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Parte Seconda

Scena Prima

(La prigione di Don Carlo.)

(Un oscuro sotterraneo, nel quale sono state gettate in fretta alcune suppellettili della Corte. In fondo cancello di ferro che separa la prigione da una corte che la domina e nella quale si veggono le guardie andare e venire. Una scalinata vi conduce da piani superiori dell'edificio.)

RODRIGO
Son io mio Carlo

DON CARLO
O Rodrigo, io ti son ben grato
Di venir di Carlo alla prigion.

RODRIGO
Mio Carlo!

DON CARLO
Ben tu il sai! m'abbandonò il vigor!
D'Isabella l'amor mi tortura e m'uccide...
No, più valor non ho pei viventi!
Ma, tu, puoi salvarli ancor;
oppressi non fian più.

RODRIGO
Ah! Noto appien ti sia l'affetto mio!
Uscir tu dei da quest'orrendo avel.
Felice ancor io son se abbracciar ti poss'io!
Io ti salvai!

DON CARLO
Che di'?

RODRIGO
(Con emozione)
Convien qui dirci addio!
O mio Carlo!

(Don Carlo resta immobile guardando
Rodrigo con stupore.)

Per me giunto è il dì supremo,
No,mai più ci rivedrem;
Ci congiunga Iddio nel ciel,
Ei che premia i suoi fedel.
Sul tuo ciglio il pianto io miro;
Lagrimar così perché?
No, fa’ cor, l’estremo spiro
Lieto è a chi morrà per te

DON CARLO
(Tremando)
Che parli di morte?

RODRIGO
Ascolta, il tempo stringe,
Rivolta ho già su me la folgore tremenda!
Tu non sei più oggi il rival del Re...
Il fiero agitator delle Fiandre... son io!

DON CARLO
Chi potrà prestar fè?

RODRIGO
Le prove son tremende!
I fogli tuoi trovati in mio poter...
Della ribellion testimoni son chiari
E questo capo al certo a prezzo è messo già.

(Due uomini discendono la scalinata della prigione. Una di essi è vestito dell'abito del Sant'Uffizio; l'altro è armato d'un archibugio Si fermano un momento e si mostrano a Don Carlo e Rodrigo che non li vedono.)

DON CARLO
Svelar vo' tutto al Re.

RODRIGO
No, ti serba alla Fiandra,
ti serba alla grand'opra.
Tu la dovrai compire. Un nuovo secol d'or rinascer tu farai; regnare tu dovevi ed io morir per te.

(L'uomo ch'è armato d'un archibugio mira a Rodrigo e fa fuoco.)

DON CARLO
(Atterrito)
Cielo! La morte! per chi mai?

RODRIGO
(Ferito mortalmente)
Per me!
La vendetta del Re tardare non potea!
Oh Dio!

(Cade nelle braccia di Don Carlo.)

O Carlo, ascolta, la madre t'aspetta
A San Giusto doman; tutto ella sa...
Ah! la terra mi manca... Carlo mio;
A me porgi la man...!
Io morrò, ma lieto in core,
Ché potei cosi serbar
Alla Spagna un salvatore!
Ah! ... di me... non... ti... scordar...!

(Muore. Don Carlo cade disperatamente sul corpo di Rodrigo.)

Scena Seconda

(Filippo con seguito, Grandi di Spagna. Don Carlo, il Conte di Lerma, Eboli, il
Grande Inquisitore.)

FILIPPO
(Gli tende le braccia)
Mio Carlo, a te la spada io rendo..

DON CARLO
(Disperatamente)
Arretra!
La tara man di sangue è intrisa! Orror!
Una fraterna fede ci unia...
Ei m'amava...!
La vita sua per me sacrificò!

FILIPPO
(Commosso, scoprendosi il capo davanti il corpo di Rodrigo)
Presagio mio feral!

DON CARLO
Tu più figlio non hai!
I regni miei stan presso a lui!

