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  • こちらの対訳テンプレートはスウェーデン版です
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Quadro III

Già all'aprirsi delle cortine una moltitudine d'invitati empie la scena. Il maggior numero è in maschera, alcuni in domino, altri in costume di gala a viso scoperto. Chi va in traccia, chi evita, chi ossequia e chi persegue. Tutto spira magnificenza ed ilarità.


CORO
Fervono amori e danze
Nelle felici stanze,
Onde la vita è solo
Un sogno lusinghier.
Notte de' cari istanti,
De' palpiti e de' canti,
Perché non fermi 'l volo
Sull'onda del piacer?

(Horn, Ribbing e i loro aderenti in domino azzurro col cinto vermiglio. Anckarström nello stesso costume s'avanza lentamente.)

HORN
(additando Anckarström a Ribbing)
Altro de'nostri è questo.
(e fattosi presso a Anckarström sottovoce)
"Morte!"

ANCKARSTRÖM
(amaramente)
Sì, morte!
Ma non verrà.

HORN E RIBBING
Che parli?

ANCKARSTRÖM
Qui l'aspettarlo è vano.

HORN
Come?

RIBBING
Perché?

ANCKARSTRÖM
Vi basti saperlo altrove.

HORN
O sorte ingannatrice!

RIBBING
(fremente)
Sempre ne sfuggirà di mano!

ANCKARSTRÖM
Parlate basso; alcuno lo sguardo a noi fermò.

HORN
E chi?

ANCKARSTRÖM
Quello a sinistra dal breve domino.

(Si disperdono, ma Anckarström viene inseguito da Oscar in maschera.)

OSCAR
(a Anckarström)
Più non ti lascio, o maschera; mal ti nascondi.

ANCKARSTRÖM
(scansandolo)
Eh via!

OSCAR
(inseguendolo sempre, con vivacità)
Tu se' Renato.

ANCKARSTRÖM
(spiccandogli la maschera)
E Oscarre tu sei.

OSCAR
Qual villania!

ANCKARSTRÖM
Ma bravo, e ti par dunque convenienza questa
Che mentre il sire dorme, tu scivoli alla festa?

OSCAR
Il re è qui . . .

ANCKARSTRÖM
(trasalendo)
Che! . . . dove?

OSCAR
L'ho detto . . .

ANCKARSTRÖM
Ebben! . . . qual è?

OSCAR
Non vel dirò! . . .

ANCKARSTRÖM
Gran cosa!

OSCAR
(voltandogli le spalle)
Cercatelo da voi.

ANCKARSTRÖM
(con accento amichevole)
Orsù!

OSCAR
È per fargli il tiro che regalaste a me?

ANCKARSTRÖM
Via, calmati: almen dirmi del suo costume puoi?

OSCAR
(scherzando)
Saper vorreste
Di che si veste,
Quando l'è cosa
Ch' ei vuol nascosa.
Oscar lo sa,
Ma nol dirà,
Tra là là là là
Là là là là.
Pieno d'amor
Mi balza il cor,
Ma pur discreto
Serba il segreto.
Nol rapirà
Grado o beltà,
Trà là là là
Là là là là.
Oscar lo sa, ecc.

(Gruppi di maschere e coppie danzanti attraversano il dinanzi della scena e separano Oscar da Anckarström.)

CORO
Fervono amori e danze
Nelle felici stanze,
Onde la vita è solo
Un sogno lusinghier.

ANCKARSTRÖM
(raggiungendolo di nuovo)
So che tu sai distinguere gli amici suoi.

OSCAR
V'alletta interrogarlo, e forse celiar con esso un po'?

ANCKARSTRÖM
Appunto.

OSCAR
E compromettere di poi chi ve l'ha detto?

ANCKARSTRÖM
M'offendi. È confidenza che quanto importi so.

OSCAR
Vi preme assai?

ANCKARSTRÖM
Degg'io di gravi cose ad esso,
Pria che la notte inoltri, qui favellar. Su te
Farò cader la colpa, se non mi fia concesso.

OSCAR
Dunque!

ANCKARSTRÖM
Fai grazia a lui, se parli, e non a me.

OSCAR
(più dappresso e rapidamente)
Veste una cappa nera, con roseo nastro al petto.

(Fa per andarsene)

ANCKARSTRÖM
Una parola ancora.

OSCAR
(dileguandosi tra la folla)
Più che abbastanza ho detto.

CORO
Fervono amori e danze ecc.

(Danzatori e danzatrici s'intrecciano al proscenio; Anckarström scorge lontano taluno de'suoi e scompare di là. Poco dopo, al volger delle coppie nel fondo, Gustavo in domino nero con nastro rosa, s'affaccia pensieroso, e dietro a lui Amelia in domino bianco.)

