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ATTO PRIMO


(Coro di Bascaioli, Coro di cacciatori, poi Elisabetta. La foresta di Fontainebleau . Inverno. Nel fondo, in lontananza, il palazzo reale, A destra, un grande masso forma una specie di antro. I Boscaioli, le loro mogli e i loro bambini. Alcuni sono occupati a tagliare delle querce già abbattute. Altri attraversano la scena portando fascine, dei pazzi di legno e degli strumenti di lavoro; le donne e i fanciulli si scaldano a un fuoco acceso.)

(La foresta de Fontainebleau)

I BOSCAIOLI
L'inverno è lungo! La vita è dura!
Il pane è caro! Mai più finirà il tuo gelo
O inverno amaro!
Ahimè! quando finirà la guerra?
Ahimè! li rivedremo mai?
Rivedremo ritornare i figli nostri
Ai casolari e i campi arati maturar?
Ahimè! Ahimè! Qui di freddo e fame
si muore,
È giù al piano il fiume ghiacciò.
Dell'inverno il gran rigore l'acqua gelò
di Fontainebleau!

CORIFEO
Amici, ritorniamo al lavoro!
Per le spose, i figli, facciamoci coraggio!
La pace a noi boscaioli ridonerà del di migliori.

(Delle trombe risuonano nella foresta.)

CORO
Sentite là? La tromba suona!
Risponda il corno!
La corte a caccia verrà!
Della caccia il Re sarà!

(Dall'interno)

Su, cacciator! pronti o la belva
Ci sfuggirà!
E noi l'avrem, pria ch'alla selva
Notte verrà!

(Elisabetta attraversa la scena col suo seguito al suono di fanfare, distribuend del denaro al boscaioli. In questo momento Don Carlo appare a sinistra, nascond endosi fra gli alberi. I boscaioli guardano allontanarsi la Principessa, riprendono i loro strumenti di lavoro, si rimettano in cammino e scoppiano in fondo)

Su, cacciator! pronti o la belva
Ci sfuggirà!
Il suon dei corni s'avvicina.
Chi più di lor felice è?
Fortunata è la sorte del re!

(Boscaioli, Cacciatori. Elisabetta di Valois appare a sinistra, a cavallo, condotta da Tebaldo, suo paggio.)

VALLETTI E BATTISTRADA
È la figlia del Re!
Presto, ci appressiamo a lei!
Non è meno buona che bella!
La nobile Elisabetta...

ELISABETTA
(Arrestando il suo cavallo in mezzo al boscaioli)
Amici, chè mi chiedete?

CORO
(Conducendo una donna in lutto alla presenza di Elisabetta)
Noi non vi supplichiam per noi.
Ma soccorrete la miseria di questa vedova i cui due figli chiamati in guerra per il Re
Ah! non torneranno. Pietà di lei!

ELISABETTA
(Alla povera donna)
Accetta, buona madre, questa catena d'or...

(Ai boscaioli)

E voi tutti, sperate! Ben presto questa guerra finirà!
Dei bei di per noi v'errano ancora.
Presso Re Enrico, mio padre, un messo,
il Re di Spagna inviò...con la pace,
Ormai, se Dio vorrà, tornerà la serenità.

CORO
O signora, che Dio vi don
Leggendo in fondo al nostro cuor,
Un giovin sposo e la corona
E d'un popolo l'amori!
La pace, a noi boscaioli
Donerà dei di migliori!

(Elisabetta sorride, saluta il coro, riprende il cammino col suo seguito al suono delle fanfare. In questo momento, Carlo appare a sinistra, nascondendosi tra gli alberi)

DON CARLO
(Si ritira in disparte)
Fontainebleau! Foresta immensa e solitaria!
Quai giardino, quai rosal,
Qual Eden di splendore
Per Don Carlo potrà
Questo busco valer.
Ove Elisabetta sua
Sorridente appari?
Lasciai l'Iberia,
La Corte lasciai,
Di Filippo sfidando
Il tremendo furore,
Confuso nel corteo
Del regio ambasciator;
Potei mirarla alfin,
La bella fidanzata!
Colei, che vidi pria
Regnar sull'anima mia,
Colei, che per l'amor
Regnerà sul mio cor!
Io la vidi e al suo sorriso
Scintillar mi parve il sole;
Come l'alma al paradiso
Schiuse a lei la speme, il vol.
Tanta gioia a me prometto
Che s'inebria questo cor;
Dio, sorridi al nostro affetto,
Benedici un casto amor.