(Contemplando Rodrigo)

FILIPPO
(Cade ginocchioni presso il cadavere)
Chi renda a me quell'uom?

(S'ode suonare a stormo da molto lontano)

I GRANDI DI SPAGNA
Ciel! suona a stormo!

IL POPOLO
(Assai lontano)
Perir dovrà chi d'arrestarci attenti!
Feriam, feriam senza tema, o pietà!
Tremar ognun dovrà, curvar la testa
Davanti al popolo, al popol ultor!

IL CONTE Dl LERMA
Il popolo è in furor!
È l'infante ch'ei vuol!

FILIPPO
Si schiudano le porte!

IL CONTE DI LERMA
I GRANDI DI SPAGNA
Ciel!

FILIPPO
Obbedite! Obbedite! Io lo vo'!

(Il popolo entra furioso in scena; Eboli mascherata entra scivolando tra la folla e s'avvicina a Don Carlo.)

IL POPOLO
Perir dovrà chi d'arrestarci attenti!
Feriam, feriam senza tema, o pietà!
Tremar ognun dovrà, curvar la testa
Davanti al popolo, al popol ultor!

EBOLI
(A Don Carlo)
Va! Fuggi!

FILIPPO
(Al popolo)
Che volete?

IL POPOLO
L'infante!

FILIPPO
Egli qui stà!

L'INQUISITORE
Sacrilegio infame!

IL POPOLO
(Indietreggiando)
Il Grande Inquisitor!

L'INQUISITORE
Vi prostate innanzi al Re,
Che Dio protegge! A terra!

IL POPOLO
(Prostrandosi)
Signor, di noi pietà!

I GRANDI
(Con la spada alla mano)
Evviva il Re!

FILIPPO, L'INQUISITORE
Gran Dio, sia gloria a te!

TUTTI
Evviva il Re!

(Il Grande Inquisitore scende verso Filippo che va incontro a lui in mezzo al popolo genuflesso. Cala la tela.)
Parte Seconda

Scena Prima

(La prigione di Don Carlo.)

(Un oscuro sotterraneo, nel quale sono state gettate in fretta alcune suppellettili della Corte. In fondo cancello di ferro che separa la prigione da una corte che la domina e nella quale si veggono le guardie andare e venire. Una scalinata vi conduce da piani superiori dell'edificio.)

RODRIGO
Son io mio Carlo

DON CARLO
O Rodrigo, io ti son ben grato
Di venir di Carlo alla prigion.

RODRIGO
Mio Carlo!

DON CARLO
Ben tu il sai! m'abbandonò il vigor!
D'Isabella l'amor mi tortura e m'uccide...
No, più valor non ho pei viventi!
Ma, tu, puoi salvarli ancor;
oppressi non fian più.

RODRIGO
Ah! Noto appien ti sia l'affetto mio!
Uscir tu dei da quest'orrendo avel.
Felice ancor io son se abbracciar ti poss'io!
Io ti salvai!

DON CARLO
Che di'?

RODRIGO
(Con emozione)
Convien qui dirci addio!
O mio Carlo!

(Don Carlo resta immobile guardando
Rodrigo con stupore.)

Per me giunto è il dì supremo,
No,mai più ci rivedrem;
Ci congiunga Iddio nel ciel,
Ei che premia i suoi fedel.
Sul tuo ciglio il pianto io miro;
Lagrimar così perché?
No, fa’ cor, l’estremo spiro
Lieto è a chi morrà per te

DON CARLO
(Tremando)
Che parli di morte?

RODRIGO
Ascolta, il tempo stringe,
Rivolta ho già su me la folgore tremenda!
Tu non sei più oggi il rival del Re...
Il fiero agitator delle Fiandre... son io!

DON CARLO
Chi potrà prestar fè?

RODRIGO
Le prove son tremende!
I fogli tuoi trovati in mio poter...
Della ribellion testimoni son chiari
E questo capo al certo a prezzo è messo già.

