiam!
Gira! Balza! Gira! Balza!

Roberto accorrendo ansimante, coi capelli irti, va a bussare alla casa di Guglielmo. Poi, scorgendo le Villi, che lo inseguono venendo della destra, fa per fuggire dalla parte opposta, ma Anna appare alla sinistra. Ella lo riafferra e lo travo1ge nuovamente in una ridda, fra le Villi che sopraggiungono.

ROBERTO
sfinito, cadendole ai piedi
Anna, pietà!

ANNA
disparendo
Sei mio!

SPIRITI e VILLI
Osanna! Osanna! Osanna!



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