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INTRODUZIONE

Parte Seconda

Recitativo

S. GIOVANNI
Di quai nuovi portenti
Ha la terra oggi ancora il sen fecondo?
Piansero gli elementi
Del loro fabro immortal la morte fiera,
e d’un giorno che spera
di vederlo risorto
con gl’istessi tremori
par che il suolo paventi i primi albori.
Ma forse dell’inferno,
che del Dio vincitor l’hasta percosse,
gli ultimi sforzi son, l’ultime scosse.

Aria

Ecco il sol ch’esce del mare
E più chiaro che non sole
Smalta i prati, i colli indora.
Ma chi sa, che di quel Sole
Ch’oggi in vita ha da tornare
Questo sol non sia l’aurora.

Recitativo

Ma ove Maria dimora
Se ho già vicino il piede,
spero veder ben presto
cangiata la speranza in certa fede,
e senz’alcun periglio
lieta la madre e glorioso il figlio.

Aria

ANGELO
Risorga il mondo
Lieto e giocondo
Col suo Signor!
Il ciel festeggi,
il suol verdeggi;
scherzino, ridano
l’aure con l’onde,
l’herbe coi fior!

Recitativo

Di rabbia indarno freme
Coi mostri suoi l’incatenato averno;
l’odio che oppresso geme,
la crudeltà che piange,
l’invidia che sospira,
l’empietà che delira,
l’iniquità tremante,
il furor vacillante,
sbigottita la frode,
denso il tradimento,
vilipeso l’orgoglio;
del mio Signor risorto
saran carro al trionfo e base al soglio.

LUCIFERO
Misero! Ho pure udito?
E in van per vendicarmi
Contro forza maggior impugno l’armi?

ANGELO
Si, si, contrasti in van; torna a Cocito!

LUCIFERO
Perché al ciel pria non torna
Il tuo risorto Nume?

ANGELO
Perché pria suole in terra
Far delle glorie sue noto il mistero.

LUCIFERO
Noti gli oltraggi miei? No, non fia vero!

Aria

Per celare il nuovo scorno
Le tue faci ancor al giorno
Con un soffio io smorzerò;
e con tenebre nocenti
delle infirme humane menti
ogni idea confonderò.

Recitativo

ANGELO
Oh come cieco il tuo furor delira!
Mira, folle, deh mira
Le donne pie che all’incauto sasso,
sepolcro già delle divine membra,
movon veloce il passo!
A loro il Ciel commanda
Ch’io l’arcano riveli,
ond’esse in publicarlo
agli altri poi ne sian trombe fedeli.

Duetto

LUCIFERO
Impedirlo saprò!

ANGELO
Duro è il cimento,

LUCIFERO
Ho ardir che basta.

ANGELO
Lo dirà l’evento!

Recitativo

MADDALENA
Amica, troppo tardo
Fu il nostro piè; già il sol sull’etra ascende.

CLEOFE
Fu il cor troppo codardo,
che della terra a gl’improvisi moti
fè i nostri passi rimanere immoti.

MADDALENA
Or chi sa se potremo
Ricercar nella tomba il mio tesoro.

CLEOFE
Se son desti i custodi, io ben ne temo.

MADDALENA
Jo temo ancora, ma più il mio Nume adoro.

Aria

Per me già di morire
Non pavento Giesù.
Egli mi da l’ardire;
per lui nulla pavento
né morte né tormento;
quando ho Giesù nel cor non temo più.

Recitativo

LUCIFERO
Ahi abborrito nome,
ahi come rendi, come,
ogni mio sforzo imbelle!
Ahi che vinto e confuso,
atterrito e deluso
fuggo il ciel, fuggo il suolo, fuggo il mondo,
e del più cupo abisso
torno a precipitar nel sen profondo.

Aria

CLEOFE
Vedo il ciel, che più sereno
Si fa intorno e più risplende;
e di speme nel mio seno
più bel raggio ancor s’accende.

Recitativo

MADDALENA
Cleofe, siam giunte al luogo,
ove tomba funesta
dell’amato Signor coprì la salma.

CLEOFE
Parmi veder – si, si vedo ben certo
Ch’è già l’avello aperto,
e su la destra sponda
siede con bianca stuola
un giovane vestito.

MADDALENA
Oh quale spira
Grazia dal volto suo, che mi consola!
Appressiamoci a lui, che già ne mira!