AMELIA
(sottovoce in modo da non essere riconosciuta)
Ah! perchè qui! fuggite . . .

GUSTAVO
Sei quella dello scritto?

AMELIA
La morte qui v'accerchia . . .

GUSTAVO
Non penetra nel mio petto il terror.

AMELIA
Fuggite, fuggite, o che trafitto cadrete qui!

GUSTAVO
Rivelami il nome tuo.

AMELIA
Gran Dio! Nol posso.

GUSTAVO
E perchè piangi . . . mi supplichi atterrita?
Onde contanta senti pietà della mia vita?

AMELIA
(tra singulti che svelano la sua voce naturale)
Tutto, per essa, tutto il sangue mio darei!

GUSTAVO
Invan ti celi, Amelia: quell'angelo tu sei!

AMELIA
(con disperazione)
T'amo, sì, t'amo, e in lagrime
A' piedi tuoi m'atterro,
Ove t'anela incognito
Della vendetta il ferro.
Cadavere domani
Sarai sei qui rimani:
Salvati, va, mi lascia,
Fuggi dall'odio lor.

GUSTAVO
Sin che tu m'ami, Amelia,
Non curo il fato mio,
Non ho che te nell'anima,
E l'universo oblio.
Né so temer la morte,
Perché di lei più forte
È l'aura che m'inebria
Del tuo divino amor.

AMELIA
Dunque vedermi vuoi
D'affanno morta e di vergogna?

GUSTAVO
Salva ti vo'. Domani con Renato andrai . . .

AMELIA
Dove?

GUSTAVO
Al natio tuo cielo.

AMELIA
Alla mia terra!

GUSTAVO
Mi schianto il cor . . . ma partirai . . . ma, addio.

AMELIA
Gustavo!

GUSTAVO
Ti lascio, Amelia.

AMELIA
Gustavo!

GUSTAVO
(Si, stacca, ma dopo pochi passi
tornando a lei con tutta l'anima:)
Anco una volta addio.

AMELIA
Ahimè!

GUSTAVO
L'ultima volta, addio!

AMELIA E GUSTAVO
Addio!

ANCKARSTRÖM
(Lanciatosi inosservato tra loro, trafigge Gustavo.)
E tu ricevi il mio!

GUSTAVO
Ahimè!

AMELIA
(d'un grido)
Soccorso!

OSCAR
(accorrendo a lui)
O ciel!
(Entrano da tutte le parti dame, ufficiali e guardie.)
Ei trucidato!

ALCUNI
Da chi?

ALTRI
Dov'è l'infame?

OSCAR
(accennnando Anckarström)
Eccol! . . .

(Tutti lo circondano e gli strappano la maschera.
Nel fondo veggonsi apparire Horn e Ribbing.)

AMELIA, OSCAR, CORO
Renato!

CORO
Ah! Morte, infamia,
Sul traditor!
L'acciaro lo laceri
Vendicator!

GUSTAVO
No, no . . . lasciatelo.
(a Anckarström)
Tu . . . m'odi ancor.
(Tratto il dispaccio, fa cenno a lui di accostarsi.)
Ella è pura, in braccio a morte
Te lo giuro, Iddio m'ascolta;
Io che amai la tua consorte
Rispettato ho il suo candor.
(Gli dà il foglio.)
A novello incarco asceso
Tu con lei partir dovevi . . .
Io l'amai, ma volli illeso
Il tuo nome ed il suo cor!

AMELIA
O rimorsi dell'amor
Che divorano il mio cor,
Fra un colpevole che sanguina
E la vittima che muor!

OSCAR
O dolor senza misura,
O terribile sventura!
La sua fronte è tutta rorida
Già dell'ultimo sudor!

ANCKARSTRÖM
Ciel! che feci! e che m'aspetta
Esecrato sulla terra! . . .
Di qual sangue e qual vendetta
M'assetò l'infausto error!

GUSTAVO
Grazia a ognum; signor qui sono:
Tutti assolve il mio perdono.

(Horn e Ribbing occupano sempre il fondo della scena.)

TUTTI GLI ALTRI
Cor sì grande e generoso
Tu ci serba, o Dio pietoso:
Raggio in terra a noi miserrimi
È del tuo celeste amor!

GUSTAVO
Addio per sempre, miei figli . . .

AMELIA, OSCAR, ANCKARSTRÖM, HORN, RIBBING
Ei muore!

GUSTAVO
Addio . . . diletta patria . . .

Addio . . . miei figli . . . per sempre . . .
Ah! . . . ohimè! . . . io moro! . . . miei figli . . .
Per sem . . . Addio.

(Gustavo cade e spira.)

