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SCENA IV
Matilde, damigelle e detti.

MATILDE
Fia ver? delitto orrendo!

SVIZZERI
(E ancor dobbiam soffrir?)

SOLDATI
Entrambi den morir.

GESSLER
Che tosto sien troncati
Lor giorni sciagurati.
Io lo giurai, ma i rei
Sfidar gli sdegni miei,
Attendan quindi in ceppi
L'ora del loro morir.

MATILDE
Che! il figlio?.. Ah! no: t'arresta.
Fiera sentenza è questa.

GESSLER
Dato fu il segno e basti;
Meco tu invan contrasti.
Il figlio ancor...

MATILDE
Giammai,
Giammai finché vivrò.
ai soldati
In nome del sovrano
Suo figlio a me sia dato.
a Gessler
Un popol vedi, insano,
Contro di te sdegnato,
E tu resisti ancor?

RODOLFO
sottovoce a Gessler
(Cedilo: il padre
Almen ne resta.)

SVIZZERI
Ah! sì, bontade
Del cielo è questa.

Gessler cede e dà ordine che Jemmy sia affidato a Matilde.

GESSLER
Guglielmo!.. oh sorte
Atra, funesta!
vedendolo incatenato fra i soldati
Tal premio ottiene
La sua virtù?

RODOLFO
sottovoce a Gessler
Mormoran essi;
Non li odi tu?

GESSLER
L'audacia dell'infido
Nell'odio lor rivive.
Verso Kusmac il guido:
Per lago il condurrò.

RODOLFO
Sul lago?.. la bufera...
Deh! pensa...

GESSLER
Van timor!
deridendo Guglielmo
Chi mai, chi mai dispera
Dell'abil remator?
A nuovo il traggo orribile
Supplizio entro Kusnac,
A cui fa cinta il lago.

SVIZZERI
Grazia!

GESSLER
Sì, or or vedrete,
Come ciascun fo pago.
Io l'abbandono a' rettili.
La lor vorace fame
Gli schiuderà l'avello.

JEMMY
Ah padre!

GUGLIELMO
Oh figlio!

SVIZZERI
Grazia!
Grazia!

GESSLER
Giammai!..

MATILDE
Oh ciel!..
(È il suo destin segnato,
Ma fia per me salvato
Il figlio e il genitor.)

JEMMY
a Matilde
Quando mi vuol l'ingrato
Da un padre separato,
In voi sol spera il cor.

GUGLIELMO
a Gessler
Compi il crudel mio fato,
Ma almeno il figlio amato
Sia tolto a tant'orror.

RODOLFO, GESSLER e SOLDATI
L'ira sola che l'accende/m'accende
Il lor sangue può placar.

SVIZZERI
(Misero! a qual mai fato
Serbato è il suo valor!)

GESSLER
al popolo
Si sgombri, olà! il recinto,
O a' piedi vostri estinto
Faccio costui cader.
(Temon la mia vendetta.)

RODOLFO e SOLDATI
Il cenno ognun rispetta,
Temon la tua vendetta.

SVIZZERI
(Silenzio: assicuriamo
Il dì della vendetta.)

GUGLIELMO
Anàtema a Gessler!

JEMMY
a Matilde
Udiste la sentenza?
Anàtema a Gessler!

RODOLFO e SOLDATI
E noi tanta insolenza
Dovrem soffrir, tacer?

SVIZZERI
Anàtema a Gessler!
Ei di morte è sul sentier.

GESSLER
Se alcun di lor s'inoltra,
Si faccia al suol cader.

MATILDE
Ah! vieni tu con me.
conduce seco Jemmy

SOLDATI
Evviva, evviva Gessler.

SVIZZERI
Anàtema a Gessler.

Gessler, Rodolfo ed i soldati si fanno largo nella confusione del popolo, e trascinano Guglielmo altrove. Matilde conduce seco Jemmy.
Il popolo, incalzato dai soldati, si allontana nella massima costernazione.




Appendice
L'interno di una vecchia capanna in ruine, che avvicina ai giardini del castello di Altdorf.

SCENA I
Matilde e Arnoldo.

MATILDE
Oh ciel! Sì torbido e perché?
È questo il dolce addio
Che tu mi dai ben mio?
Non temer, al mio sen
Presto ti stringerò.

ARNOLDO
No! Io resto: l'onor
Me lo impone e il dover!
Io resto: vendicar vo' il padre!