ANGELO
Donne, voi ricercate
Di Giesù Nazareno,
ove giacque già morto;
ora non è più qui, ma è già risorto.
Al vostro puro affetto
Giusto è che diano i cieli
Così bella mercede,
e un tal mistero a voi prima si sveli,
per far araldi poi della sua fede.
Itene dunque a publicarlo, e sia
Premio del vostro pianto
Della gioja comune il primo vanto.

Aria

Se per colpa di donna infelice
All’huomo nel seno la morte
Il crudo veleno sgorgò,
dian le donne la nuova felice,
che chi vinse la morte già morto,
poi risorto la vita avvivò.

Recitativo

MADDALENA
Mio Giesù, mio Signore,
già che risorto sei,
perché, perché ti ascondi a gli occhi miei?
Può ben la fede, è vero,
far che l’amore adori il gran mistero;
ma come può l’amore
esser contento e pieno,
se non manda il suo ben per gli occhi al core?
Vò cercarti per tutto;
né sarà forse in vano,
che da chi ben ti cerca,
mai, dolce mio tesor, tu vai lontano.

Aria

Del cielo dolente
L’ondosa procella
In Iride bella
Cangiando sen va.
E il core che già sente
Vicino il suo Sole
Da mesto e languente
Sereno si fa.

Recitativo

CLEOFE
Si, si, cerchiamo pure l’orme del nostro amor; che fortunata
Sarà ben chi lo trovi!
Verso il bosco io men vado,
mentre tu verso gli orti i passi movi.

Aria

Augelletti,
ruscelletti,
che cantando, mormorando,
date lodi al mio Signore,
insegnatemi dov’è!
Fiori ed herbe,
già superbe
di lambir le sacre piante,
deh mostrate a un cor amante
le bell’orme del suo piè!

Recitativo

S. GIOVANNI
Dove si frettolosi,
Cleofe, rivolgi i passi?

CLEOFE
In traccia di Giesù ch’è già risorto,
come ancora Maddalena.

S. GIOVANNI
Onde il sapeste?

CLEOFE
Sovra l’aperto avello
Così a noi rivelò labro celeste.

S. GIOVANNI
Così la madre a me poc’anzi ha detto,
a cui prima d’ogn’altra
del figlio apparve il glorioso aspetto.

CLEOFE
Oh come lieta avrà quel figlio accolto!

S. GIOVANNI
Parve ch’il suo bel volto,
di stille lacrimose humido ancora,
del sol divino all’improviso raggio
fosse traviso e pinto, un’altra aurora.
Poi la gioja veloce
Corse dal seno al labro in questa voce:

Aria

Caro figlio, amato Dio,
già il cor mio
nel vederti esce dal petto!
E se lento
Fu in rapirmelo il tormento,
me lo toglie ora il diletto.

Recitativo

MADDALENA
Cleofe, Giovanni, udite,
udite la mia nuova alta ventura!
Ho veduto in quest’horto il mio Signore,
che havea d’un suo guardian preso figura,
ma dalle rozze spoglie
uscia luce sì pura e così ardente,
che pria degl’occhi il ravvisò la mente.
Poi conobbi quel viso,
in cui, per farsi bello,
si specchia il paradiso;
vidi le mani ancora, vidi le piante,
ed in esse mirai, lucide e vaghe,
sfavillar come stelle
quelle che furon pria funeste piaghe.
A baciarle il labro allor s’accinse,
ma Giesù mi respinse, e dirmi parve:
tu non mi puoi toccar! Poscia disparve.

S. GIOVANNI
Non si dubiti più!

CLEOFE
Cessi ogni rio timore!

MADDALENA
E’ risorto Giesù.

S. GIOVANNI
Viva è la nostra vita.

CLEOFE
Il nostro amore.

Aria

MADDALENA
Se impassibile, immortale
Sei risorto, oh Sole amato,
deh fa ancor ch’ogni mortale
teco sorga dal peccato!

Recitativo

S. GIOVANNI
Si, si col redentore
Sorga il mondo redento!

CLEOFE
Sorga dalle sue colpe il peccatore!

MADDALENA
Ed al suo fabro eterno
Ogni creatura dia lodi ed honore.