(Corre sulle traccie d'Elisabetta; ma s'arresta incerto ed ascolta... Un suono di corno si fa udir di lontano.)

Il suon del corno alfin nel bosco tace
Non più del cacciator
Echeggiano il clamor.
Cadde il di! Tace ognun
E la stella primiera
Scintilla nel lontan arco del ciel.
Come del regio ostel
Rinvenire il cammin?
Questa nebbia tutto copre!

TEBALDO
Olà! scudier! Olà! paggi del Re!

DON CARLO
Qual voce risuonò nell'oscura foresta?

(Solo l'eco le risponde in mezzo al silenzio Tebaldo appare a destra con Elisabetta.)

TEBALDO
Olà! venite, boscaioli, a me!

DON CARLO
Oh! vision gentile ver me s'avanza!

TEBALDO
(Con terrore)
Non trovo più la via per ritornar...
Il braccio mio; sostegno a voi fia.
La notte è buia, il gel vi fa tremar;
Andiam ancor...

ELISABETTA
Ah! Come stanca sono!

TEBALDO
(Atterrito)
Chi mai sei tu?

DON CARLO
(A Elisabetta)
Io sono uno stranier,
Uno spagnuol.

ELISABETTA
(Vivamente)
Di quel del corteo ch'accompagna
Il signore di Lerma,
Ambasciator di Spagna?

DON CARLO
(Con fuoco)
Si, nobil donna..! E scudo a vai sarò.

TEBALDO
(In fondo al teatro)
Quel piacer! brillar lontano
Laggiù mirai Fontainebleau
Per ricondurvi al regio ostello
Sino al castel io correrò.

ELISABETTA
(Con autorità)
Va, non temer per me;
La regal fidanzata
Di Don Carlo son io; ho fè
Nell'onore spagnuol!
Paggio, al castel t'affretta.

(Mostrando Carlo)

Ei difender saprà
La figlia del tuo Re.

(Tebaldo s'inchina ed esce. Carlo, la mano sulla spada, si pane fieramente alla destra di Elisabetta. Elisabetta alza gli occhi su Carlo. I loro sguardi s'incontrano e Carlo, come involontariamente, s'inchina d'avanti Elisabetta.)

(Carlo stà raccogliendo dei rami secchi.)

ELISABETTA
(Sorpresa)
Che mai fate voi?

DON CARLO
Alla guerra,
Quando il ciel per tenda abbiam,
Sterpi chiedere alla terra
Per la fiamma noi dobbiam!
Già! Già! La stipa diè
La bramata scintilla
E la fiamma ecco già brilla.
Al campo, allor che splende
Così vivace e bela
La messaggera ell'è
Di vittoria... o d'amor.

ELISABETTA
E lasciate Madrid?

DON CARLO
Si.

ELISABETTA
Conchiuder questa sera
La pace si potrà?

DON CARLO
Si, pria del di novel
Stipular l'imeneo
Coi figlio del mio Re,
Con Don Carlo si dè.

ELISABETTA
Ah! favelliam di lui!
Terror arcano invade questo core,
Esul lontana andrò, La Francia lascerò...
Ma pari al mio vorrei di lui l'amore.

DON CARLO
Carlo vorrà
Viver al vostro piè,
Arde d'amore;
Nel vostro cure ha fè.

ELISABETTA
Io lascerò la Francia, e il padre insieme.
Dio lo vuol, partirò;
Un'altra patria avrò.
Ne andrò giuliva,
e pieno il cor di speme.

DON CARLO
E Carlo por amandovi vivrà;
Al vostro piè lo giuro, ei v'amerà.

ELISABETTA
Perchè mi balza il cor?
Ciel! chi siete mai?

DON CARLO
Del Prence messagger,
Per voi questo recai.