TUTTI
Notte d'orror!
Quadro III

Già all'aprirsi delle cortine una moltitudine d'invitati empie la scena. Il maggior numero è in maschera, alcuni in domino, altri in costume di gala a viso scoperto. Chi va in traccia, chi evita, chi ossequia e chi persegue. Tutto spira magnificenza ed ilarità.


CORO
Fervono amori e danze
Nelle felici stanze,
Onde la vita è solo
Un sogno lusinghier.
Notte de' cari istanti,
De' palpiti e de' canti,
Perché non fermi 'l volo
Sull'onda del piacer?

(Horn, Ribbing e i loro aderenti in domino azzurro col cinto vermiglio. Anckarström nello stesso costume s'avanza lentamente.)

HORN
(additando Anckarström a Ribbing)
Altro de'nostri è questo.
(e fattosi presso a Anckarström sottovoce)
"Morte!"

ANCKARSTRÖM
(amaramente)
Sì, morte!
Ma non verrà.

HORN E RIBBING
Che parli?

ANCKARSTRÖM
Qui l'aspettarlo è vano.

HORN
Come?

RIBBING
Perché?

ANCKARSTRÖM
Vi basti saperlo altrove.

HORN
O sorte ingannatrice!

RIBBING
(fremente)
Sempre ne sfuggirà di mano!

ANCKARSTRÖM
Parlate basso; alcuno lo sguardo a noi fermò.

HORN
E chi?

ANCKARSTRÖM
Quello a sinistra dal breve domino.

(Si disperdono, ma Anckarström viene inseguito da Oscar in maschera.)

OSCAR
(a Anckarström)
Più non ti lascio, o maschera; mal ti nascondi.

ANCKARSTRÖM
(scansandolo)
Eh via!

OSCAR
(inseguendolo sempre, con vivacità)
Tu se' Renato.

ANCKARSTRÖM
(spiccandogli la maschera)
E Oscarre tu sei.

OSCAR
Qual villania!

ANCKARSTRÖM
Ma bravo, e ti par dunque convenienza questa
Che mentre il sire dorme, tu scivoli alla festa?

OSCAR
Il re è qui . . .

ANCKARSTRÖM
(trasalendo)
Che! . . . dove?

OSCAR
L'ho detto . . .

ANCKARSTRÖM
Ebben! . . . qual è?

OSCAR
Non vel dirò! . . .

ANCKARSTRÖM
Gran cosa!

OSCAR
(voltandogli le spalle)
Cercatelo da voi.

ANCKARSTRÖM
(con accento amichevole)
Orsù!

OSCAR
È per fargli il tiro che regalaste a me?

ANCKARSTRÖM
Via, calmati: almen dirmi del suo costume puoi?

OSCAR
(scherzando)
Saper vorreste
Di che si veste,
Quando l'è cosa
Ch' ei vuol nascosa.
Oscar lo sa,
Ma nol dirà,
Tra là là là là
Là là là là.
Pieno d'amor
Mi balza il cor,
Ma pur discreto
Serba il segreto.
Nol rapirà
Grado o beltà,
Trà là là là
Là là là là.
Oscar lo sa, ecc.

(Gruppi di maschere e coppie danzanti attraversano il dinanzi della scena e separano Oscar da Anckarström.)

CORO
Fervono amori e danze
Nelle felici stanze,
Onde la vita è solo
Un sogno lusinghier.

ANCKARSTRÖM
(raggiungendolo di nuovo)
So che tu sai distinguere gli amici suoi.

OSCAR
V'alletta interrogarlo, e forse celiar con esso un po'?

ANCKARSTRÖM
Appunto.

OSCAR
E compromettere di poi chi ve l'ha detto?

ANCKARSTRÖM
M'offendi. È confidenza che quanto importi so.

OSCAR
Vi preme assai?

ANCKARSTRÖM
Degg'io di gravi cose ad esso,
Pria che la notte inoltri, qui favellar. Su te
Farò cader la colpa, se non mi fia concesso.

OSCAR
Dunque!

ANCKARSTRÖM
Fai grazia a lui, se parli, e non a me.

OSCAR
(più dappresso e rapidamente)
Veste una cappa nera, con roseo nastro al petto.

(Fa per andarsene)

ANCKARSTRÖM
Una parola ancora.

OSCAR
(dileguandosi tra la folla)
Più che abbastanza ho detto.

CORO
Fervono amori e danze ecc.

(Danzatori e danzatrici s'intrecciano al proscenio; Anckarström scorge lontano taluno de'suoi e scompare di là. Poco dopo, al volger delle coppie nel fondo, Gustavo in domino nero con nastro rosa, s'affaccia pensieroso, e dietro a lui Amelia in domino bianco.)