CORO
Dia si lode in cielo, in terra
A chi regna in terra, in ciel!
Che risorto hoggi alla terra
Per portar la terra al ciel.
INTRODUZIONE

Parte Seconda

Recitativo

S. GIOVANNI
Di quai nuovi portenti
Ha la terra oggi ancora il sen fecondo?
Piansero gli elementi
Del loro fabro immortal la morte fiera,
e d’un giorno che spera
di vederlo risorto
con gl’istessi tremori
par che il suolo paventi i primi albori.
Ma forse dell’inferno,
che del Dio vincitor l’hasta percosse,
gli ultimi sforzi son, l’ultime scosse.

Aria

Ecco il sol ch’esce del mare
E più chiaro che non sole
Smalta i prati, i colli indora.
Ma chi sa, che di quel Sole
Ch’oggi in vita ha da tornare
Questo sol non sia l’aurora.

Recitativo

Ma ove Maria dimora
Se ho già vicino il piede,
spero veder ben presto
cangiata la speranza in certa fede,
e senz’alcun periglio
lieta la madre e glorioso il figlio.

Aria

ANGELO
Risorga il mondo
Lieto e giocondo
Col suo Signor!
Il ciel festeggi,
il suol verdeggi;
scherzino, ridano
l’aure con l’onde,
l’herbe coi fior!

Recitativo

Di rabbia indarno freme
Coi mostri suoi l’incatenato averno;
l’odio che oppresso geme,
la crudeltà che piange,
l’invidia che sospira,
l’empietà che delira,
l’iniquità tremante,
il furor vacillante,
sbigottita la frode,
denso il tradimento,
vilipeso l’orgoglio;
del mio Signor risorto
saran carro al trionfo e base al soglio.

LUCIFERO
Misero! Ho pure udito?
E in van per vendicarmi
Contro forza maggior impugno l’armi?

ANGELO
Si, si, contrasti in van; torna a Cocito!

LUCIFERO
Perché al ciel pria non torna
Il tuo risorto Nume?

ANGELO
Perché pria suole in terra
Far delle glorie sue noto il mistero.

LUCIFERO
Noti gli oltraggi miei? No, non fia vero!

Aria

Per celare il nuovo scorno
Le tue faci ancor al giorno
Con un soffio io smorzerò;
e con tenebre nocenti
delle infirme humane menti
ogni idea confonderò.

Recitativo

ANGELO
Oh come cieco il tuo furor delira!
Mira, folle, deh mira
Le donne pie che all’incauto sasso,
sepolcro già delle divine membra,
movon veloce il passo!
A loro il Ciel commanda
Ch’io l’arcano riveli,
ond’esse in publicarlo
agli altri poi ne sian trombe fedeli.

Duetto

LUCIFERO
Impedirlo saprò!

ANGELO
Duro è il cimento,

LUCIFERO
Ho ardir che basta.

ANGELO
Lo dirà l’evento!

Recitativo

MADDALENA
Amica, troppo tardo
Fu il nostro piè; già il sol sull’etra ascende.

CLEOFE
Fu il cor troppo codardo,
che della terra a gl’improvisi moti
fè i nostri passi rimanere immoti.

MADDALENA
Or chi sa se potremo
Ricercar nella tomba il mio tesoro.

CLEOFE
Se son desti i custodi, io ben ne temo.

MADDALENA
Jo temo ancora, ma più il mio Nume adoro.

Aria

Per me già di morire
Non pavento Giesù.
Egli mi da l’ardire;
per lui nulla pavento
né morte né tormento;
quando ho Giesù nel cor non temo più.

Recitativo

LUCIFERO
Ahi abborrito nome,
ahi come rendi, come,
ogni mio sforzo imbelle!
Ahi che vinto e confuso,
atterrito e deluso
fuggo il ciel, fuggo il suolo, fuggo il mondo,
e del più cupo abisso
torno a precipitar nel sen profondo.

Aria

CLEOFE
Vedo il ciel, che più sereno
Si fa intorno e più risplende;
e di speme nel mio seno
più bel raggio ancor s’accende.

Recitativo

MADDALENA
Cleofe, siam giunte al luogo,
ove tomba funesta
dell’amato Signor coprì la salma.

CLEOFE
Parmi veder – si, si vedo ben certo
Ch’è già l’avello aperto,
e su la destra sponda
siede con bianca stuola
un giovane vestito.

MADDALENA
Oh quale spira
Grazia dal volto suo, che mi consola!
Appressiamoci a lui, che già ne mira!