(Dandole uno scrigno)

ELISABETTA
Un suo don!

DON CARLO
V'inviò l'immagin sua fedel,
Noto vi fia così.

ELISABETTA
Gran Dio!... Io lo vedrò!...
Non oso aprir!... Ma pur vederlo bramo.

(Guardando il ritratto e riconoscendo Don Carlo)

Possente Iddio!

DON CARLO
(Cadendo al suoi piedi)
Carlo son io... e t'amo!

ELISABETTA
(Fra sè)
Di qual amor, di quant'ardor
Quest'alma è piena!
Al suo destin voler divin
Or m'incatena!
Arcan terror m'avea nel cor,
E ancor ne tremo...
Amata son io, gaudio supremo
Ne sento in cor!

DON CARLO
Si, t'amo, e Dio ci guidò,
Vivrò per te, per te morrò!

ELISABETTA
Se Dio ci guidò,
Se a me t'avvicinò,
I fè perchè ci vuol felici appieno.

(Colpo di cannone)

Qual rumor!

DON CARLO
Il cannone echeggiò.

ELISABETTA
Fausto di!
Questo è segnal di festa!

(Le terrazze illuminate di Fontainebleau brillano in lontananza.)

DON CARLO ED ELISABETTA
Si, lode al ciel!
La pace è stretta!

ELISABETTA
Qual baglior? È il castel
Che risplende così.

DON CARLO
Spari l'orror della foresta;
Tutto è gioia, splendor,
Tutto è delizia, amor!

ELISABETTA
O ciel!

DON CARLO ED ELISABETTA
Il ciel ci vegga alfin
Uniti cor a cor
Nell'imeneo che Dio ci appresta!

DON CARLO
Ah! Non temer, ritorna in te,
O bella fidanzata! Angel d'amor,
Leva su me la tua pupila amata.
Rinnovelliam, ebbri d'amor, il giuro
che ci univa;
Lo disse il labbro,
il ciel l'udiva, lo fece
il cor!

ELISABETTA
Ah! Se tremo
Ancor terror non è,
Mi santo già rinata!
A voluttà nuova
Per me è l'alma abbandonata.
Rinnovelliam, ebbri d'amor, il giuro
che ci univa;
Lo disse il labbro,
il ciel l'udiva, lo fece il cor!

(Tebaldo entra con dei paggi che portano fiaccole. I paggi restano nel fondo. Tebaldo s'avanza solo verso Elisabetta.)

TEBALDO
Al fedel ch'ora viene, o signora,
Un messaggio felice a recar,
Accordate un favor; Di serbarmi con voi
Né mai lasciarvi più.

ELISABETTA
(Rialzandolo)
Sia pur!

(Il Conte di Lerma, ambasciatore di Spagna, la Contessa d'Aremberg, dame di Elisabetta, paggi, valletti che portano delle fiaccole, e il popolo si avvicinano.)

TEBALDO
Regina, vi saluto,
Sposa a Filippo Re.

ELISABETTA
No! sono all'infante
Dal padre fidanzata.

TEBALDO
Al monarca spagnuol
V'ha Enrico destinata.
Siete Regina.

ELISABETTA
Ahimè!

DON CARLO
Nel cor mi corse un gel!
L'abisso s'apre a me!
E tu lo soffri, o ciel!

ELISABETTA
L'ora fatale è suonata!
Contro la sorte spietata
Crudo fia meno il pugnar.
L'ora fatal è già suonata!
Per sottrarmi a tanta pena,
Per fuggir la ria catena,
Fin la morte io vo' sfidar!

DON CARLO
L'ora fatale è suonata!
M'era la vita beata,
Cruda, funesta ora m'appar.
Di dolor quest'alma è piena,
Ah! dovrò la mia catena
In eterno trascinar!

CORO
Inni di festa
Lieti echeggiate,
E salutate
Il lieto di.
La pace appresta
Felici istanti;
Duo cori amanti
Il cielo unì!
Gloria ed onor
Alla più bella,
Onor a quella
Che dee doman
Assisa in soglio,
Gentil compagna,
Al Re di Spagna
Dar la sua man!

ELISABETTA
Tutto sparve...