MATILDE
Che speri tu?

ARNOLDO
Voglio
Sangue e vendetta! Questo
È l'unico mio pensier!
Alla gloria
Agli onori rinuncio...
All'amore, a Matilde!..

MATILDE
A me? Arnoldo!

ARNOLDO
Che vuoi di più?
Il padre mio
Empi sicari han spento!

MATILDE
Ciel!

ARNOLDO
E sai tu chi guidò la lor man?

MATILDE
Gelo d'orror... finisci!

ARNOLDO
Te lo dice il terror: Gessler.

MATILDE
Gessler!
Pel nostro amore
Non v'ha più speme,
Ci aspettan solo
Affanni e pene,
A noi la sorte
È avversa ognor.
Ah! Matilde sventurata!
Per te pace più non v'è.
Sdegnata, l'ombra di tuo padre s'oppone
Al nostro infausto amor;
Un dover crudel t'aspetta;
Arnoldo, compi il tuo dover.
O giorno di sciagure!
Ho in odio il suol natio!
Ora che il padre tu dèi vendicar
Più non ti lice a Matilde pensar!
Da te, mio ben, lontano
Traendo i mesti dì
Farò le piagge invano
Del nome tuo sonar.
L'immago tua scolpita
Nel cor io porterò.
Chi mi salvò la vita,
Giammai scordar saprò!
Quai grida? Qual mai
Romor si sente?.. Gessler
Si desta. Ohimè! Una festa militare
Già annuncia quel romor!
Ah! Non ti esponi
Ai sguardi lor,
Arnoldo! Ah! Credi
All'amor mio.
Fuggi! O tremar
Per te degg'io.
Sì! Và! Ah, se cara
A te son io,
No! Non tardar
Di più ben mio,
O mi farai
Dal duol morir. Ovunque
Ti trarrà la sorte, ti seguiranno
I miei sospir. Li senti tu? Quei canti
M'empiono di terror!
Per pietà, non tardar!
Ah! pensa sol al padre...
(Oh! Quale istante di dolor. Straziar
Mi sento in seno il cor!)
Giammai scordar
Io ti saprò!

Arnoldo parte a sinistra e Matilde a destra del pubblico.

Prosegui alla scena seconda.
SCENA IV
Matilde, damigelle e detti.

MATILDE
Fia ver? delitto orrendo!

SVIZZERI
(E ancor dobbiam soffrir?)

SOLDATI
Entrambi den morir.

GESSLER
Che tosto sien troncati
Lor giorni sciagurati.
Io lo giurai, ma i rei
Sfidar gli sdegni miei,
Attendan quindi in ceppi
L'ora del loro morir.

MATILDE
Che! il figlio?.. Ah! no: t'arresta.
Fiera sentenza è questa.

GESSLER
Dato fu il segno e basti;
Meco tu invan contrasti.
Il figlio ancor...

MATILDE
Giammai,
Giammai finché vivrò.
ai soldati
In nome del sovrano
Suo figlio a me sia dato.
a Gessler
Un popol vedi, insano,
Contro di te sdegnato,
E tu resisti ancor?

RODOLFO
sottovoce a Gessler
(Cedilo: il padre
Almen ne resta.)

SVIZZERI
Ah! sì, bontade
Del cielo è questa.

Gessler cede e dà ordine che Jemmy sia affidato a Matilde.

GESSLER
Guglielmo!.. oh sorte
Atra, funesta!
vedendolo incatenato fra i soldati
Tal premio ottiene
La sua virtù?

RODOLFO
sottovoce a Gessler
Mormoran essi;
Non li odi tu?

GESSLER
L'audacia dell'infido
Nell'odio lor rivive.
Verso Kusmac il guido:
Per lago il condurrò.

RODOLFO
Sul lago?.. la bufera...
Deh! pensa...

GESSLER
Van timor!
deridendo Guglielmo
Chi mai, chi mai dispera
Dell'abil remator?
A nuovo il traggo orribile
Supplizio entro Kusnac,
A cui fa cinta il lago.

SVIZZERI
Grazia!

GESSLER
Sì, or or vedrete,
Come ciascun fo pago.
Io l'abbandono a' rettili.
La lor vorace fame
Gli schiuderà l'avello.

JEMMY
Ah padre!

GUGLIELMO
Oh figlio!

SVIZZERI
Grazia!
Grazia!

GESSLER
Giammai!..