ANGELO
Donne, voi ricercate
Di Giesù Nazareno,
ove giacque già morto;
ora non è più qui, ma è già risorto.
Al vostro puro affetto
Giusto è che diano i cieli
Così bella mercede,
e un tal mistero a voi prima si sveli,
per far araldi poi della sua fede.
Itene dunque a publicarlo, e sia
Premio del vostro pianto
Della gioja comune il primo vanto.

Aria

Se per colpa di donna infelice
All’huomo nel seno la morte
Il crudo veleno sgorgò,
dian le donne la nuova felice,
che chi vinse la morte già morto,
poi risorto la vita avvivò.

Recitativo

MADDALENA
Mio Giesù, mio Signore,
già che risorto sei,
perché, perché ti ascondi a gli occhi miei?
Può ben la fede, è vero,
far che l’amore adori il gran mistero;
ma come può l’amore
esser contento e pieno,
se non manda il suo ben per gli occhi al core?
Vò cercarti per tutto;
né sarà forse in vano,
che da chi ben ti cerca,
mai, dolce mio tesor, tu vai lontano.

Aria

Del cielo dolente
L’ondosa procella
In Iride bella
Cangiando sen va.
E il core che già sente
Vicino il suo Sole
Da mesto e languente
Sereno si fa.

Recitativo

CLEOFE
Si, si, cerchiamo pure l’orme del nostro amor; che fortunata
Sarà ben chi lo trovi!
Verso il bosco io men vado,
mentre tu verso gli orti i passi movi.

Aria

Augelletti,
ruscelletti,
che cantando, mormorando,
date lodi al mio Signore,
insegnatemi dov’è!
Fiori ed herbe,
già superbe
di lambir le sacre piante,
deh mostrate a un cor amante
le bell’orme del suo piè!

Recitativo

S. GIOVANNI
Dove si frettolosi,
Cleofe, rivolgi i passi?

CLEOFE
In traccia di Giesù ch’è già risorto,
come ancora Maddalena.

S. GIOVANNI
Onde il sapeste?

CLEOFE
Sovra l’aperto avello
Così a noi rivelò labro celeste.

S. GIOVANNI
Così la madre a me poc’anzi ha detto,
a cui prima d’ogn’altra
del figlio apparve il glorioso aspetto.

CLEOFE
Oh come lieta avrà quel figlio accolto!

S. GIOVANNI
Parve ch’il suo bel volto,
di stille lacrimose humido ancora,
del sol divino all’improviso raggio
fosse traviso e pinto, un’altra aurora.
Poi la gioja veloce
Corse dal seno al labro in questa voce:

Aria

Caro figlio, amato Dio,
già il cor mio
nel vederti esce dal petto!
E se lento
Fu in rapirmelo il tormento,
me lo toglie ora il diletto.

Recitativo

MADDALENA
Cleofe, Giovanni, udite,
udite la mia nuova alta ventura!
Ho veduto in quest’horto il mio Signore,
che havea d’un suo guardian preso figura,
ma dalle rozze spoglie
uscia luce sì pura e così ardente,
che pria degl’occhi il ravvisò la mente.
Poi conobbi quel viso,
in cui, per farsi bello,
si specchia il paradiso;
vidi le mani ancora, vidi le piante,
ed in esse mirai, lucide e vaghe,
sfavillar come stelle
quelle che furon pria funeste piaghe.
A baciarle il labro allor s’accinse,
ma Giesù mi respinse, e dirmi parve:
tu non mi puoi toccar! Poscia disparve.

S. GIOVANNI
Non si dubiti più!

CLEOFE
Cessi ogni rio timore!

MADDALENA
E’ risorto Giesù.

S. GIOVANNI
Viva è la nostra vita.

CLEOFE
Il nostro amore.

Aria

MADDALENA
Se impassibile, immortale
Sei risorto, oh Sole amato,
deh fa ancor ch’ogni mortale
teco sorga dal peccato!

Recitativo

S. GIOVANNI
Si, si col redentore
Sorga il mondo redento!

CLEOFE
Sorga dalle sue colpe il peccatore!

MADDALENA
Ed al suo fabro eterno
Ogni creatura dia lodi ed honore.

CORO
Dia si lode in cielo, in terra
A chi regna in terra, in ciel!
Che risorto hoggi alla terra
Per portar la terra al ciel.

(libretto: Carlo Sigismondo Capece)



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