DON CARLO
Sorte ingrata!

ELISABETTA
Al dolor son condannata!

DON CARLO ED ELISABETTA
Spariva il sogno d'or!
Svaniva dal mio cor!

CORO
Inni di festa, ecc.

DON CARLO E ELISABETTA
L'ora fatale è suonata!
M'era la vita beata,
Cruda, funesta ora m'appar.
Di dolor quest'alma è piena,
Ah! dovrò la mia catena
In eterno trascinar!

DON CARLO
Tutto fini! Al più crudel dolor
Nostr'alma è condannata!
Tanto amor ora finì!

ELISABETTA
Ahimè! nostr'alma è condannata,
Non troverem mai più
Tanto amor, tanto ben!

IL CONTE Dl LERMA
Il glorioso Re di Francia,
Il grande Enrico,
Al Monarca di Spagna
E dell'India vuol dar
La man d'Elisabetta, sua figliuola.
Questo vicin sarà
Suggello d'amistà.
Ma Filippo lasciarvi
Libertade vuol intera;
Gradite voi la man
Del mio Re... che la spera?

DONNE
Accettate Elisabetta
La man che v'offre il re:
Pietà! La pace avrem
Alfin! Pietà di noi!

IL CONTE Dl LERMA
Che rispondete?

ELISABETTA
Si

CORO
Vi benedica
Iddio dal ciel!
La sorte amica
Vi sia fedel!

DON CARLO ED ELISABETTA
È l'angoscia suprema!
Mi sento morir!
O martir! O dolor!
Non v'ha duol più crudel!

CORO
Inni di festa... ecc.

DON CARLO ED ELISABETTA
Nostr'alme condannate
Non troveran mai più
Tanto amor.

CORO
Regina ispana,
gloria, onor!

DON CARLO
Ahimè! Ahimè!

CORO
Gloria, onor!
Inni di festa...

DON CARLO
L'ora fatale è suonata!
M'era la vita beata,
Cruda, funesta ora m'appar.
Sparì un sogno così bel!
O destin fatal, destin crudel!
ATTO PRIMO


(Coro di Bascaioli, Coro di cacciatori, poi Elisabetta. La foresta di Fontainebleau . Inverno. Nel fondo, in lontananza, il palazzo reale, A destra, un grande masso forma una specie di antro. I Boscaioli, le loro mogli e i loro bambini. Alcuni sono occupati a tagliare delle querce già abbattute. Altri attraversano la scena portando fascine, dei pazzi di legno e degli strumenti di lavoro; le donne e i fanciulli si scaldano a un fuoco acceso.)

(La foresta de Fontainebleau)

I BOSCAIOLI
L'inverno è lungo! La vita è dura!
Il pane è caro! Mai più finirà il tuo gelo
O inverno amaro!
Ahimè! quando finirà la guerra?
Ahimè! li rivedremo mai?
Rivedremo ritornare i figli nostri
Ai casolari e i campi arati maturar?
Ahimè! Ahimè! Qui di freddo e fame
si muore,
È giù al piano il fiume ghiacciò.
Dell'inverno il gran rigore l'acqua gelò
di Fontainebleau!

CORIFEO
Amici, ritorniamo al lavoro!
Per le spose, i figli, facciamoci coraggio!
La pace a noi boscaioli ridonerà del di migliori.

(Delle trombe risuonano nella foresta.)

CORO
Sentite là? La tromba suona!
Risponda il corno!
La corte a caccia verrà!
Della caccia il Re sarà!

(Dall'interno)

Su, cacciator! pronti o la belva
Ci sfuggirà!
E noi l'avrem, pria ch'alla selva
Notte verrà!

(Elisabetta attraversa la scena col suo seguito al suono di fanfare, distribuend del denaro al boscaioli. In questo momento Don Carlo appare a sinistra, nascond endosi fra gli alberi. I boscaioli guardano allontanarsi la Principessa, riprendono i loro strumenti di lavoro, si rimettano in cammino e scoppiano in fondo)

Su, cacciator! pronti o la belva
Ci sfuggirà!
Il suon dei corni s'avvicina.
Chi più di lor felice è?
Fortunata è la sorte del re!