AMELIA
(sottovoce in modo da non essere riconosciuta)
Ah! perchè qui! fuggite . . .

GUSTAVO
Sei quella dello scritto?

AMELIA
La morte qui v'accerchia . . .

GUSTAVO
Non penetra nel mio petto il terror.

AMELIA
Fuggite, fuggite, o che trafitto cadrete qui!

GUSTAVO
Rivelami il nome tuo.

AMELIA
Gran Dio! Nol posso.

GUSTAVO
E perchè piangi . . . mi supplichi atterrita?
Onde contanta senti pietà della mia vita?

AMELIA
(tra singulti che svelano la sua voce naturale)
Tutto, per essa, tutto il sangue mio darei!

GUSTAVO
Invan ti celi, Amelia: quell'angelo tu sei!

AMELIA
(con disperazione)
T'amo, sì, t'amo, e in lagrime
A' piedi tuoi m'atterro,
Ove t'anela incognito
Della vendetta il ferro.
Cadavere domani
Sarai sei qui rimani:
Salvati, va, mi lascia,
Fuggi dall'odio lor.

GUSTAVO
Sin che tu m'ami, Amelia,
Non curo il fato mio,
Non ho che te nell'anima,
E l'universo oblio.
Né so temer la morte,
Perché di lei più forte
È l'aura che m'inebria
Del tuo divino amor.

AMELIA
Dunque vedermi vuoi
D'affanno morta e di vergogna?

GUSTAVO
Salva ti vo'. Domani con Renato andrai . . .

AMELIA
Dove?

GUSTAVO
Al natio tuo cielo.

AMELIA
Alla mia terra!

GUSTAVO
Mi schianto il cor . . . ma partirai . . . ma, addio.

AMELIA
Gustavo!

GUSTAVO
Ti lascio, Amelia.

AMELIA
Gustavo!

GUSTAVO
(Si, stacca, ma dopo pochi passi
tornando a lei con tutta l'anima:)
Anco una volta addio.

AMELIA
Ahimè!

GUSTAVO
L'ultima volta, addio!

AMELIA E GUSTAVO
Addio!

ANCKARSTRÖM
(Lanciatosi inosservato tra loro, trafigge Gustavo.)
E tu ricevi il mio!

GUSTAVO
Ahimè!

AMELIA
(d'un grido)
Soccorso!

OSCAR
(accorrendo a lui)
O ciel!
(Entrano da tutte le parti dame, ufficiali e guardie.)
Ei trucidato!

ALCUNI
Da chi?

ALTRI
Dov'è l'infame?

OSCAR
(accennnando Anckarström)
Eccol! . . .

(Tutti lo circondano e gli strappano la maschera.
Nel fondo veggonsi apparire Horn e Ribbing.)

AMELIA, OSCAR, CORO
Renato!

CORO
Ah! Morte, infamia,
Sul traditor!
L'acciaro lo laceri
Vendicator!

GUSTAVO
No, no . . . lasciatelo.
(a Anckarström)
Tu . . . m'odi ancor.
(Tratto il dispaccio, fa cenno a lui di accostarsi.)
Ella è pura, in braccio a morte
Te lo giuro, Iddio m'ascolta;
Io che amai la tua consorte
Rispettato ho il suo candor.
(Gli dà il foglio.)
A novello incarco asceso
Tu con lei partir dovevi . . .
Io l'amai, ma volli illeso
Il tuo nome ed il suo cor!

AMELIA
O rimorsi dell'amor
Che divorano il mio cor,
Fra un colpevole che sanguina
E la vittima che muor!

OSCAR
O dolor senza misura,
O terribile sventura!
La sua fronte è tutta rorida
Già dell'ultimo sudor!

ANCKARSTRÖM
Ciel! che feci! e che m'aspetta
Esecrato sulla terra! . . .
Di qual sangue e qual vendetta
M'assetò l'infausto error!

GUSTAVO
Grazia a ognum; signor qui sono:
Tutti assolve il mio perdono.

(Horn e Ribbing occupano sempre il fondo della scena.)

TUTTI GLI ALTRI
Cor sì grande e generoso
Tu ci serba, o Dio pietoso:
Raggio in terra a noi miserrimi
È del tuo celeste amor!

GUSTAVO
Addio per sempre, miei figli . . .

AMELIA, OSCAR, ANCKARSTRÖM, HORN, RIBBING
Ei muore!

GUSTAVO
Addio . . . diletta patria . . .

Addio . . . miei figli . . . per sempre . . .
Ah! . . . ohimè! . . . io moro! . . . miei figli . . .
Per sem . . . Addio.

(Gustavo cade e spira.)

TUTTI
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