MATILDE
Oh ciel!..
(È il suo destin segnato,
Ma fia per me salvato
Il figlio e il genitor.)

JEMMY
a Matilde
Quando mi vuol l'ingrato
Da un padre separato,
In voi sol spera il cor.

GUGLIELMO
a Gessler
Compi il crudel mio fato,
Ma almeno il figlio amato
Sia tolto a tant'orror.

RODOLFO, GESSLER e SOLDATI
L'ira sola che l'accende/m'accende
Il lor sangue può placar.

SVIZZERI
(Misero! a qual mai fato
Serbato è il suo valor!)

GESSLER
al popolo
Si sgombri, olà! il recinto,
O a' piedi vostri estinto
Faccio costui cader.
(Temon la mia vendetta.)

RODOLFO e SOLDATI
Il cenno ognun rispetta,
Temon la tua vendetta.

SVIZZERI
(Silenzio: assicuriamo
Il dì della vendetta.)

GUGLIELMO
Anàtema a Gessler!

JEMMY
a Matilde
Udiste la sentenza?
Anàtema a Gessler!

RODOLFO e SOLDATI
E noi tanta insolenza
Dovrem soffrir, tacer?

SVIZZERI
Anàtema a Gessler!
Ei di morte è sul sentier.

GESSLER
Se alcun di lor s'inoltra,
Si faccia al suol cader.

MATILDE
Ah! vieni tu con me.
conduce seco Jemmy

SOLDATI
Evviva, evviva Gessler.

SVIZZERI
Anàtema a Gessler.

Gessler, Rodolfo ed i soldati si fanno largo nella confusione del popolo, e trascinano Guglielmo altrove. Matilde conduce seco Jemmy.
Il popolo, incalzato dai soldati, si allontana nella massima costernazione.




Appendice
L'interno di una vecchia capanna in ruine, che avvicina ai giardini del castello di Altdorf.

SCENA I
Matilde e Arnoldo.

MATILDE
Oh ciel! Sì torbido e perché?
È questo il dolce addio
Che tu mi dai ben mio?
Non temer, al mio sen
Presto ti stringerò.

ARNOLDO
No! Io resto: l'onor
Me lo impone e il dover!
Io resto: vendicar vo' il padre!

MATILDE
Che speri tu?

ARNOLDO
Voglio
Sangue e vendetta! Questo
È l'unico mio pensier!
Alla gloria
Agli onori rinuncio...
All'amore, a Matilde!..

MATILDE
A me? Arnoldo!

ARNOLDO
Che vuoi di più?
Il padre mio
Empi sicari han spento!

MATILDE
Ciel!

ARNOLDO
E sai tu chi guidò la lor man?

MATILDE
Gelo d'orror... finisci!

ARNOLDO
Te lo dice il terror: Gessler.

MATILDE
Gessler!
Pel nostro amore
Non v'ha più speme,
Ci aspettan solo
Affanni e pene,
A noi la sorte
È avversa ognor.
Ah! Matilde sventurata!
Per te pace più non v'è.
Sdegnata, l'ombra di tuo padre s'oppone
Al nostro infausto amor;
Un dover crudel t'aspetta;
Arnoldo, compi il tuo dover.
O giorno di sciagure!
Ho in odio il suol natio!
Ora che il padre tu dèi vendicar
Più non ti lice a Matilde pensar!
Da te, mio ben, lontano
Traendo i mesti dì
Farò le piagge invano
Del nome tuo sonar.
L'immago tua scolpita
Nel cor io porterò.
Chi mi salvò la vita,
Giammai scordar saprò!
Quai grida? Qual mai
Romor si sente?.. Gessler
Si desta. Ohimè! Una festa militare
Già annuncia quel romor!
Ah! Non ti esponi
Ai sguardi lor,
Arnoldo! Ah! Credi
All'amor mio.
Fuggi! O tremar
Per te degg'io.
Sì! Và! Ah, se cara
A te son io,
No! Non tardar
Di più ben mio,
O mi farai
Dal duol morir. Ovunque
Ti trarrà la sorte, ti seguiranno
I miei sospir. Li senti tu? Quei canti
M'empiono di terror!
Per pietà, non tardar!
Ah! pensa sol al padre...
(Oh! Quale istante di dolor. Straziar
Mi sento in seno il cor!)
Giammai scordar
Io ti saprò!

Arnoldo parte a sinistra e Matilde a destra del pubblico.

Prosegui alla scena seconda.



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