(Due uomini discendono la scalinata della prigione. Una di essi è vestito dell'abito del Sant'Uffizio; l'altro è armato d'un archibugio Si fermano un momento e si mostrano a Don Carlo e Rodrigo che non li vedono.)

DON CARLO
Svelar vo' tutto al Re.

RODRIGO
No, ti serba alla Fiandra,
ti serba alla grand'opra.
Tu la dovrai compire. Un nuovo secol d'or rinascer tu farai; regnare tu dovevi ed io morir per te.

(L'uomo ch'è armato d'un archibugio mira a Rodrigo e fa fuoco.)

DON CARLO
(Atterrito)
Cielo! La morte! per chi mai?

RODRIGO
(Ferito mortalmente)
Per me!
La vendetta del Re tardare non potea!
Oh Dio!

(Cade nelle braccia di Don Carlo.)

O Carlo, ascolta, la madre t'aspetta
A San Giusto doman; tutto ella sa...
Ah! la terra mi manca... Carlo mio;
A me porgi la man...!
Io morrò, ma lieto in core,
Ché potei cosi serbar
Alla Spagna un salvatore!
Ah! ... di me... non... ti... scordar...!

(Muore. Don Carlo cade disperatamente sul corpo di Rodrigo.)

Scena Seconda

(Filippo con seguito, Grandi di Spagna. Don Carlo, il Conte di Lerma, Eboli, il
Grande Inquisitore.)

FILIPPO
(Gli tende le braccia)
Mio Carlo, a te la spada io rendo..

DON CARLO
(Disperatamente)
Arretra!
La tara man di sangue è intrisa! Orror!
Una fraterna fede ci unia...
Ei m'amava...!
La vita sua per me sacrificò!

FILIPPO
(Commosso, scoprendosi il capo davanti il corpo di Rodrigo)
Presagio mio feral!

DON CARLO
Tu più figlio non hai!
I regni miei stan presso a lui!

(Contemplando Rodrigo)

FILIPPO
(Cade ginocchioni presso il cadavere)
Chi renda a me quell'uom?

(S'ode suonare a stormo da molto lontano)

I GRANDI DI SPAGNA
Ciel! suona a stormo!

IL POPOLO
(Assai lontano)
Perir dovrà chi d'arrestarci attenti!
Feriam, feriam senza tema, o pietà!
Tremar ognun dovrà, curvar la testa
Davanti al popolo, al popol ultor!

IL CONTE Dl LERMA
Il popolo è in furor!
È l'infante ch'ei vuol!

FILIPPO
Si schiudano le porte!

IL CONTE DI LERMA
I GRANDI DI SPAGNA
Ciel!

FILIPPO
Obbedite! Obbedite! Io lo vo'!

(Il popolo entra furioso in scena; Eboli mascherata entra scivolando tra la folla e s'avvicina a Don Carlo.)

IL POPOLO
Perir dovrà chi d'arrestarci attenti!
Feriam, feriam senza tema, o pietà!
Tremar ognun dovrà, curvar la testa
Davanti al popolo, al popol ultor!

EBOLI
(A Don Carlo)
Va! Fuggi!

FILIPPO
(Al popolo)
Che volete?

IL POPOLO
L'infante!

FILIPPO
Egli qui stà!

L'INQUISITORE
Sacrilegio infame!

IL POPOLO
(Indietreggiando)
Il Grande Inquisitor!

L'INQUISITORE
Vi prostate innanzi al Re,
Che Dio protegge! A terra!

IL POPOLO
(Prostrandosi)
Signor, di noi pietà!

I GRANDI
(Con la spada alla mano)
Evviva il Re!

FILIPPO, L'INQUISITORE
Gran Dio, sia gloria a te!

TUTTI
Evviva il Re!

(Il Grande Inquisitore scende verso Filippo che va incontro a lui in mezzo al popolo genuflesso. Cala la tela.)



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