(Boscaioli, Cacciatori. Elisabetta di Valois appare a sinistra, a cavallo, condotta da Tebaldo, suo paggio.)

VALLETTI E BATTISTRADA
È la figlia del Re!
Presto, ci appressiamo a lei!
Non è meno buona che bella!
La nobile Elisabetta...

ELISABETTA
(Arrestando il suo cavallo in mezzo al boscaioli)
Amici, chè mi chiedete?

CORO
(Conducendo una donna in lutto alla presenza di Elisabetta)
Noi non vi supplichiam per noi.
Ma soccorrete la miseria di questa vedova i cui due figli chiamati in guerra per il Re
Ah! non torneranno. Pietà di lei!

ELISABETTA
(Alla povera donna)
Accetta, buona madre, questa catena d'or...

(Ai boscaioli)

E voi tutti, sperate! Ben presto questa guerra finirà!
Dei bei di per noi v'errano ancora.
Presso Re Enrico, mio padre, un messo,
il Re di Spagna inviò...con la pace,
Ormai, se Dio vorrà, tornerà la serenità.

CORO
O signora, che Dio vi don
Leggendo in fondo al nostro cuor,
Un giovin sposo e la corona
E d'un popolo l'amori!
La pace, a noi boscaioli
Donerà dei di migliori!

(Elisabetta sorride, saluta il coro, riprende il cammino col suo seguito al suono delle fanfare. In questo momento, Carlo appare a sinistra, nascondendosi tra gli alberi)

DON CARLO
(Si ritira in disparte)
Fontainebleau! Foresta immensa e solitaria!
Quai giardino, quai rosal,
Qual Eden di splendore
Per Don Carlo potrà
Questo busco valer.
Ove Elisabetta sua
Sorridente appari?
Lasciai l'Iberia,
La Corte lasciai,
Di Filippo sfidando
Il tremendo furore,
Confuso nel corteo
Del regio ambasciator;
Potei mirarla alfin,
La bella fidanzata!
Colei, che vidi pria
Regnar sull'anima mia,
Colei, che per l'amor
Regnerà sul mio cor!
Io la vidi e al suo sorriso
Scintillar mi parve il sole;
Come l'alma al paradiso
Schiuse a lei la speme, il vol.
Tanta gioia a me prometto
Che s'inebria questo cor;
Dio, sorridi al nostro affetto,
Benedici un casto amor.

(Corre sulle traccie d'Elisabetta; ma s'arresta incerto ed ascolta... Un suono di corno si fa udir di lontano.)

Il suon del corno alfin nel bosco tace
Non più del cacciator
Echeggiano il clamor.
Cadde il di! Tace ognun
E la stella primiera
Scintilla nel lontan arco del ciel.
Come del regio ostel
Rinvenire il cammin?
Questa nebbia tutto copre!

TEBALDO
Olà! scudier! Olà! paggi del Re!

DON CARLO
Qual voce risuonò nell'oscura foresta?

(Solo l'eco le risponde in mezzo al silenzio Tebaldo appare a destra con Elisabetta.)

TEBALDO
Olà! venite, boscaioli, a me!

DON CARLO
Oh! vision gentile ver me s'avanza!

TEBALDO
(Con terrore)
Non trovo più la via per ritornar...
Il braccio mio; sostegno a voi fia.
La notte è buia, il gel vi fa tremar;
Andiam ancor...

ELISABETTA
Ah! Come stanca sono!

TEBALDO
(Atterrito)
Chi mai sei tu?

DON CARLO
(A Elisabetta)
Io sono uno stranier,
Uno spagnuol.

ELISABETTA
(Vivamente)
Di quel del corteo ch'accompagna
Il signore di Lerma,
Ambasciator di Spagna?

DON CARLO
(Con fuoco)
Si, nobil donna..! E scudo a vai sarò.

TEBALDO
(In fondo al teatro)
Quel piacer! brillar lontano
Laggiù mirai Fontainebleau
Per ricondurvi al regio ostello
Sino al castel io correrò.

ELISABETTA
(Con autorità)
Va, non temer per me;
La regal fidanzata
Di Don Carlo son io; ho fè
Nell'onore spagnuol!
Paggio, al castel t'affretta.

(Mostrando Carlo)

Ei difender saprà
La figlia del tuo Re.

(Tebaldo s'inchina ed esce. Carlo, la mano sulla spada, si pane fieramente alla destra di Elisabetta. Elisabetta alza gli occhi su Carlo. I loro sguardi s'incontrano e Carlo, come involontariamente, s'inchina d'avanti Elisabetta.)

(Carlo stà raccogliendo dei rami secchi.)

ELISABETTA
(Sorpresa)
Che mai fate voi?

DON CARLO
Alla guerra,
Quando il ciel per tenda abbiam,
Sterpi chiedere alla terra
Per la fiamma noi dobbiam!
Già! Già! La stipa diè
La bramata scintilla
E la fiamma ecco già brilla.
Al campo, allor che splende
Così vivace e bela
La messaggera ell'è
Di vittoria... o d'amor.

ELISABETTA
E lasciate Madrid?

DON CARLO
Si.

ELISABETTA
Conchiuder questa sera
La pace si potrà?

DON CARLO
Si, pria del di novel
Stipular l'imeneo
Coi figlio del mio Re,
Con Don Carlo si dè.

ELISABETTA
Ah! favelliam di lui!
Terror arcano invade questo core,
Esul lontana andrò, La Francia lascerò...
Ma pari al mio vorrei di lui l'amore.

DON CARLO
Carlo vorrà
Viver al vostro piè,
Arde d'amore;
Nel vostro cure ha fè.

ELISABETTA
Io lascerò la Francia, e il padre insieme.
Dio lo vuol, partirò;
Un'altra patria avrò.
Ne andrò giuliva,
e pieno il cor di speme.

DON CARLO
E Carlo por amandovi vivrà;
Al vostro piè lo giuro, ei v'amerà.

ELISABETTA
Perchè mi balza il cor?
Ciel! chi siete mai?

DON CARLO
Del Prence messagger,
Per voi questo recai.

(Dandole uno scrigno)

ELISABETTA
Un suo don!

DON CARLO
V'inviò l'immagin sua fedel,
Noto vi fia così.

ELISABETTA
Gran Dio!... Io lo vedrò!...
Non oso aprir!... Ma pur vederlo bramo.

(Guardando il ritratto e riconoscendo Don Carlo)

Possente Iddio!

DON CARLO
(Cadendo al suoi piedi)
Carlo son io... e t'amo!

ELISABETTA
(Fra sè)
Di qual amor, di quant'ardor
Quest'alma è piena!
Al suo destin voler divin
Or m'incatena!
Arcan terror m'avea nel cor,
E ancor ne tremo...
Amata son io, gaudio supremo
Ne sento in cor!

DON CARLO
Si, t'amo, e Dio ci guidò,
Vivrò per te, per te morrò!

ELISABETTA
Se Dio ci guidò,
Se a me t'avvicinò,
I fè perchè ci vuol felici appieno.

(Colpo di cannone)

Qual rumor!

DON CARLO
Il cannone echeggiò.

ELISABETTA
Fausto di!
Questo è segnal di festa!

(Le terrazze illuminate di Fontainebleau brillano in lontananza.)

DON CARLO ED ELISABETTA
Si, lode al ciel!
La pace è stretta!

ELISABETTA
Qual baglior? È il castel
Che risplende così.

DON CARLO
Spari l'orror della foresta;
Tutto è gioia, splendor,
Tutto è delizia, amor!

ELISABETTA
O ciel!

DON CARLO ED ELISABETTA
Il ciel ci vegga alfin
Uniti cor a cor
Nell'imeneo che Dio ci appresta!

DON CARLO
Ah! Non temer, ritorna in te,
O bella fidanzata! Angel d'amor,
Leva su me la tua pupila amata.
Rinnovelliam, ebbri d'amor, il giuro
che ci univa;
Lo disse il labbro,
il ciel l'udiva, lo fece
il cor!

ELISABETTA
Ah! Se tremo
Ancor terror non è,
Mi santo già rinata!
A voluttà nuova
Per me è l'alma abbandonata.
Rinnovelliam, ebbri d'amor, il giuro
che ci univa;
Lo disse il labbro,
il ciel l'udiva, lo fece il cor!

(Tebaldo entra con dei paggi che portano fiaccole. I paggi restano nel fondo. Tebaldo s'avanza solo verso Elisabetta.)

TEBALDO
Al fedel ch'ora viene, o signora,
Un messaggio felice a recar,
Accordate un favor; Di serbarmi con voi
Né mai lasciarvi più.

ELISABETTA
(Rialzandolo)
Sia pur!

(Il Conte di Lerma, ambasciatore di Spagna, la Contessa d'Aremberg, dame di Elisabetta, paggi, valletti che portano delle fiaccole, e il popolo si avvicinano.)

TEBALDO
Regina, vi saluto,
Sposa a Filippo Re.

ELISABETTA
No! sono all'infante
Dal padre fidanzata.

TEBALDO
Al monarca spagnuol
V'ha Enrico destinata.
Siete Regina.

ELISABETTA
Ahimè!

DON CARLO
Nel cor mi corse un gel!
L'abisso s'apre a me!
E tu lo soffri, o ciel!

ELISABETTA
L'ora fatale è suonata!
Contro la sorte spietata
Crudo fia meno il pugnar.
L'ora fatal è già suonata!
Per sottrarmi a tanta pena,
Per fuggir la ria catena,
Fin la morte io vo' sfidar!

DON CARLO
L'ora fatale è suonata!
M'era la vita beata,
Cruda, funesta ora m'appar.
Di dolor quest'alma è piena,
Ah! dovrò la mia catena
In eterno trascinar!

CORO
Inni di festa
Lieti echeggiate,
E salutate
Il lieto di.
La pace appresta
Felici istanti;
Duo cori amanti
Il cielo unì!
Gloria ed onor
Alla più bella,
Onor a quella
Che dee doman
Assisa in soglio,
Gentil compagna,
Al Re di Spagna
Dar la sua man!

ELISABETTA
Tutto sparve...

DON CARLO
Sorte ingrata!

ELISABETTA
Al dolor son condannata!

DON CARLO ED ELISABETTA
Spariva il sogno d'or!
Svaniva dal mio cor!

CORO
Inni di festa, ecc.

DON CARLO E ELISABETTA
L'ora fatale è suonata!
M'era la vita beata,
Cruda, funesta ora m'appar.
Di dolor quest'alma è piena,
Ah! dovrò la mia catena
In eterno trascinar!

DON CARLO
Tutto fini! Al più crudel dolor
Nostr'alma è condannata!
Tanto amor ora finì!

ELISABETTA
Ahimè! nostr'alma è condannata,
Non troverem mai più
Tanto amor, tanto ben!

IL CONTE Dl LERMA
Il glorioso Re di Francia,
Il grande Enrico,
Al Monarca di Spagna
E dell'India vuol dar
La man d'Elisabetta, sua figliuola.
Questo vicin sarà
Suggello d'amistà.
Ma Filippo lasciarvi
Libertade vuol intera;
Gradite voi la man
Del mio Re... che la spera?

DONNE
Accettate Elisabetta
La man che v'offre il re:
Pietà! La pace avrem
Alfin! Pietà di noi!

IL CONTE Dl LERMA
Che rispondete?

ELISABETTA
Si

CORO
Vi benedica
Iddio dal ciel!
La sorte amica
Vi sia fedel!

DON CARLO ED ELISABETTA
È l'angoscia suprema!
Mi sento morir!
O martir! O dolor!
Non v'ha duol più crudel!

CORO
Inni di festa... ecc.

DON CARLO ED ELISABETTA
Nostr'alme condannate
Non troveran mai più
Tanto amor.

CORO
Regina ispana,
gloria, onor!

DON CARLO
Ahimè! Ahimè!

CORO
Gloria, onor!
Inni di festa...

DON CARLO
L'ora fatale è suonata!
M'era la vita beata,
Cruda, funesta ora m'appar.
Sparì un sogno così bel!
O destin fatal, destin crudel!



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